Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 758 del 10/7/2000
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(Replica del Governo - A.C. 7135)

PRESIDENTE. Prendo atto che il relatore, onorevole Biricotti, rinuncia alla replica.
Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per il trasporto e la navigazione. Signor Presidente, vorrei ringraziare il


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relatore ed i colleghi che sono intervenuti. Innanzitutto, vorrei rassicurare l'onorevole Galeazzi che fra qualche giorno potrà discutere in Parlamento del nuovo piano generale dei trasporti. Non intendo fare qui anticipazioni, perché non spetterebbe a me in questo momento, ma vorrei rassicurare l'onorevole Galeazzi che le questioni da lui giustamente sollevate (come quella dell'Europa e del recupero dei ritardi infrastrutturali del nostro paese rispetto a quelli più avanzati) sono tra i temi che saranno affrontati nel piano generale dei trasporti.
Come il collega ha giustamente sottolineato, l'importante tema dell'autotrasporto nel nostro paese si colloca nel piano generale dei trasporti. È un tema importante, perché riguarda un settore che trasporta il 70 per cento delle merci; si tratta di un valore che equivale circa al 7 per cento del PIL. Si tratta, altresì, di 150 mila imprese (per il 95 per cento, piccolissime imprese) che se, da una parte, rappresentano una risorsa in termini di inventiva e di imprenditorialità, dall'altra, presentano problemi di frantumazione, che diventano sempre più acuti in relazione ai processi di trasformazione assai rapidi e all'avvento della liberalizzazione in sede europea: oggi il settore dell'autotrasporto nel nostro paese subisce la concorrenza dei settori più evoluti e ad alta tecnologia, già riorganizzati, nonché dei paesi terzi, che entrano in Europa con un costo del lavoro assai più ridotto del nostro. Tutto ciò, da una parte, dà maggiore rilievo e peso al ritardo del processo di ristrutturazione e di applicazione della legge n. 454, cui faceva riferimento anche il collega Niccolini, e dall'altra parte mette in evidenza l'esigenza di recuperare gradualmente i maggiori costi sui quali era intervenuto il protocollo d'intesa tra le organizzazioni dell'autotrasporto ed il Governo, il 30 novembre dello scorso anno, e sul quale è in corso di completamento uno studio volto alla verifica del rapporto tra i costi dell'autotrasporto nel nostro paese e quelli nel resto d'Europa. Ciò allo scopo di affrontare insieme le due questioni fondamentali: quella di parametrare in ogni settore i costi dell'autotrasporto italiano rispetto a quelli dell'autotrasporto europeo (sono note, per esempio, le differenze per quanto riguarda il costo del gasolio, che sono sostanziali ed hanno inciso ulteriormente negli ultimi mesi) e quella del processo di ristrutturazione. Le due cose non sono separabili, ma credo vadano affrontate insieme, perché, a parità di costi, un settore non ristrutturato e non trasformato subisce naturalmente la concorrenza di chi ha dimensioni di impresa ed efficienza complessiva più elevate.
In questi ultimi anni, come è noto e come hanno rilevato anche i colleghi, sono stati resi strutturali alcuni provvedimenti che investono vari temi: dalla questione dei premi INAIL - anche su questo c'è un differenziale con il resto d'Europa, nel settore - alle questioni che riguardano la sicurezza e l'ambiente - ricordate dalla collega Biricotti -, agli interventi relativi alle spese non documentate e ad altri settori. Ciò ha avuto lo scopo innanzitutto di rendere operante la legge n. 454 che, come è noto, da una parte porta al superamento del regime autorizzatorio e dall'altra introduce processi di innovazione tecnologica e di aiuto ai processi di aggregazione ed alla formazione professionale degli operatori, intervenendo anche sull'esodo.
Naturalmente, il confronto con l'Europa è stato lungo e tormentato ed ha prolungato i tempi che noi ritenevamo necessari per l'applicazione della legge. Oggi siamo ormai alla sua completa operatività: si è intervenuti sull'esodo, che è in corso; si sta intervenendo sugli altri settori ed io mi auguro che sia possibile dare una risposta complessiva in tempi abbastanza brevi.
È inoltre all'esame del Parlamento il provvedimento per la liberalizzazione delle tariffe, che andrà a completare l'intervento nel settore, così come sono in corso di esame alcuni importanti provvedimenti, come quello relativo alla riduzione del costo delle accise - su cui vi è stato un ulteriore intervento nell'ultimo accordo concluso tra Governo ed organizzazioni


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degli autotrasportatori - e quello relativo alla restituzione del bonus, sul quale in occasione dell'ultimo accordo con gli autotrasportatori si è convenuto di concordare insieme alle organizzazioni che li rappresentano le modifiche da apportare al disegno di legge in corso d'esame, al fine di poter riprendere il percorso e di dare anche a questo proposito risposta alle questioni che l'Europa ci ha posto.
Naturalmente, i problemi che negli ultimi mesi hanno reso più difficile la situazione del settore, già gravato dalle problematiche che prima richiamavo, sono stati quello della restituzione del bonus, che ho or ora ricordato, la questione della carbon tax (sulla quale vi era stato un lungo contenzioso con l'Europa che, come avete avuto modo di verificare anche dalle notizie pubblicate dalla stampa, è in corso di superamento, per cui gli autotrasportatori possono effettuare la detrazione già nella denuncia dei redditi per il 1999) e la questione del differenziale del costo del gasolio. Queste sono, ripeto, le tre grandi questioni. Le risposte fornite dal Governo hanno consentito di superare il fermo, sia pure attraverso una fase complicata e difficile, e nell'accordo che è stato concluso si sono introdotti alcuni provvedimenti che consentiranno in una fase transitoria di alleggerire ulteriormente la situazione. Penso alla questione del gasolio, sulla quale le ulteriori risorse poste non consentono - desidero che i colleghi lo sappiano, anche per rispondere alle giuste obiezioni sollevate -, una volta stanziate, di recuperare completamente, qualora non vengano comunque apportate modifiche al costo del gasolio. A ciò si aggiungono i premi dell'INAIL e le spese non documentate del costo del lavoro. Ne approfitto per dire come sia giusta l'obiezione avanzata dalle organizzazioni sindacali, grazie alla quale il Governo sta intervenendo per modificare l'articolo 1. Non era infatti intenzione né del Governo né delle imprese di autotrasporti in quel momento - altra cosa è la normale dialettica che riguarda il confronto su un contratto di lavoro e su altre questioni - intervenire senza discutere e confrontarsi con le organizzazioni dei lavoratori relativamente all'intervento sui costi e, ancora di più, agli oneri previdenziali per il settore dell'autotrasporto.
Il testo dell'emendamento predisposto dal Governo modifica l'articolo 1, anche se in ritardo rispetto alle attese di quest'Assemblea: desidero spiegare che ciò è accaduto, perché vi è stato un confronto anche con le organizzazioni dell'autotrasporto, oltre alla necessità di verificare costantemente, da parte degli uffici dei Ministeri interessati, la coerenza di tale normativa con quella europea, questione sempre più delicata e alla quale va prestata sempre più attenzione. L'intervento in corso riguarda la questione delle spese per le trasferte e dovrebbe consentirci di dare una risposta corretta sia in relazione alle norme europee, sia in relazione alle obiezioni giustamente avanzate.
Vorrei infine dire al collega Niccolini che non so se il Governo sia, per consuetudine, chiuso alle proposte dell'opposizione: non mi pare, almeno per il settore di mia competenza, perché abbiamo ogni volta cercato di confrontarci e di accettare, ovviamente se ne eravamo convinti, le proposte e le obiezioni dell'opposizione.
Per quanto riguarda l'atto in esame, il nostro impegno è quello di rispettare un patto stipulato con le organizzazioni dell'autotrasporto, attraverso il quale ci proponiamo di raggiungere un risultato che avvantaggerà questo importante settore della vita economica, al fine di continuare un processo, certamente tormentato, di trasformazione e di tener conto delle esigenze complessive dell'economia del nostro paese.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.
Sospendo brevemente la seduta.

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