![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 6661 sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
GIOVANNI SAONARA, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sugli identici emendamenti Pittino 9.1, de Ghislanzoni Cardoli 9.3 e Garra 9.6 e sull'emendamento Pittino 9.2 e parere favorevole sui propri emendamenti 9.5 (Nuova formulazione) e 9.4.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.5 (Nuova formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti 485
Sono così preclusi gli emendamenti Pittino 9.2 e 9.4 della Commissione.
GIOVANNI SAONARA, Relatore. Signor Presidente, sull'articolo aggiuntivo Procacci 9.014 mi rimetto all'Assemblea, perché sono specificazioni che l'onorevole Procacci intende proporre in relazione alla attuazione della direttiva 1999/74/CE del Consiglio.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Il Governo esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Procacci 9.014.
ALBERTO LEMBO. Noi siamo sostanzialmente favorevoli allo spirito di questo articolo aggiuntivo; ciò di cui ci rammarichiamo è che altri interventi emendativi in senso aggiuntivo e integrativo che abbiamo presentato e di portata anche ben più ampia (vedo che il ministro annuisce e che concordiamo) non abbiano avuto un esito analogo: penso, ad esempio, agli emendamenti riferiti al sistema HACCP - che aveva bisogno di ulteriori ritocchi legati proprio ad alcuni inadempimenti burocratici delle regioni - che non sono stati accolti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Procacci. Ne ha facoltà.
ANNAMARIA PROCACCI. Credo che sul problema della nostra qualità di alimentazione vi sia da parte di questo Parlamento un'attenzione sempre più grande e assolutamente trasversale. Mi fa particolarmente piacere che il collega Lembo abbia espresso una posizione favorevole su questo articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.
GIORGIO MALENTACCHI. Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista, perché crediamo che questo non sia un argomento secondario. Del resto, la Commissione agricoltura se ne sta occupando da diverso tempo ed a me pare che con questo articolo aggiuntivo si possano raggiungere con soddisfazione gli obiettivi che da sempre ci eravamo prefissi in ordine all'organizzazione dell'allevamento, alle gabbie e all'etichettatura del prodotto (Applausi).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.
FRANCESCO FERRARI. Presidente, riconosco che questo articolo aggiuntivo è importante, ma a mio giudizio occorre indicare anche i tempi, altrimenti si rischia di rovinare le aziende avicole italiane.
verificare le condizioni degli allevamenti delle nostre regioni. Se non sapete come stanno le cose, documentatevi!
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di consentire all'onorevole Ferrari di svolgere il suo intervento.
FRANCESCO FERRARI. ... e tutto il sistema agroalimentare!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Veltri. Ne ha facoltà.
ELIO VELTRI. Presidente, intervengo solo per preannunciare che voterò a favore dell'articolo aggiuntivo Procacci 9.014 per le ragioni indicate dalla collega. I polli sono diminuiti perché sono immangiabili (Commenti)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fei. Ne ha facoltà.
SANDRA FEI. Presidente, peccato che soltanto i polli riescano a sollevare tanto entusiasmo e che non ottengano lo stesso risultato questioni che affronteremo successivamente, come quelle della politica europea (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere!
SANDRA FEI. Vorrei precisare che non voterò a favore di questo articolo aggiuntivo per due ragioni fondamentali: la prima l'ha illustrata il collega Ferrari e mi trova assolutamente concorde; la seconda è che, a mio giudizio, un conto è recepire la direttiva ed altro conto è dover aggiungere un'infinità di questioni per cercare di essere migliori del resto dell'Europa, complicando invece la vita dei nostri cittadini e, nel caso di specie, degli utenti della direttiva di cui parliamo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, a titolo personale esprimerò un voto contrario su questo articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. Onorevole Ferrari, per cortesia, si accomodi! Onorevole Giannotti, per piacere! Onorevole Biricotti, onorevole Folena!
GIANPAOLO DOZZO. Si vuole sostenere lo pseudo-benessere animale innestando la polemica tra allevamenti intensivi ed allevamenti estensivi: voglio allora ricordare a tutti i colleghi che, per esempio, il morbo della BSE si è diffuso dagli allevamenti estensivi dell'Inghilterra; quindi, cara collega Procacci, questa è una vecchia polemica e ridurre in maniera drastica i termini indicati dall'Unione europea mette in stato di grave difficoltà il nostro settore agricolo. Mi sembra...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, sospendo la seduta se non tenete un comportamento tale da consentire all'onorevole Dozzo e agli altri colleghi di parlare!
GIANPAOLO DOZZO. Quindi, signor Presidente, per le ragioni che ho esposto, invito i colleghi ex membri della Commissione agricoltura che hanno dichiarato voto favorevole sull'articolo aggiuntivo in esame di riflettere ancora su tale posizione, perché l'articolo aggiuntivo è contro l'agricoltura (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, confesso che, ad un sommario esame, l'argomento potrebbe non apparire appassionante...
PRESIDENTE. Onorevole Ferrari, la richiamo all'ordine! La smetta, per cortesia! Colleghi, perdiamo molto tempo in questo modo, perché impedite a chi deve parlare di esprimere le sue opinioni.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, osservavo che l'argomento, ad un sommario esame, può apparire non appassionante; è invece significativo rispetto ad un certo tipo di mentalità, che può tranquillamente penetrare nella coscienza di noi parlamentari e può anche, alla prima impressione, sembrare giusto: mi riferisco ad un migliore trattamento degli animali, nella fattispecie quelli da cortile e le galline, in altri casi i bovini. Si dimentica però di prendere in considerazione le disposizioni dell'Unione europea al riguardo e quella che, nella sostanza e nella quotidianità, è l'attività dei nostri agricoltori ed allevatori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guarino. Ne ha facoltà.
ANDREA GUARINO. Signor Presidente, i parlamentari dell'UPR voteranno contro l'articolo aggiuntivo in esame per le motivazioni già espresse da vari colleghi:
la proposta è sicuramente animata dalle migliori intenzioni, ma le conseguenze sul piano concreto sembrano non meditate. Per tale ragione, esprimeremo voto contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanardi. Ne ha facoltà.
CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, non so se in questo Parlamento vi sia una lobby agricola, se però c'è, mi ci iscrivo immediatamente perché, fra le tante cose di cui ci stiamo occupando, questa è una delle più importanti per i riflessi che ha. L'onorevole Veltri, annunciando un voto favorevole sull'articolo aggiuntivo in esame, si dichiara preoccupato per la qualità dei prodotti che giungono sulla sua tavola. Sono preoccupato anch'io, anzi preoccupatissimo, perché se azzeriamo la produzione italiana, siamo poi costretti a mangiare prodotti che arrivano da chissà dove. L'emendamento presenta problemi economici, di costume e di realismo. Per principio sono portato a votare contro un emendamento che, in maniera estemporanea, viene presentato in aula, senza che nessuno abbia fatto un raffronto costi-benefici, realtà aziendali, disoccupazione, considerando che il settore può andare in crisi se viene immediatamente costretto ad adeguarsi ad una norma introdotta in maniera rapsodica dal Parlamento. Possiamo approfondire l'argomento in seguito, non dico che l'emendamento non abbia elementi da valutare,...
PRESIDENTE. Onorevole D'Amico, per cortesia.
CARLO GIOVANARDI. ...ma considererei un gravissimo errore e una forma di autolesionismo, contro gli interessi dei produttori e dei consumatori italiani, votare a favore dell'emendamento in esame. Annuncio pertanto il voto contrario dei deputati del CCD.
PRESIDENTE. Onorevole Spini, prenda posto per cortesia.
FLAVIO TATTARINI. Signor Presidente, desidero annunciare un voto contrario sull'emendamento proposto, per due motivazioni di fondo. Innanzitutto, la direttiva che dovremmo recepire attraverso il decreto legislativo è presente nell'allegato B, quindi secondo quelle procedure entro un anno il Governo è obbligato a presentarla al Parlamento. L'articolo 1, comma 3 prevede il parere delle Camere su quel decreto legislativo. Pertanto il Parlamento ha facoltà di intervenire sulla proposta di decreto legislativo del Governo. In secondo luogo, quanto definito con l'emendamento in questione, più che criterio è una forzatura sui criteri minimi già definiti dalla direttiva europea che, di per sé, configura già il decreto legislativo e non consente margini alla discussione libera che invece dovremmo fare, anche con il parere della Commissione agricoltura di questa Camera, che sul punto non è stata minimamente coinvolta (Applausi dei deputato Ferrari).
MARIO PEZZOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, proprio per non rendere inutile l'animata discussione ed evitare che venga bocciato un emendamento che può avere un significato sostanziale, mi permetto di proporre all'onorevole Procacci di rivedere il termine della decorrenza al primo gennaio 2002 (come emerso da alcuni interventi) oppure di votare l'emendamento per parti separate. Infatti, sulla prima parte c'è un disaccordo anche trasversalmente tra i gruppi e all'interno degli stessi, mentre la seconda (dalla lettera e)) ha un significato importante, perché migliora anche la qualità del prodotto.
GIANPAOLO DOZZO. Pensa agli allevatori di destra che ti mandano a casa, che sei veneto!
PRESIDENTE. Colleghi, sulla base della richiesta di votazione per parti separate, che qualunque deputato può fare, potremmo votare il primo periodo fino alle parole «criteri direttivi»; poi dalla lettera a) alla lettera d); infine dalla lettera e) alla fine. Si intende che se viene respinta la prima parte, viene respinto l'intero emendamento.
ANNAMARIA PROCACCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Procacci, lei è già intervenuta.
DOMENICO IZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DOMENICO IZZO. Signor Presidente, prima del voto, dal momento che l'emendamento, così come è formulato, penalizza ingiustamente gli agricoltori italiani rispetto ai concorrenti europei, vorrei chiedere alla collega Procacci di ritirare l'emendamento trasfondendone il contenuto in un ordine del giorno che impegni il Governo a far valere questa interpretazione restrittiva nelle prossime direttive europee, in modo che valgano per tutti gli agricoltori europei. Credo che ciò consentirebbe un voto favorevole unanime e un accoglimento dell'ordine del giorno da parte del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Procacci?
ANNAMARIA PROCACCI. Signor Presidente, non intendo trasfondere il contenuto di questo emendamento in un ordine del giorno e vorrei motivare brevemente questa mia scelta.
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Come il ministro sa, questo riapre il dibattito.
GIANNI FRANCESCO MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie. Signor Presidente, intervengo per informare i colleghi che su questo emendamento dell'onorevole Procacci vi è stata un'ampia disamina da parte del Ministero dell'agricoltura, al quale sono stati posti i problemi, ed il Ministero ha svolto anche un'inchiesta, che ha portato al parere che qui ho espresso, a nome del Ministero dell'agricoltura e del Ministero della sanità.
CARLO GIOVANARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà per due minuti.
CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, confermo il nostro voto contrario, aggravato dalle dichiarazioni del Governo, perché per l'ennesima volta tutti possono interessarsi di questi provvedimenti tranne le Commissioni competenti, in questo caso la Commissione agricoltura. Tutti possono approfondire i problemi tranne il Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania) e si vuole «scodellare» qui un prodotto già confezionato, di cui nessuno ha misurato i danni ingenti per i nostri allevamenti, facendo i «primi della classe» in Europa, come al solito, e mettendo in difficoltà i nostri produttori. Quindi, a maggior ragione, voteremo contro (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD, di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
AVENTINO FRAU. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AVENTINO FRAU. Signor Presidente, intervengo molto brevemente solo per affermare due cose. Quello di cui ci stiamo occupando è un settore gravemente danneggiato dalle vicende sanitarie, con la distruzione di intere aziende. È un settore psicologicamente molto prostrato, perché si tratta di aziende che non hanno la capacità di rimettersi in circolo in breve tempo, visto che si è interrotta anche la filiera produttiva. Ci troviamo di fronte ad una situazione in cui la normativa europea, pur se applicata fino a questo momento nei limiti in cui ciò è stato possibile, viene ulteriormente aggravata dal nostro Parlamento (se questo emendamento verrà approvato), dando ai nostri produttori la sensazione di essere abbandonati dalle istituzioni nazionali in una situazione così complessa.
STEFANO LOSURDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANO LOSURDO. Signor Presidente, non si può anticipare il futuro indirizzo comunitario su questa materia e quindi è fondata l'accusa di voler essere i primi della classe in questo delicato settore dell'economia agraria. Condivido le osservazioni dei colleghi Ferrari e Domenico Izzo, soprattutto in riferimento ai tempi perché, se fossero rispettati quelli previsti nell'emendamento in questione, verrebbe meno un settore importantissimo dell'economia agraria, che è l'unico ad essere in attivo sotto il profilo delle esportazioni. Invito anch'io la collega Procacci a ritirare il suo emendamento e a trasformarlo in ordine del giorno perché, se venisse accolto, si correrebbero gravi rischi. Si possono condividere le finalità dell'emendamento, ma non si può disconoscere che l'economia di questo settore verrebbe stravolta. Ritengo che responsabilmente si debba votare contro.
GIANPAOLO DOZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, ho ascoltato le rassicurazioni del ministro, il quale ha detto che vi è stata un'ampia disamina da parte del Ministero dell'agricoltura su questo settore. Mi auguro che l'ampia disamina di cui lei parla abbia riguardato gli aiuti che da mesi questo settore sta aspettando per i danni derivanti dall'epidemia di influenza aviaria. Da mesi le aziende avicole, azzerate totalmente a seguito di quella epidemia che ha colpito quasi tutte le zone di produzione del Lombardo-Veneto, in particolare delle province di Mantova e di Verona, attendono un intervento del Ministero, che ancora non ha erogato i fondi.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Dozzo.
GIANPAOLO DOZZO. Meno male che il collega Losurdo di Alleanza nazionale ha riportato nella normalità questo settore del comparto agricolo (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
FRANCESCO FERRARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO FERRARI. Signor Presidente, vorrei svolgere alcune considerazioni a mio avviso importanti. Innanzitutto, in quest'aula si sta parlando di animali, polli e galline, ma non si dice che migliaia di carcerati sono in rivolta a causa delle condizioni disastrose delle carceri. Per i polli si chiede di fare chissà che cosa, quando nessuno parla dei carcerati che si trovano in condizioni disumane (Applausi)! Parliamo solo di polli e di cani e non parliamo di uomini che si trovano in condizioni indegne! Il collega Veltri dovrebbe dire qualcosa per gli uomini, non su galline, cani o gatti!
GIOVANNI SAONARA, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI SAONARA, Relatore. Signor Presidente, intervengo solo per cercare di chiarire...
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole relatore. Colleghi, non è possibile lavorare in questo modo: come ve lo devo dire? Onorevole Veltri, per cortesia. Onorevole
Domenico Izzo, la richiamo all'ordine; vada al suo posto, per cortesia. Prego, onorevole relatore.
GIOVANNI SAONARA, Relatore. Signor Presidente, intervengo solo per cercare di chiarire qualche elemento che forse i colleghi, nell'affollamento dei provvedimenti al nostro esame in questi giorni, non hanno del tutto valutato. Nel corso dell'esame in XIV Commissione, la direttiva n. 99/74 è passata dall'allegato A all'allegato B. Ciò significa che il Parlamento e le Commissioni permanenti avranno il diritto e l'obbligo di esprimere il parere sul provvedimento legislativo. Inoltre, vorrei dire ai colleghi che il recepimento di quella direttiva è indipendente dalla volontà del nostro paese, in quanto è un obbligo legato alla nostra appartenenza comunitaria (Commenti del deputato Chiappori).
PRESIDENTE. Onorevole Chiappori, per cortesia. Prego, onorevole relatore.
GIOVANNI SAONARA, Relatore. Signor Presidente, vorrei dire molto sommessamente che il termine di recepimento è fissato a 31 gennaio 2002, quindi c'è il tempo per adottare il decreto legislativo di recepimento, sottoporlo alla valutazione delle Commissioni e modificare eventualmente il testo proposto dal Governo.
GIANPAOLO DOZZO. Non siamo fuori strada!
GIOVANNI SAONARA, Relatore. ...quindi, Presidente, inviterei davvero l'onorevole Procacci a presentare un ordine del giorno che indichi al Governo l'opportunità che vengano osservate condizioni più rigorose, ma rispettando i termini temporali già previsti dalla direttiva.
PRESIDENTE. Mi sembra che i termini della questione siano chiari.
ANNAMARIA PROCACCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANNAMARIA PROCACCI. Signor Presidente, credo che la discussione che si è svolta oggi in quest'aula sia stata importante: certamente lo è stata per me, perché ritengo che sulla materia del benessere animale e dell'alimentazione degli umani e della loro salute il Parlamento
debba sempre, continuamente lavorare, interrogarsi e riflettere, come oggi abbiamo fatto, sia pure con le considerazioni diverse, molto diverse, che ho sentito.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Pittino 9.1, de Ghislanzoni Cardoli 9.3 e Garra 9.6, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 483
Votanti 476
Astenuti 7
Maggioranza 239
Hanno votato sì 218
Hanno votato no 258).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
Votanti 480
Astenuti 5
Maggioranza 241
Hanno votato sì 464
Hanno votato no 16).
Chiedo al relatore di esprimere il parere sull'articolo aggiuntivo Procacci 9.014.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lembo. Ne ha facoltà.
Mi pare quindi che, attraverso le griglie dei criteri di ammissibilità, passino degli aspetti tutto sommato marginali e innovativi come questo, mentre sono stati bloccati invece interventi molto più importanti per settori di rilevanza economica o economico-sociale molto più rilevanti.
Noi, pur votando a favore dell'articolo aggiuntivo in esame, ribadiamo il nostro rammarico per la inadeguatezza dei criteri di riferimento che bloccano interventi veramente importanti e positivi, lasciando passare poi altre iniziative che possono essere anche positive ma che sono complessivamente marginali.
Desidero illustrarlo in modo assolutamente breve.
L'articolo aggiuntivo si riferisce al recepimento della direttiva europea sulle galline ovaiole che, come forse i colleghi sapranno dal momento che ha avuto un certo risalto sugli organi di stampa, prevede dal 2012 lo smantellamento delle gabbie. Oggi le galline si trovano a vivere in uno spazio assolutamente ristretto che non consente loro neppure di aprire le ali! Questa situazione ha colpito moltissimo l'opinione pubblica sia dal punto di vista della condizione degli animali sia da quello della possibilità di avere alimenti migliori da animali che vivono in condizioni migliori.
Colleghi, la prima parte dell'articolo aggiuntivo consente alle galline di avere questo spazio, perché oggi è ancora un po' più piccolo di questo. Non si tratta quindi di una grande richiesta ed è comunque l'originaria richiesta della Commissione europea. I centimetri a disposizione delle galline ovaiole sono 798, come è evidenziato nei documenti in mio possesso: sono costrette a vivere tutta la vita in questo spazio!
La seconda parte dell'articolo aggiuntivo riguarda le gabbie arricchite che in Italia non sono praticamente usate e che sono quelle con accessori, di cui chiediamo (tanto in Italia la produzione non è interessata a questo tipo di gabbia) la dismissione a partire dal 2012, anche per evitare degli errori da parte dei nostri produttori che, eventualmente, volessero ricorrere a questo tipo di gabbie per far stare meglio gli animali.
L'ultima parte dell'articolo aggiuntivo riguarda la questione dell'etichettatura. Tutti noi, quando andiamo a comprare degli alimenti (credo che ciò riguardi non solo le parlamentari, ma anche i parlamentari che hanno l'occasione di fare la spesa) guardiamo bene che cosa è scritto sull'etichetta. Noi vi proponiamo che sull'etichetta, per quella scelta di qualità della produzione alimentare che il nostro paese ha fatto con sempre maggiore forza, vi sia scritto quale sia la condizione delle galline che hanno prodotto quelle uova: se sono allevate all'aperto, a terra o in gabbia. Vi ringrazio e confido nel voto favorevole dei componenti l'Assemblea (Applausi).
Sono favorevole al recepimento della direttiva comunitaria, ma occorre - lo ribadisco - che si prevedano i tempi materialmente necessari per procedere alla ristrutturazione delle aziende, altrimenti si rischia di distruggere tutto il sistema avicolo del nostro paese (Commenti dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Forza Italia)! Colleghi, se non conoscete la situazione, andate a
Negli scorsi mesi il nostro patrimonio avicolo si è già impoverito, a causa dell'influenza aviaria, di circa 20 milioni di polli. Quello avicolo, peraltro, è l'unico settore agricolo quasi autosufficiente in Italia.
Qual è il problema? Venti milioni di polli sono stati colpiti dall'influenza aviaria e con certe disposizioni si rischia di mettere in grosse difficoltà tutte le aziende agricole (Commenti) ...
Ripeto, dunque, che sono favorevole al recepimento della direttiva, ma purché siano indicati tempi e modi per i conseguenti adempimenti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e della Lega nord Padania e di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Onorevoli colleghi, per cortesia! Vi prego di fare silenzio! Onorevole Veltri, si accomodi. Onorevole Mussi, per piacere! Onorevole Bonato!
Prego, onorevole Fei.
Mi sembra una follia, inoltre, inculcare con queste etichettature nella testa della gente che la gallina felice fa le uova buone, mentre la gallina infelice - uso i due aggettivi tra virgolette - le fa cattive! Sono concetti che non stanno né in cielo né in terra e che avranno un'incidenza gravissima non solo sulla mentalità ma anche sulla produzione del nostro paese e, conseguentemente, sui redditi dei nostri agricoltori.
Esprimerò pertanto un voto contrario sull'articolo aggiuntivo Procacci 9.014.
Ricordo ai colleghi che il settore della produzione delle uova è importantissimo per l'economia del mondo agricolo, che spesso è penalizzato. Anche in quest'occasione si tenta di penalizzare un comparto che è tra i più produttivi.
Con questo articolo aggiuntivo si vuole far passare l'idea di uno pseudo benessere animale ...
Prego, onorevole Dozzo.
Per piacere, accomodatevi; onorevole Lumia, la richiamo all'ordine per la prima volta; onorevole Sedioli, la richiamo all'ordine per la prima volta! Onorevole Mussi, si accomodi, per piacere; si accomodi, per cortesia, onorevole Mussi; la richiamo all'ordine per la prima volta, onorevole Mussi, si accomodi (Proteste del deputato Mussi - Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Prego, onorevole Dozzo.
Prego, onorevole Scarpa Bonazza Buora.
Credo che essere «più realisti del re» e «più pierini dei pierini» non sia utile per i nostri agricoltori nazionali nei confronti degli altri agricoltori europei. Andando di questo passo (mi riferisco anche alle dichiarazioni programmatiche del signor ministro delle politiche agricole un paio di mesi fa), gli agricoltori e gli allevatori italiani saranno costretti a portare al guinzaglio le proprie vacche a Cortina d'Ampezzo e magari d'estate a Forte dei Marmi! Procediamo, quindi, con un po' di cautela, cerchiamo di non essere «più realisti del re» e di non danneggiare ulteriormente la nostra agricoltura ed i nostri allevamenti (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tattarini. Ne ha facoltà.
Noi abbiamo già imboccato la strada di una produzione agricola del nostro paese sempre più orientata verso la qualità, perché già in buona parte essa è conosciuta in Europa e nel mondo come una produzione di qualità.
Ciò che è scritto in questo emendamento non è un'utopia ed io ritengo, colleghi, che, se vi fosse stata la contrarietà da parte del Governo, evidentemente essa sarebbe stata espressa. Stiamo compiendo un cammino graduale e, poiché da più parti mi è venuta una sollecitazione riguardo ai tempi, come ha sottolineato il collega Ferrari, il cui intervento ho ascoltato attentamente, per quanto mi riguarda, Presidente, sono disponibile ad aumentare il termine previsto dall'emendamento, portandolo dal 2003 al 2005.
Vi sono molte richieste, anche da parte dei consumatori, di uova sempre più buone, nel senso, collega Fei, che sappiano conciliare l'aspetto salutista con la condizione degli animali. Chi può pensare che una gallina che sta tutta la vita in uno spazio della dimensione di un foglio dia delle uova buone come quelle di una gallina che si trova in condizioni migliori? Chi di noi - anche noi siamo animali, colleghi, e non dobbiamo mai dimenticarlo - amerebbe passare la vita in uno sgabuzzino senza potersi muovere? Questo è dimostrato dal punto di vista etologico e scientifico (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania), colleghi, ed è per questa motivazione che ho sempre sottoscritto gli emendamenti del collega Lembo contro la macellazione rituale, perché il senso è esattamente lo stesso.
Vi informo anche che nella bozza, ormai quasi definitiva, della carta dei diritti messa a punto in vista della conferenza di Nizza è inserita la tematica delle condizioni dell'allevamento degli animali. Dico questo per informazione dei colleghi.
Hanno ragione i colleghi Scarpa Bonazza Buona e Giovanardi quando affermano che non si può essere «più realisti del re», soprattutto nei confronti dell'Unione europea, anche perché non è detto che tutto ciò che viene fatto dai paesi del nord Europa sia valido. Già la nostra produzione ha un discreto livello di qualità e quindi non è il caso di accettare l'ipotesi formulata dall'onorevole Veltri, relativa alla qualità del prodotto (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
In precedenza ho dichiarato a titolo personale la mia contrarietà all'emendamento, mentre ora lo faccio a nome del gruppo della Lega nord Padania, in considerazione di quanto ho appena espresso e di quanto hanno dichiarato prima di me i miei colleghi su questo pseudo-emendamento sul benessere animale. Non capisco poi le posizioni di alcuni miei colleghi che, pur sapendo come stanno esattamente le cose, evitano di dare una concreta risposta alle esigenze del settore. Eppure, si tratta di persone che hanno lavorato nella Commissione agricoltura e che ora sembrano essersi dimenticate di questo importante settore della nostra economia.
Onorevole Armani, la richiamo all'ordine per la prima volta. Onorevole Armani, la richiamo all'ordine per la seconda volta.
Onorevole Amoruso, la richiamo all'ordine per la prima volta.
Onorevole Liotta la richiamo all'ordine per la prima volta.
Onorevole Veltri la richiamo all'ordine per la prima volta.
In secondo luogo, il mondo avicolo in questi ultimi sei mesi ha subito danni enormi; al Senato è in esame un provvedimento per riparare a quei danni, ma la gente rischia di morire di fame se non si provvede con urgenza. Allora, voglio fare una proposta: si deve ristrutturare il settore, perché così non può sopravvivere. Mi rivolgo alla collega Procacci: diamo tempo fino al 2005; la proposta contenuta nell'emendamento potrebbe passare all'esame della Commissione competente, come affermava giustamente l'onorevole Tattarini. Si tratterebbe di una proposta seria, anche per dare un giusto riconoscimento al settore (Applausi)!
La direttiva n. 99/74 precisa disposizioni e termini temporali (1o gennaio 2002; 1o gennaio 2007; 1o gennaio 2003; 1o gennaio 2012): vorrei ricordarlo agli onorevoli colleghi che sono intervenuti e che sono preoccupati di un sovvertimento relativo al comparto. Personalmente, condivido le preoccupazioni espresse circa il settore nel suo complesso; è certo che la direttiva citata si inserisce in una situazione non facile, anzi estremamente difficile, dovuta peraltro a fattori estranei alla questione delle gabbie e dell'allevamento in batteria. Voglio aggiungere, fermo restando che è stato già chiesto all'onorevole Procacci di trasformare il suo articolo aggiuntivo in un ordine del giorno, che ovviamente è consentito agli Stati membri di mantenere ed applicare condizioni più rigorose. La proposta presentata dall'onorevole Procacci tende proprio a stabilire queste condizioni più rigorose, ma fa riferimento ad una direttiva che comunque deve essere recepita dal nostro paese.
Per quanto mi riguarda, quindi, ribadisco che la decisione è rimessa, come sempre, all'Assemblea, però credo che ciò che inerisce al parere delle Commissioni parlamentari sia garantito dal fatto che la direttiva è contenuta nell'allegato B.
In secondo luogo, se l'onorevole Procacci richiede condizioni più rigorose, desidero chiarire che esse attengono ad uno degli elementi previsti nella direttiva stessa e che la sua proposta è un suggerimento al Governo. Personalmente, non trasformerei la questione in una guerra tra chi desidera condizioni di migliore vivibilità per le galline e chi invece pensa più agli allevatori che alle galline. Siamo fuori strada...
Accetto di trasfondere il contenuto del mio articolo aggiuntivo - che pertanto ritiro - in un ordine del giorno (Applausi di deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e di Alleanza nazionale), colleghi, sperando che vi sia un'adesione totale da parte dell'Assemblea e sperando che vi sia una piena consapevolezza dell'importanza di questo tema anche per la produzione del nostro paese.
Forse vi sarà sfuggito, nell'agitazione, che è stata un po' la caratteristica di questa discussione, che il collega Ferrari era favorevole allo slittamento temporale da me proposto. Non importa, fatto sta che io vi proporrò il mio ordine del giorno e lo proporrò per tutto quello che comporta, per la valenza sulla salute degli umani e per la valenza sul benessere degli animali, perché animali umani e non umani sono sempre strettamente legati. Voglio ricordarvi che la mia proposta si riferiva a spazi corrispondenti alle dimensioni di questo foglio, che vi ho già mostrato, mentre oggi la situazione è di gran lunga peggiore. Mi aspetto quindi un voto positivo da parte di tutti sull'ordine del giorno, richiamando anche l'Unione europea alla necessità di accelerare i tempi della trasformazione del sistema produttivo.


