![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 , nel testo della Commissione, identico a quello del Governo (vedi l'allegato A - A.C. 7155 sezione 8).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
GUIDO POSSA. L'articolo 8 alla nostra attenzione riguarda il conto del patrimonio. È il secondo anno che il conto del patrimonio viene aggiunto al rendiconto. Purtroppo, siccome il rendiconto del 1999 è stato parificato dalla Corte dei conti solo in data 27 giugno, non c'è stato il tempo materiale per far pervenire al Parlamento un atto parlamentare fondamentale per comprendere l'articolo in esame che, così com'è, è assolutamente incomprensibile, ossia l'atto che illustra il conto del patrimonio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
PIETRO ARMANI. Signor Presidente, per quanto riguarda il conto generale del patrimonio, oltre alle considerazioni fatte dal collega Possa, vorrei ricordare che fin dal 1996 mi battei perché fossimo chiamati a votare uno specifico articolo relativo al conto generale del patrimonio, che era parificato e approvato dalla Corte dei conti a sezioni riunite, ma che non figurava tra le approvazioni parlamentari che si limitavano soltanto alla votazione del conto del bilancio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, la Lega nord Padania ha sempre richiamato l'attenzione sulla necessità di produrre dei bilanci dello Stato semplici, chiari, veritieri, integrali, anche con la dimensione patrimoniale, perché la consideriamo ovviamente fondamentale.
Alle osservazioni, assolutamente condivisibili, fatte dai colleghi Possa e Armani, vorrei aggiungere alcune considerazioni relative al patrimonio immobiliare dello Stato che traggono spunto dalla relazione e dai rilievi critici formulati dal procuratore generale della Corte dei conti nella relazione che era stata richiamata anche dal collega Possa. In quella sede, sono state rilevate delle anomalie che possono essere considerate incredibili soprattutto con riferimento al problema delle occupazioni abusive degli immobili, che sono stimate addirittura nell'ordine del 25-30 per cento dei casi!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Segnalo comunque all'attenzione dei colleghi, per la sua singolarità, il fatto che i beni patrimoniali dello Stato ammontano, secondo quanto indicato nell'articolo 8, a 126.269 miliardi. Naturalmente i beni patrimoniali qui inseriti sono essenzialmente quelli soggetti al mercato, ossia i beni patrimoniali immobiliari ed altri simili beni suscettibili di valutazioni di mercato. Comunque sia, il procuratore generale della Corte dei conti ha sottolineato che negli archivi di Stato la valutazione di questi cespiti è gravemente sottostimata. Quindi, quei 126.269 miliardi di beni patrimoniali, contenuti nell'articolo 8 che ci accingiamo ad approvare, corrispondono ad un valore molto inferiore a quello effettivo. Siamo in presenza di una disattenzione grave da parte dell'amministrazione dello Stato rispetto ad una proprietà fondamentale - lo abbiamo visto nell'ultima finanziaria - per gli stessi conti dello Stato.
Devo dire che i dati contenuti nell'articolo 8 sono estremamente sintetici e assolutamente privi di qualunque significato, perché i crediti sono una cosa e le partecipazioni sono un'altra cosa! Tra l'altro, le partecipazioni dovrebbero scendere via via che si effettuano le dismissioni e i crediti potrebbero anche risalire. È evidente, quindi, che quei 186.740 miliardi non hanno alcun significato in quanto tali, essendo un aggregato privo di consistenza.
Vorrei poi ricordare che, nell'ambito del conto patrimoniale, bisognerebbe includere, amici ministri, le quote di ammortamento dei beni che hanno un logorio tecnico ed economico, cioè, un'obsolescenza. In particolare, nel Ministero della difesa abbiamo tutta una serie di apparati di sistemi d'arma che con l'evoluzione tecnologica hanno una obsolescenza molto rapida. Vogliamo mettere in conto quelle quote di ammortamento esattamente come fanno tutte le imprese riguardo a beni che si logorano sul piano economico e tecnico? Tutto questo non figura nel conto del patrimonio!
Svegliatevi, rappresentanti della maggioranza e del Governo! Facciamo un conto patrimoniale che finalmente abbia un significato, anche per verificare, da un lato, l'andamento delle dismissioni dei beni immobili e mobili dello Stato (quindi, partecipazioni e beni immobili) e, dall'altro lato, evidentemente l'andamento e la gestione del debito pubblico, che rientra anche nel conto patrimoniale e che dovrebbe essere analizzato specificamente visto che abbiamo un compendio di 2.500 miliardi di debito che non si è ridotto in tutti questi anni.
Vi è soprattutto un problema che viene posto ogni anno, ma che evidentemente non trova soluzione. È quello della resa economica dell'immenso patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione e dello Stato in particolare. La bassissima resa economica che deriva dagli affitti di questi immobili o dalla concessione d'uso dei medesimi viene stimata addirittura nel 4 per mille del valore complessivo degli immobili. Non vi è soltanto la responsabilità di tipo contabile nella incapacità di dare, per vari motivi, una chiara immagine del patrimonio dello Stato, sia nelle poste attive sia nelle poste passive, ma c'è una responsabilità politica nell'incapacità di gestire questo patrimonio immobiliare e di farlo rendere così poco. Infatti, ritengo che qualsiasi operatore privato non può considerare un rendimento nell'ordine del 4 per mille del proprio patrimonio immobiliare. Anche e soprattutto per questo motivo, il gruppo della Lega nord Padania voterà contro l'articolo 8.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 522
Votanti 521
Astenuti 1
Maggioranza 261
Hanno votato sì 284
Hanno votato no 237).


