Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 741 del 15/6/2000
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(Esito di alcuni procedimenti pendenti presso sedi giudiziarie di Nuoro)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Pistone n. 3-04127 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 2).
Il sottosegretario di Stato per la giustizia ha facoltà di rispondere.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Oggi è la giornata dei casi patologici...

PRESIDENTE. Onorevole Li Calzi, vedo che ha fatto una «conquista», poiché il collega Marinacci le si è avvicinato. La cosa non mi stupisce.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Perché?

NICANDRO MARINACCI. Noi vogliamo bene a tutti!

PRESIDENTE. In quest'aula, comunque, bisogna trattenersi.
Proceda pure, onorevole sottosegretario.

MARIANNA LI CALZI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. L'onorevole Pistone chiede di conoscere le iniziative assunte dal ministro in merito alla condotta dei magistrati assegnatari dei procedimenti penali e della causa civile pendenti, i primi, dinanzi alla procura della Repubblica di Nuoro, a seguito di un esposto denuncia della signora Caterina Mula nei confronti degli avvocati Pietro Pittalis e Giovanna Cossu e, i secondi, dinanzi al tribunale civile della stessa sede, a seguito del giudizio promosso per risarcimento danni e avviato dalla stessa signora Mula nei confronti dei predetti avvocati. Si tratta di procedimenti nei quali si lamenta la condotta contraria alle regole deontologiche asseritamente mantenute dai due professionisti difensori dell'esponente nel corso di una controversia civile dinanzi al tribunale di Nuoro.
L'onorevole Pistone sollecita poi notizie anche in merito all'esito dell'esposto presentato dalla suddetta signora al consiglio dell'ordine degli avvocati di Nuoro sempre con riferimento alla condotta dei sopracitati avvocati.
Sulla base degli elementi di conoscenza e di valutazione dei fatti che sono stati acquisiti per il tramite delle competenti articolazioni ministeriali, è emerso innanzitutto che i procedimenti penali sono stati archiviati, essendosi ritenuto non configurabile, nel caso di specie, il delitto previsto dall'articolo 380 del codice penale, che sarebbe il patrocinio infedele.
Quanto all'avvocato Pittalis, infatti, è stata ravvisata l'insussistenza dell'elemento costitutivo del reato contestato, rappresentato dalla instaurazione di un procedimento dinanzi all'autorità giudiziaria; mentre, con riferimento all'avvocato Cossu, la mancanza dello stesso elemento soggettivo del reato è stata motivata con la non consapevolezza e volontà da parte dell'indagato di compiere azioni o omissioni contrarie ai doveri professionali.
Ciò posto, si osserva che gli atti dell'autorità giudiziaria emessi nell'esercizio della funzione giurisdizionale sono sindacabili in sede amministrativa solo in caso di manifesta violazione di legge, ovvero quando si tratta di atti abnormi, arbitrari o ispirati da fini diversi da quelli di giustizia. Presupposti questi, tutti, che non sussistono con riferimento alle determinazioni giudiziarie di cui si tratta.
Al riguardo, va anche rilevato che negli esposti della signora Mula vengono in rilievo, per quanto concerne i magistrati che si sono occupati della vicenda, censure relative al merito delle decisioni assunte, non sindacabili dunque in questa sede secondo quanto già riferito.
In merito poi al sospetto avanzato dalla stessa esponente che le determinazioni liberatorie del pubblico ministero


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siano state condizionate dal fatto che la sorella dell'avvocato Cossu presta servizio presso la procura di Nuoro, va detto che tali allusioni non hanno trovato alcuna conferma nella istruttoria svolta.
In merito al contenuto della richiesta di archiviazione, va altresì rilevato che, pur ammessa la non condivisibilità della motivazione del pubblico ministero in ordine ad alcune questioni di diritto civile alle quali tale organo ha fatto riferimento, la circostanza appare tuttavia irrilevante, poiché il GIP ha accolto la richiesta di archiviazione sulla base di argomentazioni del tutto diverse rispetto a quelle adottate dall'ufficio requirente.
Quanto, invece, al procedimento civile, il lamentato ritardo nella trattazione della causa ancora in corso non sembra sia ascrivibile alla condotta dei magistrati assegnatari della stessa causa civile. Da notizie acquisite in merito è, infatti, emerso che tale causa ha subito ritardi per un rinvio richiesto dalla signora Mula per motivi di salute, per l'astensione degli avvocati del foro di Nuoro e, da ultimo, per l'astensione per maternità del magistrato incaricato della trattazione della causa: circostanza, quest'ultima, che ha comportato il rinvio di essa dal 19 maggio 1998 al 30 settembre 1999. In relazione a tale rinvio, il presidente del tribunale di Nuoro ha peraltro precisato che la parte interessata non ha ritenuto di presentare istanza per l'eventuale anticipazione dell'udienza. Il presidente del tribunale di Nuoro ha altresì rappresentato che la causa veniva quindi rinviata all'udienza del 20 gennaio e che in tale udienza veniva ammesso l'interrogatorio formale del convenuto, cioè dell'avvocato Pittalis. Nella successiva udienza del 9 giugno, fissata per l'espletamento del mezzo istruttorio, le parti concordemente chiedevano un ulteriore rinvio, in quanto erano in corso trattative per addivenire ad un amichevole componimento della controversia. Il giudice, quindi, rinviava la causa senza espletare il predetto mezzo istruttorio all'udienza del 13 luglio.
Con riguardo all'ultimo quesito posto dall'onorevole Pistone, si comunica, infine, che il consiglio dell'ordine degli avvocati di Nuoro, con delibera dell'11 ottobre 1999, ha archiviato l'esposto della signora Mula, osservando che il provvedimento di archiviazione del GIP ha escluso che gli avvocati Pittalis e Cossu abbiano commesso i fatti denunciati dalla stessa signora Mula in sede disciplinare. Tale deliberazione non è soggetta al sindacato di questo Ministero.
Alla luce di quanto sopra non si ravvisano pertanto, con riguardo alla vicenda in esame, ragioni che possano giustificare le iniziative, anche sul piano ispettivo, sollecitate dall'onorevole interrogante.

PRESIDENTE. L'onorevole Pistone ha facoltà di replicare.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, signor sottosegretario, in queste vicende devo dire che definirsi soddisfatti o insoddisfatti ha un significato molto relativo. Indubbiamente, la signora Mula si riterrà assolutamente insoddisfatta per l'intera vicenda.
Devo dire che il Ministero ha competenze molto limitate in questo campo, perché, per motivi istituzionali, questioni come quella al nostro esame molto spesso non solo sindacabili in queste sedi. Quindi, mi limito ad esporre quelle che ritengo possano essere le considerazioni della parte lesa in questa vicenda. Si tratta certamente di valutazioni di insoddisfazione per quanto riguarda l'archiviazione del giudizio penale, nonostante le motivazioni addotte; ritengo si sia trattato di un'archiviazione frettolosa fatta con motivazioni che, a mio giudizio, contengono errate considerazioni di carattere civilistico sia da parte del pubblico ministero sia da parte del GIP. È vero che la sottosegretaria nella risposta ha detto che, tuttavia, anche il GIP non ha riconosciuto le obiezioni circa l'errore civilistico, in quanto le motivazioni erano di altro ordine e grado (questo mi pare di aver capito).
Non credo sia il caso di entrare nel merito, in quanto non ritengo sia questa


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la sede idonea; tuttavia, credo che a persone esperte di questioni giuridiche tali anomalie risultino evidenti, così come risulta altrettanto anomalo che il consiglio dell'ordine degli avvocati di Nuoro abbia atteso il predetto provvedimento di archiviazione del procedimento penale per archiviare a sua volta la richiesta di adozione di eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei due avvocati iscritti.
So perfettamente che errare è umano, ma a volte sarebbe utile e corretto riconoscere l'errore, soprattutto quando a farne le spese sono persone semplici e indifese, che hanno un desiderio forte di credere nella giustizia e ad essa si affidano con molta fiducia. Non rivolgo un'accusa alla categoria degli avvocati, né tanto meno a quella dei magistrati. Capisco che siamo essere umani e che a volte si sbaglia, ma sbagliare significa costringere queste persone a pagare prezzi a volte troppo alti da sopportare, non solo economicamente, ma anche moralmente.
Concludo dicendo, sempre a proposito dell'ordine degli avvocati, che, anche se, come è noto, la responsabilità professionale va esaminata sotto un profilo completamente diverso rispetto a quello esaminato dal giudice penale, trovo comunque inopportuna la censura che il consiglio dell'ordine di Nuoro ha mosso nei confronti della signora Mula per essersi quest'ultima rivolta agli organi istituzionali per chiedere notizie del procedimento, dopo oltre due anni dalla presentazione dell'esposto. Ciò è veramente anomalo, poiché all'ordine di Nuoro sono iscritti poco più di 150 avvocati (Roma ne conta migliaia di più) e quindi non è possibile che per adottare un provvedimento occorrano più di due anni.
Sul fronte del giudizio civile, invece, mi risulta che si stia procedendo nell'attività istruttoria - come d'altronde la sottosegretaria ha sottolineato e ben detto - e che la parte, anche in considerazione dell'esito negativo delle altre due iniziative, stia cercando di verificare se sussistano possibilità di un bonario componimento dell'intera vicenda giudiziaria, cosa che dovrebbe avvenire in data 13 luglio 2000.
A questo punto il discorso diventa più generale, perché, come ripeto, non si tratta di un problema che riguarda il Ministero della giustizia, la magistratura o l'ordine degli avvocati, ma è un problema molto più generale e molto più grande. Lo sappiamo, ne siamo tutti consapevoli: in questo paese, per così dire, la giustizia non grida vendetta, ma «grida giustizia». Il cittadino cerca ardentemente di avere risposte, certamente sagge, giuste ed eque, ma soprattutto in tempi rapidi e senza distinzioni di censo e di classe, perché anche di questo si tratta e i poveracci molto spesso pagano più degli altri. Dobbiamo saperlo e proprio per questo dobbiamo considerarci anche tutori di questi diritti, ai quali ritengo che la maggioranza dei cittadini aspiri e creda.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

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