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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Soro n. 3-06107 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
ANTONELLO SORO. Signor Presidente, in questi giorni è stata confermata da Seat e Telecom l'esistenza di una trattativa per l'acquisizione delle emittenti televisive TMC e TMC2. Io credo che la buona riuscita dell'operazione renderebbe possibile la nascita di un terzo polo televisivo, capace di superare l'attuale duopolio RAI-Mediaset, in grado di determinare una crescita, un allargamento dell'offerta di servizi, la concorrenza virtuosa all'interno di un sistema che attualmente appare chiuso e in qualche modo condizionato da un duopolio.
il disegno di legge 1138 che il Senato dovrebbe approvare alla ripresa autunnale.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Soro, non posso che darle ragione: lei sa che le do ragione di sicuro su questo. È bene, però, precisare innanzitutto che di fronte ad un'operazione che si delinea e che può porre problemi di conformità rispetto alla legislazione vigente, io non sono in grado di fornire alcuna risposta perché, come tutti sappiamo, il controllo della conformità alla legge delle operazioni di acquisto e di fusione nel settore delle telecomunicazioni e della televisione è affidato alle autorità indipendenti e non al Governo: in primo luogo, in questo caso, all'autorità per le telecomunicazioni e, per altri risvolti che possono presentarsi, alle autorità antitrust.
PRESIDENTE. L'onorevole Soro ha facoltà di replicare.
ANTONELLO SORO. Condivido molto il suo giudizio, signor Presidente del Consiglio, e mi sembra difficile in questa circostanza non sottolineare l'estrema virulenza con la quale lo schieramento di opposizione del centrodestra in questo Parlamento ha espresso avversione e contrasto verso questa prospettiva.
ALFREDO BIONDI. Vorresti che fossimo sottomessi?
PRESIDENTE. Onorevole Biondi, la prego.
L'onorevole Soro ha facoltà di illustrarla.
Naturalmente, l'operazione deve avvenire nel rispetto dell'ordinamento interno e comunitario. Io però le chiedo, signor Presidente, stante il rispetto delle norme, che non è evidentemente in discussione, se a suo giudizio una nuova e più articolata offerta di servizi di telecomunicazioni non corrisponda esattamente all'indirizzo generale di riforma del sistema radiotelevisivo che il Governo ha proposto attraverso
Da questo punto di vista, è bene che il Governo non dica neanche ciò che ciascuno di noi può pensare quale persona privata.
In via generale, è giustissimo quello che lei ha affermato, vale a dire che vi è un grande bisogno nel mondo, ma in particolare in Italia, di un sistema più pluralista e, quindi, più articolato di telecomunicazioni, di televisioni e di offerta di informazioni e comunicazioni attraverso le diverse tecnologie, per evitare una situazione di pesante mancanza di concorrenza o di insufficienza pesante di concorrenza, quale quella che si registra in più parti del mondo e, di sicuro, anche in Italia.
Nel settore della televisione siamo ancora figli di una fase storica in cui la scarsità delle frequenze e dei mezzi disponibili ha strutturato un sistema che, a livello nazionale, è fondamentalmente duopolistico e che ha bisogno di essere aperto ad una maggiore concorrenza.
Quello che dovremmo fare o che dovranno fare il Governo, la maggioranza nel suo complesso ed il Parlamento è di adoperarsi affinché il disegno di legge atto Senato n. 1138 perda al più presto il suo numero di disegno di legge e acquisti un numero di legge finalmente vigente, cercando di approvare una legge che, utilizzando al meglio le frequenze, anche quelle che possono essere rese disponibili dalle stesse imprese del settore oggi esistenti, che non sono utilizzate e che possono essere messe sul mercato della televisione cosiddetta digitale, permetta di arrivare non solo a tre, ma anche a più poli televisivi, dando agli italiani non solo il beneficio di avere a disposizione un numero elevato di canali, ma di avere anche a disposizione tanti poli di provenienza delle informazioni e delle comunicazioni, cosa che rappresenta l'ossigeno più importante per un sistema democratico.