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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-04834 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 5).
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. L'interrogazione dell'onorevole Delmastro Delle Vedove riguarda gli eventi alluvionali del dicembre 1999 verificatisi nella zona della Valle Caudina.
effettuato sopralluoghi nei comuni interessati di Cervinara, San Martino Valle Caudina e Rotondi, verificando, in particolare, che nel comune di Cervinara si sono manifestati fenomeni di sovralluvionamento ed esondazioni dell'alveo del torrente Gennaro, realizzatisi in concomitanza a fenomenologie franose.
di Cervinara ha in corso l'esame delle istanze di contributo per autonoma sistemazione; la prefettura inoltre, sta provvedendo a verificare le richieste relative alle attività produttive, industriali, artigianali, commerciali e turistiche.
PRESIDENTE. L'onorevole Cola, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
SERGIO COLA. Questa interrogazione reca la firma dei colleghi Delmastro Delle Vedove e Simeone. Ho aggiunto la mia firma da poco tempo, però, dopo aver ascoltato la relazione del sottosegretario Bargone, mi devo dichiarare non solo insoddisfatto, ma preoccupato, anzi preoccupatissimo per l'avvenire di quelle popolazioni.
dire che tutto ciò non conta niente e che l'Autorità di bacino che ha programmato interventi non ne ha previsti per quella zona. Si tratta di una sua testuale affermazione, a meno che io non abbia sentito male. Se ciò fosse vero, sarebbe di una gravità inaudita; d'altra parte è quanto lei ha affermato in questo momento.
Il sottosegretario di Stato per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
Per quanto riguarda le materie di competenza del Ministero dei lavori pubblici, e relativamente alle problematiche sollevate nell'interrogazione cui si risponde, devo far presente che l'autorità di bacino nazionale del Liri - Garigliano e Volturno, nel cui ambito ricadono le aree interessate dagli eventi alluvionali del dicembre 1999, è stata impegnata, fin dal primo giorno, sul territorio colpito ed ha
Tali fenomenologie hanno ostruito in parte l'alveo del torrente in questione ed hanno altresì contribuito ad incrementare il trasporto solido nell'alveo stesso.
Dall'esame del territorio comunale sono stati rilevati oltre che i danni alle infrastrutture e agli edifici, anche una serie di situazioni critiche connesse alle caratteristiche di antropizzazione del territorio e numerose venute d'acqua che hanno aumentato le portate in alveo. Al riguardo, faccio presente che le zone descritte sono state ricomprese fra quelle ad elevato rischio idraulico e di frana indicate con i piani straordinari, redatti dall'Autorità di bacino ai sensi del decreto-legge n. 180 del 1998 e successive modificazioni, e recentemente approvati dal comitato istituzionale dell'autorità stessa.
L'autorità ha inoltre predisposto un programma di studi di dettaglio in scala 1:5000, in linea con quanto già previsto nel programma «Piano stralcio frane» e, in tale programmazione, sono stati indicati gli interventi da realizzare nei comuni in questione.
Comunico inoltre che il comitato istituzionale dell'autorità di bacino, nella seduta del 15 marzo 2000, ha approvato il programma di interventi di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 27 luglio 1999 relativo al quadriennio 1998-2001. Nell'ambito di tale programma, tuttavia, non sono stati previsti interventi da realizzarsi nei comuni dell'avellinese interessati dai fenomeni alluvionali del dicembre 1999.
Al fine comunque di fornire notizie sugli interventi nelle zone alluvionate, è stata sentita la prefettura di Avellino che ha comunicato che intensa è stata l'attività svolta nell'immediato dalle forze dell'ordine e da tutte le componenti di protezione civile della provincia, nonché di province limitrofe, rivolta sia all'assistenza alle popolazioni colpite, sia al ripristino - nel più breve tempo possibile - dei servizi essenziali.
Per quanto riguarda le provvidenze, il Ministero dell'interno, nella fase della prima emergenza, ha assegnato, sul capitolo 4296 dell'esercizio finanziario 1999, un contributo di lire 600 milioni per le famiglie del comune di Cervinara e per quelle residenti in altri comuni della provincia sgomberate dalle proprie abitazioni a seguito degli eventi alluvionali del 15 e del 16 dicembre 1999.
La prefettura, sull'importo predetto, ha liquidato la somma di lire 373.920.780.
Con ordinanza del ministro dell'interno, delegato per il coordinamento della protezione civile, n. 3036, in data 9 febbraio 2000, i territori dei comuni di Cervinara, Manocalzati, Pietrastornina, Roccabascierana e San Martino Valle Caudina sono stati dichiarati i più gravemente colpiti dagli eventi alluvionali suindicati.
Con la stessa ordinanza, è stato disposto lo stanziamento di 12.980 milioni per gli interventi previsti nel prospetto che la prefettura ha fatto pervenire e che si mette a disposizione dell'interrogante.
Allo stato, la prefettura ha provveduto ad accreditare agli enti interessati il contributo per autonoma sistemazione a tutto il 30 giugno 2000, per lire 145 milioni e 500 mila, a fronte di uno stanziamento di lire 180 milioni; ha liquidato direttamente a favore delle imprese esecutrici dei lavori di somma urgenza l'importo di lire 199 milioni e 733 mila e 640.
Per gli interventi urgenti di ripristino delle infrastrutture e di riduzione dei pericoli incombenti da attuare sono stati già approvati e sono in corso di appalto tre interventi, di cui uno relativo alle indagini geologiche propedeutiche da effettuarsi per la progettazione di sette interventi, il cui ente attuatore è il genio civile di Avellino.
Quanto allo stato delle procedure per l'erogazione delle provvidenze, la prefettura precisa che l'amministrazione comunale
Per far fronte agli interventi urgenti, disposti nella fase della prima emergenza e non previsti nel piano di interventi approvato con l'ordinanza n. 3036 del 2000, il ministro dell'interno ha assegnato alla prefettura di Avellino l'ulteriore somma di lire 500 milioni con una ordinanza del 30 giugno 2000.
Si aggiunge, da ultimo, che il consiglio regionale della Campania, con deliberazione del 29 dicembre 1999, ha assegnato alla provincia di Avellino 5 miliardi per interventi di estrema urgenza per la difesa dei territori in quei comuni ove sussiste pericolo incombente e situazioni di grave disagio per la popolazione e 10 miliardi (per un totale quindi di 15 miliardi) per interventi urgenti nei territori dei comuni di Cervinara e San Martino Valle Caudina.
Non sono certamente i dati che sono stati esposti che possono far propendere per un positivo intervento da parte del Governo. Non è certamente con l'elemosina o con interventi di poco conto diretti a soddisfare l'esigenza di una popolazione martoriata che si risolvono i problemi. Nella risposta dell'onorevole Bargone ho avvertito veramente un enorme timore per quanto riguarda il futuro. Infatti l'onorevole Bargone ha detto che l'autorità di bacino, in attuazione della legge del 1998, ha predisposto dei programmi diretti ad evitare che in futuro fenomeni del genere possano verificarsi. Nell'ambito di questi programmi nulla è stato fatto per i paesi interessati. È una sua testuale affermazione.
Allora, ci si viene a dire che sono state disposte provvidenze dirette a lenire le sofferenze di quelle popolazioni con 100 milioni, 50 milioni, 15 milioni, 500 milioni, dirette a ristrutturare le case che sono state travolte o dirette a ristorare i danni di carattere morale, ma mai ristorabili, di coloro che hanno subito tanti lutti: tutto questo però non risolve assolutamente il problema perché in tema di solidarietà ritengo che i cittadini italiani siano molto più avanti dello Stato italiano che è stato quasi sempre insensibile a problematiche del genere. La cosa più grave - e ritengo che l'onorevole Bargone non possa che prendere atto delle mie affermazioni e d'altra parte non ha fatto altro che leggere una relazione che gli è stata redatta dai funzionari (direi che una bella tiratina d'orecchie bisognerebbe darla ai funzionari o all'autorità di bacino o a chi dovrebbe coordinare determinate attività) - è che la questione della Valle Caudina non viene fuori d'emblée, improvvisamente, ma se anche questo fenomeno che ha provocato tante vittime fosse venuto fuori improvvisamente, vi sarebbe sempre una responsabilità di chi non ha provveduto a predisporre l'attività di prevenzione e di monitoraggio perché ciò non avvenisse. La cosa più grave, carissimo sottosegretario Bargone, non è questa vicenda, ma è che il fenomeno di smottamento che si è verificato il 16 dicembre 1999 non è un fatto unico ed improvviso perché esso fa seguito ad una immane tragedia che ha colpito la Campania il 5 maggio 1996 con la distruzione totale di una città, Sarno, per fenomeno analoghi!
Voi eravate al Governo già da allora e non vi siete preoccupati di monitorare il comparto orografico della Campania e, in particolare, di San Martino Valle Caudina, dove si sono verificati smottamenti con le stesse caratteristiche che hanno determinato la tragedia di Sarno. Mi si viene a
Posso io ritenermi soddisfatto per il vettovagliamento che è stato dato ai poveri cittadini martoriati? Posso ritenermi soddisfatto per i 500 milioni stanziati - non so a quale cifra lei abbia fatto riferimento - per ricostruire qualche casa abbattuta e travolta dalla furia della natura? Certamente no. Avrei potuto dire di essere soddisfatto, ancorché solo parzialmente, molto parzialmente, se lei avesse detto che era già stato predisposto un piano di intervento per eliminare il pericolo e la mia soddisfazione sarebbe stata imparziale perché, a distanza di otto mesi il piano di intervento, se fosse stato concepito, avrebbe dovuto anche essere realizzato. Si tratta invece ancora di una fase di programmazione. Posso ritenermi soddisfatto dalla sua risposta? Assolutamente no, ma non si ritengono soddisfatti nemmeno i cittadini di quella zona che, certamente, se fossero al mio posto, con maggiore concitazione e maggiore rabbia replicherebbero alla sua carente risposta.


