Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 770 del 26/7/2000
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La seduta, sospesa alle 14,15, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta


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immediata, alle quali risponderà il Presidente del Consiglio dei ministri, professor Giuliano Amato.

(Attività dell'ENEL nel settore dei giochi e delle scommesse)

PRESIDENTE. Cominciamo con l'interrogazione Conte n. 3-06105 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
L'onorevole Conte ha facoltà di illustrarla.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, la questione della quale oggi ci occupiamo è relativa alla diversificazione in atto da parte dell'ENEL in settori non strettamente correlati a quello originario, vale a dire la fornitura dell'energia elettrica. Lei ha seguito, senz'altro, nei giorni scorsi, la polemica che si è sviluppata anche sulla stampa relativamente al fatto che in Italia l'elettricità, al netto delle imposte, costa il 20 per cento in più per le famiglie rispetto agli altri paesi europei e il gap arriva addirittura fino al 30 per cento in più per le imprese. Le famiglie con consumi fino a 3.500 chilowatt pagano, al lordo delle imposte, 410 lire per chilowattora, mentre la media europea si attesta attorno alle 247 lire.
Lei crede che, a fronte degli utili che l'ENEL sta acquisendo negli ultimi anni, sia opportuno e morale che questa società, che acquisisce i suddetti utili con margini superiori a qualsiasi altro paese in Europa, li impieghi poi per inserirsi in un settore quale quello delle scommesse?

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Se così fosse, le darei senz'altro ragione e, personalmente, non avrei dubbi sulla mia contrarietà all'ingresso dell'ENEL nel settore delle scommesse. Tuttavia, le cose non stanno esattamente così. In relazione alla sua interrogazione, mi corre l'obbligo, innanzitutto, di tranquillizzarla - lei non ne ha parlato ora ma lo ha messo per iscritto - sul fatto che, quando si è svolta una riunione interministeriale alla Presidenza del Consiglio sulla ipotesi della quale stiamo discutendo, non vi hanno partecipato i rappresentanti dell'ENEL. Lei correttamente nell'interrogazione ha scritto «Si dice» e la posso tranquillizzare che così non è stato.
Nel merito, l'ENEL non entra nel settore delle scommesse: l'ENEL, in un processo di liberalizzazione che tutti abbiamo interesse ad accentuare e favorire, proprio in funzione di una maggiore concorrenzialità - quindi maggiore accettabilità delle tariffe pagate dall'utente - ha la prospettiva, che credo che possa essere condivisa da tutti, di diventare un'impresa che offre più servizi di pubblica utilità. In genere, si usa il termine inglese multiutilities per definire tale concetto. In tale prospettiva, tenendo presente che tra i servizi di pubblica utilità non rientrano i giochi, l'ENEL, come altre aziende che hanno una clientela molto numerosa e articolata sul territorio, ha il problema di dotarsi di una rete di terminali fisici locali sul territorio, attraverso i quali raggiungere più da vicino i clienti e fornire loro servizi prevendita, servizi postvendita attinenti alle proprie finalità e non estranei ad esse.
Si tratta di un fenomeno che interessa tutta l'economia; l'economia di mercato di questi anni sta mettendo in evidenza moltissime situazioni nelle quali imprese che vendono prodotti a milioni e milioni di clienti cercano di collegarsi a imprese che hanno reti di locali sul territorio. Non le sarà sfuggito, ad esempio, che imprese che hanno molti clienti per il commercio elettronico dei prodotti più diversi a volte si collegano con imprese proprietarie di molti bar, non per vendere il caffè, ma per raggiungere i clienti.
Questa intesa con il CONI serve a fornire una rete di ricevitorie che possono essere utilizzate dall'ENEL per le proprie finalità e non per quelle del CONI. Allo stesso tempo, ne trae beneficio anche il CONI che, ai fini dei suoi compiti relativi alle attività sportive, realizza degli introiti che vanno a


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beneficio delle sue finalità istituzionali. La questione è in questi termini e in questi termini gliela consegno.

PRESIDENTE. L'onorevole Conte ha facoltà di replicare.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, finché l'ENEL fa facility management, possiamo anche accettarlo, poiché all'interno di una struttura di tipo industriale e commerciale ciò può accadere, ma un esponente della maggioranza che lo sostiene, un capogruppo nella Commissione finanze, ha affermato in un'interrogazione che l'unica ragione valida per questo intervento è quella di ripianare il deficit del CONI, che ammonterebbe a 300 miliardi.
Mi permetta di dubitare del fatto che l'ENEL abbia la competenza specifica per entrare nel settore dei giochi. Che l'ENEL voglia utilizzare la rete che già esiste è un'altra cosa, perché l'ENEL potrebbe stipulare un contratto di servizio con i concessionari che attualmente sono già sul mercato e che svolgono altre attività, che negli anni si sono sviluppate come è avvenuto, ad esempio, nel settore della riscossione delle bollette sulle tasse automobilistiche.
Mi permetta di pensare che dietro questa operazione vi sia, invece, la volontà di sanare la situazione del CONI, che è piuttosto difficile e può essere sanata solo attraverso professionalità che da tempo sono sul mercato e che conoscono il settore dei giochi.
Se l'ENEL vuole entrare in questo settore per diversificare le proprie attività, ritengo questa non sia la via giusta. Credo che ci troveremo molto presto a dover rilevare che non basterà l'intervento dell'ENEL per salvare il CONI, ma ci vorranno molti e molti altri denari (Applausi dei deputati del gruppo dei Forza Italia).

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