Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 758 del 10/7/2000
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Per fatto personale (ore 16,52).

PAOLO ARMAROLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO ARMAROLI. Presidente, questa è una seduta nel corso della quale sono state pronunciate varie frasi storiche; una l'ha detta il sottosegretario che, scimmiottando quanto dichiarava Clemenceau a proposito della guerra, ha detto che, per quanto riguarda gli italiani all'estero, bisogna pensarci sempre e non parlarne mai.
Parlo per fatto personale, perché vorrei far riferimento al momento in cui lei molto correttamente ha detto: «La Presidenza farà il suo dovere» ed io ho aggiunto: «Come sempre!» . Anche questa è una famosa frase storica che deve essere, però, integrata, come lei sa. Mi riferisco all'episodio di Vittorio Emanuele III che, alla vigilia della marcia su Roma, chiese ad un generale - credo al generale Cittadini -: «Che cosa farà l'esercito?». Il generale rispose: «L'esercito farà il suo dovere, come sempre, ma è meglio non metterlo alla prova!».
Ho voluto ricordare, con tutto il rispetto, questo episodio alla Presidenza che farà il suo dovere, ne sono convinto, ma è meglio non metterla alla prova! Grazie, signor Presidente.

GUALBERTO NICCOLINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUALBERTO NICCOLINI. Presidente, il sottosegretario, concludendo il suo intervento, si è scusato per aver parlato troppo; a mio avviso, non ha parlato troppo, ha parlato male! Ha fatto un attacco al capo dell'opposizione che nulla aveva a che vedere con l'argomento in discussione. Sono state svolte considerazioni sul referendum come se il 90 per cento degli italiani avesse votato in favore del proporzionale, mentre non è stato così.
Il capo dell'opposizione chiede le elezioni anticipate e lo fa a ragion veduta; infatti, questo Governo è in carica perché doveva consentire lo svolgimento dei referendum e per favorire l'approvazione di una legge elettorale, che pare non riesca ad essere varata. Il capo dell'opposizione, quindi, non era contro gli italiani all'estero; il sottosegretario ha espresso una posizione politica, elettoralistica, che devo rifiutare.

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