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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Pagliarini n. 3-06106 (vedi l'allegato A -
Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
PIERGIORGIO MARTINELLI. Signor Presidente, come da lei anticipato, prendo la parola in sostituzione del collega Pagliarini, assente per motivi di salute.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Nell'interrogazione dell'onorevole Pagliarini si pongono, in realtà, due problemi connessi, ma in parte diversi. Il primo attiene alle richieste di nuova manodopera immigrata in presenza di liste di collocamento che contengono ancora disoccupati extracomunitari, i quali erano entrati regolarmente nel nostro paese, avevano un proprio lavoro, ma poi lo hanno perduto. Si tratta di un problema reale, che ha indotto il Governo ad identificare la necessità di alcuni passaggi prima di definire le quote di immissione secondo la legge, per verificare l'esatto fabbisogno segnalato dagli imprenditori, anche ai fini di verificare i modi più corretti per fronteggiarlo. Perché si chiedono nuovi immigrati quando già ve ne sono nelle liste di collocamento? Perché si chiede automaticamente di coprire con nuova immigrazione posti di lavoro scoperti, quando si può verificare la disponibilità da parte di cittadini italiani senza lavoro a coprire quei posti?
sapendo di poter essere colpito con le armi, non si allontani con ostaggi; è chiaro, dunque, che non si allontanerebbe con il solo scafista a bordo, esposto al tiro delle armi da fuoco delle nostre forze dell'ordine. Comunque, torneremo su questo punto tra poco.
PRESIDENTE. L'onorevole Martinelli ha facoltà di replicare.
PIERGIORGIO MARTINELLI. Signor Presidente del Consiglio, debbo dire di non essere soddisfatto, in quanto lei mi dà una risposta «buonista», mentre la realtà pretenderebbe altri tipi di risposte, più concrete.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Ma non l'uso delle armi!
PIERGIORGIO MARTINELLI. Noi abbiamo già 1 milione 100 mila immigrati regolari, di cui oltre il 50 per cento iscritti alle liste di collocamento: pertanto, il problema tanto sbandierato del bisogno di manodopera non esiste.
Un'altra interrogazione all'ordine del giorno concerne lo stesso argomento, tuttavia una norma regolamentare - che ritengo dovrà essere modificata - impedisce di esaminarle congiuntamente. In ogni caso, ritengo che il Presidente del Consiglio saprà ripartire i tempi della risposta, tenendo conto di ciò.
L'onorevole Martinelli, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
Signor Presidente del Consiglio, le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti del suo Governo (i quali hanno affermato di voler allargare il numero dei nuovi ingressi nel nostro paese e regolarizzare nuove entrate di immigrati extracomunitari) hanno creato allarme tra i cittadini; è un allarme sociale che lei ben conosce dalle cronache riportate giornalmente. Vorrei chiederle se anche i recenti fatti, nei quali hanno perso la vita due militari nell'esercizio della loro funzione di controllo, non mettano il suo Governo nella condizione di riesaminare tutta la normativa relativa agli ingressi e la legge Turco-Napolitano, nonché di adottare le misure necessarie per tamponare tale grave fenomeno.
La richiesta di manodopera immigrata comporta, da parte dell'imprenditore, anche l'indicazione vincolante dei modi in cui intende fronteggiare le esigenze abitative dei nuovi entrati. Sappiamo che per molte ragioni i giovani e meno giovani disoccupati del sud oggi non hanno più la propensione a spostarsi verso il nord, come accadeva trent'anni fa; se vi sono garanzie di soluzione della questione degli alloggi nel nord (questo sarà oggetto anche di un'altra delle nostre brevi discussioni tra le 15 e le 16), è possibile che vi sia una disponibilità anche di lavoratori italiani; allora, cominciamo a verificare se tale disponibilità si concretizza o meno. Al riguardo, non ho alcuna difficoltà a convenire con il senso della prima parte dell'interrogazione e a dire che le indicazioni del Governo sono esattamente in tal senso.
Per quanto riguarda l'altra questione sollevata dall'onorevole Pagliarini (che sarà oggetto di una mia risposta ad un'altra interrogazione), rispondo, per ora, ad un punto in essa sollevato: se davanti ad episodi come quello gravissimo accaduto due giorni fa (per il quale, proprio stamattina, si è celebrato uno straziante funerale a Salerno) non si debba cambiare metodo e passare all'uso delle armi. Al riguardo, consiglierei che vi fosse ponderazione quando si fanno proposte del genere; dico ciò, innanzitutto perché l'uso delle armi è di per sé un fatto grave; in secondo luogo, perché è assolutamente illusorio pensare che lo scafo che lascia il nostro territorio dopo una incursione in cui abbia avuto successo,
In più, lei ha accennato marginalmente al fatto che è necessario aiutare i giovani disoccupati del sud, cosa giusta nella quale tutti siamo impegnati: ma allora, se i giovani del sud sono interessati non soltanto all'aspetto salariale, ma anche ad avere un'abitazione nel luogo dove vanno a lavorare, aiutiamo questi giovani.
Fatta questa premessa, lei, uomo attento e Capo di Governo, saprà che ieri, attraverso una radio, un suo predecessore, che ha ricoperto la sua carica molte volte, uomo cattolico e di fede, rispettoso dei diritti dei popoli - non ho dubbi, infatti, in proposito -, ha dichiarato che sarebbe il caso di armare le nostre Forze armate e di sparare ai gommoni al loro rientro: certo, non quando hanno a bordo persone infelici che vengono sfruttate, ma al momento del loro rientro. Penso di non aver bisogno di fare il nome della persona che ha rilasciato queste dichiarazioni, perché lei lo avrà letto sulla stampa.
A me sembra che quella seguita dal Governo sia una vera e propria strategia del terrore, del terrore per i cittadini, per la loro tranquillità e per tutte quelle garanzie che tutti i popoli pretendono. Non vorrei, allora, che si nascondesse qualcosa di ben più grosso. Ricordiamo le dichiarazioni di altri uomini di Governo che parlano di dare il voto agli extracomunitari: penso che questa strategia, più che gli uomini di Governo, che hanno perso il buonsenso e la capacità di esaminare i problemi nella loro realtà, farà riflettere i cittadini alle prossime consultazioni elettorali (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).


