Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 769 del 25/7/2000
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(Esame dell'articolo 2 - A.C. 7155)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 , nel testo della Commissione, identico a quello del Governo (vedi l'allegato A - A.C. 7155 sezione 2).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.

GUIDO POSSA. Signor Presidente, l'articolo 2 è dedicato alla determinazione dei residui attivi che concorrono a formare la massa spendibile, residui che sono molto importanti per il bilancio di assestamento che ci apprestiamo a votare quest'oggi. Segnalo che ben 113.672 miliardi sono residui attivi al 1o gennaio 2000 e che erano tali anche al 1o gennaio 1999. Si tratta di somme né riscosse né versate che continuano a passare di bilancio in bilancio. È inaccettabile che residui attivi così importanti si trascinino da un esercizio finanziario all'altro. In tal modo non vi è chiarezza sull'effettiva consistenza della massa spendibile. Invece, la prima cosa che deve fare un amministratore è rendersi conto della esigibilità dei propri crediti. Chiediamo al riguardo un chiarimento al Governo.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Possa.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, la problematica inerente ai residui attivi è all'oggetto della Camera e delle Commissioni competenti ormai da diversi anni perché l'anomalia tutta italiana della conservazione in bilancio di questa immensa massa di poste attive condiziona - giustamente lo ha ricordato l'onorevole Possa - il concetto di massa spendibile.
Per la legge di contabilità degli enti locali noi sappiamo che questi sono costretti a fare ogni anno una puntuale e precisa ricognizione delle poste attive in termini di residui perché il legislatore ritiene giustamente che un fondamentale indicatore di credibilità e di serietà di un bilancio sia il fatto che queste poste siano effettivamente in essere. Soprattutto, ciò è importante quando pensiamo che l'attuale ministro del tesoro, già ministro delle finanze, non più tardi di due anni fa in Commissione, aveva espresso tutte le riserve del caso in merito a moltissime poste di natura tributaria conservate in bilancio quali residui attivi per cui onestamente applicando normali, corretti e


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correnti principi contabili si poteva ritenere di dubbia riscossione e di dubbia esigibilità.
Nel dibattito della seduta di ieri il sottosegretario Giarda ha ribadito che, poiché per quanto riguarda l'indicazione dei residui attivi nel bilancio dello Stato siamo all'anno zero, cioè non si è ancora riusciti a mettere in campo un sistema credibile che permetta una ricognizione periodica dei residui, risalenti al 1998, e ammontanti ad oggi a 118 mila miliardi, né a mettere in campo una tipologia statistica di valutazione di questi aggregati per la conservazione dei residui in relazione all'età, alla tipologia ed altro, dobbiamo approvare il bilancio e il rendiconto del 1999 senza obiezioni e senza rilievi.
Si pone quindi una questione di non poco conto, che voglio sottolineare, a parte l'aspetto contabile, con riferimento ai residui attivi, quella della loro provenienza: occorre cioè sapere se questi residui siano frutto di accertamenti, iscrizioni a ruolo, cartelle più o meno pazze, da riferire comunque all'amministrazione finanziaria, considerando percentuali di riscossione molto basse, come risulta dalle serie storiche. Di questa immensa massa di residui che permangono anche nel 1999 nel bilancio dello Stato, quindi, quanta parte è ascrivibile a procedure di accertamento, iscrizioni a ruolo o a contenzioso tributario? Soprattutto, dalla definizione in termini quantitativi di questa entità, che noi vorremmo conoscere, potremmo ragionevolmente dedurre quali sono, sulla base dell'esperienza storica, le percentuali d'incasso da parte dello Stato.
Credo che su tale problema debba essere fatta chiarezza nella presente occasione, ma in generale è necessaria chiarezza rispetto alla metodologia per il prossimo bilancio, in quanto si tratta di un problema che si pone anche per l'assestamento dell'anno 2000: è dunque necessario fare chiarezza una volta per tutte, poiché altrimenti si approvano bilanci che, come disse due anni fa l'allora ministro delle finanze Visco, sono assolutamente falsi!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Signor Presidente, non starò a ripetere quello che è stato detto con grande puntualità e precisione dai colleghi Possa e Giancarlo Giorgetti: quest'ultimo, in particolare, ha ricordato che, a differenza dei residui passivi, per i residui attivi non è stata compiuta una ricognizione approfondita e che il problema si trascina di rendiconto in rendiconto.
Voglio mettermi nei panni di un commissario della Commissione europea, o di un ministro delle finanze e del tesoro di un paese dell'Unione europea, di fronte alla gestione autonoma dei residui attivi e passivi: evidentemente, si tratta di un oggetto misterioso! Ci portiamo ancora avanti questa realtà, che nasce da leggi di contabilità che risalgono addirittura al 1923: non avete avuto il coraggio di modificarle in quattro anni e mezzo di Governo ed ancora oggi abbiamo problemi di oscurità! Il cittadino che ci vota e ci elegge al Parlamento ha diritto di conoscere e capire i bilanci, che invece sono incomprensibili; il rendiconto generale dello Stato, poi, è particolarmente incomprensibile proprio per la gestione autonoma dei residui attivi e passivi, che va avanti per conto suo indipendentemente dall'andamento della competenza.
Come ha giustamente osservato il collega Giorgetti, questo condiziona, poi, la massa spendibile perché evidentemente, in qualche modo, finché restano in piedi i residui, vi deve essere una copertura, o quanto meno la possibilità di acquisire una copertura. È quindi un elemento di oscurità che, anno per anno, invito il Governo ad affrontare. È stata operata una pulizia per i residui passivi, anche questa un po' abborracciata, ma sui residui attivi nulla si sa e nulla si è approfondito: questo è il momento per farlo, poiché fra l'altro ci troviamo alla fine della legislatura ed il prossimo rendiconto verrà approvato da un nuovo


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Parlamento; evidentemente, quindi, sarebbe il caso di approfondire il problema in questi mesi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Armani.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 505
Votanti 502
Astenuti 3
Maggioranza 252
Hanno votato
sì 279
Hanno votato
no 223).

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