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PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
PAOLO PALMA, Relatore per la I Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor rappresentante del Governo, il disegno di legge che giunge all'esame dell'Assemblea al termine dell'esame in sede referente presso le Commissioni riunite affari costituzionali e difesa dà attuazione ad un formale impegno
assunto dal Governo a conclusione delle procedure di negoziazione e di concertazione previste dal decreto legislativo n. 195 del 1995 per le forze di polizia ad ordinamento civile e militare e per le Forze armate: in particolare, l'accordo raggiunto riguarda il quadriennio normativo 1998-2001 ed il biennio economico 1998-1999.
credo sarebbe opportuno che il Governo stesso chiarisse se il problema esista per il personale delle forze di polizia ad ordinamento civile. Bisogna ricordare, infatti, a titolo di esempio, che all'inizio degli anni ottanta, in seguito alla legge n. 121 del 1981, numerosi ufficiali e sottufficiali delle Forze armate transitarono nei ruoli della Polizia di Stato. Chiedo pertanto di sapere se, anche per questo personale, vi sia la stessa esigenza perequativa di cui all'articolo 3 del disegno di legge in esame.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.
MARCO MINNITI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Lavagnini. Ne ha facoltà.
ROBERTO LAVAGNINI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il relatore ha già descritto le ragioni per cui l'atto Camera n. 6412 è oggetto della nostra discussione generale.
PRESIDENTE. La ringrazio, anche per la pregevole sintesi.
FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, c'è un detto, «meglio tardi che mai», e alla speranza non c'è mai fine.
partecipato, non in modo diretto, ma all'interno dell'organismo, alle trattative per il rinnovo contrattuale. Era un momento particolare; vi era stato il riordino delle forze di polizia, dei non direttivi, era stato conferito ai gradi apicali degli ispettori il livello VII-bis e i direttivi avevano scavalcato i capitani. Pertanto, bisognava ristabilire un equilibrio e allora fu concesso ai capitani l'ottavo livello (giustamente, oserei dire).
partecipato anche lei, sottosegretario Minniti) e a cui avrebbe dovuto prendere parte il mondo delle forze di polizia. Questo tavolo avrebbe dovuto produrre risultati positivi per le forze di polizia ma sabato scorso il Presidente del Consiglio ed il ministro delle finanze - i protagonisti della giornata - in sostanza hanno detto che gli aumenti retributivi saranno calcolati in base alle entrate.
è importante anche la presenza del sottosegretario Minniti, che conosce a fondo queste cose, nonché la tua presenza, collega Palma...
PAOLO PALMA, Relatore per la I Commissione. Se vuoi metterci tutto questo, l'affossi, la legge!
FILIPPO ASCIERTO. ... e quella dell'ex ministro dell'interno Jervolino Russo, tutte persone che conoscono i problemi e che quindi sicuramente saranno interessate da quello che sto dicendo.
FILIPPO MANCUSO. Non è vero!
FILIPPO ASCIERTO. ... si parla di 140 milioni in tre anni. I magistrati si servono degli ufficiali di polizia giudiziaria, sono loro che in strada svolgono attività investigativa: perché, allora, non pensiamo ad incentivarli, ritornando agli stanziamenti previsti nella legge finanziaria?
Per quanto riguarda l'uniformità dei ruoli - sono certo che adesso la farò sorridere -, ricordo che la questione è nata con la legge n. 195, che ha allineato tutti i ruoli ed i gradi delle forze di polizia, la quale conteneva un articolo, che l'ex ministro dell'interno sicuramente ricorderà, in cui si stabiliva la necessità di uniformare i distintivi di grado delle forze di polizia. Ho sollevato in passato la questione presentando alcuni atti di sindacato ispettivo e addirittura delle vere e proprie denunce, ma nessuno ha voluto mai applicare questo articolo. Ebbene, oggi posso dire che le forze di polizia si stanno uniformando per quanto riguarda i distintivi: sapete come? In base a una denuncia del SAP di due giorni fa, si stanno uniformando sui bottoni della camicia estiva: sono stati dati alla Polizia di Stato bottoni diversi da quelli che attualmente hanno. Hanno dato solo i bottoni: le camice arriveranno, perché al momento non ci sono i soldi necessari.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.
CESARE RIZZI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento al nostro esame consegue ad un impegno assunto dal Governo circa tre anni fa in sede di concertazione con le rappresentanze del personale delle forze di polizia. In quella circostanza l'esecutivo promise di elevare gli emolumenti pensionabili, riservati ai gradi di vertice nei ruoli di appuntato e sovrintendente. Presentando questo disegno di legge il Governo ha ritenuto di dover estendere immediatamente il beneficio anche al personale gerarchicamente corrispondente delle Forze armate (caporal maggiore, capi scelti, e così via), vertici della carriera dei graduati di truppa che le Forze armate hanno dovuto mutuare dai carabinieri per dare una prospettiva ad almeno una parte dei giovani soldati in servizio volontario.
è che una forma di trattative sindacali senza riconoscimento del diritto di sciopero. Non era proprio opportuno ricorrere ad uno strumento del genere, dal momento che il Parlamento si sta occupando di una serie di provvedimenti di riforma che hanno riflessi sullo status giuridico ed economico del personale militare delle forze di polizia di ogni ordine e grado. A nostro avviso, sarebbe meglio procedere periodicamente a revisioni legislative complessive soddisfacendo gli interessi delle diverse categorie. Procedendo singolarmente si ottengono, secondo noi, solo due effetti: in primo luogo, si stimola la dinamica rivendicativa assecondando le pressioni sempre più forti nella direzione dell'aperta sindacalizzazione delle Forze armate; in secondo luogo, si perde il controllo sulla spesa perché si sottrae alla programmazione e all'ordinata gestione del personale il complesso delle retribuzioni rendendole avulse da ciò che effettivamente lo Stato può permettersi o meno di fare. Questa volta gli oneri sono modesti, in media poco meno di 20 miliardi all'anno nei primi tre anni di applicazione della legge. Certamente non siamo contrari a questo provvedimento, tuttavia, la Lega non può che sottolineare un'insoddisfazione per il metodo e per la tempistica di questa iniziativa legislativa.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.
Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) e la IV Commissione (Difesa) si intendono autorizzate a riferire oralmente.
Il relatore per la I Commissione (Affari costituzionali), onorevole Palma, ha facoltà di svolgere la relazione, anche in sostituzione del relatore per la IV Commissione (Difesa), onorevole Ruffino.
Si tratta di un provvedimento particolarmente atteso dal personale del comparto sicurezza, perché con esso si portano a conclusione gli accordi stipulati con l'ultimo contratto del febbraio-marzo dell'anno scorso. Per tale ragione, mi auguro che sia approvato in tempi rapidi, anche per dare un chiaro segnale della considerazione che il Parlamento ha per il delicato servizio del personale delle forze di polizia e delle Forze armate.
Il Governo si è impegnato ad attribuire, a decorrere dal 1o gennaio 1998, un emolumento pensionabile al personale che riveste i gradi apicali dei ruoli degli assistenti e dei sovraintendenti delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare, nonché al personale che riveste i gradi apicali dei ruoli dei sergenti e dei volontari di truppa in servizio permanente delle Forze armate.
Il personale delle Forze armate, e non delle forze di polizia, interessato da tale previsione tuttavia non ha ancora conseguito l'anzianità di servizio necessaria per l'ottenimento dell'emolumento. I gradi considerati, infatti, sono di recente istituzione essendo previsti nel decreto legislativo n. 195 del 1995 che attua, con l'articolo 3, la legge delega n. 216 del marzo del 1992, in materia di riordino dei ruoli e di modifica alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo delle Forze armate.
Per tale ragione, la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge non provvede alla quantificazione e alla copertura degli oneri che discendono da tale previsione; essi, infatti, decorreranno solo a partire dall'anno 2009.
L'assenza di una quantificazione e la mancata copertura - non essendo stata ritenuta idonea l'ipotesi prospettata dal rappresentante del Governo di una copertura sul triennio in corso e da protrarsi fino alla data di decorrenza degli oneri, con il conseguente determinarsi di economie - hanno determinato l'apposizione di una specifica condizione soppressiva da parte della Commissione bilancio. Sarà quindi necessario che su questo specifico punto il Governo fornisca chiarimenti.
Il disegno di legge contiene, inoltre, disposizioni volte a riconoscere nel VII livello contributivo l'anzianità pregressa degli ufficiali provenienti dai ruoli dei sottufficiali. Rispetto a tale ultima questione, il disegno di legge modifica i criteri in materia di determinazione del trattamento economico degli ufficiali provenienti da carriere diverse stabilite dall'articolo 17, secondo comma, lettera c), del decreto-legge n. 283 del 1981, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 432 del 1981.
La disciplina che ho richiamato, intendendo valorizzare l'anzianità pregressa del personale militare, ai fini dell'inquadramento stipendiale, aveva escluso gli ufficiali provenienti dai ruoli dei sottufficiali dai destinatari del beneficio economico. La Corte costituzionale, con sentenza n. 248 del 1989, aveva dichiarato illegittima tale esclusione. Tuttavia, essa permane discriminante nei confronti di alcuni ufficiali, in particolare di coloro che hanno raggiunto il secondo livello retributivo della carriera di appartenenza dopo il 31 gennaio del 1981. Per tali ufficiali, cioè, non si tiene conto dell'anzianità pregressa. Pertanto la previsione di cui all'articolo 3 del disegno di legge in esame, come affermato nella relazione di accompagnamento, «assume carattere perequativo al fine di garantire un equo riconoscimento dell'attività di servizio svolta a tutto il personale che si trova nelle medesime condizioni di sviluppo di carriera e di impiego, ingiustamente penalizzato dal predetto discrimine temporale». Così recita la relazione di accompagnamento.
Signor Presidente, sulla base di questa ricostruzione e dell'intendimento del Governo di porre fine a situazioni di sperequazione,
Si tratta di un impegno formale che il Governo ha voluto assumere, con cui si prevede un aumento pensionabile per il personale che riveste il grado apicale dei sovrintendenti ed appuntati delle forze di polizia e si riconosce il VII livello retributivo agli ufficiali provenienti dal ruolo sottufficiali. È un provvedimento che apporta miglioramenti retributivi ad un totale di circa 20 mila e 500 uomini delle forze di polizia e delle Forze armate, uomini che hanno un'anzianità che va dai 16 ai 30 anni alle dipendenze dello Stato; un provvedimento che è rimasto nove mesi in attesa di essere discusso dalla I e dalla IV Commissione riunite e che solo il 21 giugno, cioè mercoledì scorso, è stato messo all'ordine del giorno per giovedì 22 mattina, poiché nella Conferenza dei presidenti di gruppo di giovedì pomeriggio si era stabilito l'esame del provvedimento in aula per oggi pomeriggio. Si tratta di un modo irrituale per portare avanti un provvedimento che era stato discusso l'ultima volta il 14 marzo. Molto probabilmente il fatto che le forze di polizia paventino un'agitazione per i mancati aumenti contrattuali ha accelerato l'iter del provvedimento presso la Camera.
Mi auguro che questa legge non faccia la fine di altri provvedimenti della Commissione difesa, che hanno atteso più di un anno prima di essere inseriti all'ordine del giorno dell'Assemblea e la cui discussione generale si è svolta il 25 febbraio, ma che ancora non sono giunti al voto dell'Assemblea.
Considerato il malessere che serpeggia sia nelle forze di polizia, sia nelle Forze armate, il mio invito al Governo ed alle Camere è di prestare maggiore attenzione quando si tratta di miglioramenti economici per un personale che compie il proprio dovere in mezzo a mille difficoltà.
Poiché siamo in argomento, rivolgo anche un invito al rappresentante del Governo a presentare il decreto relativo alle indennità per i militari impegnati nelle missioni di pace all'estero, che scade il 30 giugno. Non vorremmo che le indennità non fossero pagate, come è successo nei mesi di settembre e di ottobre dell'anno scorso, per mancanza del relativo decreto.
Con questo invito, ho concluso il mio intervento.
È iscritto a parlare l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.
Quello in discussione è un provvedimento a cui Alleanza nazionale tiene in modo particolare, un provvedimento che si trascina dai vecchi contratti del 1995. Ricordo la mia esperienza diretta in quel periodo, quando, in servizio nell'Arma dei carabinieri e delegato del Cocer, avevo
Sempre nel contesto dei provvedimenti di quell'epoca, si diede un ulteriore incentivo - se vogliamo definirlo così - o si stabilì una perequazione per i capitani, a coloro che si trovavano al grado apicale degli ispettori o dei marescialli, con un'autonoma maggiorazione, per allinearli all'ottavo livello, anche se tale livello non venne loro attribuito.
Ciò perché nella legge n. 121 si stabiliva che la retribuzione del grado apicale degli ispettori o dei marescialli doveva essere identica alla retribuzione della seconda qualifica nei direttivi e quindi dei capitani. In quell'occasione si prestò attenzione al personale non direttivo, ai marescialli e agli ispettori, e furono lasciati fuori i gradi apicali degli altri ruoli, quelli cioè dei sovrintendenti e degli appuntati.
Rispetto al contratto il Governo assunse l'impegno di conferire al grado apicale dei sovrintendenti il settimo livello e di dare anche ai gradi apicali degli appuntati scelti un riconoscimento economico, anche perché era impensabile far trascorrere una vita operativa con una prima retribuzione di quinto livello e con una retribuzione finale di sesto livello, quindi con il passaggio di un solo livello nell'arco di una vita lavorativa di 35-40 anni, il che significa solo un piccolo miglioramento economico. Pertanto il Governo oggi non compie un atto di cortesia nei confronti delle forze di polizia, non fa altro che mantenere un impegno assunto cinque anni fa, che non è più procrastinabile. Faremo in modo che questo provvedimento venga approvato al più presto, perché quelle di cui parliamo sono le categorie più impegnate nell'attività di contrasto e di lotta alla criminalità.
Colgo l'occasione per ricordare i numerosi impegni non mantenuti dal 1995 ad oggi. Poco tempo fa, presso il cinema Etoile, abbiamo tenuto una manifestazione nel corso della quale abbiamo sancito i venti punti essenziali per motivare le forze di polizia. Riteniamo infatti che nell'attuale fase occorra prestare maggiore attenzione al fattore umano, di cui spesso ci si dimentica, salvo che in occasione di qualche funerale quando ci stracciamo le vesti, dimenticandocene nuovamente quando in quest'aula si discutono certi provvedimenti o la stessa legge finanziaria.
Fra le cose dimenticate, ce n'è una in tema di equiparazione di cui le parlerò in seguito, signor sottosegretario, e che è alquanto ridicola.
Attraverso una serie di ordini del giorno abbiamo chiesto di prestare maggiore attenzione alle retribuzioni delle forze di polizia perché anche i recenti contratti sono stati chiusi con stanziamenti irrisori (cifre che variano da 18 a 100 mila lire non possono essere definite altrimenti). Non si risolverà mai il problema dell'incentivazione degli uomini all'interno delle forze di polizia fino a quando non si dirà in modo chiaro che si intende separare il comparto sicurezza e difesa da quello del pubblico impiego. Non si tratta solo dell'ambizione di separare questo comparto dal pubblico impiego ma è anche una necessità per gratificare economicamente chi ricopre determinate responsabilità, chi sopporta disagi e chi corre rischi.
Il Governo ha assunto un impegno preciso su questo punto attraverso un ordine del giorno di Forza Italia e anche attraverso altri ordini del giorno presentati da Alleanza nazionale, tutti volti a chiedere la separazione dei contratti e stanziamenti maggiori.
Non possiamo accettare le parole pronunciate sabato scorso dal Presidente del Consiglio al tavolo aperto dal Presidente D'Alema nello scorso dicembre (a cui ha
Poniamo che non dovesse entrare nulla, che le plusvalenze delle utenze telefoniche, o altre entrate sulle quali fate affidamento nel libro dei sogni di una ipotetica finanziaria, non si dovessero in realtà realizzare: le forze di polizia si troveranno sempre e comunque con l'umiliante contratto deciso con la precedente legge finanziaria! Non si può essere così ipotetici! Bisogna essere certi e assumersi le responsabilità; se è vero che la sicurezza è il primo problema nel nostro paese, iniziamo con le leggi finanziarie a provvedere per le forze di polizia e a ridurre tante altre spese per investimenti che si trovano su un piano diverso rispetto alle esigenze dei cittadini.
Dunque, dobbiamo porre maggior attenzione nei confronti di coloro che sono i protagonisti della sicurezza. È stato sollevato il problema degli organici, che voglio qui ribadire; gli aumenti degli organici sono contestuali ai miglioramenti economici: se mancano gli uomini, i servizi sono comunque gravosi e - oserei definirli - arrangiati! Gli organici delle forze di polizia sono fermi da venti anni: in Parlamento sono state fatte tante promesse, ma vi è una realtà che proviene dalla recente legge finanziaria: mi riferisco alla riduzione dell'1 per cento degli organici di tutto il pubblico impiego. L'allora ministro del tesoro, oggi Presidente del Consiglio, non ebbe il coraggio di sottrarre le forze di polizia dal complesso del pubblico impiego cui si riferiva quella disposizione. Oggi vi sono arruolamenti ridotti, carenze di carabinieri ausiliari, mentre vi sono stazioni di carabinieri e commissariati della Polizia di Stato - soprattutto in aree del nord Italia - in cui si fa fronte, con il classico sistema della coperta corta, alle emergenze di altre regioni per le quali, comunque, sarebbe necessaria una maggior presenza sul territorio. Anche in questa circostanza, dovrete assumervi qualche responsabilità, se ne avrete il tempo e la voglia!
Qualche passo è stato fatto sul fronte degli straordinari, ma se ne dovranno fare ancora: si pensi all'investigazione e alle esigenze quotidiane delle forze di polizia. Un altro ritardo si registra per il riordino della Polizia di Stato: avete stanziato 10 miliardi per il riordino complessivo, ma in un articolo conclusivo di quel provvedimento avete affermato, dopo tanto impegno e tanta opposizione da parte di Alleanza nazionale con gli amici del Polo, che quella cifra non era destinata al personale non direttivo, in quanto quest'ultimo deve essere riformato a costo zero. A questo punto, voglio sapere se nella prossima legge finanziaria intendiate prendere un impegno per stanziare ulteriori fondi per il riordino del personale non direttivo contenuto nel provvedimento di riordino delle forze di polizia approvata dal Parlamento pochi mesi fa.
Inoltre, nel pubblico impiego, non esiste alcuna categoria che sia sottoposta a mobilità come le forze di polizia. Precedentemente, vigeva la legge n. 100 del 1987 che consentiva, nei primi anni di trasferimento, di far fronte alle esigenze di un'abitazione e alle altre maggiori necessità: avete avuto il coraggio di far diventare quella legge n. 100 una legge «numero 25», ovvero l'avete ridotta al 25 per cento dello stanziamento complessivo iniziale! Quando avete intenzione di ripristinare la legge n. 100 del 1987 e recuperare quanto era stato disposto in precedenza per la mobilità delle forze dell'ordine e delle Forze armate? Non parliamo, poi, degli alloggi delle forze di polizia (Commenti del deputato Palma). Ne approfitto, collega Palma, perché si presentano opportunità che possono anche essere considerate storiche: non so quando parleremo ancora in quest'aula degli stipendi delle forze di polizia. Considerato, quindi, che si parla di miglioramenti economici, ne approfitto: tra l'altro,
Voglio ricordare che nella legge n. 266 dell'anno scorso sono stati inseriti emendamenti in cui si prevedeva l'alienazione di immobili delle forze di polizia di cui alla legge n. 52: ebbene, non è stato approvato il relativo regolamento, né ne è stato previsto l'utilizzo. Con la stessa legge si prestava attenzione ai militari non più idonei per cause non dipendenti dal servizio: si tratta di ragazzi che si sono ammalati, a cui è capitata la tragedia di una malattia improvvisa e che stanno aspettando di sapere quale sarà la loro sorte. Spero che anche su questo vorrete riflettere ed approvare una normativa in grado di risolvere il problema.
Abbiamo militari che vengono spostati, inviati in zone disagiate e che meritano attenzione. I magistrati destinati a zone ad alto rischio percepiscono indennità molto cospicue ...
Abbiamo conosciuto i problemi dei reparti investigativi, abbiamo sentito le grida di dolore di esponenti del ROS che perdevano i loro uomini migliori, i quali sceglievano di farsi trasferire in altri reparti, in cui potevano guadagnare qualcosa in più: perché non estendiamo lo stesso trattamento previsto per la DIA anche a ROS, GICO e SCO, a tutti gli organismi di protezione?
Ci sono problemi e ritardi in merito alla normativa relativa alle vittime del dovere, alle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo, che vengono trattate in modo diverso rispetto alle tante vittime della criminalità comune, dei balordi. Quando vorremo mettere tutti sullo stesso piano?
Vi è poi un altro grave problema, sul quale lei, signor sottosegretario, deve darmi una risposta. In questa stessa aula è venuto il suo collega Gianni Rivera per rispondere ad una mia interrogazione sulle casse sottufficiali. Voglio ricordare cosa sono queste casse: una sorta di fondo integrativo al quale ogni sottufficiale versa un contributo mensile, per poi incassare il premio maturato al momento di andare in pensione. Considerato che il ministro del tesoro - ahimè, allora era Amato - ha interpretato in modo soggettivo il senso della cassa, affermando che coloro che vanno in pensione a domanda e non hanno raggiunto l'anzianità non devono riscuotere il premio che hanno maturato - tutto ciò dall'anno scorso -, Rivera, rispondendo alla mia interrogazione, ha affermato che il problema sarebbe stato risolto con il provvedimento al nostro esame. Mi scusi, sottosegretario Minniti, io non ci vedo bene, mi manca qualche diottria, ma anche con gli occhiali e con un notevole sforzo non riesco a trovare questo riferimento all'interno del testo: spero che compaia, prima o poi.
Le voglio poi rammentare che c'è anche un'altra questione, quella della cassa ufficiali, che è più o meno lo stesso tipo di ammortizzatore, se così lo vogliamo chiamare. Tale questione è stata affrontata con una risoluzione approvata all'unanimità, con la quale si impegnava il Governo a risolvere anche il problema della cassa degli ufficiali. Vorrei sapere quando sarà risolto tale problema. Perché dite che nel provvedimento al nostro esame volete inserire una norma, ma poi in realtà non ce n'è traccia?
Al di là di questo aspetto folcloristico e pittoresco della questione, voglio, per l'ennesima volta, richiamare l'attenzione su questi enormi problemi, perché quando un poliziotto si vede abbandonato, scarsamente considerato dal punto di vista della retribuzione, scarsamente agevolato nel suo servizio e quando arresta dei criminali li vede fuori dopo qualche giorno a causa di alcune norme di legge o addirittura per amnistia, mi chiedo come possa essere garantita la sicurezza nel nostro paese.
Quindi, restano incognite a cui voi dovete dare risposta. Oggi ne date una, ma, grazie agli ordini del giorno che presenterò al provvedimento, me ne dovrete dare tante altre se avrete il coraggio di affrontare e risolvere i problemi.
Di per sé, si tratta di una mostruosità giacché non si vede a quale utilizzo possano essere adibiti caporali di 35-40 anni quali sono quelli di cui si parla. Ma di quale emolumento si tratta, in fin dei conti? Si tratta delle famose 480 mila lire lorde annue, vale a dire poco più di 20 mila lire di aumento netto al mese. Certamente non si può negare questo riconoscimento a chi ha accettato di rischiare la propria vita per lo Stato e non si giova certamente dei privilegi e delle prebende che vengono riservati ai vertici delle Forze armate e delle forze di polizia. Non sarà quindi certamente la Lega nord Padania a sollevare questo problema.
Tuttavia, il provvedimento non ci appare esente da critiche sia per la tempistica sia per il metodo che si è seguito.
Dal punto di vista della tempistica, il legame tra l'aumento concesso e le elezioni politiche ormai imminenti è del tutto evidente. Dopo aver soddisfatto gli appetiti dei vertici ora si concede qualcosa ai livelli inferiori del personale militare della polizia; vedremo se basterà a placare l'insoddisfazione che si sta diffondendo ovunque nei confronti di un Governo che chiede prestazioni sempre più rischiose e ricambia con aumenti ridicoli i servitori dello Stato.
Ma neppure il metodo è esente da critiche, si sta infatti diffondendo anche nel comparto sicurezza e difesa l'idea di condensare e di consolidare in una leggina i frutti di una concertazione che altro non


