Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 766 del 20/7/2000
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Per la risposta ad uno strumento del sindacato ispettivo.

PAOLO BAMPO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO BAMPO. Signor Presidente, intervengo per sollecitare la risposta all'interrogazione parlamentare n. 3-05876 depositata il 21 giugno 2000. Si tratta di un'interrogazione sulla disciplina dei servizi di accesso ad Internet. All'inizio dell'anno il sottosegretario alle comunicazioni Vita aveva abbozzato lo schema di un disegno di legge con l'intenzione di governare l'evoluzione di Internet, ripristinando, sia pure temporaneamente, le regole di mercato in questo settore.
Di questa iniziativa non si è più fatto nulla ed oggi le imprese italiane che forniscono accessi ad Internet rischiano la morte grazie ai gestori dei servizi telefonici, quali Telecom, Infostrada, Wind e Tiscali che, approfittando di un «buco» legislativo, sfruttano la rendita di posizione maturata gestendo i servizi di telefonia fissa e mobile per attuare forme di abbonamento diretto e gratuito ad Internet, mettendo in seria difficoltà i service provider.
Nell'interrogazione che ho rivolto al Presidente del Consiglio e al ministro delle comunicazioni chiedevo se costoro fossero al corrente dell'iniziativa legislativa del sottosegretario Vita sopra citata e come intendessero muoversi per tamponare una situazione che rischia di creare le condizioni favorevoli alla chiusura di molte aziende che hanno contribuito ad «evangelizzare» l'Italia per quanto riguarda questa nuova tecnologia della comunicazione.
Una miriade di imprese che hanno fatto di Internet il proprio core business rischiano oggi di chiudere, e con loro rischiano di essere liquidati alcune migliaia di posti di lavoro, mentre, come suggerisco nella mia interrogazione, basterebbe che il legislatore intervenisse per equiparare i service provider agli operatori telefonici nei diritti di interconnessione alla rete.
Una risposta alla mia interrogazione sulla questione non è stata a tutt'oggi data e ciò è un segno inconfutabile degli interessi forti rappresentati dalle società licenziatarie dei servizi di telefonia vocale, che possono offrire gratuitamente al pubblico l'accesso ad Internet, utilizzando impropriamente gli introiti derivanti dal traffico telefonico per sussidiare, magari in perdita, l'accesso ad Internet e tacitare con costose campagne pubblicitarie - leggi: pesanti contributi finanziari - organi di informazione e partiti.


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Da qualche tempo in quest'aula, a proposito dei mezzi di comunicazione di massa, si fa un gran parlare del «grande fratello» di orwelliana memoria: lo si intravede...

PRESIDENTE. Onorevole Bampo, il suo è un sollecito. Deve sollecitare il Governo a rispondere, senza entrare nel merito.

PAOLO BAMPO. Ancora un minuto, Presidente.

PRESIDENTE. L'interrogazione è agli atti e, quindi, è nota; non è nota la risposta del Governo.

PAOLO BAMPO. Sta bene, la ringrazio.

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