Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 766 del 20/7/2000
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(Iniziative per contrastare fenomeni di irregolarità nella pubblica amministrazione)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Simeone n. 3-04975 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 7).
Il Sottosegretario di Stato per la funzione pubblica, onorevole Cananzi, ha facoltà di rispondere.

RAFFAELE CANANZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Rispondo per delega del Presidente del Consiglio dei ministri.
In relazione alle richieste formulate dall'onorevole interrogante si comunica che nei contratti nazionali di lavoro dei comparti del pubblico impiego sono state inserite disposizioni disciplinari nei confronti dei dipendenti pubblici che violino i propri doveri d'ufficio. Inoltre il decreto legislativo n. 29 del 1993, e successive modificazioni, prevede agli articoli 58 e seguenti i casi di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi per i dipendenti pubblici e disposizioni sanzionatorie.
Per il controllo sui citati incarichi è stata istituita presso il dipartimento della funzione pubblica, come disposto dall'articolo 24 della legge n. 412 del 1991, l'anagrafe delle prestazioni dei pubblici dipendenti, e annualmente il ministro per la funzione pubblica trasmette al Parlamento relazione dettagliata sui dati inviati dalle pubbliche amministrazioni e formula proposte per il contenimento della spesa degli incarichi e la razionalizzazione dei criteri per l'affidamento dei medesimi.
Si rileva inoltre che su questo problema il Senato della Repubblica ha assegnato alla I Commissione due disegni di legge.
L'atto Senato n. 3015/B, concerne «Misure per la prevenzione dei fenomeni di corruzione» ed è stato già approvato dalla Camera dei deputati con modifiche. Questo testo prevede l'istituzione di una commissione di garanzia per la trasparenza e l'imparzialità delle pubbliche amministrazioni presso cui è istituita l'anagrafe patrimoniale di tutti i soggetti che a livello politico e amministrativo sono coinvolti nella gestione di attività della pubblica amministrazione. L'anagrafe è a cura dell'autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione. La citata commissione ha, inoltre, il compito di relazionare annualmente al Parlamento e al Presidente del Consiglio dei ministri, segnalando l'opportunità di adottare disposizioni normative o misure amministrative idonee a prevenire il fenomeno della corruzione. Infine, si prevede la pubblicità dei dati, mediante l'istituzione di un apposito sito Internet e l'indicazione alle regioni e alle autonomie locali ad adottare norme per l'attuazione della legge, naturalmente dopo la sua approvazione da parte del Parlamento.
L'atto Senato n. 3285 reca, invece, «Norme sul rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare e effetti del giudicato penale nei confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni», ed è stato già approvato dalla Camera dei deputati (il testo è stato approvato dalla I Commissione del Senato e deve passare all'esame dell'aula). Con riferimento a quest'ultimo, si evidenzia che il Governo ha quindi presentato un proprio disegno di legge, ora unificato al testo di iniziativa parlamentare, il quale risponde all'esigenza di risolvere il delicato problema della rilevanza, rispetto ai procedimenti disciplinari, dei procedimenti penali nei confronti di pubblici dipendenti puniti per aver commesso delitti contro la pubblica amministrazione.


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PRESIDENTE. L'onorevole Cola, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

SERGIO COLA. Non posso che dichiararmi parzialmente soddisfatto dalla risposto dell'onorevole Cananzi. Le ragioni di questa mia posizione sono riposte proprio nel contenuto dell'interrogazione che è stata sottoscritta da me poco fa ma che è di una estrema semplicità in quanto il collega Simeone, che l'ha sottoscritta ab initio, si riferisce testualmente, non a qualcosa di sospetto o a congetture, bensì ad una specifica parte della relazione del procuratore generale della Corte dei conti, dottor Apicella, il quale denuncia, con riferimento al 1999, il proliferare di un'attività di corruzione nella pubblica amministrazione.
Non è che il dottor Apicella affermi che vi è il sospetto di corruzione o che la corruzione non sia stata frenata: egli afferma che vi è corruzione nel vero senso della parola e che essa è diffusa. Di conseguenza, debbo dire - come ammesso anche dal sottosegretario Cananzi - che nella Commissione affari costituzionali abbiamo assunto varie iniziative, sia per quanto riguarda il nesso di causalità tra procedimenti penali o procedimenti disciplinari e conservazione del posto di lavoro, sia in ordine ad altri tipi di iniziative. Tuttavia, le misure che sono state predisposte e quelle già adottate a suo tempo non hanno sortito alcun effetto.
Quel che posso apprezzare nella risposta del sottosegretario Cananzi è la dichiarazione d'intenti su un quadro successivo: siamo, infatti, ancora in fase de iure condendo e non de iure condito, in quanto il sottosegretario Cananzi ha fatto riferimento a disegni di legge, alcuni dei quali sono già passati per il vaglio della Camera dei deputati, ma non sono stati ancora approvati, che mirano alla repressione delle attività di corruzione dei pubblici amministratori e alla loro prevenzione. Anche in questo caso, però, ci troviamo in una situazione in prospettiva e non in una fase che ci possa far sperare di frapporre un argine al proliferare di tali illecite attività.
In conclusione, il rilievo critico che muovo in particolare all'esecutivo è che le misure predisposte non hanno sortito alcun effetto: non lo dico solo per il gusto di fare l'oppositore, ma con espresso riferimento alle dichiarazioni di un alto funzionario dello Stato (il procuratore generale della Corte dei conti, dottor Apicella) che ha confermato il dilagare della corruzione.
Dunque, la mia dichiarazione di parziale insoddisfazione nei confronti del Governo trova un logico sostegno nelle lacune contenute nella risposta del sottosegretario. Prendiamo atto della dichiarazione d'intenti, ma dovremo ancora aspettare moltissimo tempo per verificare se le misure legislative preannunciate potranno avere un'efficacia tale da frenare quell'attività illecita: per il momento, dobbiamo purtroppo constatare che, sulla scia degli anni ottanta e novanta, nulla è cambiato e, purtroppo, i pubblici funzionari continuano ancora a rubare ai danni dei cittadini italiani.

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