Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 770 del 26/7/2000
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(Politica del Governo in materia di fiscalità degli immobili adibiti ad uso abitativo)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Foti n. 3-06113 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).
L'onorevole Foti ha facoltà di illustrarla.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente del Consiglio, la pressione fiscale sugli immobili ha ormai raggiunto livelli intollerabili. Lei sa meglio di me che anche di recente è stato dimostrato come l'investimento immobiliare non sia più ritenuto remunerativo proprio in ragione di tale pressione fiscale.
Milioni e milioni di piccoli proprietari di case si vedono soggetti, oltre che alla pressione fiscale, anche ad una pressione contributiva in sé anomala. Mi riferisco a quella dei consorzi di bonifica che spesso e volentieri pretendono contributi anche in violazione dei principi sanciti dalla suprema Corte di cassazione. In merito a ciò e dopo che è stato raggiunto un accordo tra l'Ascotributi e l'ANBI per la gestione di tali contributi, le chiedo se il Governo intenda impegnarsi innanzitutto affinché le cartelle che vengono emesse siano cartelle esattoriali ed i bollettini per il pagamento dei tributi al di sotto delle 20 mila lire non assomiglino, invece, alle cartelle esattoriali.
Inoltre, le chiedo se ella intenda assicurare che i contributi richiesti siano esclusivamente riferiti ad un importo proporzionale alla parte di reddito reale goduta ed al periodo di possesso come beneficiari, poiché diversamente si tratterebbe di una contribuzione del tutto anomala.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Foti, lei sa che, per quanto riguarda il tema generale da lei impostato, quello della pressione fiscale sulla casa, è da tempo in corso un'azione di alleggerimento che sta assumendo un significato ragguardevole per i contribuenti.
La finanziaria per l'anno 2000 che abbiamo approvato lo scorso anno ha


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elevato ad un milione e 800 mila lire l'importo della deduzione IRPEF per la prima casa e ora già la risoluzione che viene messa a punto in queste ore dalla maggioranza prevede ulteriori interventi al riguardo. Vi è la riduzione dell'imposizione sui trasferimenti immobiliari, vi è la quasi estinzione della vecchia imposta sul valore aggiunto, vi sono le misure ben note e assai efficaci negli ultimi mesi di agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e altro ancora si cercherà di fare.
Lei ha posto però un problema specifico, quello dei contributi, quello che lei chiama fiscalità semiocculta, che si aggiungono all'imposizione fiscale di coloro i quali si trovano nei territori dei contributi di bonifica.
Ho letto ed ascoltato con molto interesse quello che lei ha detto. Lei sa bene che siamo in una materia di competenza regionale con i consorzi di bonifica, i quali da anni sono trasferiti alla responsabilità delle regioni che vigilano direttamente sulla loro attività e lo stesso visto di esecutorietà sui ruoli emessi da soggetti diversi che fanno capo alle regioni è sottratto alla competenza del Ministero delle finanze e quindi del Governo. Raccolgo la sua segnalazione, ma nulla impedisce - come si è fatto in analoghe situazioni - che il Governo verifichi il rispetto delle leggi esistenti e poi insieme potremo valutare quali soluzioni anche di miglioramento legislativo possano essere adottate affinché in sede regionale non avvengano le disfunzioni che lei lamenta.

PRESIDENTE. L'onorevole Foti ha facoltà di replicare.

TOMMASO FOTI. Signor Presidente, mi è sembrato di cogliere un po' di imbarazzo nella prima parte della sua risposta, soprattutto quando ha cercato di convincerci della minore pressione fiscale sugli immobili. Mi permetto di farle presente che siamo di fronte ad un Governo che presenta come un atto di giustizia quello che invece era un atto compiuto in ritardo nell'applicazione della giustizia. Tassare un reddito figurativo non fa parte di un principio corretto di fiscalità, fa parte soltanto di un retaggio di vessazione in termini di fiscalità.
Mi permetto di farle rilevare, signor Presidente del Consiglio, che, tra un'imposizione di tipo reddituale ed un'altra di tipo patrimoniale, dal 1980 al 1997 la pressione fiscale sugli immobili è stata pari al 1.500 per cento. Penso che abbia sconfitto ogni livello possibile di adeguamento inflattivo perché, se in diciassette anni vi fosse stata un'inflazione pari al 1.500 per cento, probabilmente in quest'aula non ci sarebbe nessuno di chi ha governato in passato (e lei qualche responsabilità di Governo l'ha avuta in passato!).
La invito perciò a prendere in esame un'ipotesi di buon senso, quella cioè di fissare una pressione fiscale sulla casa che sia logica e non illogica, quale quella attuale, eventualmente anche iniziando a delineare un'imposta unica, togliendo quelle decine e decine di contributi che attualmente pesano sulla proprietà immobiliare, ne impediscono lo sviluppo con il duplice danno che non si crea ricchezza, da una parte, e non si crea neppure possibilità di locazione, dall'altra. Ricorderò soltanto che il 60 per cento del reddito percepito a livello di canone è espropriato dallo Stato.
In relazione poi alla domanda specifica, attendo gli impegni del Governo che non siano soltanto quelli assunti a parole ma che si trasformino in fatti. Quanto all'ultima considerazione, mi pare che questo Governo attualmente stia portando avanti una politica che vede ancora nella proprietà non la difesa di un diritto ma soltanto un furto (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale e del deputato Biondi).

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