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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Massa n. 3-05084 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 2).
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, l'onorevole interrogante chiede di conoscere quali interventi si intendano promuovere per la realizzazione della variante alla statale n. 589 in corrispondenza degli abitati di Avigliana e di Trana. Riguardo alle problematiche poste nell'atto ispettivo, l'ANAS ha comunicato che nel 1993 la SITAF (concessionaria di quel tratto stradale) ha redatto un progetto di massima della variante alla statale n. 589 in corrispondenza di Avigliana e Trana, che è stato consegnato al compartimento ANAS di Torino.
PRESIDENTE. L'onorevole Massa ha facoltà di replicare.
LUIGI MASSA. Signor Presidente, della risposta del sottosegretario Bargone sono soddisfatto: sono molto meno soddisfatto della situazione che si sta dipanando in merito a questa variante della statale n. 589. Come il sottosegretario Bargone sa, perché conosce bene la zona, si tratta di una statale molto importante, ormai frequentatissima dal traffico internazionale di automezzi pesanti, che attraversano due centri abitati. Io ho presentato questa interrogazione in seguito ad un grave incidente - uno degli ultimi -, verificatosi l'8 febbraio 2000, che ha coinvolto un autobus ed ha provocato delle vittime.
gestione dell'autostrada Torino-Bardonecchia, previde appunto che la società completasse il progetto. Dal 1993 ad oggi, però, i risultati sono - drammaticamente - quelli che vediamo. Prendo atto del fatto che il Governo ha espresso parere favorevole sull'inserimento del primo stralcio di quest'opera, cioè quello che riguarda la circonvallazione di Avigliana, nel progetto di legge che si sta discutendo proprio in questi giorni in Commissione per il finanziamento delle opere connesse con i giochi olimpici del 2006. Mi preoccupa invece molto la questione relativa alla variante di Trana. Apprendo oggi la necessità di una modificazione progettuale e a questo punto sono molto preoccupato anche per un altro fatto, su cui il Governo non ha fornito risposta: mi riferisco al fatto che la statale n. 589 ai sensi della legge n. 59 e dei decreti attuativi passerà nella competenza regionale. Durante il dibattito sul decreto legislativo presso la Commissione bicamerale per l'attuazione della riforma amministrativa era stata data assicurazione sul fatto che gli interventi avviati sarebbero stati completati d'intesa tra l'ANAS e le regioni. Ciò che mi preoccupa molto è di apprendere oggi - ma qui non c'è responsabilità del Governo, porrò la questione in sede locale - che nel piano 2000-2002 la regione non abbia inserito proposte a questo riguardo. Ciò è molto grave, perché la regione è governata dal Polo, da Enzo Ghigo, che in campagna elettorale si è servito pesantemente dell'argomento della variante della statale ed ora scopriamo che, qualche settimana dopo aver vinto le elezioni, se ne è già dimenticato.
MARIO TASSONE. Bisogna scoprirle prima, queste cose, perché con ciò si denuncia la nostra debolezza e l'intelligenza degli altri!
LUIGI MASSA. Lo so, io lo avevo detto prima, perché mi sembrava assolutamente evidente. Purtroppo questo bisogna certificarlo. Vedo che ho toccato un punto delicato: il collega Tassone sa che il Polo è inadempiente nelle varie regioni...
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di non fare un duetto.
LUIGI MASSA. Per tale questione, quindi, credo dovremmo lamentarci in altra sede. Chiedo ovviamente al Governo di seguire con attenzione almeno il completamento del primo tratto, cosa che ci consentirà di andare avanti nella realizzazione dell'opera.
Il sottosegretario per i lavori pubblici, avvocato Bargone, ha facoltà di rispondere.
Il piano triennale 1997-1999 prevedeva lo stanziamento di 38 miliardi e 500 milioni per la realizzazione di un primo lotto della sola variante di Avigliana, dalla statale n. 25 alla strada provinciale n. 186. Nel dicembre 1998, l'ANAS ha sottoposto all'approvazione della conferenza dei servizi il progetto di un tratto della variante modificato secondo le richieste del comune di Avigliana, esteso oltre il primo lotto finanziato, al fine di renderlo funzionale e rispondente alle esigenze del comune stesso. In questa conferenza, tutti gli enti interessati hanno espresso parere favorevole, ma nella stessa sede il comune di Avigliana ha avanzato ulteriori richieste, mentre il settore geologico regionale ha fatto rilevare la necessità di approfondire ulteriormente le indagini geognostiche eseguite per la progettazione della galleria principale del progetto in questione. Gli ulteriori approfondimenti, eseguiti nell'anno 1999, hanno reso necessaria una modifica del tracciato della galleria.
Al momento, non si è ancora completata l'istruttoria aggiuntiva ai fini della ripresentazione in conferenza dei servizi.
Comunque, va fatto presente che il finanziamento dell'intervento relativo al primo lotto della variante di Avigliana non è stato riproposto nello schema di piano triennale 2000-2002 che, come è noto, è stato formulato sulla base delle priorità indicate dalle regioni e che attualmente è all'esame del Ministero (infatti il consiglio di amministrazione dell'ANAS, come ho accennato nel rispondere alla precedente interpellanza, ha deliberato la proposta di piano proprio pochi giorni fa). Il progetto è comunque inserito tra le opere qualificate come essenziali nell'ambito degli interventi per lo svolgimento delle olimpiadi invernali del 2006, recati dal disegno di legge n. 6831, all'esame dell'VIII Commissione della Camera, la cui copertura finanziaria è demandata anche a stanziamenti da prevedersi nella prossima legge finanziaria.
Relativamente, infine, alla variante di Trana, l'ANAS fa presente che al momento è disponibile soltanto il progetto di massima redatto nel 1993 dalla società Sitaf, che aveva a suo tempo ottenuto i prescritti pareri, ma che non è stato sottoposto alla valutazione del Ministero dei lavori pubblici, risultando inadeguato alla sopraggiunta normativa sui lavori pubblici (c'è quindi bisogno di adeguarlo rispetto ai nuovi livelli di progettazione previsti dalla riforma).
La necessità di questo intervento è assolutamente evidente, tant'è vero che la regione Piemonte già nel 1993, nell'accordo che concluse con la Sitaf, società di


