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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Simeone n. 3-04835 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 6).
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, l'onorevole interrogante chiede se sia stato effettuato un monitoraggio del rischio idrogeologico nel territorio ricompreso nei confini della regione Campania. In merito alle problematiche evidenziate con l'atto ispettivo, si fa presente che l'autorità di bacino nazionale Liri, Garigliano e Volturno, nonché le autorità di bacino regionali che operano nel territorio campano, destra Sele, sinistra Sele, Sarno e Campania nord occidentale hanno elaborato, nell'ambito dell'attività riguardante il rischio idrogeologico ai sensi del decreto legislativo n. 180 del 1998 e successive modifiche e integrazioni, i piani straordinari per l'individuazione delle aree a rischio molto elevato, già approvati dai rispettivi comitati istituzionali.
PRESIDENTE. L'onorevole Cola, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
SERGIO COLA. Signor Presidente, mi pare si tratti di una clamorosa conferma delle osservazioni che mi sono permesso di fare, che deriva dal fatto che lei esplicitamente ha detto che la zona di San Martino Valle Caudina è stata praticamente esclusa dal programma di interventi e la sua risposta non poteva essere diversa. Lei ha parlato, infatti, di sinistra Sele e destra Sele...
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. No, quelle sono le autorità di bacino.
SERGIO COLA. ...nei piani di intervento non è inclusa assolutamente la zona di Martino Valle Caudina.
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Sono le autorità di bacino.
SERGIO COLA. Ma, se non vi è stato un controllo da parte dell'autorità centrale sull'operato delle autorità di bacino, non si possono scaricare le responsabilità.
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. No, non è così! Non c'entra niente!
SERGIO COLA. Non è così: il discorso è completamente diverso e le spiego perché. Stiamo parlando di attività dirette a risolvere una problematica, a distanza di quattro anni e quattro mesi dal verificarsi di un evento tragico come quello di Sarno - mi pare che ciò sia molto importante -, e lei ha affermato che siamo ancora in fase di programmazione e che tutto dovrebbe essere completato per il 2001.
fitta, perché è la pioggia che provoca quel fenomeno. Ora lei mi viene a dire che è stato redatto un programma e che alla fine del 2001 vedremo. Non è stato fatto niente! È una vergogna nel vero senso della parola: lo dico con rabbia, ma, come ripeto, se in questo momento lo dicessero i cittadini di Sarno, forse il loro tono sarebbe ancora più esasperato e ne avrebbero tutte le ragioni.
Il sottosegretario per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
Per le aree a rischio individuate sono state previste misure di salvaguardia mediante le quali vengono disciplinate le attività consentite e quelle vietate. Inoltre, l'Autorità di bacino nazionale ha individuato, sulla base delle attività svolte, il programma per la mitigazione del rischio che prevede, tra l'altro, azioni di monitoraggio per il controllo della criticità, evoluzione e dinamicità dei versanti. A tale riguardo, la stessa autorità ha promosso la stipula di un'intesa di programma con la regione Campania e le autorità di bacino regionali per svolgere le attività sopraindicate.
Infine, si fa presente che le autorità di bacino sia nazionale sia regionali sono impegnate nella redazione dei piani stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo n. 132 del 1999, convertito dalla legge n. 226 del 1999, che dovranno essere adottati entro il termine perentorio del 30 giugno 2001.
Le voglio ricordare un accadimento molto importante, che segnalai al presidente del mio partito, Fini: si verificò un vero sciacallaggio, che per fortuna durò solamente un giorno, nei confronti dell'allora presidente della regione Campania, onorevole Rastrelli. All'indomani dell'evento, da parte del Governo di centrosinistra vi fu un crucifige, nel vero senso della parola, un linciaggio nei confronti dell'onorevole Rastrelli.
Mi permisi allora di segnalare all'onorevole Fini che, all'inizio della XIII legislatura, a seguito di un convegno organizzato dalla comunità montana Tribucchi, che, a livello orografico, fa parte, senza soluzione di continuità, di quella di Sarno, in cui si è verificato quell'immane incidente, evidenziai con un'interrogazione dettagliatissima il pericolo imminente di una tragedia vera e propria conseguente a smottamenti. Lei sa meglio di me quale era la problematica, derivata dal fatto che quelle zone sono state colpite da eruzioni del Vesuvio, per cui il lapillo ha creato una sorta di camera d'aria con il terreno, onde, quando piove, vi è uno scivolamento, perché attraverso questa camera d'aria l'acqua scende giù e automaticamente scendono tutti i detriti che si trovano al di sopra della camera d'aria e quelli che si trovano al di sotto e tutto ciò ha provocato l'immane tragedia.
Avevo segnalato tutto ciò con un'interrogazione nell'aprile-maggio del 1996 - si tratta di una delle prime interrogazioni presentate nella XIII legislatura - all'onorevole Napolitano e all'onorevole Ronchi. A distanza di un anno e mezzo non ho avuto alcuna risposta. Legga quell'interrogazione, onorevole Bargone, e ci pensi o ci faccia pensare chi non ha avuto neanche la sensibilità di leggerla e di dare una risposta.
Non si è dato seguito ai miei rilievi di carattere tecnico, che erano la sintesi di rilievi fatti da esperti, dai componenti della comunità montana Tribucchi, che si trova a cavallo di quella di Sarno e fa parte della stessa catena orografica. Alla fine degli anni ottanta e all'inizio degli anni novanta si erano verificate tragedie immani, con le stesse caratteristiche e con decine e decine di morti. Io avevo segnalato tutto ciò, ma non ho avuto alcun tipo di risposta. Si è verificata prima la tragedia, quasi preannunciata dalla mia interrogazione, che appunto paventava questi rischi.
Signor sottosegretario Bargone, ho avuto anche la possibilità di andare sul posto, a Sarno - che non fa parte del mio collegio elettorale -, e di vedere la febbrile attività di Barberi, che poi è rimasta lettera morta. Se lei dovesse decidere di andare a Sarno, si renderebbe conto che non solo l'opera di ricostruzione è quasi nulla, ma l'attività di prevenzione, che dovrebbe scongiurare altre tragedie, è ancora agli inizi.
Non si deve dimenticare che i cittadini di Sarno sono in continuo allarme, nel momento in cui si preannuncia pioggia


