Allegato A
Seduta n. 746 del 22/6/2000


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(Sezione 2 - Iniziative per contrastare la contraffazione di prodotti di consumo)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
il business dei falsi, delle contraffazioni di prodotti di consumo e di servizi ha realizzato in Italia, nel 1999, un giro di affari superiore, nel complesso, ai 40 mila miliardi, con un aumento, rispetto al 1990, di circa il 25-30 per cento;
il 60-65 per cento di tale giro di affari viene oggi gestito da società ed imprese collegate, o direttamente controllate, dalla criminalità italiana e straniera operanti nel nostro Paese;
il fenomeno della produzione dei prodotti falsi e del commercio illegale sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti e colpisce anche settori che fino a qualche anno fa sembravano esserne del tutto immuni e, secondo la World Trade Organisation, la produzione ed il commercio all'ingrosso ed al dettaglio di prodotti contraffatti realizza ormai un giro di affari complessivo non inferiore ai 600 mila miliardi, coinvolgendo 60 nazioni;
il nostro, secondo le stime delle maggiori strutture operanti nel mondo è il Paese nel quale (dopo Thailandia, Taiwan, Corea e Cina), proprio per la particolare attenzione che le organizzazioni criminali dedicano a questo business, il fenomeno ha assunto le dimensioni più rilevanti;
il fenomeno comporta un evidente danno non solo alla produzione ed al commercio legale, ma anche all'erario. I danni per le imprese sono duplici: quelli diretti, che derivano dalle mancate vendite, dalla perdita di prestigio e di immagine e dal mancato recupero degli investimenti andati a vuoto a causa dell'espansione del «mercato parallelo» e del tutto illegale; quelli indiretti ricollegabili agli investimenti fatti nel settore della comunicazione per tutelare i propri prodotti e gli oneri derivanti dal deposito dei marchi;
il fenomeno produce, altresì, anche danni considerevoli all'erario in quanto il contraffattore sfugge a qualsiasi tassa od onere di contribuzione: il mancato guadagno intacca la bilancia commerciale e provoca costi aggiuntivi in materia di imposta e di contributi sociali;
secondo l'Eurispes il mercato illegale sottrae al fisco italiano l'8,24 per cento


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dell'Irpef ed il 21,27 per cento dell'Iva. In termini di fatturato le attività irregolari sottraggono al mercato della vera imprenditoria circa il 30 per cento del volume di affari globale;
sono evidenti le conseguenze del fenomeno anche sul mercato del lavoro dove, a causa di questo mercato parallelo sono andati perduti nell'Unione europea circa 100 mila posti di lavoro. È sufficiente verificare, da un lato, l'esplosione dell'economia sommersa in alcune regioni e la grave crisi occupazionale che perdura in quasi tutta l'area del Mezzogiorno per comprendere quali conseguenze tale fenomeno produce anche sul versante occupazionale;
lo Stato italiano ha messo in atto misure carenti per combattere questo fenomeno; le organizzazioni criminali investono in tali attività economiche capitali rilevanti e, sul mercato, producono effetti altrettanto distruttivi; debbono sussistere, al contrario, maggiore collaborazione e coordinamento tra le forze di polizia ed una legislazione più adeguata che colpisca in modo drastico questo fenomeno illegale;
uno dei settori più colpiti è quello del commercio su aree pubbliche gestito in gran parte da immigrati extracomunitari; oggi, infatti, l'incidenza degli abusivi rispetto agli operatori regolari arriva mediamente al 35-40 per cento con punte assai elevate nelle maggiori aree metropolitane e nelle località turistiche rivierasche -:
se intenda attivarsi con tutti i mezzi per combattere questo fenomeno che sottrae grande ricchezza al nostro Paese, favorisce il proliferare di organizzazioni criminali ed incentiva il mercato abusivo ed illegale;
se intenda attuare una politica legislativa di controllo e di repressione dei reati di contraffazione soprattutto nei confronti delle società criminali che sfruttano questo fenomeno, attivandosi altresì ad impedire, attraverso idonei interventi, la commercializzazione e la vendita dei prodotti contraffatti.
(2-02487) «Collavini, Alborghetti, Aleffi, Anedda, Bosco, Buontempo, Chiappori, Cito, Colletti, Costa, De Ghislanzoni Cardoli, Luciano Dussin, Gagliardi, Garra, Gazzilli, Giannattasio, Giudice, Giuliano, Gramazio, Leone, Mancuso, Martinelli, Matacena, Matranga, Michelini, Nan, Palumbo, Pittino, Prestigiacomo, Radice, Riccio, Rosso, Sestini, Tortoli, Vascon, Aracu, Bergamo, Vincenzo Bianchi, Biondi, Cuccu, De Luca, Delmastro Delle Vedove, Floresta, Franz, Frattini, Fronzuti, Gnaga, Landi di Chiavenna, Marras, Migliori, Pagliuzzi, Paroli, Piva, Proietti, Rossetto, Scarpa Bonazza Buora, Taborelli, Tarditi, Tosolini, Tringali, Viale».
(20 giugno 2000).