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TESTO AGGIORNATO AL 26 LUGLIO 2000
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GUIDO POSSA. Signor Presidente, scusi il ritardo.
di 4.270 miliardi per competenza e di 3.532 miliardi per cassa. È la prima conseguenza del rialzo dei tassi di interesse recentemente verificatosi sui mercati mondiali e del rialzo del tasso d'interesse fissato dalla Banca centrale europea.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, l'assestamento per l'anno 2000 propone, per quanto riguarda la competenza, un aumento complessivo delle entrate finali, al netto delle regolazioni debitorie e contabili, di 24.556 miliardi di lire, derivanti da un aumento delle entrate tributarie pari a 29.910 miliardi ed una diminuzione delle entrate extratributarie di 5.354 miliardi. A questo proposito credo che, in sede di assestamento, il Governo abbia fatto una qualche riflessione ai fini della proposta di variazione, e quindi ciò che viene fornito come documentazione è un primo punto fermo rispetto a quell'andamento delle entrate tributarie di cui si discute tanto in questi giorni e che, tuttavia, non ha consigliato al Governo di completare il documento di programmazione attendendo settembre e i dati relativi a quel mese.
sia poca cosa e che, in qualche modo, deve essere messa in correlazione con quel fenomeno dei residui attivi «pazzi» di cui parlavamo in sede di esame del rendiconto. La raccomandazione che noi facevamo in quella sede viene in qualche modo recepita dal Governo in sede di assestamento, con una riduzione di circa 10 mila miliardi a questo titolo che - lo ripeto - non è poca cosa!
PRESIDENTE. Onorevole Giorgetti, deve concludere.
GIANCARLO GIORGETTI. ...e un aumento degli investimenti fissi lordi per 310 miliardi!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
NICOLA BONO. Signor Presidente, mi consenta innanzitutto di esprimerle la mia ammirazione e di complimentarmi perché forse pochi hanno notato che dalle 15,30 alle 18 avevamo svolto cinquanta votazioni e che ora, in meno di tre quarti d'ora, ne abbiamo fatte quarantuno! Questo, evidentemente, va a beneficio della sua incredibile performance.
genere fa evidenziare la dinamica di una gestione che maschera l'incapacità di contenere la spesa con un costante incremento delle entrate.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino, che ha tre minuti (aveva esaurito il suo tempo). Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, intervengo soltanto per annunciare il voto contrario del gruppo del CDU. L'assestamento denuncia una visione reale della politica economica del Governo e sottolinea tutti gli elementi di conflittualità rispetto ad una impostazione che noi ritenevamo troppo orientata ad un risanamento senza sviluppo.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
Anche su questo disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per l'anno 2000, il gruppo di Forza Italia esprimerà un convinto voto contrario: non potrebbe essere diversamente dato che, come è stato ben chiarito ieri in discussione generale, le linee di politica economica e di politica di bilancio che sono alla base di questo disegno di legge di assestamento sono le stesse che hanno caratterizzato i Governi di centrosinistra di questa legislatura, che da sempre stigmatizziamo: elevato prelievo fiscale, scadente contenimento della spesa corrente, in particolare di quella sanitaria e previdenziale, poco incisiva politica degli investimenti in infrastrutture.
La principale osservazione da fare riguarda ancora le entrate tributarie, di cui si prevede una rilevante variazione in aumento, in termini di bilancio di competenza pari a 29.910 miliardi e in termini di bilancio di cassa pari a 16.659 miliardi, al netto delle regolazioni debitorie. Contribuiscono a tale incremento, in particolare nel bilancio di competenza, l'imposta sostitutiva sul capital gain per 12.548 miliardi, l'IRPEF per 7.420 miliardi e l'IVA sugli scambi interni per 7.828 miliardi.
Anche per quest'anno, quindi, risulta pienamente in funzione quella che abbiamo chiamato, in sede di rendiconto, la «finanziaria permanente» e cioè la macchina automatica di produzione e di aumento della pressione fiscale e contributiva che ha così efficacemente manifestato la sua presenza nel 1999. Mentre la macchina funziona, il Governo minimizza, continua ad assicurare i cittadini circa la propria ferma intenzione, anzi la volontà di riduzione della pressione fiscale che, invece, continua ad aumentare; promette di restituire con decisioni settembrine parte del maltolto, ma intanto fa poco o nulla per bloccare l'aumento in essere delle spese correnti che richiedono maggiore prelievo fiscale; presenta, in Commissione, al disegno di legge al nostro esame un emendamento da 2.800 miliardi a parziale copertura dello splafonamento previsto, anche per quest'anno, per le spese sanitarie delle regioni. L'anno scorso l'emendamento presentato in sede di assestamento del bilancio era di circa 5 mila miliardi, mentre quest'anno è di «solo» 2.800 miliardi: andiamo meglio, quindi, signor sottosegretario!
In sostanza, i vantaggi offerti da questo continuo incremento del gettito fiscale in ordine alla copertura di spese correnti fuori controllo, come appunto la spesa sanitaria, in grande espansione dopo gli ultimi accordi sindacali riguardanti il trattamento dei medici ospedalieri (100 mila dirigenti d'emblée), e come anche quella previdenziale, sono troppo forti per un Governo che non vuole o non può, data la maggioranza che lo sostiene, intervenire sul serio sul controllo di queste spese.
L'aumento delle spese correnti al netto degli interessi, previsto dal disegno di legge di assestamento, è di 13.117 miliardi per competenza e di ben 36.506 miliardi per cassa (singolare questa diversità tra competenza e cassa).
Anche le variazioni delle spese per interessi sono in aumento e non di poco:
Gli effetti sui saldi di finanza pubblica di queste variazioni proposte per l'assestamento di bilancio sono double face: positive per i saldi relativi al bilancio di competenza, negative per i saldi relativi al bilancio di cassa. Tale opposto effetto è dovuto alla assai diversa consistenza da un lato delle entrate tributarie, dall'altro delle spese correnti nei due bilanci per competenza e per cassa.
In conclusione, le linee di politica di bilancio e più in generale di politica economica cui il Governo si è attenuto nelle scelte prospettate in questo disegno di legge di assestamento per l'anno 2000, anche se finalizzate all'obiettivo del risanamento dei conti pubblici, che condividiamo pienamente, rimangono tuttavia sempre caratterizzate da un elevatissimo prelievo fiscale e contributivo, addirittura in aumento, e dallo scarso o nullo contenimento della spesa corrente, specialmente della spesa sanitaria e previdenziale. Forza Italia esprime pertanto al riguardo il proprio convinto voto contrario.
Onorevole Giorgetti, lei ha terminato il tempo; comunque ha cinque minuti per intervenire a titolo personale.
In questo ambito, i dati che oggi conosciamo sono un aumento dell'imposizione sulle persone fisiche, quindi dell'IRPEF, pari a 7.420 miliardi - già consolidati nei primi sei mesi dell'esercizio, tanto da essere iscritti in qualità di variazione di assestamento -, un aumento modesto dell'IRPEG di 496 miliardi (che sicuramente sarà ulteriormente rivisto in aumento nel corso dell'esercizio), l'imposta sostitutiva sul capital gain pari a 12.548 miliardi (altra entrata di natura più che altro una tantum), un incremento massiccio anche dell'IVA pari, al netto dell'incremento dei rimborsi, a 7.828 miliardi.
Come maggiore posta in diminuzione si segnala invece quella delle entrate per lotto e lotterie, a dimostrazione del fatto che, probabilmente, la fiducia da parte dei cittadini in questi strumenti è andata diminuendo.
È anche interessante valutare in modo disaggregato l'andamento delle entrate extratributarie, perché il dato aggregato della riduzione di 5.354 miliardi, a mio avviso, non fa giustizia del contenuto, perché abbiamo diverse poste in crescita, prima tra tutte i maggiori dividendi conseguiti (2 mila miliardi) oltre all'avanzo di gestione dell'amministrazione dei monopoli di Stato (763 miliardi), in attesa che magari qualche ricorso da parte di consumatori danneggiati possa mandare a gambe all'aria anche i conti economici di quella amministrazione.
Quello che è interessante è la riduzione che viene operata per quanto riguarda le variazioni per ruoli di interessi, interessi di mora e sanzioni, concernenti sia le imposte dirette sia quelle indirette. In questo caso vi è una variazione in diminuzione di 9.337 miliardi, che non credo
Per quanto riguarda le spese finali, nel documento di assestamento si propone un aumento delle spese correnti al netto degli interessi per 13.117 miliardi, un aumento della spesa in conto capitale di 602 miliardi e una spesa di interessi in aumento per 4.270 miliardi. È particolarmente importante l'andamento di questa posta perché, evidentemente, le previsioni di riduzione dell'onere per interessi - contenute anche all'interno del patto di stabilità e crescita: credo di ricordare un onere di circa il 5 per cento, nella simulazione che veniva fatta - riflettono quell'andamento alterno dei mercati in particolare con l'aumento dei tassi d'interesse e il trascinamento di collocazioni di debito a tassi superiori a quelli degli anni precedenti.
Per quanto concerne le correzioni di competenza accrescitive delle spese correnti, esse riguardano principalmente i trasferimenti correnti alle amministrazioni territoriali, regioni e comuni, non soltanto in ordine alla spesa sanitaria (è evidente, quindi, che le stime iniziali di competenza non erano sufficientemente precise o, almeno, erano fissate in termini riduttivi); i trasferimenti correnti alle imprese, di cui 650 miliardi alle Ferrovie dello Stato; le assegnazioni all'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato per la gestione del lotto.
Per le spese in conto capitale, le variazioni proposte sono poco consistenti e riguardano in particolare un aumento dei contributi e gli investimenti ad amministrazioni centrali di 360 miliardi, a fronte di una riduzione dei contributi e degli investimenti delle amministrazioni locali, un aumento dei contributi e investimenti per le imprese di lire 55 miliardi...
Quello che volevo sottolineare - ma credo sia stato già dimostrato da questa sintetica analisi delle spese - è che, in sede di assestamento, viene ulteriormente confermato l'andamento continuo della finanza pubblica: un incremento costante delle entrate, a cui fa riferimento un incremento altrettanto costante di pari importo relativo alle spese.
Credo che questo non sia il sentiero che possa condurre la nostra economia ad essere competitiva con quella di un contesto globalizzato. Per questi motivi, dichiaro che il gruppo della Lega nord Padania voterà contro la proposta di assestamento che viene avanzata dal Governo (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, di Forza Italia, di Alleanza nazionale e misto-CDU).
Riferendomi al disegno di legge di assestamento, mi consenta di rilevare come questo sia un documento che evidenzia la inattendibilità delle previsioni che il Governo fa quando predispone i propri programmi. Lo avevamo già sottolineato durante l'esame del rendiconto e, a maggior ragione, lo verifichiamo adesso, allorquando un provvedimento di questo
Il primo rilievo che ci sentiamo di segnalare all'Assemblea riguarda il pesante peggioramento della situazione di cassa e l'incredibile aumento, nella misura di 56.736 miliardi, del ricorso al mercato! L'aumento delle entrate, dovuto alla crescita della pressione fiscale, non può essere salutato come in qualche modo irresponsabilmente avviene da parte della maggioranza e del Governo come un miglioramento della macchina fiscale, perché non siamo in presenza di maggiori accertamenti o della capacità di recuperare nicchie di evasione, ma il miglioramento delle entrate è dovuto esclusivamente ad un aumento della pressione tributaria che incide pesantemente sulle possibilità di sviluppo del sistema.
Abbiamo quindi una macchina statale che come un mostro mangiamoneta continua ad insidiare ogni ipotesi e ogni possibilità di sviluppo. Da qui emerge la impossibilità di disegnare scenari di rilancio dell'economia e soprattutto possibilità recupero delle fasce di disoccupazione; ma ciò che appare veramente grave è l'incapacità del controllo della spesa corrente (alla faccia dei ripetuti patti interni di convergenza) e soprattutto appare fuori da ogni possibilità di controllo, in particolare, la spesa sanitaria. Dove sono andate a finire tutte le buone intenzioni che erano alla base per esempio delle varie finanziarie quando il motivo conduttore era: andiamo insieme a contenere la spesa e vediamo come possiamo raggiungere gli obiettivi che ci sono stati assegnati da Maastricht?
Ormai patologico appare poi - ed è l'aspetto sicuramente più scandaloso - il livello di scostamento tra previsioni ed accertamento per quanto riguarda i residui passivi. È un argomento che abbiamo sollevato più volte nella finanziaria, ma siamo arrivati ad una misura che, se venisse conosciuta fino in fondo dalla Commissione UE, potrebbe impedire all'Italia di presentarsi a fronte alta nelle varie riunioni dei ministri del tesoro e finanziari, perché, quando uno Stato ha uno scostamento di 90.256 miliardi tra i residui passivi che sono stati preventivati e quelli che sono in fase di accertamento, siamo arrivati alla frutta. Abbiamo uno scostamento che supera di oltre il 40 per cento la quota di residui che erano stati previsti. Questo cosa vuol dire? Un paio di anni fa uno dei commissari dell'Unione europea, mi pare fosse De Silguy, definì i residui passivi una sorta di mina ad orologeria sul terreno del risanamento.
Noi abbiamo operato un risanamento nascondendo i debiti, cercando di occultare i pagamenti, inviando alla cancellazione fisica degli impegni che lo Stato aveva man mano contratto.
Se quello che hanno fatto i Governi italiani in questi anni lo avesse fatto un qualunque imprenditore privato, a quest'ora sarebbe sotto processo per falso in bilancio e avrebbe depositato i libri al tribunale. Lo ha fatto il Governo italiano ed è diventato addirittura una misura virtuosa di risanamento della finanza pubblica. Bene, qui di virtù non c'è nulla; c'è solo peccato, perché quando c'è uno scostamento di 90.256 miliardi nella voce dei residui passivi non ci sono più margini all'errore. È un calcolo che è stato fatto scientemente per mascherare e truccare i conti della finanza pubblica.
Per questi motivi e avendo davanti un bilancio di assestamento che è una sorta di tentativo di mettere pezze e di tappare falle su una barca che non può navigare perché non ha una chiglia su cui fondare la propria capacità di urto con le onde, e che è una sorta di tentativo di mascherare una incapacità di gestione della finanza pubblica, Alleanza nazionale esprime il suo convinto voto contrario (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
In particolare, il dato che legittima molti interrogativi è rappresentato dalla grave carenza di previsioni esatte rispetto alle entrate: sono errori che difficilmente possono essere ascritti soltanto ad una non piena percezione delle misure fiscali. Riteniamo che, rispetto a tutto ciò, vi sia stata una volontà di sottostima per consentirsi una riserva rispetto a qualsiasi sorpresa che la politica di risanamento potesse manifestare. Vi è poi un dato significativo sulla spesa, rappresentato dall'aumento della spesa sanitaria, della spesa per gli enti locali, della spesa per le regioni; saremmo felici se questo tipo di aumento derivasse da un'azione politica coerente rispetto al rafforzamento della politica di sostegno dell'autonomia, del federalismo, della qualità della spesa sanitaria; purtroppo però, riteniamo che i provvedimenti assunti in questa direzione non siano né coerenti né efficaci.
Da ultimo, una battuta sul ministro delle finanze, che in questi giorni ha fatto visita al governatore della Banca d'Italia, un fatto certo irrituale, al di fuori della prassi: ci auguriamo, tuttavia, che il ministro delle finanze abbia approfondito insieme con il governatore il significato del grafico che il dottor Fazio ha portato in Commissione bilancio e che testimonia la crescita della pressione fiscale, l'incidenza delle manovre dell'allora ministro delle finanze, Visco, e l'azione di redistribuzione del reddito operata dal centrosinistra, che ha portato all'impoverimento delle famiglie e all'abbassamento del tenore di vita per larghi strati della popolazione. Per tali ragioni, esprimeremo un convinto voto contrario sul provvedimento in esame.


