Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 769 del 25/7/2000
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 159)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucà. Ne ha facoltà.

MIMMO LUCÀ. Signor Presidente, considerata l'ora, nell'annunciare il voto favorevole del mio gruppo sul provvedimento, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della mia dichiarazione di voto (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, onorevole Lucà.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Monaco. Ne ha facoltà.

FRANCESCO MONACO. Signor Presidente, considerato il buon esempio dell'onorevole Lucà, nell'annunciare il voto favorevole del mio gruppo al provvedimento, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della mia dichiarazione di voto (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, onorevole Monaco.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Benetti. Ne ha facoltà.

LINO DE BENETTI. Signor Presidente, annuncio il voto convintamente favorevole dei Verdi e chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della mia dichiarazione di voto (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanni Bianchi. Ne ha facoltà.

GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole dei Popolari e democratici-l'Ulivo sul provvedimento, le chiedo di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della mia dichiarazione di voto (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente senz'altro, onorevole Bianchi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alemanno. Ne ha facoltà.

GIOVANNI ALEMANNO. Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole sul provvedimento, le chiedo di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della mia dichiarazione di voto (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente senz'altro, onorevole Alemanno.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, questo provvedimento di legge ha avuto un percorso lungo e travagliato. Soltanto nel 1997 fu costituito un Comitato ristretto per l'elaborazione di un testo unico frutto anche del confronto con i rappresentanti delle associazioni nazionali ARCI, ACLI, UISPE, AGESCI e via dicendo. Forse per questo il testo sembra cucito su misura delle associazioni nazionali maggiormente rappresentative.
È proprio questo uno degli aspetti che Rifondazione comunista non condivide perché non viene assolutamente valorizzato l'associazionismo locale che, al di là delle dimensioni di ogni singola organizzazione, è estremamente diffuso sul territorio; al mondo dell'associazionismo locale è associato il 48 per cento dell'insieme degli aderenti all'associazionismo su scala nazionale.
La domanda ci viene spontanea: perché un circolo culturale, ad esempio di ARCI o ACLI, dovrebbe contare di più di un'associazione più piccola che si impegna contro l'usura? Rifondazione comunista non ha mai negato la necessità di definire giuridicamente la terza gamba del terzo settore (oltre al volontariato e alla cooperazione sociale, anche l'associazionismo di promozione sociale), ma contestiamo l'impianto legislativo del provvedimento che privilegia soltanto una parte di questo mondo a scapito del suo insieme.
Non siamo stati d'accordo su alcune questioni che, a nostro modo di vedere,


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sono molto importanti. Per tale motivo avevamo presentato diversi emendamenti che però non sono stati accolti. Avremmo almeno desiderato che l'Osservatorio nazionale, presieduto dal ministro per la solidarietà sociale (e ciò determina di per sé una scarsa autonomia critica), potesse essere costituito anche da rappresentanti dell'associazionismo delle realtà locali. Avevamo chiesto la presenza di un rappresentante per regione, eletto dagli osservatori regionali, visto e considerato che erano previsti gli osservatori regionali. Ma la nostra proposta non è stata accolta perché - si è detto - i tempi si sarebbero allungati.
Se mi consentite, però, questa non può essere considerata una ragione valida. Si trattava di ragionare intorno a forme più larghe di democrazia sapendo che, anche nel mondo dell'associazionismo, è importante far prevalere più voci e non solo e sempre le solite.
Non voteremo contro perché questo potrebbe avere il significato di essere contro le grandi associazioni: il che non è nelle nostre intenzioni. Ma certamente non potremo votare a favore, trattandosi di un provvedimento che non tiene minimamente conto dei mutamenti avvenuti e della ricchezza che esiste nei territori. Per questo, pur con rammarico, ci asterremo. Ci saremmo aspettati che le forze di centrosinistra avessero dimostrato una maggiore attenzione a tutte quelle realtà, certamente minori, ma sicuramente molto più ricche, che hanno lavorato in questi anni e che tuttora stanno lavorando su temi di grandissima attualità, quali, ad esempio, quelli dell'ambiente, dell'usura, della differenza di genere nonché sulla questione della violenza sessuale. Ma a loro forse non verrà dato molto spazio. In ogni caso ci asterremo (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Moroni. Ne ha facoltà.

ROSANNA MORONI. Presidente, nel dichiarare il voto favorevole sul provvedimento, le chiedo di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna della mia dichiarazione di voto (Applausi).

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente senz'altro, onorevole Moroni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Luciano Dussin. Ne ha facoltà.

LUCIANO DUSSIN. Presidente, come ho già detto, ci asterremo dalla votazione di questo provvedimento che, pur interpretando la necessità di agevolare le forme di associazionismo, non ci sembra completo e si presta a varie interpretazioni. Si sarebbe potuto intervenire maggiormente a favore delle associazioni, evitando magari determinate spese o ulteriori aggravi burocratici e non costringendole a ricorrere a collaborazioni con l'ISTAT o con il CNEL o ad eventuali registrazioni nazionali. Condividiamo la necessità delle registrazioni regionali e provinciali, ma quelle nazionali ci sembrano una forzatura.
Le associazioni, anche attraverso i membri della nostra Commissione, avevano chiesto interventi molto più concreti, quali, ad esempio, agevolazioni postali o telefoniche che avrebbero consentito loro di risparmiare un po' di soldi. Abbiamo proposto, invece, altre cose, probabilmente perdendo di vista l'essenza dell'associazionismo che è quella di confrontarsi con le problematiche territoriali e non con l'ISTAT, con il CNEL o con organizzazioni simili.
Nell'attribuire a queste associazioni la possibilità di partecipare alla gestione di servizi pubblici, si rischia di riconoscere loro vantaggi che il privato non ha. Molto spesso il privato che è stato in grado di arrangiarsi e di formare il proprio personale, quando concorre per aggiudicarsi un appalto o la gestione di un servizio pubblico, rischia di rimanere escluso perché le associazioni, come le cooperative e molte forme di volontariato; partono con vantaggi che possono spiazzarlo. Alla fine, per aiutare le forme di associazionismo,


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rischiamo di penalizzare il privato e questo succede quotidianamente.
Per tutti questi motivi abbiamo scelto di astenerci dalla votazione del testo. Nonostante i ringraziamenti per l'operato delle associazioni non siano mai sufficienti, riteniamo che sarebbe stata necessaria una normativa che tenesse conto delle loro reali esigenze - che sono state disattese - e della necessità di tutelare chi, da privato, si troverà a competere con una concorrenza sleale, anche se apprezzabile nelle intenzioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Soda. Ne ha facoltà.

ANTONIO SODA. Chiedo alla Presidenza di autorizzare la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese, al quale ricordo che dispone di due minuti. Ne ha facoltà.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Dichiaro il voto favorevole dei deputati del CCD per i motivi esposti nella relazione introduttiva.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
Colleghi, vi prego di prendere posto.

GIACOMO GARRA. Presidente, nel corso della defatigante e lunga attività referente che ha caratterizzato l'iter in I Commissione del testo unificato delle proposte di legge oggi all'esame dell'Assemblea, la posizione dei deputati di Forza Italia è stata propositiva e per nulla ostile alla disciplina dettata per le associazioni di promozione sociale. Del resto, una delle proposte, la n. 2674, ha come primo firmatario il deputato del gruppo di Forza Italia, onorevole Massidda, e reca le firme di una cinquantina di deputati azzurri. Per pervenire all'odierna conclusione sono stati necessari oltre tre anni di serrato confronto, se si considera che la prima relazione in Commissione ebbe luogo il 14 maggio 1997, allorché relatrice era la presidente Rosa Jervolino Russo.
Alla data del 19 febbraio 1998, la maggioranza portò all'approvazione un primo testo unificato delle diverse proposte di legge in argomento. Non abbiamo difficoltà ad appalesare - e lo abbiamo fatto poc'anzi con l'intervento dell'onorevole Sestini - perplessità sulla macchinosità degli apparati dell'osservatorio nazionale e dei procedimenti di registrazione. Segnalo inoltre che nel testo dell'articolo 6 di quella prima stesura... Presidente, non siamo allo stadio, vero?

PRESIDENTE. È una buona osservazione.
Colleghi, per cortesia!

GIACOMO GARRA. La ringrazio, Presidente.
Nel testo dell'articolo 6 di quella prima stesura veniva enunciato un principio, ad avviso di Forza Italia eversivo, che sanciva la non responsabilità degli amministratori, né personale, né solidale, per le attività ed i contratti stipulati in esecuzione di delibere adottate dagli organi direttivi o nel caso che gli stessi avessero avuto mandati specifici. Per di più, la disposizione sulla non responsabilità veniva estesa alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266. In pratica, cosa significava il principio di non responsabilità? Un ribaltamento a 180 gradi rispetto al principio di diritto comune sancito dall'articolo 38 del codice civile. Frattanto ed a seguito della nomina a ministro...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Garra.
Colleghi, per piacere! Onorevole Olivieri, onorevole Crucianelli, onorevole Fontan, per cortesia!

GIACOMO GARRA. Come stavo dicendo, a seguito della nomina a ministro


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della presidente Jervolino Russo, il nuovo relatore, l'onorevole Soda, proponeva di assegnare la proposta di legge votata il 19 febbraio in sede referente alla sede legislativa, ma questa richiesta non veniva assecondata dai gruppi del Polo e della Casa delle libertà. La ragione era che non si poteva prevedere la non responsabilità di amministratori per abusi che essi possono commettere... (Applausi).

PRESIDENTE. Colleghi, non credo che applaudire aiuti alla soluzione del problema che volete porre.

GIACOMO GARRA. Signor Presidente, sancire la responsabilità o la non responsabilità di amministratori di associazioni non è questione di poco conto...

PRESIDENTE. Il tema è talmente complesso che i colleghi ritengono si possa affrontare anche in altra sede.

GIACOMO GARRA. ...perché dobbiamo tenere conto che vi è l'esigenza di affidamento di terzi, i quali con le associazioni stipulano contratti, di personale che con le associazioni conclude contratti di lavoro. Insomma, non si può lasciare come una specie di zona franca l'ambito, pur nobile e apprezzabile, dell'associazionismo per fini sociali.
Vorrei ricordare che le scelte che proponevate perché venissero approvate in sede legislativa cancellavano una fondamentale distinzione che esiste nell'ordinamento tra associazioni riconosciute - e quindi costituite in persone giuridiche - ed associazioni che invece non hanno il riconoscimento della personalità giuridica. Quando l'iter è ripartito, quando con la riapertura dei termini si è reso possibile un approfondimento di questo aspetto, allora la proposta di legge, se mi si consente, ha preso le ali. Il relatore e la presidente sanno bene che nella seduta del 20 giugno 2000 il testo dell'emendamento di Forza Italia veniva nella sostanza accolto dal relatore. Al nuovo articolo 6 è stabilito...
Caro collega Alemanno, è inutile che mi fai cenno di stringere, decido io ed il mio gruppo quale sia l'ambito degli interventi che desideriamo fare (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Al nuovo articolo 6 è stabilito che, per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano le associazioni di promozione sociale, i terzi creditori debbano far valere i loro diritti sul patrimonio delle associazioni e solo in via sussidiaria possono rivalersi nei confronti delle persone che hanno agito in nome e per conto delle associazioni.

Dai banchi dei deputati dei Democratici di sinistra-l'Ulivo si grida: Oooh!

GIACOMO GARRA. Ad alcuni colleghi può interessare che l'assetto normativo sia un assetto utile ad impostare i rapporti tra le associazioni e la società sul piano della correttezza legislativa: se non interessa loro, pazienza (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
Presidente, vado alle conclusioni...

Dai banchi dei deputati dei Democratici di sinistra-l'Ulivo si grida: Oooh!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

GIACOMO GARRA. Certe volte ella, signor Presidente, ha detto che manifestazioni molto meno plateali, che venivano da questi banchi, erano da stadio.

PRESIDENTE. Le assicuro che sono uniformemente diffuse (Applausi).

GIACOMO GARRA. D'accordo, Presidente.
Al di là degli aspetti normativi, il vivace e variegato mondo dell'associazionismo è certamente un pilastro per lo sviluppo della società e per la partecipazione dei cittadini.
Il giudizio di Forza Italia, che ha in precedenza dato un voto di astensione su aspetti certamente secondari della proposta di legge, complessivamente è favorevole


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(Commenti). Il ricco e articolato tessuto nel quale si scommettono tante valide energie va, per un verso, disciplinato e, per un altro verso, sostenuto.
È con questi convincimenti che Forza Italia, nella seconda fase del lungo iter della proposta di legge, ha dato il proprio apporto costruttivo ed è con questi intendimenti che adesso annuncia un voto favorevole (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Jervolino Russo. Ne ha facoltà.

ROSA JERVOLINO RUSSO. Signor Presidente, chiedo l'autorizzazione a pubblicare in calce al resoconto stenografico della seduta odierna il testo della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La Presidenza lo consente, onorevole Jervolino Russo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sestini. Ne ha facoltà.

GRAZIA SESTINI. Signor Presidente, chiedo scusa ai colleghi se intervengo a quest'ora, ma non intendo consegnare il testo scritto e mi dispiace dei lazzi a cui è stato sottoposto il collega Garra (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia). Credo che la storia di questo provvedimento, il mondo dell'associazionismo, noi che da quel mondo proveniamo e a quel mondo apparteniamo, che spesso in quel mondo siamo stati educati (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo), non avessimo assolutamente bisogno (il mio non è moralismo) di un atteggiamento di questo tipo (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Con l'approvazione di questa legge si chiude oggi un quadro legislativo composto dalle leggi sul volontariato, sulle cooperative sociali e sulle ONLUS che tra l'altro ha dato attuazione all'articolo 2 della Carta costituzionale che, insieme all'affermazione dei diritti inviolabili del singolo, ha riconosciuto il ruolo delle formazioni sociali nelle quali si svolge la personalità dell'individuo. Si tratta di veri e propri corpi intermedi. La Costituzione infatti utilizza un'espressione più ampia di quella di associazioni di individui, che preesistono non solo in senso storico e cronologico, ma anche in quello dell'ordinamento sociale dello Stato.
Non è fuori luogo ricordare qui le parole dell'onorevole Moro durante il dibattito all'Assemblea costituente sull'articolo 2, laddove diceva che «lo Stato veramente democratico riconosce e garantisce non soltanto i diritti dell'uomo isolato, che sarebbe in realtà un'astrazione, ma i diritti dell'uomo associato, secondo una libera vocazione sociale».
Quanto sancito dalla Costituzione trova un legame diretto con il principio di sussidiarietà presente nella dottrina sociale della Chiesa e nelle parole del Santo Padre: la società dell'uomo non si esaurisce nello Stato, ma si realizza in diversi gruppi intermedi cominciando dalla famiglia fino a gruppi economici, sociali, politici e culturali che, provenienti dalla stessa natura umana, hanno sempre dentro il bene comune, la loro autonomia.
Questo testo sull'associazionismo va pertanto a coprire il cronico ritardo dello Stato nel definire una legge in materia. Mentre in più regioni, in assenza di una normativa quadro, si è provveduto a disciplinarli con proprie leggi regionali (sto pensando alla legge della regione Toscana del 1990 e all'ultima della regione Basilicata all'inizio di quest'anno), lo Stato, invece, in questi anni, più che realizzare un provvedimento organico di disciplina del mondo dell'associazionismo, ha preferito predisporre una serie di interventi legislativi volti solamente ad attribuire a tali enti forme di sostegno pubblico.
A questo proposito si pensi solamente all'ultima legge, la n. 438 del 1998, che provvede semplicemente ad assegnare delle provvidenze a favore delle associazioni «storiche» e a favore di coloro che operano nei confronti di soggetti svantaggiati. Mai lo Stato era riuscito a dotarsi di una legislazione organica in materia di


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associazionismo alla quale, come ho detto, le regioni dovranno fare riferimento e alla quale le associazioni saranno tenute ad attenersi. Questo è accaduto mentre da tempo l'associazionismo nelle sue varie accezioni è impegnato in un percorso di crescita della propria autonomia e di sviluppo di una nuova identità sociale e istituzionale nel pieno rispetto di quel principio di sussidiarietà che ho ricordato prima. L'associazionismo è invece un esempio pratico di questo principio della sussidiarietà. Da sempre, infatti, questo mondo riesce ad offrire, nell'interpretazione dei bisogni dei più deboli, la capacità di dare quelle risposte concrete delle quali spesso lo Stato e gli altri enti pubblici hanno difettato, in particolare nell'ambito delle politiche sociali. Si pensi ad esempio al ruolo della Caritas nell'assistenza ai profughi o al Banco alimentare impegnato nella raccolta e nella distribuzione gratuita di generi alimentari. È quindi importante il riconoscimento da parte dello Stato del ruolo di questi soggetti. A ciò crediamo che il provvedimento risponda.
Con queste considerazioni che ho volutamente svolto, dopo quello che ho detto all'inizio, in senso positivo, confermo il voto favorevole di Forza Italia su questo provvedimento e auguro allo stesso un iter veloce anche al Senato.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Sestini.
Avverto i colleghi che dopo questo voto procederemo ad altre quattro votazioni per concludere alle 20,30 la parte della seduta con votazioni. Poiché sulla mozione concernente la pena di morte vi sono molti iscritti a parlare, ritengo che potremo esaminarla domani. Invece per il disegno di legge di ratifica di un trattato tra l'Italia e il Giappone relativo ad una serie di iniziative che si terranno l'anno prossimo in Giappone sono previste solo quattro votazioni, non essendo stati presentati emendamenti. Ritengo pertanto che potremo passare alla trattazione di tale punto dell'ordine del giorno.

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