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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Mussi n. 2-02486 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
SALVATORE CHERCHI. Nelle ultime settimane nella città di Carbonia si sono verificati numerosi episodi di criminalità. In particolare nelle ultime due settimane sono state incendiate 16-17 auto e diversi camion. Si tratta di un fenomeno di delinquenza assolutamente sconosciuto in passato e che negli ultimi tempi si è andato manifestando con speciale virulenza.
principali valori positivi da proporre ai giovani, ma il lavoro è spesso negato e i fenomeni di dispersione scolastica sono notevolmente consistenti. Per quel che riguarda il lavoro, mi limito semplicemente a ricordare che da oltre un anno è stato chiuso il bando per le iniziative imprenditoriali da realizzare nell'ambito di un contratto d'area per la reindustrializzazione di una zona che ha conosciuto estesi fenomeni appunto di deindustrializzazione. Ebbene, a distanza di un anno da quando gli imprenditori sono stati sollecitati a presentare domanda (sono oltre 60 le imprese che hanno fatto richiesta per gli incentivi previsti nell'ambito del contratto d'area) non è stata neppure avviata l'istruttoria bancaria. Questo è un fatto molto grave perché genera sfiducia verso le istituzioni che sono preposte alla rivitalizzazione di un tessuto economico.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno ha facoltà di rispondere.
GIAN FRANCO SCHIETROMA, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, con l'interpellanza urgente iscritta all'ordine del giorno della seduta odierna gli onorevoli Mussi e Cherchi pongono all'attenzione di questa Assemblea il problema della criminalità nella città di Carbonia in relazione all'intensificarsi nelle ultime settimane di episodi criminosi. Gli interpellanti chiedono quindi di conoscere gli interventi che si intendono promuovere per fronteggiare la situazione e per il potenziamento delle forze di polizia.
e gli autori che, proprio in questi giorni, vengono processati dal tribunale di Cagliari.
di un rilevante potenziamento tecnologico per più qualificate attività di prevenzione e controllo del territorio.
PRESIDENTE. L'onorevole Cherchi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
SALVATORE CHERCHI. Signor Presidente, prendo atto della risposta fornita dall'onorevole Schietroma a nome del Ministero dell'interno. In particolare, prendo atto del sensibile incremento del personale e dei mezzi destinati, nel corso di queste settimane, alla repressione di un fenomeno del quale, però - questo è il punto -, non si è ancora venuti a capo.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Cherchi.
L'onorevole Cherchi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Allo stato delle cose, per quel che risulta ufficialmente, non è chiara la radice del fenomeno; non si sa se si tratti di un disegno criminoso finalizzato ad altre forme di criminalità o se sia qualcosa di diverso. È un dato di fatto, però, che una cittadina di trentamila abitanti è tenuta sotto schiaffo.
Do atto dell'impegno che hanno profuso le forze dell'ordine e lo stesso prefetto per venire a capo di questa situazione, ma sin qui le attività di prevenzione non hanno sortito effetti apprezzabili.
Signor sottosegretario, credo che si debba mettere in campo, innanzitutto, un'azione di prevenzione e di repressione; vi è certamente la questione delle indagini: non mi addentro in questo campo, ognuno faccia il suo mestiere. Comunque, la responsabilità del mantenimento della sicurezza dei cittadini è di competenza del prefetto e delle forze dell'ordine. Viene lamentata la carenze di mezzi e di personale per contrastare questo fenomeno così esteso e vi sono questioni che devono essere definite anche a prescindere dai recenti eventi criminali. Ad esempio, l'amministrazione comunale segnala che da tempo è stata decisa dal Governo la dislocazione di una compagnia della Guardia di finanza in quella cittadina; si discute della trasformazione in distretto del locale commissariato di polizia e vi sono altri interventi che riguardano l'Arma dei carabinieri. Da un lato, vi è necessità di un'azione finalizzata alla contingenza, dall'altro, occorrono interventi che garantiscano una migliore e più efficace presenza delle forze dell'ordine non solo in quella città, ma in tutta l'area che ricade sotto il controllo delle forze dell'ordine dislocate nella città stessa.
Ho richiamato gli episodi di incendio dei mezzi di trasporto, ma più in generale occorrerebbe richiamare i tanti episodi di criminalità che hanno riguardato spesso anziani e persone indifese e poco gli amministratori comunali, contro i quali sono stati fatti attentati di cui regolarmente non si viene mai a capo, nel senso che non si individuano mai i responsabili.
Signor Presidente, l'ultimo punto della mia illustrazione è il seguente: non accetto una relazione diretta tra disagio sociale e delinquenza. Quando si operano connessioni di questa natura, vi è sempre il rischio che l'evocazione del disagio sociale possa costituire una forma se non di giustificazione, quanto meno di comprensione dei fenomeni di delinquenza e di criminalità. Tuttavia, è anche vero che il diffuso disagio sociale in quell'area rappresenta pur sempre un brodo di coltura della criminalità.
La disoccupazione giovanile è elevatissima, si manifestano fenomeni molto gravi di devianza e in questa situazione è facile trovare manovalanza per fatti di criminalità. Il lavoro e la scuola rappresentano i
Mi auguro quindi, signor sottosegretario, che nell'affrontare il fenomeno criminale con assoluta determinazione il Governo, contemporaneamente, onori impegni indispensabili per dare una risposta al disagio sociale, soprattutto sul fronte dell'istruzione e del lavoro.
Gli onorevoli Mussi e Cherchi chiedono infine di conoscere gli interventi del Governo per attenuare la situazione di disagio giovanile che può alimentare fenomeni di violenza.
La città di Carbonia, nella Sardegna sud-occidentale, nella zona del Sulcis, è inclusa, insieme ai comuni Portoscuso e di Sant'Antioco, nella zona industriale di Portovesme, caratterizzata da insediamenti chimici e metalmeccanici che hanno sostituito negli anni sessanta l'originaria attività minerario-estrattiva.
La progressiva crisi del settore industriale, acuitasi negli ultimi anni, ha determinato pesanti e negative ripercussioni sul fronte occupazionale. A Carbonia si registra, infatti, un tasso di disoccupazione di circa il 25 per cento della popolazione, con 10 mila disoccupati.
La situazione ha indubbiamente contribuito a creare un progressivo degrado sociale ed ambientale, nel quale hanno potuto trovare alimento forme di devianza e di condotta antisociale, cui fanno riferimento gli onorevoli interpellanti.
L'andamento dei fenomeni delinquenziali a Carbonia è sempre stato contenuto; nel 1999 e nell'anno in corso, infatti, si è registrata l'assenza delle fenomenologie criminose di maggiore allarme sociale, quali omicidi, tentati omicidi, rapine, estorsioni, attentati dinamitardi e incendiari. In particolare, i fatti più ricorrenti sono stati i furti in appartamento, i furti di auto e su auto e le piccole rapine commesse senza armi.
Nell'ultimo anno i furti hanno subito una sensibile flessione anche per un'incisiva attività di prevenzione delle forze dell'ordine. Gli autori delle sei rapine commesse ai danni di persone anziane ed inermi sono stati denunciati all'autorità giudiziaria.
Le indagini in corso accreditano l'ipotesi che il danneggiamento e l'incendio di autovetture siano da ricondurre ad atti di teppismo e non ad estorsione. Il fenomeno infatti ha conosciuto cicliche fasi di recrudescenza, essendosi già verificato nel 1998.
Le conseguenti investigazioni, condotte congiuntamente dalla Polizia di Stato e dall'Arma dei carabinieri, hanno permesso di identificarne ed arrestarne i mandanti
Anche in ordine agli episodi criminosi di quest'ultimo periodo sono in corso, come ho già detto, serrate indagini di polizia giudiziaria tendenti ad identificare i responsabili.
Nella seduta di ieri, 21 giugno, il prefetto di Cagliari ha presieduto una riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica con la partecipazione del sindaco e del comandante dei vigili urbani di Carbonia, dei vertici provinciali e locali delle forze di polizia e del titolare dell'istituto di vigilanza privata che opera nel territorio. Nel corso della seduta è stato effettuato un attento esame della situazione, soprattutto a seguito dei fatti cui fanno riferimento gli interpellanti. I servizi di prevenzione sono stati ulteriormente potenziati attraverso l'impiego quotidiano di un equipaggio del reparto mobile della Polizia di Stato, composto da cinque uomini, nonché di due equipaggi, composti da complessivi dieci uomini, della sezione criminalità organizzata per l'attività di intelligence e controlli mirati.
Per quanto attiene all'Arma dei carabinieri, è stato previsto un incremento di ulteriori due equipaggi provenienti dal nucleo operativo della compagnia di Carbonia, nonché di due equipaggi del nucleo operativo del comando provinciale di Cagliari. Nei prossimi giorni è stato previsto un ulteriore incremento con l'impiego del 9o battaglione carabinieri «Sardegna».
È imminente l'istituzione di una brigata della Guardia di finanza, non appena completata la pratica di locazione. Il prefetto di Cagliari ha immediatamente interessato il direttore dell'ufficio del territorio del Ministero delle finanze perché esprima a vista il giudizio di congruità del canone già richiesto da tempo.
Inoltre, è stato sensibilizzato il responsabile dell'istituto di vigilanza privata che opera sul territorio per una puntuale collaborazione con le forze di polizia.
Maggiore impegno è stato assicurato dal corpo dei vigili urbani, soprattutto nelle ore notturne.
È stata anche accelerata la procedura per l'avvio della locazione di un immobile di proprietà dello IACP individuato dal comune per ospitare la compagnia carabinieri, che attualmente occupa locali assolutamente inadeguati al ruolo ed alla funzione che le competono.
Il sindaco di Carbonia ha assicurato che per la ristrutturazione dell'immobile è disponibile la somma di un miliardo e cento milioni di lire.
Se necessario, il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica si riunirà prossimamente in Carbonia per un ulteriore esame della situazione.
Sono stati anche incrementati i provvedimenti di prevenzione, con l'applicazione, in quest'ultimo periodo, di trenta avvisi orali e di quattro misure di sorveglianza speciale.
Il commissariato di pubblica sicurezza di Carbonia dispone di 36 unità, corrispondenti alla previsione organica. Si aggiunge, poi, il distaccamento di polizia stradale, con 13 operatori, e una compagnia dei carabinieri, dalla quale dipendono complessivamente 12 stazioni.
Nell'ambito del programma operativo «Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia», cofinanziato con fondi comunitari e nazionali nell'ambito del quadro comunitario di sostegno 1994-1999, sono stati effettuati interventi in alcune aree territoriali relative alla provincia di Nuoro (Macomer, Tortolì-Arbatax e Ottana); più in generale, è stato realizzato un anello di telecomunicazioni per le forze di polizia attraverso un raccordo in fibra ottica che interesserà tutta la Sardegna.
La provincia, inoltre, verrà ricompresa nel programma operativo «Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia», relativo ai fondi strutturali 2000-2006, ancora in fase di approvazione da parte della Commissione europea, che persegue, come finalità principale, la realizzazione
Lascio a disposizione degli onorevoli interpellanti una scheda riassuntiva degli interventi previsti dal programma.
Il Governo condivide le preoccupazioni manifestate dagli interpellanti e non può che ribadire il proprio impegno nei confronti della provincia di Cagliari per quanto attiene alle responsabilità che fanno capo alle forze di polizia che al prefetto di Cagliari, che costituisce un polo di propulsione e di coinvolgimento, oltre che di coordinamento, di tutte le istituzioni che operano sul territorio.
Interventi mirati e specifici, tuttavia, possono essere espressione solo della responsabilità collegiale dell'esecutivo che, soprattutto in materie come quelle della promozione, dello sviluppo economico e del disagio giovanile, debbono necessariamente coordinarsi con quelle proprie degli organismi regionali.
Il senso della nostra interpellanza è, soprattutto, quello di sollecitare il Governo, ed attraverso il Governo, evidentemente, le strutture operativamente preposte a garantire la sicurezza, affinché si intensifichi l'attività di repressione e di prevenzione e si venga effettivamente a capo della situazione. Lo sconcerto tra i cittadini è altissimo. Ieri, paradossalmente, mentre era riunito il comitato provinciale per la sicurezza, in pieno giorno, si è verificato un altro di questi fatti, quasi in aperta sfida alle forze che devono sovrintendere alla sicurezza. Contemporaneamente alla riunione del comitato per la sicurezza si è verificato alla luce del sole un altro di questi gravissimi fatti!
Mi auguro, quindi, che si faccia quanto è necessario e quanto è possibile fare per risolvere questa situazione.
Per quanto riguarda gli altri interventi di tipo strutturale, prendo atto con soddisfazione di quanto ha comunicato il Ministero dell'interno a proposito della brigata della Guardia di finanza e per quanto riguarda gli interventi relativi ad una migliore collocazione dei carabinieri. Mi auguro però che anche la richiesta relativa alle forze di polizia e alla trasformazione in distretto venga valutata attentamente dal Governo.
Infine, sugli interventi relativi allo sviluppo economico è ben vero che questi non ricadono nella competenza prevalente del Ministero dell'interno, però è anche vero che ricade nella competenza ed è dovere del Ministero dell'interno segnalare quelle situazioni nelle quali, anche a causa di inadempienze, di cose non fatte e che dovevano essere fatte, il disagio giovanile, invece di essere attenuato, trova alimento.
In conclusione, signor Presidente, il mio invito al Governo è quello di non sottovalutare queste situazioni. Non so se si tratta solo di teppismo; non mi avventuro su questo terreno. Si dice che si tratta di teppismo, prevalentemente si tratta di un teppismo - se anche fosse - che provoca enormi danni. Non sono sicuro che si tratti di solo teppismo. Grazie.
È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.


