Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 748 del 26/6/2000
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(Repliche del relatore e del Governo - A.C. 6412)

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il relatore per la I Commissione, onorevole Palma, anche per il relatore per la IV Commissione, onorevole Ruffino.

PAOLO PALMA, Relatore per la I Commissione. Rinuncio alla replica, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il rappresentante del Governo.

MARCO MINNITI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, onorevoli deputati, il relatore e gli interventi hanno chiarito le ragioni e le finalità del provvedimento oggi in discussione. Mi sia consentito fare soltanto alcune brevissime considerazioni, anche perché mi è parso di comprendere che da parte sia del relatore sia degli intervenuti vi sia una sostanziale condivisione del provvedimento.
È stato osservato che devono essere discussi i tempi del provvedimento. Vorrei ricordare che il disegno di legge è stato presentato dal Governo il 1o ottobre 1999 e che esso recepisce procedure di concertazione che riguardano il quadriennio normativo 1998-2001 e il biennio economico 1998-1999. Il 1o ottobre mancavano due anni all'appuntamento politico del 2001. Se dovessimo procedere così, non sarebbe necessario alcun provvedimento di intervento economico a favore dei dipendenti dello Stato perché sempre e comunque si potrebbe pensare che esso ha una finalità, tra virgolette, di carattere elettorale. Invece, il Governo ha recepito positivamente un atto che derivava da un confronto approfondito con le rappresentanze sindacali, militari, delle forze dell'ordine, delle forze dell'ordine ad ordinamento militare e delle Forze armate.
1o ottobre 1999: siamo quasi a metà legislatura. Naturalmente, arriviamo a discutere oggi del provvedimento in Parlamento ed io penso si tratti di un atto importante. Si può anche sindacare se esso giunga tempestivamente dopo la presentazione di quel disegno di legge, tuttavia penso che in questo caso sia importante che il Parlamento lo affronti e lo licenzi rapidamente.
Sono stati ricordati in questa sede i contorni del provvedimento e in alcuni interventi è stato affrontato anche un tema di carattere più generale. Penso che il centrosinistra ed i Governi che in questa legislatura hanno avuto modo di operare si siano caratterizzati per aver assunto il tema della sicurezza da un lato e del ruolo delle Forze armate in Italia dall'altro come una priorità. Si tratta peraltro di


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una priorità che è derivata dal riconoscimento della condizione concreta del nostro paese. La sicurezza è qualcosa che oggi è fortemente avvertita da parte dell'opinione pubblica e in questo campo è del tutto vero il principio esse est percipi, cioè la sicurezza è come viene percepita dall'opinione pubblica ed è giusto che il Governo ed il Parlamento - ma innanzitutto il Governo - abbiano assunto ed assumano ancora iniziative che siano orientate a dare ai cittadini il senso della massima sicurezza.
Per quanto riguarda le Forze armate, esse sono state impegnate in questi anni in momenti assai delicati, con missioni di pace all'estero particolarmente rilevanti (per ultima quella nei Balcani ed in Kosovo) che ne hanno aumentato insieme il ruolo, la funzione ed il prestigio e che quindi hanno bisogno di un riconoscimento che il paese ha già dato loro e che deve continuare a dare, soprattutto guardando alle condizioni particolari di vita di coloro i quali rendono effettiva sia l'azione di contrasto nei confronti della criminalità, diffusa o organizzata, sia l'azione di portatori di pace che le nostre Forze armate svolgono all'estero in tante realtà così difficili ed impegnative.
C'è stato un impegno del Governo che ci sarà anche nella prossima legge finanziaria, vorrei tranquillizzare i parlamentari che hanno sollevato questa questione. Queste sono priorità che, per quanto ci riguarda, non durano una stagione e che hanno bisogno di un impegno continuo e permanente da parte del Governo. Penso anche che vada affrontato un tema che non mi convince nei termini in cui è stato qui posto, di separazione tra il comparto della sicurezza e della difesa e il pubblico impiego. Tuttavia, non c'è dubbio che oggi esiste e vada riconosciuta una specificità ...

FILIPPO ASCIERTO. Bene, vediamo come!

MARCO MINNITI, Sottosegretario di Stato per la difesa. ...tra coloro che operano al servizio del paese, in situazioni così esposte (è il caso appunto del comparto della sicurezza e della difesa), ed il resto della pubblica amministrazione. Temo che vi sia un problema e che esso vada affrontato attraverso un'azione insieme del Governo e del Parlamento.
Infine, è all'attenzione dell'esecutivo il problema, qui sollevato, delle condizioni di vita. Ritengo questa sia una questione di grandissimo rilievo, perché nel momento in cui ci si è impegnati in questa legislatura nella realizzazione di un disegno ampiamente riformatore, non c'è dubbio che questo disegno debba oggi incontrarsi, anche in maniera più ravvicinata, con le condizioni di vita di coloro i quali sono gli operatori in questi campi. Questo problema è all'attenzione del Governo, con particolare riferimento ai temi della mobilità e degli alloggi delle forze di polizia, ad ordinamento civile e militare, e delle forze dell'ordine.
Mi sembra, quindi, che non si possano imputare al Governo inerzia e sottovalutazione dei problemi esistenti né che si possa criticare il lavoro svolto in questi anni, che è stato ispirato a tali finalità.
Rispondendo a chi ha sollevato il problema del decreto-legge sul finanziamento delle missioni di pace all'estero, mi sia consentito precisare che il provvedimento è stato già varato, che in questo momento è all'attenzione del Senato e che ci auguriamo, per le ragioni che sono state evidenziate, una rapida conversione in legge.
Infine, domani si riunirà il Comitato dei diciotto. Stamani, per mio tramite, il Governo ha presentato alcuni emendamenti che penso possano rispondere sia alle questioni poste dal relatore sia a quelle poste dall'onorevole Ascierto e relative alla cassa sottufficiali. Domani mattina il Comitato potrà essere un luogo di verifica; valuteremo insieme la situazione. Tuttavia, sulla questione specifica che mi è stata posta, desidero precisare che l'emendamento da me presentato (relativo all'articolo 3-ter) recita testualmente: «Le disposizioni di cui all'articolo 1 del regio decreto-legge 22 giugno 1933 (...) il premio


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di previdenza è corrisposto anche al personale dimissionario con più di sei anni di servizio». Penso che ciò risponda alla richiesta avanzata.

FILIPPO ASCIERTO. Va bene.

PAOLO PALMA, Relatore per la I Commissione. È contento!

MARCO MINNITI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Come vede, siamo persone di parola. Non è presente l'onorevole Rivera, ma penso di rappresentarlo sufficientemente bene.
Mi auguro si possa giungere rapidamente all'approvazione del provvedimento in esame e penso di aver risposto, a nome del Governo, alle osservazioni formulate, rimandando alla riunione del Comitato dei diciotto, prevista per le 10,30 di domani, per un esame più puntuale degli emendamenti (sono tre) presentati dal Governo.

PRESIDENTE. Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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