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PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
DOMENICO MASELLI, Relatore. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, il disegno di legge al nostro esame è stato presentato il 2 giugno 1998 dal Governo al Senato, dove è stato abbinato ai disegni di legge d'iniziativa,
rispettivamente, dei senatori Pieroni ed altri, Russo Spena, Costa ed altri, Manfredi.
vigili con sette anni di anticipo. Abbiamo accettato due delle quattro condizioni richieste dalla IV Commissione; due non le abbiamo accettate su parere del Governo, stabilendo però che, quando sarà pronto il regolamento per la nuova forza militare, chiaramente cesserà di avere vigore l'articolo 3 di questa legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
MARCO MINNITI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Cento, primo iscritto a parlare: s'intende che vi abbia rinunziato.
FILIPPO MANCUSO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, al pari di un disciplinato vigile del fuoco, accorro in sostituzione del collega Garra, impedito da vicende meno catastrofiche di quelle cui ha accennato il relatore, ma che mi pone nell'obbligo, per me impari, di sostituirlo.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Armaroli. Ne ha facoltà.
PAOLO ARMAROLI. Signor Presidente, signor sottosegretario, colleghi, onorevoli banchi, nella storia della Camera dei deputati la cosiddetta discussione generale ha registrato tre fasi, ovviamente in tempi diversi. Dal 1848 al 1971 abbiamo avuto una discussione generale vera e propria su ogni documento legislativo. Il regolamento della Camera del 1971 introduce e riduce la figura della discussione generale e la si chiama discussione sulle linee generali, in sostanza un rattrappimento perché, di norma, un solo deputato per gruppo interverrà nella discussione sulle linee generali. Oggi, dopo l'ultima riforma regolamentare, che risale a due anni fa,
abbiamo mini-discussioni a volo d'uccello sulle linee generali; siccome le discussioni si tengono o il venerdì o il lunedì, anche a chi deve intervenire passa la fantasia di parlare.
DOMENICO MASELLI, Relatore. Ci sono le varie unità dirigenziali.
PAOLO ARMAROLI. Grazie, professor Maselli.
ROSA JERVOLINO RUSSO. Erano 725.
PAOLO ARMAROLI. Ringrazio anche il presidente Jervolino Russo, che ovviamente dà qualche numero in più al Governo.
ROSA JERVOLINO RUSSO. Speriamo sia vincente.
PAOLO ARMAROLI. Il sottosegretario Minniti sarà contento di questo riconoscimento autorevole del presidente della Commissione affari costituzionali, l'amica Rosa Jervolino Russo.
per sua natura, come in Inghilterra, responsabile, non può dare numeri (per esempio, non può dire 1.301 o 10 mila, così tanto per dire).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.
MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco oggi ha compiti istituzionali molto più ampi, mentre ha gravi carenze organiche che gli impediscono di assolvere, se non con grande fatica soggettiva da parte dei lavoratori, i grandi e delicati compiti a cui sono chiamati. I servizi di vigilanza e l'attività di prevenzione degli incendi, la formazione, le attività connesse al decreto legislativo n. 626 del 1994 ed il soccorso sono svolti da personale che lavora oltre l'orario ordinario, straordinario e di turnazione. Spesso, i vigili operano con squadre di soccorso composte da un numero di addetti inferiore al minimo previsto. Per mancanza di personale, sono state trascurate attività come il controllo sull'uso e la circolazione di sostanze pericolose o radioattive, il controllo e la predisposizione di piani di intervento in caso di incidente nelle industrie a rischio, l'individuazione ed il controllo dei dissesti idrogeologici e la rilevazione dell'attività sismica, tutti settori nuovi di intervento in cui la quantità del personale e la qualità della professionalità sono due elementi indispensabili.
È aumentata anche la mole di lavoro relativa ai servizi di soccorso per incendi, crolli e dissesti statici. Occorre sempre considerare che i servizi resi dal Corpo dei vigili sono indispensabili: la loro mancata prestazione arrecherebbe gravi danni! È incalcolabile, infatti, il patrimonio di vite umane e di beni materiali salvato ogni anno dai vigili del fuoco. Lo stesso ministro dell'interno, in un libro bianco sulla situazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, fin dal lontano 1988 rilevava l'assoluta inadeguatezza dell'organico. Nonostante qua e là, di anno in anno il numero sia aumentato, siamo comunque di fronte ad una dotazione insufficiente e destinata a diminuire anche per effetto dei pensionamenti e, a breve (ci auguriamo), anche per effetto degli accordi contrattuali; speriamo, infatti, che si possa dare risposta con accordi contrattuali e, quindi, limitare il tempo di lavoro, che dovrà passare a 36 ore; ovviamente, avremmo voluto le 35 ore, ma le cose vanno così. È questa, infatti, una categoria di lavoratori che davvero dovrebbe operare rispettando un intervallo di riposo necessario. Infatti, il carico di lavoro rischia di essere dannoso a se stessi e agli altri.
precari e saltuari, pagati con stipendi ridotti al 70 per cento oppure a cottimo.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Jervolino Russo. Ne ha facoltà.
ROSA JERVOLINO RUSSO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, il mio sarà un intervento davvero telegrafico, ma desidero rimanga agli atti la mia viva soddisfazione nel vedere che questo provvedimento si appresta ad essere approvato e che, stando a quanto ho sentito oggi, e ne sono particolarmente felice, si appresta ad essere approvato all'unanimità.
risolve certamente tutti i problemi, ma rappresenta un concreto passo in avanti.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Maselli.
Questo imponente insieme di proposte legislative ha dato vita ad un dibattito molto vivo, che ha portato alla modifica del disegno di legge governativo, che già si occupava di vari aspetti concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e si giungeva ad approvarlo il 21 aprile 1999.
La Commissione affari costituzionali della Camera iniziava l'esame del testo il 15 giugno 1999; istituiva un Comitato ristretto per aiutare a scegliere il testo base; coordinava ed accettava di discutere insieme il testo della proposta di legge Cento ed altri. La Commissione svolgeva poi una serie di audizioni informali, che ci dovevano permettere di mettere a fuoco i problemi del Corpo nel momento in cui se ne prevedeva un potenziamento.
Veniva fissato per il 15 settembre successivo il termine per la presentazione degli emendamenti, i quali rispondevano a molte delle esigenze sollevate nel corso di quelle audizioni, avanzando la richiesta di un notevole aumento del numero dei nuovi membri del Corpo.
Iniziava così una trattativa con il Governo e con l'allora ministro dell'interno, che portava quasi al raddoppio dell'incremento di organico da 731 a 1.301 unità. Vorrei far notare che quest'ultima cifra rappresenta il 10 per cento dell'organico dei vigili del fuoco e che il precedente incremento del 1996 era stato di 491 unità. Pertanto, questo aumento di 1.301 unità mi sembra una risposta e un esempio che dimostra che, quando tutti i gruppi trattano assieme, discutono e portano poi al Governo - se l'esecutivo le recepisce - delle proposte, si può arrivare ad avere davvero un avvio di soluzione per molti problemi. Sia ben chiaro, io parlo di un avvio; la soluzione è molto lontana, ma l'avvio di una soluzione è già qualcosa che fa ben sperare.
Ricordo che molti emendamenti sono stati accettati da tutte le parti politiche, come del resto è stato riconosciuto apertamente dall'onorevole Garra nella seduta del 23 febbraio 2000 della Commissione. Si è sostanzialmente espressa la gioia di vedere che praticamente tutti hanno potuto contribuire alla formazione di questo nostro nuovo testo.
Il disegno di legge, nella sua veste attuale, affronta vari problemi scottanti. Il primo è emerso quasi per caso. Molte volte le iniziative rimangono sulla carta; vi è un miglioramento, si ha un aumento ma, nel tempo in cui si svolge normalmente un concorso, quelle 1.300 persone entrerebbero in servizio tra dieci anni... In questo caso, invece, l'8 maggio si è concluso un concorso, con 5 mila idonei: ricorrendo a questi ultimi, si potrà immediatamente affrontare la questione del potenziamento del Corpo dei vigili del fuoco. Proprio il giorno successivo alla conclusione del concorso, il 9 maggio, approvavamo definitivamente, per portarlo all'esame delle Commissioni, il testo.
Il secondo problema estremamente importante è quello del servizio amministrativo, che viene risolto dall'articolo 13.
Preciso che non farò qui un esame dei singoli articoli perché chi li vuole approfondire lo potrà fare leggendo la mia relazione scritta, che è stata redatta puntualmente articolo per articolo. In questa sede vorrei invece vedere quali siano i problemi che sono stati avviati a soluzione. Si è visto che uno dei problemi gravi era la mancanza di veri servizi amministrativi nei distaccamenti. L'articolo 13 prevede che nel corso del triennio tutti i distaccamenti dei vigili del fuoco abbiano un dipartimento amministrativo che possa far fronte a queste difficoltà.
Il problema dei vigili volontari ausiliari è serio, anche perché è l'unico rilievo di una Commissione che noi non abbiamo accettato. La nostra Commissione ha accolto tutti i rilievi della Commissione bilancio e delle altre Commissioni interpellate, ma non abbiamo accettato i due rilievi della Commissione difesa per la ragione che essi riguardavano i volontari di leva. Poiché negli altri corpi dello Stato vengono ancora utilizzati gli ausiliari durante questi sette anni di mora, non ci sembrava giusto depotenziare il Corpo dei
L'altro problema che per noi vive fortemente è quello dei cosiddetti vigili discontinui. Vi è un problema di precariato che riguarda praticamente quasi tutti i corpi dello Stato. In questo caso, si tratta dei vigili discontinui che operano ogni anno per alcuni mesi all'anno. Sono state qui individuate tre soluzioni: una per l'immediato, che prevede che il 25 per cento delle assunzioni sulla base di questo incremento viene riservato, con concorsi per titoli, a questi vigili discontinui (articolo 1); si stabilisce che poiché essi cominciano ad essere anziani, per questa volta si porta l'anzianità a 37 anni per il loro caso specifico; è previsto inoltre il definitivo aumento dei giorni annui di servizio a 160 e, infine, vengono esentati dalla prova selettiva nei concorsi ordinari (articolo 12). Vedete dunque che un altro problema è stato avviato a soluzione.
Sono previste misure per favorire la costituzione di distaccamenti volontari nei comuni fino a 45 mila abitanti. Questo è un grande problema, perché in tutto il resto d'Europa il problema dei vigili del fuoco nei piccoli centri viene risolto molto spesso con il volontariato. Ciò avviene anche nelle nostre vallate alpine, dalle valli valdesi alla Valle d'Aosta, a Bolzano. Purtroppo, non avviene in tutto il resto del territorio nazionale. Su proposta dell'onorevole Garra si è portata la possibilità di questi distaccamenti volontari fino a 45 mila abitanti; in più, vi sono state altre normative a favore dell'associazione. Si è cercato inoltre di affrontare il problema dei sanitari del corpo all'articolo 5.
C'è un problema grave e molto importante che non è stato ancora risolto. Vigono ancora, infatti, le antiche norme di concorso per cui per i vigili del fuoco bisogna prevedere una percentuale di carpentieri, di fabbri ferrai, di fuochisti nelle navi, ed altro. Chiaramente oggi la situazione è totalmente diversa, ma questo tipo di chiusure nelle ammissioni ai concorsi provoca in realtà la non accettazione di molte donne. Se non sbaglio, attualmente, i vigili del fuoco donne sono venticinque-trenta, perché sono pochissime a possedere determinati requisiti. La Costituzione, però, non prevede questo, per cui mi farò carico di presentare un ordine del giorno, che spero verrà sottoscritto da tutti i gruppi, facendo riferimento ad una proposta della collega Nardini, la quale aveva presentato un emendamento che, però, mi sembra non fosse ammissibile per la ragione che bisogna prevedere nuove disposizioni per i concorsi: l'ordine del giorno, dunque, dovrebbe impegnare il Governo a studiare i sistemi che permettano di poter avere presto un'autentica partecipazione femminile.
Si fa riferimento, poi, ai corpi permanenti di Trento, di Bolzano, della Valle d'Aosta ed alla possibilità di rapporti fra gli stessi ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Al termine della relazione, desidero infine svolgere due tipi di considerazione. In primo luogo, voglio ringraziare i membri della Commissione, e in particolare i colleghi Cento, Garra, Palma, Ascierto e Nardini, che hanno contribuito a modificare il testo al nostro esame; in secondo luogo, vorrei che in questo momento noi tutti pensassimo al valore del Corpo dei vigili del fuoco nell'attuale situazione del nostro paese. È un valore che anche recentemente ha dovuto pagare un prezzo in vite umane, ma che rappresenta la più grande difesa di fronte ai rischi degli incendi, dello smottamento del suolo, dei terremoti, delle inondazioni: in tali situazioni, abbiamo sempre trovato pronto il Corpo dei vigili del fuoco. Vorrei quindi che il provvedimento in esame (che, come vedete, avvia soluzioni in vari campi) potesse essere un inizio affinché il nostro paese fosse davvero continuamente e completamente presidiato da queste forze meravigliose!
È iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.
Do atto al relatore della puntualità dell'esordio, del passaggio e della conclusione. Il Corpo dei vigili del fuoco è l'unico del nostro ordinamento che nasce dalla spontaneità delle iniziative popolari: si formarono in antico consorzi locali atti a sopperire all'assenza di questa struttura negli Stati preunitari e nelle realtà successive. Da qui, il carattere, come dire, affettuoso, caro, solidale che permane in questa attività pubblica.
Il collega Garra ha preso l'onorevole iniziativa di collaborare con il relatore e con la maggioranza in una materia che merita anche il sacrificio della rinuncia rispetto sia all'identità politica riguardo ai vari problemi, sia all'incompletezza del disegno che emerge dal provvedimento; incompletezza ragguardevole secondo me, e tuttavia, come diceva poc'anzi il sottosegretario, cui non mi duole aderire, dato che nel nostro ordinamento e nella nostra situazione occorre procedere per tappe. Egli alludeva ad altra questione, io mi soffermo su quella in esame.
Malgrado la solerzia del legislatore attuale, nel provvedimento in esame vi sono tante lacune, delle quali vorrei sottolinearne una per l'attenzione futura del Parlamento, se avrà memoria di queste modeste parole. La precarietà della funzione richiesta in rapporto alle variabili esigenze della sicurezza del paese impone che si rafforzi non solo l'entità numerica del Corpo così com'è, non solo la sua dislocazione nel territorio, non solo l'arricchimento del personale e dei mezzi, ma anche un'istituzione che, appunto, come dicevo, si collega alla tradizione formativa del Corpo stesso. Vale a dire che alle funzioni pubbliche riassunte nell'attività dei vigili del fuoco si possano associare anche le iniziative locali, le quali, però, non devono restare manifestazioni spontaneistiche e solidaristiche, ma, nel grande fenomeno del volontariato, possono avere le connotazioni funzionali dell'attività spontanea non lucrativa, ma impegnativa, una volta assunte. Di questo il disegno di legge non parla e io non ne tacerò perché, ad esempio, nell'imminente, anzi nella già veniente estate, siamo di fronte ad esigenze doppie, per così dire, rispetto a quelle ordinarie, per gli incendi boschivi, i quali non possono non tenere conto, o meglio dovrebbero tenere conto, dell'esigenza che siano le popolazioni locali, coloro che vivono intorno ai focolai, che si moltiplicano di anno in anno, a concorrere con l'attività funzionale di questo corpo. Se non vi saranno novità, preannuncio il voto favorevole del nostro gruppo al riguardo.
Signor sottosegretario, la ringrazio per la sua pazienza e la sua attenzione, nonché per la sua cortesia, ma effettivamente passa la fantasia di parlare. Ho fatto questa premessa per dire che mi atterrò a quanto ho promesso, e dirò soltanto pochissime cose.
Si racconta che ci fosse un «fratacchione», buontempone, allegro, che predicava bene e razzolava male: padre Zappata. Questo provvedimento sembra concepito da padre Zappata (nella storia, nella successione dei Governi, si deve sempre rimpiangere il Governo precedente, per cui tutti quanti siamo un po' nostalgici), perché predica bene nel titolo, in quanto sul potenziamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco soltanto un folle potrebbe essere contrario o astenersi ed è chiaro che rispetto a questo titolo dovremmo semplicemente applaudire a questo provvedimento. Ma poi vi è il testo, in cui si razzola male, perché, come si dice in Toscana, si tende a fare le nozze con i fichi secchi.
A questo punto devo ringraziare davvero il relatore - il mio ringraziamento non è formale - che si è battuto con le unghie e con i denti per strappare qualcosa in più. Siccome non è Gesù Cristo, non ha potuto fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma debbo riconoscere al professor Maselli che è vero quanto si afferma nella relazione con tono molto appassionato: «Iniziava allora un fervido dibattito con il Governo» - il termine «fervido» forse è un po' eufemistico - «per poter tenere conto di quanto emerso dalle audizioni e dagli emendamenti presentati da tutte le forze politiche e convergenti verso un ancor più significativo aumento dell'organico e delle dotazioni».
In un solo periodo vi sono due eufemismi, ma d'altra parte il professor Maselli è persona molto cortese e non ama le parole forti. Infatti, oltre al termine «fervido», si deve notare la seconda perla: «verso un ancor più significativo aumento», quasi che il Governo avesse popolato o ripopolato i vigili del fuoco, mentre nel disegno di legge originario era prevista soltanto l'elemosina di 721 unità. Chissà perché quell'uno in più.
Il relatore, dopo questo «fervido» dialogo con il Governo, che una volta tanto non è stato un dialogo tra sordi, ha strappato al Governo qualche centinaio di posti in più e si è passati da 721 a 1.301.
Ovviamente, Alleanza nazionale ha a cuore questo provvedimento e, quindi, non voterà contro e probabilmente neppure si asterrà, ma, se arriverà il consenso pieno, sarà un consenso dato con un leggero amaro in bocca, signor sottosegretario. Infatti, in questi ultimi anni tutto è cambiato e spero che anche l'onorevole Bielli se ne accorga, se tornerà in aula dopo la parentesi dei giorni in cui è stato impegnato per la relazione della Commissione stragi. Non abbiamo più opposizioni in servizio permanente effettivo, abbiamo una dialettica fra maggioranza ed opposizione dove l'opposizione di oggi può diventare domani maggioranza, e viceversa, e quindi l'opposizione deve essere
Signor sottosegretario, capisco che i beni economici sono tali perché esigui e quindi capisco che le esigenze di bilancio non possono essere violate più di tanto però in questo caso dovremmo ragionare in termini di costi-benefici. La situazione in cui si trova l'Italia è paragonabile a quella delle mosche bianche, nel senso che si verificano continuamente incendi in molte regioni d'Italia (come, per esempio, nella mia Liguria), così come si verificano frane, alluvioni e terremoti. Per quanto riguarda incendi, frane ed alluvioni - stando alle notizie riportate dai giornali - noi parliamo di «calamità naturali». No, signor sottosegretario, non c'è nulla di più innaturale perché molto spesso gli incendi, le frane e le alluvioni sono opera dell'uomo e, se dotassimo il Corpo benemerito dei vigili del fuoco di quell'organico di cui i cittadini avvertono la necessità, il bilancio ne soffrirebbe parzialmente ma, calcolando le centinaia di miliardi che ogni anno si perdono per riparare i danni provocati da quelle che non sono calamità naturali, i vantaggi ci sarebbero.
Il professor Barberi ed altri autorevoli esponenti del Governo hanno dichiarato che la maggior parte degli incendi è di origine dolosa e una provvidenziale legislazione regionale e nazionale prevede che sui terreni incendiati non si possa edificare per un determinato numero di anni. Ma, signor sottosegretario (mi rivolgo a lei affinché il Governo abbia un quadro completo della situazione), poche settimane fa Legambiente ha condotto un'indagine regione per regione da cui è emerso che queste leggi sono gride manzoniane, nel senso che il limite temporale non è rispettato, e quindi i piromani si sentono autorizzati ad agire. Proprio Legambiente faceva l'esempio della Liguria dove la precedente giunta regionale di centrosinistra ha chiuso un occhio e talora tutti e due, nel senso che quei limiti non sono stati rispettati.
Se questa legislazione venisse davvero applicata, molti incendi non ci sarebbero. Comunque è necessaria un'opera di prevenzione con la creazione di barriere antifuoco (ne parlavo qualche mese fa in Commissione proprio con il professor Barberi) tra un bosco ed un altro in modo che, se si appiccasse l'incendio in una determinata zona, esso rimarrebbe circoscritto.
Signor Presidente, modestamente - come De Gasperi - quando non ho più nulla da dire, mi fermo. E allora mi fermo con il punto interrogativo. Mi auguro che su questo provvedimento, che non ci soddisfa in pieno per le ragioni che ho detto, Alleanza nazionale possa essere clemente con la speranza che nell'immediato futuro per il Corpo dei vigili del fuoco si possa fare di meglio e di più.
Signor Presidente, il disegno di legge in esame costituisce un passo in avanti ed ha avuto, nella I Commissione della Camera, un approfondimento notevole, un'attenzione particolare nel relatore ed il contributo di tutti. Alcune modifiche sono passate anche con il nostro contributo. Esso ha un punto centrale nell'articolo 4, che vorremmo potesse dar luogo ad una buona discussione. Tale disposizione riguarda, infatti, l'arruolamento dei vigili volontari. Il comma 115 dell'articolo 1 della legge n. 662 del 1996 stabilisce la graduale soppressione del servizio di leva nei corpi civili dello Stato. Di conseguenza, il contingente di vigili del fuoco ausiliari dovrebbe essere gradualmente ridotto fino alla scomparsa definitiva. Tale decisione era stata presa dal Governo perché era orientato ad eliminare il servizio militare di leva (come, peraltro, è accaduto) e ad istituire il servizio militare professionale: il servizio militare non sarà più obbligatorio e chi sceglierà la carriera militare verrà retribuito interamente per il servizio svolto come professionista; pertanto, non avrebbe ragion d'essere il vigile volontario tra i vigili del fuoco.
Con il provvedimento in esame, invece, si mantiene inalterato il contingente dei vigili del fuoco ausiliari. In tal modo, avremo i militari per fare la guerra da professionisti ed i vigili del fuoco per soccorrere, non più da professionisti, ma di leva, senza alcuna retribuzione e con un orario di lavoro estremamente flessibile ed estensibile per tutta la durata del servizio. Il Governo, così, potrà certamente risparmiare gli stipendi dei circa 12 mila lavoratori tra commessi, operai, personale amministrativo ed operativo che dovrebbe essere assunto per espletare il lavoro svolto da 4 mila ausiliari.
Infatti, i giovani che aspireranno a fare i vigili del fuoco subiranno una prima selezione lavorando per un anno come ausiliari di leva; per loro, tuttavia, non sono stati stabiliti i criteri di selezione. È un vuoto che si farà sentire, perché poi darà adito a tante penetrazioni, diciamo così, o meglio, chiamiamole pure con il nome che conosciamo, a tante raccomandazioni. Se saranno stati sufficientemente bravi, questi giovani potranno rientrane nel 35 per cento dei meritevoli e, se ci saranno posti disponibili in quel periodo, anche essere trattenuti in servizio per un altro anno. Se, alla fine, saranno stati proprio bravi bravi, forse, se ci saranno posti disponibili nel periodo concomitante alla fine del loro impegno, potranno anche accedere alla riserva del 35 per cento dei posti nei concorsi pubblici.
E coloro che non saranno assunti che destino avranno? Semplice: dal momento che sono stati formati e ormai conoscono l'ambito di lavoro dei vigili del fuoco, potranno fare i volontari, per essere retribuiti solo per le ore di lavoro impiegate nelle operazioni di soccorso. Ebbene, signor Presidente, colleghi, questo è il punto che non ci persuade: questa operazione mira ad avere sempre meno personale permanente e sempre più vigili del fuoco
Noi sicuramente voteremo a favore del provvedimento, questo non è in discussione, ma il problema è che l'impostazione, che emerge anche in questo progetto di legge, è sempre più quella di mantenere il lavoro in forma di precariato, anche in un settore in cui invece dovrebbero esserci forte professionalità e forte motivazione. Consegniamo questa riflessione all'Assemblea, perché riteniamo sia necessario continuare ad impegnarci affinché ciò non accada più. È evidente che noi continueremo a scagliarci contro queste forme di lavoro che si configurano come vere e proprie forme di precarietà e di sfruttamento, perché non danno stabilità e prospettive ai giovani, ma che vediamo diventare così pervasive della politica del lavoro nel nostro paese.
Naturalmente, questo è un provvedimento sul quale non si può esprimere un voto contrario, per le ragioni espresse anche dai colleghi, tuttavia ribadiamo che l'articolo 4 desta notevoli preoccupazioni.
Noi abbiamo lavorato in modo molto costruttivo, oltre che simpatico, in Commissione; c'era anche una certa disponibilità a concedere, se non la sede legislativa, almeno la sede redigente, ma sono ben felice che la Conferenza dei capigruppo abbia inserito nel calendario dei lavori dell'Assemblea in tempi così brevi il provvedimento, perché esso così può essere varato con il sigillo dell'Assemblea.
Credo, signor Presidente, che ognuno di noi, sia nelle proprie esperienze istituzionali sia nelle proprie esperienze personali, abbia avuto modo di constatare l'altissima professionalità dei vigili del fuoco: e qui ha ragione il relatore Maselli nell'auspicare che tutti quei lacciuoli di una categorizzazione, tra l'altro, abbondantemente obsoleta, vengano a cadere, per favorire le potenzialità che indubbiamente all'interno del corpo esistono.
Desidero anch'io rendere omaggio alla generosità, al senso del dovere, al senso dello Stato e della comunità dei vigili del fuoco.
Il relatore, onorevole Maselli, ha fatto riferimento al drammatico episodio avvenuto qualche giorno prima. Non posso dimenticare - il sottosegretario Minniti se lo ricorda bene - l'abnegazione con la quale i vigili del fuoco hanno operato a Foggia dopo il drammatico crollo di un edificio ed il fatto che alcuni di loro, che erano riusciti ad uscire da quell'edificio, siano rientrati per poter salvare altre persone, anziani e bambini, che non avevano la possibilità di farlo da soli e che, in questo tentativo generoso, abbiano perduto la vita.
Intendo fare solo tre osservazioni, signor Presidente. In primo luogo, mi rendo conto anch'io che 1.300 unità non sono moltissime, ma ha ragione il relatore quando afferma che quando il disegno di legge è stato presentato al Parlamento prevedeva solo 725 unità: deve essere dato atto al sottosegretario Minniti di aver collaborato, in sede di esame della legge finanziaria, affinché fossero messi a disposizione i fondi per poter giungere a tale aumento che - ha ragione l'onorevole Armaroli - non risolve i problemi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ma è comunque significativo. Lo dico con l'esperienza di chi, davanti alle richieste non di centinaia, ma di alcune decine di vigili del fuoco da parte di tanti enti locali, ha dovuto a volte dire di no, non per mancanza di generosità dei vigili del fuoco, ma per assoluta indisponibilità. Pertanto, averne 1.300 in più ed averli subito, con il meccanismo al quale l'onorevole Maselli ha fatto riferimento, non
La seconda osservazione che vorrei fare, riprendendo un tema che non è emerso nella discussione, ma che giudico comunque importante, si ricollega a quanto previsto dall'articolo 7 del disegno di legge. Mi riferisco all'inserimento, avvenuto anch'esso in questa Camera, della possibilità di acquisto di mezzi antincendio per gli aeroporti. La sicurezza degli aeroporti, in un momento in cui il traffico aereo si è intensificato, insieme alla possibilità di aprire definitivamente e non ad intermittenza, ad esempio, l'aeroporto di Ghedi, caratterizzano significativamente il provvedimento.
La terza ed ultima osservazione si riallaccia a quanto detto in precedenza sia dall'onorevole Maselli sia dall'onorevole Mancuso: vale a dire all'articolo 10 concernente misure a favore del personale volontario, con la previsione dei distaccamenti nei comuni con popolazione inferiore ai 45 mila abitanti. Ritengo che anche questo rappresenti un passo in avanti al fine di realizzare - onorevole Armaroli, quale illustre rappresentante della regione Liguria lei sente in maniera particolare questo problema - una rete territoriale diffusa di protezione civile. Come ha detto l'onorevole Mancuso, occorre che anche i vigili volontari possano interagire con il volontariato della protezione civile. Vorrei ricordare che dopo l'approvazione della legge n. 266 del 1991 il volontariato di protezione civile si è molto sviluppato e, quindi, l'articolo 10 del testo al nostro esame potrà dare ulteriore espansione, attraverso una maggiore sinergia, ad un'opera di civiltà e di solidarietà.
Infine, vorrei ricordare che per la prima volta il comma 4 dell'articolo 10 cita espressamente l'associazione nazionale dei vigili del fuoco. Pertanto, anche da questo punto di vista vi è un'attenzione particolare ad una struttura associativa che opera nella solidarietà.
Che cosa possa augurarmi? So quanto lavoro abbia il Senato davanti a sé; una sollecita approvazione da parte della Camera è ormai scontata, vista la discussione generale appena terminata e l'annuncio del voto favorevole su questo disegno di legge; sarei felice che anche il gruppo di Alleanza nazionale facesse la medesima cosa.
Mi augurerei vivamente - anche per fornire mezzi prima dell'estate, quando i numerosi incendi del mese di agosto ci riservano sempre amare sorprese - che anche il Senato potesse concludere l'esame del provvedimento entro il mese di luglio e varare definitivamente il testo.


