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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Volontè n. 3-04740 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 3).
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, abbiamo interessato la società Poste italiane in merito a quanto rappresentato dall'onorevole Volontè. Le Poste ci hanno preliminarmente fatto osservare che gli alloggi siti in Saronno, in via Fratelli Cervi, n. 23, realizzati in base a leggi speciali, la legge n. 227 del 1975 e la legge n. 39 del 1982, su aree nella maggior parte di proprietà comunale, sono stati costruiti secondo criteri di economicità propri dell'edilizia residenziale pubblica.
messi in vendita, disciplina in maniera tassativa la definizione del prezzo di vendita dei medesimi.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Vita.
LUCA VOLONTÈ. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta del Governo.
Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.
Tuttavia, le Poste hanno anche precisato che sul suddetto patrimonio immobiliare sono sempre stati effettuati tutti gli interventi ritenuti urgenti e indifferibili ed il cui procrastinarsi avrebbe potuto comportare rischi all'incolumità degli utilizzatori o danno alle cose.
Non è, invece, possibile - hanno riferito le Poste - ipotizzare al momento interventi di miglioria o rifacimento di parti comuni dell'immobile in questione, dal momento che la legge n. 560 del 1993, ai sensi della quale gli alloggi sono stati
Infine, per quanto riguarda la mancata messa a norma, secondo la legge n. 626 del 1994, dell'intero edificio in questione, si ritiene opportuno rammentare che tale legge, contenente, come lei sa, misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici, non è applicabile nel caso di specie, atteso che si tratta di unità immobiliari ad uso abitativo. Grazie.
L'onorevole Volontè ha facoltà di replicare.
Come ho avuto più volte occasione di dire al sottosegretario Vita, l'interpretazione che l'ente Poste dà di alcuni avvenimenti è diversa dalla realtà. A noi è sembrato opportuno sottolineare che il rifacimento - in questo caso particolare - del tetto, che crea una situazione di pericolo per gli inquilini del palazzo in questione, è indispensabile affinché costoro possano decidere se avvalersi o meno della convenzione stipulata dall'ente Poste con Cariverona.
Vorrei aggiungere qualche breve osservazione di carattere generale sull'ente Poste la cui proprietà è a totale carico del Tesoro. Proprio per questo penso che gli strumenti di sindacato ispettivo non dovrebbero riguardare solo il Ministero delle comunicazione ma anche quello del Tesoro affinché vi sia una maggiore responsabilità di chi ha il controllo effettivo della società di fronte a documentazioni deboli sotto molti punti di vista portate qui dal rappresentante del Ministero delle comunicazioni. Spero che questa riflessione sia apprezzata anche dagli altri colleghi e che sia utile per il sottosegretario Vita affinché riceva un appoggio maggiore da parte dei colleghi del dicastero del tesoro, cioè il vero proprietario dell'ente Poste.


