La Camera,
vista la relazione sulla partecipazione dell'Italia nell'Unione europea;
visto che tale documento non è più solo una ricognizione ex post dell'attività svolta dal Governo in sede di Unione europea, bensì deve considerarsi anche come un programma in itinere dei principali obiettivi che si intende conseguire;
visto che si tratta di un documento che tende a valorizzare l'intervento del Parlamento nella fase del procedimento di formazione delle decisioni comunitarie;
visto che tale intervento del Parlamento è particolarmente importante in tutti i settori, ma soprattutto in quelli ancora rientranti nel cosiddetto Terzo pilastro dell'Unione europea (cooperazione di polizia e cooperazione giudiziaria in materia penale), dove il deficit democratico è molto sentito;
visto che il Governo non può impegnare la posizione negoziale del Paese senza aver prima acquisito il parere delle Camere, così come stabilito dall'articolo 3 del Protocollo allegato al Trattato di Amsterdam sul ruolo dei Parlamenti nazionali e dall'articolo 3 della legge 16 giugno 1998, n. 209, di ratifica del Trattato di Amsterdam;
vista la necessità di seguire con particolare attenzione le decisioni che vengono assunte in sede comunitaria, le quali, se non legate agli interessi della società civile che il Parlamento rappresenta, rischiano di ledere interessi economici e sociali del Paese e di accrescere la distanza che ormai si avverte sempre più tra paese legale e paese reale;
considerato altresì il processo di allargamento in atto, l'apertura della CIG, l'eventualità che l'adesione dei nuovi paesi avvenga per gruppi, comunque sul presupposto di una piena adesione e quindi di un adeguamento all'acquis commounautaire;
impegna il Governo:
a trasmettere tempestivamente alle Camere per il necessario parere tutti i progetti di decisione nella fase ascendente del procedimento di adozione, cosi come previsto dal Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali e dall'articolo 3 della legge di ratifica del Trattato di Amsterdam - legge n. 209 del 1998;
ad individuare idonei meccanismi con la rappresentanza italiana a Bruxelles affinché l'invio dei dossier e dei documenti avvenga in modo ragionato, così da assicurare un coinvolgimento «utile» del Parlamento e non un invio formale di carte, poco produttivo sotto il profilo dei contenuti. In particolare i progetti di decisione dovrebbero essere trasmessi unitamente ad un appunto ragionato che riassuma la posizione degli altri paesi e dia un quadro della situazione negoziale esistente;
ad assicurare, in particolare, una costante informazione sull'attuazione dei punti contenuti nella «tabella di marcia»
Pag. 68
predisposta dalla Commissione su iniziativa del commissario Vitorino (COM (2000) 167 definitivo) per la realizzazione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
a perseguire in materia di immigrazione una politica volta ad assicurare il coinvolgimento di tutti i partners europei nella stagione dei flussi migratori, cercando di affermare, pur nel rispetto della sovranità dei singoli Stati, la prevalenza dei seguenti principi:
a) previsione in tutti i paesi dell'Unione europea di flussi di ingresso legale in relazione al fabbisogno e alle reali capacità ricettive;
b) favorire una politica di sviluppo nei paesi di provenienza dei flussi migratori, con la previsione di misure, quali il rimpatrio assistito, volte ad aiutare gli immigrati a rimanere nei loro territori di origine, i quali devono potersi sviluppare e fornire progressivamente le stesse possibilità di crescita dei paesi cosiddetti industrializzati;
c) prevedere nei singoli Stati e in prospettiva - come obiettivo della cooperazione giudiziaria penale - gravi sanzioni ed eventualmente una forma apposita di reato per chi svolge traffico di esseri umani;
a perseguire una politica del Mediterraneo volta a garantire sviluppo e sicurezza, per i quali appare imprescindibile una sempre più efficace lotta al crimine organizzato, che nei Balcani, e soprattutto in Albania, sembra aver trovato una base di fecondo sviluppo;
a perseguire una politica di qualità e non di quantità nella politica di sostegno alle piccole e medie imprese, che devono, in particolare, essere agevolate attraverso la semplificazione degli oneri amministrativi e una maggiore flessibilità delle procedure volte ad ottenere aiuti diretti all'innovazione tecnologica, alla ricerca e allo sviluppo.
6-00129. Fei, Biondi, Costa, Frau, Mantovano, Collavini.
La Camera,
vista la relazione annuale del Governo sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, trasmessa il 25 gennaio 2000;
tenuto conto dei pareri espressi su di essa dalle Commissioni di merito;
collegandosi all'esame in Aula, svoltosi nei giorni 6 e 9 marzo 2000, sul programma di lavoro della Commissione per l'anno 2000 e sugli obiettivi strategici 2000/2005;
riconfermando le posizioni assunte con la Risoluzione della Camera dei deputati sul programma legislativo della Commissione europea del 9 marzo 2000, accettata dal Governo, e, inoltre, con più specifico riferimento alla relazione annuale;
impegna il Governo:
a riservare, nella prossima Relazione annuale, una specifica attenzione alle risoluzioni adottate dal Parlamento, così da rendere possibile il confronto tra intendimenti e indirizzi, da un lato, e risultati conseguiti, dall'altro, dando conto delle difficoltà e delle resistenze incontrate;
a dedicare, nella prossima Relazione annuale, uno spazio adeguato alla descrizione della posizione del Governo in relazione ai problemi e ai provvedimenti che saranno esaminati dal Consiglio dei Ministri delle Comunità europee;
a riferire sui flussi finanziari destinati all'Italia, insieme con le osservazioni svolte su tale tematica dalla Corte dei Conti delle Comunità europee;
a favorire il rafforzamento della partecipazione del Parlamento italiano alla fase ascendente del processo decisionale e legislativo dell'Unione, dando piena attuazione all'introduzione dell'obbligatorietà dell'esame, da parte del Parlamento, delle proposte normative comunitarie, entro il termine di sei settimane previsto dal Trattato;
Pag. 69
ad affrontare la Conferenza intergovernativa con un'ambizione all'altezza delle sfide, sostenendo la necessita che la revisione dei Trattati non si limiti al «triangolo di Amsterdam», ma attui una riforma in profondità, nella direzione del rafforzamento delle politiche comuni, la «comunitarizzazione» del II e III pilastro, la semplificazione delle procedure di cooperazione rafforzata, l'introduzione di vere risorse proprie dell'Unione;
ad appoggiare la richiesta del Parlamento europeo di «costituzionalizzare» la Carta dei diritti e, comunque, a sostenere con determinazione che la Carta dei diritti sia preparata entro il termine dei lavori della Conferenza intergovernativa e che essa sia agganciata, nelle forme possibili, al Trattato;
a sostenere il rafforzamento delle politiche dell'Unione nei confronti dei Balcani, anche in vista del futuro dei rapporti con quest'area;
a promuovere la piena attuazione dei principi stabiliti dalla Conferenza di Barcellona, attraverso il miglioramento delle modalità di funzionamento del partenariato e il coinvolgimento graduale di tutti i paesi dell'area mediterranea;
a favorire la rapida ripresa dei negoziati nell'ambito dell'OMC e a difendere in quella sede gli obiettivi di un riequilibrio tra i diversi comparti agricoli e della tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e agroalimentari;
a promuovere, sulla base delle conclusioni del Vertice di Lisbona, la creazione di uno spazio europeo della ricerca e dell'innovazione, attraverso un maggiore sostegno alla ricerca e ai settori tecnologicamente avanzati;
a garantire, nell'ambito della programmazione dei Fondi strutturali, adeguate risorse alla cooperazione transfrontaliera con la regione adriatico-balcanica;
a individuare adeguati meccanismi di monitoraggio per verificare, oltre agli aspetti quantitativi, anche l'efficacia e la qualità delle azioni cofinanziate dai Fondi strutturali;
a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche nazionali, anche attraverso l'istituzionalizzazione dal ruolo assunto dal Consiglio Euro e il coordinamento delle politiche fiscali, con particolare riferimento alle forme di tassazione sul risparmio;
a garantire la piena attuazione degli impegni assunti dal Vertice di Tampere, in particolare per quanto riguarda il controllo delle frontiere con i paesi non appartenenti all'Unione europea;
a promuovere l'istituzione a livello europeo di un regime comune in materia di asilo e a intensificare i rapporti con i paesi di origine dell'immigrazione;
a promuovere la definizione, a livello europeo, di regole certe per la produzione, la commercializzazione e l'utilizzo di prodotti agroalimentari e per i sistemi di controllo, al fine di garantire i consumatori ed evitare penalizzazioni per i produttori nazionali e dei prodotti tipici italiani;
a risolvere il grave problema del mancato o parziale recepimento delle direttive comunitarie nel settore dell'alimentazione;
a garantire, in materia di manipolazioni genetiche, la piena applicazione del principio di precauzione per la tutela della salute e dell'ambiente;
ad affermare in sede comunitaria la priorità dei valori dell'ambiente, della salute e della sicurezza rispetto alle ragioni del mercato.
6-00130. Ruberti, Bova, Saonara, Pittino, Ferrari.
La Camera,
vista la «Relazione annuale del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea»;
Pag. 70
visti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari sul documento in questione;
visto altresì il disegno di legge di iniziativa governativa recante «Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2000»;
preso atto del programma di lavoro elaborato dalla Commissione europea per il quinquennio 2000-2005;
tenuto conto del ruolo attivo che i parlamenti nazionali sono chiamati a svolgere, al fine di completare il processo di integrazione politica ed economica dell'Unione, così come previsto dal Trattato di Amsterdam;
considerata l'opportunità di assicurare un giusto equilibrio nei rapporti tra l'Unione europea e gli Stati membri per quel che riguarda l'attività di elaborazione normativa;
tenuto conto della raccomandazione dell'OCSE in tema di qualità della legislazione e di altre iniziative assunte a livello comunitario per migliorare la qualità redazionale dei testi legislativi nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (quest'ultimo mira a garantire che l'incidenza del diritto comunitario non vada oltre quanto è effettivamente necessario per conseguire gli obiettivi del Trattato);
rilevato che la Camera dei deputati, sulla base del problema del metodo e della qualità della legislazione, ha avviato un processo di riforma delle norme regolamentari relative all'istruttoria legislativa che è culminato nell'istituzione del Comitato per la legislazione;
rilevato che anche sul versante delle competenze affidate al Governo è in atto da tempo un processo di razionalizzazione dell'ordinamento normativo;
tenuto conto che l'emanazione di direttive comunitarie comporta problemi di recepimento relativamente alle diverse realtà istituzionali e normative di ciascun Stato membro;
constatata l'esigenza di valorizzare, nel processo di integrazione europea, il ruolo delle autonomie locali e di promuovere specifiche azioni nell'interesse delle aree montane e delle regioni marittime dell'Adriatico;
constatata altresì l'esigenza di preservare dal fenomeno della globalizzazione il sistema delle piccole e medie imprese, le quali rappresentano il principale tessuto produttivo dell'Unione europea;
tenuto conto dell'importanza che assume l'ampliamento dell'Unione europea ad altri Stati;
tenuto altresì conto di quanto accaduto al vertice WTO di Seattle e delle profonde divergenze esistenti tra Stati Uniti d'America ed Unione europea soprattutto nel settore dell'agricoltura e delle biotecnologie;
constatata la gravità del fenomeno dell'immigrazione illegale che genera profondo allarme nell'opinione pubblica italiana;
impegna il Governo:
a promuovere, presso le competenti sedi comunitarie, le ulteriori attività di razionalizzazione e semplificazione della normativa dell'Unione europea;
a sollecitare, in ambito comunitario, una maggiore attuazione del principio di sussidiarietà;
a perseguire, sempre in ambito europeo, il riconoscimento del ruolo delle aree montane e delle realtà insulari;
a riconoscere il carattere di territorio frontaliero alle regioni marittime dell'Adriatico;
a rafforzare il processo di riforma istituzionale da tempo in atto a livello comunitario, rendendo più marcato e compiuto il ruolo del Parlamento europeo;
Pag. 71
a farsi parte attiva per la ripresa dei negoziati del WTO, ponendo come punti fermi, soprattutto con gli Stati Uniti:
1) l'adozione di clausole di salvaguardia che tutelino il settore artigianale a fronte di un'eccessiva liberalizzazione del mercato;
2) il raggiungimento di un equilibrio etico tra la ricerca scientifica e la commercializzazione di prodotti geneticamente modificati;
3) la salvaguardia della sicurezza alimentare e del consumatore, che deve essere difeso da quei prodotti composti da sostanze chimiche ed ormonali vietate in molti paesi dell'Unione europea;
ad affrontare con maggiore efficacia, sia in ambito nazionale che in quello comunitario, il fenomeno dell'immigrazione clandestina, regolando i flussi migratori ed attuando una politica dei permessi di soggiorno che tenga conto delle reali capacità di accoglimento dei singoli Stati membri;
a controllare soprattutto le frontiere con i Paesi non appartenenti all'Unione europea (Slovenia, Albania), al fine di ridurre notevolmente il traffico di clandestini che quotidianamente le attraversano quasi indisturbati;
a verificare, con riguardo all'allargamento dell'Unione ad altri Paesi, che le condizioni oggettive (sotto il profilo economico e giuridico) siano compatibili con i parametri che la CE richiede ai suoi membri;
a sensibilizzare le sedi competenti affinché la normativa comunitaria assuma carattere di elasticità tale da consentire al legislatore nazionale di adattarla alla propria realtà socio-economica;
a valorizzare, in ambito europeo, le produzioni agricole di qualità, nonché a tutelare le indicazioni geografiche e le denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, ricercando, nel contempo, un equilibrio tra produzione possibile e rispetto dell'ambiente.
6-00131. (Testo così modificato nel corso della seduta)Selva, Lembo, Peretti, Frau, Pezzoli, Collavini, Bergamo.