Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 746 del 22/6/2000
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Svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni (ore 10,09).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.

(Criteri di nomina dell'amministratore delegato dell'ENI)

PRESIDENTE. Cominciamo con le interrogazioni Volontè nn. 3-04544 e 3-04770 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 1).
Queste interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica ha facoltà di rispondere.

GIANFRANCO MORGANDO, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Le interrogazioni a firma dell'onorevole Volontè pongono tre questioni principali.
La prima è quella relativa ai criteri di scelta dell'amministratore delegato dell'ENI, Vittorio Mincato. Al riguardo faccio presente che questi criteri sono stati intesi a privilegiare la professionalità e la salvaguardia dei principi di integrità e di trasparenza e a dare continuità al lavoro svolto dall'amministratore delegato uscente, anche a salvaguardia della presenza dell'ENI sul mercato immobiliare.
Per quanto attiene alla seconda questione relativa alle presunte politiche di cartello, di cui alla recente pronuncia dell'antitrust, si precisa che l'ENI ha comunicato che ritiene infondata la suddetta pronuncia rispetto alla quale è intenzionata ad esperire ogni opportuna iniziativa in tutte le fasi del giudizio.
Per quel che riguarda la terza questione relativa all'assetto del mercato del gas, il riferimento è evidente al recente provvedimento di riordino, di riorganizzazione


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e di liberalizzazione del mercato che consentirà di affrontare i problemi della struttura del mercato e dei prezzi nel nostro paese.

PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di replicare.

LUCA VOLONTÈ. Sono spiacente di dichiararmi insoddisfatto per questa risposta sintetica e non esplicitamente chiara su tutti e tre i punti e sui criteri di scelta del consiglio di amministrazione dell'ENI nel 1999, relativi al mantenimento del ragioniere Mincato nella carica di amministratore delegato. Le ragioni che hanno spinto il presidente Renato Ruggiero a dimettersi perché in contrasto con l'amministratore delegato, le cui decisioni arbitrarie invadevano le competenze primarie ed operative del presidente (come risulta anche dal parere fornito al ministro dell'epoca da un'illustre giurista), speriamo possano essere sostenute anche a fronte di un'oggettiva pronuncia dell'authority.
Ci saremmo aspettati una risposta diversa sulle osservazioni, evidenziate anche da un'autorità e non solo dai sottoscritti, nei confronti del sospetto accordo di cartello con gli altri enti.
Mi sembra che questa risposta, comprensiva di entrambe le interrogazioni presentate nei mesi di novembre e di dicembre 1999, che giunge dopo sette mesi di tempo, sia parziale. Mi aspetto, avendo presentato anche altri atti di sindacato ispettivo sulla stessa materia, che nella prossima occasione si possa essere più precisi, più comprensivi e più realisti rispetto alle domande poste, che non sono contro una singola persona, ma finalizzate a capire meglio in base a quali criteri si proceda alle nomine e quali effetti esse abbiano anche sul prestigio internazionale di un ente pubblico come l'ENI.
Non dobbiamo dimenticare che la polemica tra Mincato e Renato Ruggiero dopo la nomina di quest'ultimo a presidente dell'ENI e le successive dimissioni dell'ex segretario generale del WTO, provocarono una certa perplessità non solo nel mondo economico italiano, ma anche nei mercati finanziari internazionali, quel presidente essendo stato nominato con la mission economica esplicita di estendere i mercati e gli accordi internazionali dell'ENI. Dopo qualche mese sappiamo tutti che è andata a finire in quel modo - almeno pubblicamente - per un contrasto evidente tra il ragionier Mincato (lo indico con questo titolo, perché è quello che possiede, oltre all'esperienza) e questo illustre personaggio, che ha dovuto andare in altri lidi ed assumere altri incarichi di natura privatistica, non certamente per interesse della nazione, come era stato invitato a fare dall'allora Presidente del Consiglio.
Nella risposta vi sono dunque zone d'ombra e semplificazioni che ci inducono a ritenerci fortemente insoddisfatti rispetto a tutta questa vicenda e su tutta la gestione dell'ENI di questi ultimi anni, nonché sulla gestione attuale.

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