Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 766 del 20/7/2000
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(Provvedimenti conseguenti alla mancata conversione del decreto-legge n. 111 del 2000 in materia di cancellazione dalle liste elettorali dei cittadini irreperibili)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Pisanu n. 2-02541 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
L'onorevole Selva, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.

GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, nel senso della tecnica parlamentare, l'interpellanza che ha come primo firmatario l'onorevole Pisanu, ma è cofirmata da tutti i presidenti dei gruppi della Casa delle libertà, è un atto di sindacato ispettivo.
Esso, però, ha il valore molto più importante di atto che mette in causa la correttezza del Governo sotto il profilo costituzionale e politico.
Il Governo, dopo lo svolgimento dei referendum, sembrava aver condiviso con noi l'esigenza di garantire la corretta gestione dell'AIRE, assicurandoci che ciò sarebbe stato fatto al più presto, mentre poi ha insabbiato tutto. Del resto, il ministro dell'interno, Enzo Bianco, aveva già detto, nel corso della stessa campagna referendaria, che il decreto-legge non sarebbe mai stato convertito, cosa che si è puntualmente verificata.
Noi firmatari dell'interpellanza urgente in discussione avevamo già presentato una precedente interrogazione, la n. 4-29909, con la quale chiedevamo l'elenco integrale dei cittadini cancellati dalle liste elettorali per i referendum del maggio scorso, nominativamente indicati, con le rispettive generalità complete, perché riteniamo che ciò sia importante. Il Governo ci ha dato allora una risposta in parte interlocutoria ed in parte insoddisfacente, come affermiamo nella nostra interpellanza, comunicandoci soltanto la cifra totale a livello provinciale dei cittadini cancellati per effetto del decreto n. 111 del 2000, ma non i loro nomi, a causa - afferma - delle perduranti lentezze burocratiche degli uffici comunali, consolari e ministeriali.
Perché noi riteniamo di avere diritto alla conoscenza dei nomi delle persone che sono state cancellate dalle liste elettorali? Perché l'articolo 48 della Costituzione, signor sottosegretario, recita in modo chiaro e preciso quanto segue: «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio» - si aggiunge, addirittura - «è dovere civico. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge». Sappiamo, invece, che cosa succede alle varie Sofia Loren - della quale, grazie alla sua celebrità, è stato indicato il nome dai giornali -, ma non che cosa accade ai Mario Rossi che sono stati cancellati dalle liste elettorali. Se gli elenchi dei cancellati non vengono resi noti, è evidente che non possiamo controllare se sia stata svolta un'operazione legittima, perché quei soggetti effettivamente non avevano i requisiti per votare, o se invece non si è proceduto


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- mi si perdoni l'espressione banale - un tanto al metro, quantitativamente, senza indicare con precisione quali sono i cittadini che sono stati privati del primo e più sacro diritto di ogni cittadino italiano, residente in Italia o all'estero.
Pertanto, ha un significato politico di primaria importanza, onorevole sottosegretario, la ripetuta richiesta rivolta al Governo in relazione a quali provvedimenti urgenti il Governo abbia adottato per ripristinare la situazione anteriore al decreto-legge decaduto e uniformare l'AIRE (anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero) e le liste elettorali alla legge. Questa è la precisa domanda che le rivolgiamo, perché, con una condotta che critichiamo nella maniera più assoluta, il Governo ha già agito in modo superficiale e pasticciato nell'attuazione del decreto-legge, non avendo esercitato, a nostro avviso e in base alle notizie di cui siamo in possesso, neanche la necessaria vigilanza sugli uffici comunali che, del resto, si sono trovati spesso a fronteggiare il disbrigo delle incombenze burocratiche connesse all'attuazione del decreto-legge senza avere le necessarie risorse umane e tecnico-strumentali.
In base a un'indagine che abbiamo condotto si può sottolineare, perché risulta dai dati di fatto, che i comuni maggiormente interessati alla revisione dell'AIRE siano per lo più di piccole dimensioni, situati in zone disagiate e dai quali proviene la parte più consistente dei flussi migratori del nostro paese.
È per queste ragioni che presentiamo nuovamente, in qualità di presidenti dei gruppi della Casa delle libertà, questa richiesta e diamo nuovamente al Governo la possibilità di fornirci una risposta in ordine alla richiesta che già avevamo avanzato, vale a dire di conoscere l'elenco dei cittadini cancellati dalle liste, essendo il diritto di voto un diritto proprio di ogni cittadino. Il riassunto meramente numerico, anche se suddiviso per province, fornito dal Governo la volta precedente non ci può assolutamente soddisfare dal punto di vista costituzionale ed è piuttosto indice di quella pasticciata attuazione del decreto-legge cosiddetto «pulisci liste». No, qui viene offeso il diritto del singolo cittadino-elettore ed è per questa ragione che abbiamo aggiunto al quesito senza risposta precedentemente rivolto al Governo, la domanda se il Governo abbia ripristinato la situazione anteriore, in che modo lo abbia fatto e se possa fornirci un elenco di questi cittadini affinché possiamo verificare se vi sia stato tale ripristino.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno ha facoltà di rispondere.

GIAN FRANCO SCHIETROMA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interpellanza urgente iscritta all'ordine del giorno di questa seduta gli onorevoli Pisanu, Selva, Pagliarini, Volontè, Follini e Rebuffa pongono all'attenzione del Governo la questione degli effetti della mancata conversione del decreto-legge 10 maggio 2000, n. 111, in materia di anagrafe degli italiani residenti all'estero e di revisione delle liste elettorali.
Gli onorevoli interpellanti si soffermano, in particolare, sulla situazione di incertezza venutasi a creare nella tenuta dell'anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero e delle liste elettorali, in assenza di una norma che disciplini gli effetti prodotti dal decreto-legge non convertito.
Gli onorevoli interpellanti chiedono, quindi, quali provvedimenti il Governo intenda adottare per ripristinare la situazione precedente all'emanazione del decreto-legge decaduto e uniformare l'AIRE e le liste elettorali alle disposizioni legislative vigenti.
Come è noto, il Senato della Repubblica approvò nella seduta del 9 maggio 2000 il disegno di legge presentato dal Governo con il quale la fattispecie giuridica dell'irreperibilità nei riguardi dei cittadini italiani residenti all'estero veniva adeguata alla normativa stabilita dal decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, sul nuovo regolamento anagrafico per i cittadini residenti


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sul territorio nazionale. Infatti, l'articolo 11 del citato regolamento stabilisce che la cancellazione dall'anagrafe della popolazione residente viene effettuata per irreperibilità accertata a seguito delle risultanze delle operazioni del censimento generale della popolazione ovvero quando, a seguito di ripetuti accertamenti opportunamente intervallati, la persona sia risultata irreperibile.
È di tutta evidenza che il meccanismo di accertamento non può trovare applicazione nei confronti degli italiani residenti all'estero per l'impossibilità per le nostre rappresentanze diplomatiche e consolari di svolgere ripetuti accertamenti opportunamente intervallati nei riguardi di connazionali di cui non si conosce completamente l'esatto recapito. Si è ritenuto, dunque, opportuno estendere alla categoria dei cittadini residenti all'estero la fattispecie giuridica dell'irreperibilità presunta, salvo prova contraria, derivante dalla mancanza totale dell'indirizzo o dal ritorno senza recapito della cartolina di avviso spedita in occasione delle due ultime consultazioni.
Il provvedimento trovava giustificazioni nell'esigenza di una più puntuale e corretta gestione dell'AIRE, tenuto conto in particolare soprattutto della difficoltà dell'acquisizione degli indirizzi di coloro che, emigrati da molto tempo, non hanno mai comunicato al rispettivo comune di emigrazione il loro esatto recapito o le relative variazioni, impedendo di fatto al comune ogni comunicazione sulla loro posizione elettorale e che pur tuttavia, per espressa disposizione di legge, sono stati scritti di ufficio all'epoca del primo impianto dell'AIRE.
A quanto sopra si aggiunga la mancanza di collaborazione da parte dei Governi esteri che tendono a tutelare la privacy dei soggetti.
La necessità, dunque, di disciplinare in maniera più organica l'istituto giuridico dell'irreperibilità presunta prevista dal citato articolo 4 della legge n. 470 del 1988, nonché di contemperare l'esigenza di garantire l'esercizio del voto a tutti gli elettori con quella di determinare la reale e aggiornata composizione delle liste elettorali, si poneva in termini attuali ed improcrastinabili anche in vista dell'effettuazione dei referendum popolari.
Al fine di assicurare la tempestiva applicazione della normativa in conformità alle disposizioni già approvate dal Senato della Repubblica, il Governo decise, attesi i ristrettissimi termini per lo svolgimento della consultazione referendaria, di adottare il decreto-legge 10 maggio 2000, n. 111, nel quale vennero riportate - è opportuno ribadirlo - le medesime norme che avevano ottenuto l'approvazione di una delle due Camere. Sulla base del suddetto provvedimento d'urgenza i comuni hanno provveduto ai conseguenti adempimenti, cancellando dall'AIRE e dalle liste elettorali i cittadini che si trovavano nelle situazioni individuate dalla normativa. Giova precisare al riguardo che, secondo il disposto di cui al comma 4 dell'articolo 2 del decreto-legge n. 111, l'elenco comunale dei cittadini cancellati ai sensi del presente decreto è pubblicato nell'albo dell'ente e nei consolati del paese di emigrazione, dandone notizia nell'ambito della comunicazione istituzionale e dei rispettivi stanziamenti sui periodici di lingua italiana dei paesi di presunta residenza. Tale adempimento era stato opportunamente introdotto dal Senato nella considerazione dell'impossibilità per i comuni di notificare a ciascun cittadino cancellato dall'AIRE e dalle liste elettorali il provvedimento di cancellazione proprio in ragione della mancanza dell'esatto indirizzo.
Non sembra superfluo rammentare che il testo unico 20 marzo 1967, n. 223, recante norme per la disciplina dell'elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle liste elettorali, prevede espressamente la notifica dei provvedimenti di cancellazione dalle liste. Infatti, l'articolo 19 recita: «La notificazione è eseguita per mezzo degli agenti comunali che devono chiedere il rilascio di apposita ricevuta. In mancanza di ricevuta l'attestazione degli agenti sull'avvenuta notificazione fa fede fino a prova contraria».


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Dei suddetti elenchi, dunque, non è consentita la diffusione a terzi, non essendo prevista né consentita dalla vigente legislazione anagrafica, ivi compresa la regolamentazione dell'AIRE, né tanto meno tale diffusione può essere effettuata dal Ministero dell'interno quale detentore dell'AIRE centrale, nulla disponendo a tal riguardo la legge n. 470 del 1988. Il Ministero dell'interno, presi contatti con il Ministero degli affari estero e con l'ANCI, sta curando l'acquisizione dei nominativi dei cancellati, su supporto informatico, secondo un tracciato record comunicato alle amministrazioni comunali interessate al solo scopo di facilitare gli adempimenti di competenza dei nostri uffici diplomatici e consolari all'estero. A tal fine, con circolare del 3 luglio scorso, sono stati già inviati a ciascuno degli 8 mila 8 cento comuni italiani i floppy disk per la memorizzazione dei nominativi dei cittadini italiani residenti all'estero cancellati dalle liste, ai sensi del decreto-legge n. 111. Pertanto, nessuna inefficienza o lentezza democratica è da registrare nella presente circostanza, ove si consideri che, essendo in vigore il decreto-legge n. 111, tutti i relativi adempimenti sono stati tempestivamente posti in essere: convocazione delle commissioni elettorali comunali, predisposizione degli elenchi dei cancellandi, esame ed approvazione di detti elenchi da parte delle commissioni elettorali circondariali, conseguente cancellazione dei nominativi dalle liste elettorali, pubblicazione nell'albo pretorio dell'elenco dei cancellati.
Per quanto concerne le conseguenze della mancata conversione in legge del decreto-legge n. 111, giova sottolineare, innanzitutto, che il Governo ha ritirato il provvedimento di urgenza, ritenendo preferibile il confronto parlamentare, per offrire alle forze politiche l'opportunità di ogni costruttivo contributo volto al miglioramento e all'affinamento delle norme, che consenta una più corretta gestione dell'AIRE e, nel contempo, di procedere all'aggiornamento delle liste elettorali con la massima accuratezza e puntualità, anche in vista di future consultazioni politiche, in occasione delle quali gli elettori residenti all'estero saranno chiamati all'elezione di propri rappresentanti.
Ciò premesso, vi ricordo che nel testo del disegno di legge all'esame della Camera dei deputati è espressamente prevista la salvezza delle operazioni di revisione delle liste elettorali che risultino, comunque, conformi a quanto disposto dall'articolo 4, comma 1, lettera d), della legge 27 ottobre 1988, n. 470, come modificato dall'articolo 1 della presente legge, ancorché effettuate anteriormente alla data di entrata in vigore di quest'ultima. Ragionevoli criteri di economicità dei procedimenti amministrativi suggeriscono, peraltro, di attendere le determinazioni del Parlamento, anche in considerazione che la reiscrizione di cittadini cancellati, per effetto del decreto-legge n. 111, potrà essere disposta in sede di revisione dinamica delle liste elettorali, in occasione di consultazioni elettorali, entro il trentesimo giorno antecedente la data stabilita per la votazione.

GUSTAVO SELVA. In quale categoria è stata inclusa la cancellazione del nome di Sophia Loren?

PRESIDENTE. L'onorevole Pisanu ha facoltà di replicare.

BEPPE PISANU. Con tutto il rispetto per il sottosegretario Schietroma, sono sconcertato dalla banalità e dall'evasività della risposta e dalla leggerezza con cui è sottovalutata dal Governo questa vicenda nei suoi aspetti costituzionali e politici. Innanzitutto, prendo atto con scandalo che già a diversi giorni dalla decadenza del decreto-legge, il Governo non abbia fatto nulla di quanto è obbligato a fare perché siano ripristinate le liste elettorali indebitamente e arbitrariamente modificate con il decreto-legge che avete lasciato decadere, anzi, che avete emanato con l'intenzione di farlo decadere, come risulta dall'esplicito preannunzio fatto a suo tempo dal Ministero dell'interno che, evidentemente, in quella circostanza non si rese conto che stava istituendo una nuova


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fattispecie costituzionale: il decreto-legge a perdere, come le lattine di birra e della Coca-cola!
Esprimo quindi un'osservazione di estrema gravità: già da alcuni giorni voi avevate l'obbligo di ripristinare le liste elettorali che erano state modificate con l'applicazione del decreto decaduto.
Ma gli aspetti più gravi, come dicevo, sono quelli di carattere politico-istituzionale. Nel merito che cosa avete fatto con questo decreto-legge a perdere? Avete scaricato le disfunzioni della gestione dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero e quelle della macchina burocratica per il recapito degli avvisi elettorali su cittadini incolpevoli, privandoli di un diritto costituzionalmente garantito qual è quello dell'elettorato attivo e passivo.
In nome della legalità referendaria avete calpestato la legalità costituzionale e lo avete fatto con un decreto che già nelle vostre intenzioni era destinato a decadere. Il risultato è, come ho detto, che vi siete presi la libertà di sospendere un diritto costituzionale ad oltre 400 mila cittadini italiani che quel diritto possono perdere a norma dell'articolo 48 della Costituzione solo per incapacità civile, per sentenza penale irrevocabile o per indegnità morale. Solo per questo avrebbero potuto perdere tale diritto!
L'aggravante è che lo avete fatto alla vigilia del referendum con l'evidente proposito di favorire una parte, gli orientamenti del Governo, quasi che il problema vi fosse arrivato addosso all'improvviso, mentre dal 1994 avevate a disposizione un'indagine parlamentare della Camera dei deputati che metteva in evidenza le disfunzioni della burocrazia ministeriale - quella del Ministero dell'interno e quella del dicastero degli affari esteri - in fatto di tenuta delle liste elettorali degli italiani all'estero. Vi siete accorti soltanto alla vigilia del referendum che c'era questo problema.
Questo evidenzia l'aspetto politico più delicato della questione, perché con questo decreto-legge a perdere voi avete operato con un atto che è biasimevole perché tecnicamente compiuto in frode alla Costituzione. Infatti, il decreto, come ho già detto, aveva lo scopo di agevolare uno specifico risultato elettorale referendario gradito al Governo. Così facendo avete manipolato ad hoc le liste elettorali nell'immediatezza del voto, stabilendo un precedente di eccezionale gravità!
Lo stesso Presidente del Consiglio il 24 maggio era venuto a dichiarare alla Camera che il decreto-legge e il disegno di legge «(...) non sono colpi d'ascia, ma colpi ben meditati per evitare che delle liste elettorali facciano parte cittadini che non sono più tali; (...)». Alla luce dei fatti risulta che il Capo del Governo ha mentito sapendo di mentire, ha reso alla Camera dichiarazioni ingannevoli, ha dimostrato di tenere in nessun conto i diritti politici di tanti cittadini italiani. Questo è il comportamento che voi avete adottato. Signor Presidente, legiferare in frode alla Costituzione e manipolare le liste elettorali nell'immediatezza del voto significa assumere un comportamento oggettivamente eversivo dell'ordine costituzionale e democratico; è così che, in molte parti del mondo, sono cominciate le più gravi e peggiori avventure autoritarie.
Ma è possibile che voi, che vi agitate e strepitate per le gite di un Haider nel nord Italia, un cittadino austriaco peraltro regolarmente eletto con liste elettorali regolari, non avvertiate la gravità politica e costituzionale di tale comportamento e riduciate tutto al «tarallucci e vino» - mi scusi il sottosegretario Schietroma, ma le parole che pronuncio non devono suonare in alcun modo come mancanza di rispetto per la sua persona - della banale, inutile, offensiva risposta che ci è stata propinata?
Rendetevi conto che vi siete comportati in spregio alla Costituzione e all'ordinamento democratico e, così facendo, avete determinato una frattura grave tra questo Presidente del Consiglio, tra questo ministro dell'interno, tra questo ministro degli affari esteri ed un'opposizione parlamentare che è maggioranza nel paese.
Ma come potete immaginare che noi affrontiamo a cuor leggero la prossima


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competizione elettorale quando ci troviamo di fronte ad un Governo che è capace di operare in materia elettorale con un decreto-legge, in frode alla Costituzione ed alla vigilia del voto? Chi ci garantisce che comportamenti di questo genere non si possano ripetere alla vigilia di una competizione elettorale alla quale - lo sapete - vi presentate perdenti per colpa vostra, una competizione ben più importante del confronto referendario che, nonostante i brogli, avete perduto clamorosamente?
Non ci accontentiamo affatto di questa risposta ed esigiamo chiarimenti circostanziati e precisi; per tale ragione, signor Presidente, presenterò immediatamente, a firma mia e del collega Selva, una mozione. Al di là della mozione, però, ci proponiamo di sottoporre la questione al Presidente della Repubblica.
Avete approvato un decreto-legge che volutamente avete fatto decadere. Avete presentato una leggina per porre rimedio agli effetti del decreto-legge e, pur disponendo della maggioranza, di fatto l'avete fatta andare alla deriva; infatti, se aveste voluto, la leggina riparatrice sarebbe stata approvata. Siete al di fuori della legalità democratica, avete imbrogliato il Parlamento e chi imbroglia il Parlamento si comporta da imbroglione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

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