Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 739 del 13/6/2000
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(Esame dell'articolo 3 - A.C. 6433)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 , nel testo della Commissione e del complesso degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 6433 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sugli emendamenti della Commissione 3.27, 3.28, 3.23, 3.25, 3.29, 3.34, 3.30, 3.31 e 3.32. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Nardini 3.1 (Nuova formulazione), 3.3, 3.4, 3.5, 3.15 e 3.49, Rizzi 3.45, 3.46, 3.47 e 3.48, Paissan 3.36 e 3.37, Giannattasio 3.11, 3.12, 3.40, 3.6 e 3.7, Ascierto 3.22; invito a ritirare gli emendamenti Molinari 3.21, Giannattasio 3.8, 3.9, 3.10, 3.41, 3.42 e 3.44, Paissan 3.28, Spini 3.20 e Chiusoli 3.35, altrimenti il parere è negativo. Prego altresì l'onorevole Giovanardi di ritirare gli emendamenti 3.16, 3.17, 3.18 e 3.19 con un invito a trasformarli in un ordine del giorno; esprimo altresì parere contrario sull'emendamento Gasparri 3.50, invitando i presentatori a trasformarlo in un ordine del giorno.

MAURIZIO GASPARRI. Sull'ordine del giorno è il Governo che si deve pronunciare.


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Il relatore deve soltanto dire se è favorevole o contrario agli emendamenti presentati.

PRESIDENTE. Lo vedremo dopo. Ora sta parlando il relatore (Proteste del deputato Gasparri).
Onorevole Gasparri, la richiamo all'ordine! Prego, onorevole relatore.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento Giannattasio 3.13 e favorevole sull'emendamento Giannattasio 3.14.
Invito al ritiro dell'emendamento Paissan 3.39. Il parere è favorevole sull'emendamento 3.33 della Commissione, mentre è contrario sull'emendamento Tassone 3.2.

PRESIDENTE. Il Governo?

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, per quanto riguarda, in particolare, l'emendamento Paissan 3.39, il Governo non ha motivo di essere contrario. Il Governo condivide le richieste di ritiro avanzate dal relatore, considerato che alcuni dei temi trattati negli emendamenti potrebbero trovare migliore collocazione - e forse avere anche maggiore efficacia - in ordini del giorno, che potrebbero costituire oggetto di un impegno del Governo.

MAURIZIO GASPARRI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, la richiamo alle sue responsabilità sull'ordine dei lavori. Il relatore può esprimere parere favorevole o contrario sugli emendamenti. Per quanto riguarda gli inviti a presentare ordini del giorno, ciò attiene allo svolgimento del dibattito e alle posizioni che assumerà il Governo, perché non siamo in un regime di monopolio da parte di una maggioranza. Quindi, meno arroganza da parte del relatore, se si vuole andare avanti nei lavori.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Gasparri, frequentando un po' più l'aula, lei saprebbe che vi è una prassi per cui molto spesso il relatore dice che, se l'emendamento viene votato...

MAURIZIO GASPARRI. È il Governo!

PRESIDENTE. Onorevole Gasparri, mi lasci finire. Quando il relatore fa presente che, se l'emendamento fosse respinto, ciò precluderebbe la possibilità di presentare un ordine del giorno, collabora con l'Assemblea.

MAURIZIO GASPARRI. Lo deve dire il Governo!

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Signor Presidente, vorrei correggere il parere espresso sull'emendamento Paissan 3.39: è favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Nardini 3.1 (Nuova formulazione).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, per decenni l'impostazione sostanzialmente sabauda della coscrizione obbligatoria si è rapportata al cittadino come se il servizio di leva fosse una sorta di servitù, una sottrazione della libertà dell'individuo da parte dello Stato.
I fenomeni di spersonalizzazione dei militari di leva derivano anche e soprattutto da questa concezione punitiva della leva obbligatoria e dall'incapacità di farla vivere secondo i valori fondanti della nostra Costituzione. L'ostinata separazione tra mondo militare e mondo civile


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non è solo dovuta ad una supposta e sbagliata indipendenza del primo dal secondo, ma anche all'incapacità di adeguare i valori delle Forze armate al comune sentire della società nel suo complesso.
Di fronte a queste innegabili difficoltà, la scappatoia di occultare il problema passando a Forze armate di professionisti, pronti ad uccidere e morire, come ebbe a dire alcuni anni fa il generale Canino, è al contempo pericolosa e sbagliata.
Noi pensiamo che non siano percorribili scorciatoie di Forze armate mercenarie, ma che sia necessaria l'assunzione da parte della collettività del problema della difesa. Per questo vediamo nel sistema difesa del futuro una riduzione del peso numerico delle Forze armate, anche se con una riqualificazione delle funzioni ed una maggiore presenza della componente civile.
Per tale motivo proponiamo di passare dai circa 280 mila militari attuali - tra aeronautica, marina ed esercito - a 180 mila unità delle Forze armate, per metà professionisti - ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente - e per metà militari di leva. La componente di leva, che attualmente è circa il 60 per cento delle tre armi, passerebbe da 170 mila soldati a 90 mila, includendo i militari a ferma prolungata. Questa riduzione del contingente di leva consentirebbe la riduzione del periodo di ferma nei prossimi anni fino a otto mesi, mentre il personale professionistico eccedente dovrebbe essere dislocato in una protezione civile smilitarizzata, sia nelle altre amministrazioni dello Stato, sia con una politica oculata di prepensionamenti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indico la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 3.1 (Nuova formulazione), non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 462
Astenuti 5
Maggioranza 232
Hanno votato
sì 8
Hanno votato
no 454).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rizzi 3.47, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 453
Astenuti 11
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 41
Hanno votato
no 412).

Avverto che per la serie di emendamenti da Paissan 3.36 a Rizzi 3.46 porrò in votazione solo gli emendamenti Paissan 3.36 e Rizzi 3.46.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Paissan 3.36.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paissan. Ne ha facoltà.

MAURO PAISSAN. Signor Presidente, onorevoli colleghi, consideriamo la cifra di 190 mila unità per quanto attiene all'organico complessivo delle Forze armate una cifra eccessiva, troppo elevata. Lo abbiamo detto nel corso di tutta la discussione e lo ribadiamo con questo emendamento.
Proprio la decisione di professionalizzare le Forze armate in modo integrale ci dovrebbe indurre a prevedere un corpo organico ridotto. Nei miei emendamenti 3.36 e 3.37 fissiamo le cifre di 150 mila o


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di 160 mila unità in modo orientativo e penso che i fatti ci daranno ragione anche in riferimento al peso finanziario di questa operazione. Se noi mantenessimo questo livello di organico, sforeremmo in modo clamoroso le previsioni di spesa previste.
Approfitto del fatto di avere la parola per sottoporre una questione all'attenzione del ministro della difesa: alla lettera b) di questo comma si parla della riduzione progressiva fino ad esaurimento della coscrizione obbligatoria. Chiedo al ministro di pronunciarsi al riguardo; vorremmo sapere, infatti, se esista qualche orientamento sui criteri in base ai quali verranno scelti i giovani che verranno sempre meno chiamati a svolgere il servizio di leva. Non vedo altro criterio possibile se non quello del sorteggio, a quanto mi pare di capire. Comunque chiedo al ministro della difesa che dovrà predisporre il decreto legislativo di attuazione anche di questo punto se abbia qualche orientamento da esprimere, perché questa è una domanda che i giovani in quella fascia di età si pongono dal momento che interessa direttamente le loro aspettative di vita. Quale condizione determinerà la scelta di un nominativo o di un altro riguardo ai residui obblighi di leva che si dovranno espletare? Ad esempio, nell'ultimo anno questo obbligo riguarderà poche decine di migliaia di ragazzi: come verranno scelti questi ragazzi?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.

ELVIO RUFFINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti questo è un punto molto delicato del disegno di legge al nostro esame. Noi voteremo a favore del mantenimento del testo predisposto dalla Commissione, perché in esso si prevede un organico di 190 mila uomini. Teniamo presente che oggi l'organico è vicino a 300 mila uomini, quindi sarà necessario realizzare una misura di forte restrizione della struttura militare che comunque - questo è il punto significativo che bisogna tenere presente - ci permetta di rimanere in un quadro di affidabilità per quanto riguarda gli impegni che ci siamo assunti e che ci stiamo assumendo in particolare nell'ambito dell'Unione europea. Infatti, noi non abbiamo solo il problema di fissare in astratto dei numeri, ma abbiamo anche dei precisi compiti, che ci siamo assunti in passato e che ci stiamo assumendo per realizzare la nuova politica dell'Unione europea che noi abbiamo fortemente appoggiato.
Questa cifra è il frutto di un equilibrio raggiunto dopo che si erano ipotizzati numeri molto superiori, anche da parte del Governo, in particolare da parte del Governo precedente. Simili cifre, a nostro parere, avrebbero posto problemi molto seri, soprattutto in termini di bilancio.
La quantificazione di 190 mila uomini proposta dal testo al nostro esame pone già problemi molto seri di adeguamento delle strutture e degli organici che, pur con misure di carattere straordinario - esodi anticipati, esodi presso altre amministrazioni e via dicendo -, per trovare attuazione richiederà un paio di decenni, come abbiamo detto in Commissione. Quindi, ci sembra che il numero raggiunto (significativamente sotto i 200 mila uomini) complessivamente per tutte e tre le Forze armate costituisca una previsione ragionevole di equilibrio tra i compiti da assolvere in sede di bilancio.
Signor Presidente, il collega Paissan ha certamente ragione quando afferma che dovrà essere mantenuta vigile l'attenzione sulla effettiva congruità delle previsioni di bilancio, non solo per il contenimento della spesa (che rappresenta un'esigenza per il nostro paese), ma anche per la qualità della stessa: non possiamo avere un numero significativo di uomini con capacità operative, dotazioni e condizioni tecnologiche inadeguate, in quanto ciò vorrebbe dire tornare ad uno dei vecchi vizi delle Forze armate italiane.
In conclusione, siamo favorevoli ad approvare la proposta della Commissione e del Governo di quantificare le Forze armate in 190 mila uomini, ma resteremo


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vigili nel verificare la concreta attuazione del provvedimento da parte del Governo affinché siano garantiti sia il contenimento del bilancio, sia la qualità delle Forze armate, anche sotto il profilo della qualità della spesa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, signor ministro, emerge il problema che abbiamo più volte evidenziato: anche il provvedimento in esame, come altri che riguardavano la difesa e le Forze armate, viene in discussione senza alcuna strategia e al di fuori di un quadro delle politiche dell'esercito.
Più volte, in quest'aula, abbiamo parlato del modello di difesa, ma anche il provvedimento in esame è al di fuori di un qualsiasi approccio ad un serio modello di ristrutturazione, riorganizzazione ed impiego delle Forze armate italiane. Ci si è sbilanciati a fare dei numeri: perché 190 mila uomini e non 200 mila? Perché 180 mila e non 150 mila?
Signor ministro, vorrei ricordare che negli anni ottanta sono stati compiuti studi da parte dello stato maggiore dell'esercito della difesa, nonché dal gruppo di lavoro presieduto dall'ammiraglio Mariani, che parlavano di cifre un po' al di sotto di quelle che stiamo discutendo ora. Ritengo, pertanto, che quella dell'onorevole Paissan sia una preoccupazione seria e mi dispiace che non venga raccolta dai colleghi e dal Governo il quale, di fronte all'emendamento in esame, ha due possibilità di scelta: la prima è quella di trincerarsi dietro un fatto burocratico; tuttavia, l'elemento burocratico è stato sempre presente, anche quando abbiamo dovuto varare le missioni all'estero; abbiamo parlato di missioni all'estero semplicemente quando si dovevano approvare provvedimenti di copertura delle spese! Dico questo tanto per rispondere ad alcuni interrogativi che i colleghi si sono posti precedentemente su un altro emendamento. La seconda possibilità è che il ministro della difesa chiarisca il suo intendimento sul piano politico.
Signor Presidente, il ragionamento dell'onorevole Ruffino non mi convince. Egli afferma che si tratta di un giusto equilibrio, ma mi chiedo in merito a quali esigenze o a quali dati di servizio emerga quel numero. Ritengo, dunque, che sia necessaria una spiegazione e, invece di correre, riflettere su un contributo portato dal Governo. Diversamente, anche il provvedimento in esame rappresenterebbe un fatto burocratico, amministrativo e gestionale di pura propaganda, senza alcun dato politico forte, in quanto nasce da una mediocrità della politica. Mi auguro, dunque, che il ministro possa impegnare tutte le forze per rimuovere quella preoccupazione e quel sospetto.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al ministro, debbo comunicare che molti gruppi, tra cui quello dell'onorevole Tassone e il gruppo di Rifondazione comunista, hanno esaurito il tempo a loro disposizione. Pertanto, consultato il Presidente della Camera, assegnerò loro il 50 per cento in più del tempo originariamente attribuito, per consentire una discussione ampia sul provvedimento. Prego, signor ministro.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, desidero dare immediatamente due risposte ai colleghi intervenuti poc'anzi.
Innanzitutto, l'indicazione di 190 mila unità non è casuale, né costituisce un mero punto di equilibrio: è la dimensione che l'esperienza di questa stagione storica e le prospettive che essa presenta suggeriscono come dimensione adeguata al ruolo delle nostre Forze armate, del nostro strumento militare per le missioni all'estero e per le esigenze di difesa e sicurezza. Basta guardare, del resto, alla varietà delle previsioni che vi sono in altri paesi dell'Unione europea di dimensioni


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simili al nostro. La Francia ha un picco più elevato, di 250 mila unità, pur essendo paragonabile al nostro paese come popolazione; la Gran Bretagna prevede un numero di poco superiore al nostro ed ha analoga popolazione; la Spagna, pur essendo nettamente inferiore per popolazione, prevede 170 mila uomini. Si tratta, quindi, della dimensione che corrisponde, non casualmente, ad una media degli impegni che altri paesi europei stanno definendo; non è una cifra scelta a caso, ma il numero ritenuto adeguato alle esigenze che oggi pone al nostro paese la stagione storica.
Per quanto riguarda il quesito posto poc'anzi dall'onorevole Paissan sui criteri in base ai quali sarà esercitata la delega, nel progressivo passaggio all'abolizione della leva obbligatoria, ricordo che tali criteri sono indicati nella delega che il Parlamento sta per conferire al Governo, in cui vengono appunto indicati i parametri in base ai quali saranno definite le norme delegate e le priorità di inclusione e di esclusione. Non vi è una delega in bianco. Naturalmente è evidente che, nell'applicazione della delega per le ulteriori specificazioni, il Governo, come previsto dalla norma che si sta per approvare, sottoporrà al Parlamento i testi dei decreti delegati, uniformandosi di conseguenza al parere che allora sarà espresso dalle Camere. Già adesso, però, nella legge delega sono contenute norme di una sufficiente precisione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paissan 3.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 433
Astenuti 5
Maggioranza 217
Hanno votato
sì 55
Hanno votato
no 378).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rizzi 3.46, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 440
Astenuti 6
Maggioranza 221
Hanno votato
sì 52
Hanno votato
no 388).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento della Commissione 3.27, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 442
Astenuti 3
Maggioranza 222
Hanno votato
sì 428
Hanno votato
no 14).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.40.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, la mia proposta è volta semplicemente a cercare di rafforzare l'impegno del Governo, perché praticamente torniamo a quei rapporti di forza indicati e chiariti dal ministro ed invocati anche dall'onorevole Paissan. Non basta, cioè,


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dire «prevedere»: il Governo deve «garantire» che vi sia questa considerazione. Se, infatti, andiamo ad esaminare i numeri, possiamo constatare, ripeto, che non abbiamo più una struttura della difesa costruita, come si conviene, in senso piramidale, ma troviamo 90 mila uomini che hanno sopra di loro 90 mila quadri. Abbiamo, infatti, 20 mila ufficiali, 70 mila sottufficiali, quindi praticamente 90 mila militari di inquadramento, per 90 mila soldati: questa è una struttura filiforme, non più piramidale. Abbiamo addirittura un generale ogni due tenenti: consideratelo, per favore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.40, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 451
Astenuti 3
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 232).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.
Onorevole Giannattasio, le ricordo che sul suo emendamento 3.6 la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, il Governo, nel prevedere questa cifra, illusoria per i giovani italiani, ha senza dubbio tenuto conto di quanto il bilancio gli metteva a disposizione. Tuttavia, se da una parte, nel medesimo articolo 3, si afferma che sono necessari sette anni per portare a compimento questo provvedimento, vuol dire che se partiamo dal 2000 arriveremo al 2007, senza considerare l'anno necessario per approvare il decreto legislativo (in questo caso arriveremo al 2008). Il servizio militare inizia, in genere, all'età di 19 anni: ciò vuol dire che se noi sottraiamo 19 anni al 2008, l'ultima classe di leva non è quella del 1985 - non c'è niente da fare, questa è la matematica -, ma è quella del 1987, se non quella del 1988. La Commissione bilancio può dire quello che vuole, ma i numeri sono numeri! Avete ammesso voi stessi che servono sette anni per portare a compimento la trasformazione, con l'abolizione della coscrizione obbligatoria, del servizio militare, e se si parte per fare il servizio di leva a 19 anni non si può dire che l'ultima classe che partirà sarà quella del 1985: mi sembra una bellissima dichiarazione di intenti che potrà farvi avere molti voti, ma ritengo che non sarà realizzabile.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 465
Votanti 421
Astenuti 44
Maggioranza 211
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 241).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rizzi 3.45, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 466
Votanti 459
Astenuti 7
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 119
Hanno votato
no 340).

Onorevole Molinari, accede alla proposta di ritirare il suo emendamento 3.21 formulata dal relatore?

GIUSEPPE MOLINARI. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 466
Astenuti 3
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 222
Hanno votato
no 244).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.41.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, chiedo scusa se intervengo: ho sentito alcune lamentele...

PRESIDENTE. Data la sua competenza...

PIETRO GIANNATTASIO. Del resto, quando si tratta di questioni sanitarie intervengono i medici, quando si tratta di questioni scolastiche sono gli insegnanti ad intervenire: mi sia consentito di intervenire in questa materia.
Signor ministro, lei ci ha detto che riusciremo a raggiungere un equilibrio nella definizione dei quadri nel 2025. Inoltre, nella legge sullo stato di avanzamento degli ufficiali - approvata nel novembre 1996 - sono stati aumentati i limiti di età a 61 anni anche per i tenenti. Non riesco ad immaginare un tenente a 61 anni: o ha ammazzato la madre o ha sputato in faccia al colonnello, perché a 61 anni il tenente dovrebbe già essere tenente colonnello! Tuttavia, se dobbiamo arrivare ad un esercito di volontari, vale a dire di personale specializzato, addestrato e giovane, non possiamo mantenere fino al 2025 quadri che arrivano a 61 anni.
Per questa ragione propongo di dare loro la possibilità di andare in pensione, ad esempio, cinque anni prima. Dopo la seconda guerra mondiale fu approvata la legge sui combattenti in base alla quale molti dipendenti dell'amministrazione dello Stato andarono in pensione con un beneficio di sette anni di servizio, in modo da sfoltire e ringiovanire i quadri.
Propongo, pertanto, di portare il termine all'anno 2020 e di consentire che tale personale possa andare in pensione anche presentando domanda: chi si rende conto che non può avere sviluppi di carriera deve avere la possibilità di andare via prima. Ciò si inserisce nel quadro della creazione di questo strumento di difesa, che vuole essere il più operativo possibile, e nel quadro di quelle parolone che mettete sempre all'inizio del provvedimento: razionalizzazione, ottimizzazione, ristrutturazione, più qualità e meno quantità; vi sono però poi vertici e quadri la cui età arriva a 61 anni e che comandano giovani di 25 anni!

ANTONIO SAIA. Gli operai li volete mandare a 90 anni!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.41, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione bilancio ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 420
Astenuti 40
Maggioranza 211
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 232).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.42, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 415
Astenuti 47
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 186
Hanno votato
no 229).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.28 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 454
Astenuti 5
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 436
Hanno votato
no 18).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.23 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Chi sono questi ufficiali ausiliari? Glielo chiedo, signor ministro, perché nell'emendamento si dice: «(...) prevedere l'emanazione di norme e l'individuazione di incentivi di carattere giuridico per il reclutamento, anche decorso il periodo di sette anni di cui all'alinea del presente comma, di ufficiali ausiliari delle Forze armate (...)». Chi sono? Sono ufficiali effettivi? No! Sono ufficiali di complemento? No! Sono un ruolo ad esaurimento? No! Chi sono? Qual è il loro status?

MAURIZIO GASPARRI. Ce lo dica, signor ministro!

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. È un emendamento vostro!

PIETRO GIANNATTASIO. Lo vorrei sapere dal ministro perché questo è un «fantasma» che entra nel quadro delle Forze armate!

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Signor Presidente, chiedo l'accantonamento dell'emendamento 3.23 della Commissione.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Gasparri, il relatore ha appena chiesto l'accantonamento di questo emendamento!


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MAURIZIO GASPARRI. Ne ha chiesto l'accantonamento perché non si sa chi sono questi ufficiali ausiliari! È questa la verità! Questa mi sembra l'ora del quiz televisivo. È stata fatta una domanda a cui non sapete rispondere.

PRESIDENTE. Onorevole Romano Carratelli, lei ha chiesto l'accantonamento di questo emendamento, ma fino a quando? Fino alla votazione dell'articolo o del provvedimento?

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Fino alla votazione del provvedimento.

PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, l'emendamento 3.23 della Commissione è pertanto accantonato.
All'onorevole Giovanardi, visto che con riferimento ai suoi emendamenti 3.17 e 3.19 era sorta qualche perplessità sul concetto di truppe alpine e brigate alpine, vorrei chiedere di chiarire la questione e di specificare se accetta l'invito al ritiro.

CARLO GIOVANARDI. L'emendamento sul quale insisto per la votazione è quello riguardante le truppe alpine con riferimento sia al periodo transitorio sia al periodo in cui la legge sarà a regime.
Come ho già avuto modo di dire intervenendo sul complesso degli emendamenti, si tratta di salvaguardare una specificità, quella del corpo degli alpini, che come è noto vale per gli alpini in servizio ma anche per coloro che hanno prestato servizio militare come alpini, e che hanno dato vita all'associazione nazionale alpini, che ha dimostrato come anche dopo il servizio militare si possa continuare per tutta la vita a svolgere attività di volontariato, di solidarietà, partendo dalle zone di reclutamento alpino dove per tradizione tali circoli sono nati.
Questa associazione si è proiettata in Italia e all'estero in attività di volontariato e di soccorso alle popolazioni colpite dalle calamità che ne hanno fatto uno degli esempi di volontariato tra i più efficienti ed invidiati da tutto il mondo.
È chiaro che l'abrogazione della leva comporta problemi. Certo, l'associazione nazionale alpini ufficialmente ha contattato tutte le forze politiche e il ministro chiedendo che fosse mantenuta la leva e facendone oggetto anche di una loro manifestazione nazionale. È chiaro, però, che ci scontriamo con problemi di cui tutti siamo consapevoli, primo tra tutti il calo... Scusi, onorevole Gasparri, chiederei l'attenzione del ministro, perché il relatore mi ha chiesto di ritirare il mio emendamento 3.17 e di trasfondere il suo contenuto in un ordine del giorno.
Potrei accogliere questa richiesta se il Governo, attraverso le parole autorevoli del ministro, mi garantisse che l'ordine del giorno che presenterò - e che avrà contenuto identico all'emendamento - sarà accolto. Il mio emendamento 3.17 prevede la prioritaria assegnazione alle truppe alpine dei volontari provenienti dalle tradizionali zone di reclutamento alpino del nord e del centro Italia. Se questa priorità non ci fosse in termini non soltanto legislativi, ma anche amministrativi, ciò significherebbe spezzare in maniera irrimediabile quel tessuto che ha costituito una specificità delle truppe alpine e, in termini militari, una struttura solida e salda; ciò significherebbe anche far venire meno l'alimento per quella straordinaria continuità di impegno sociale e civile che viene espletata attraverso l'associazione. Allora, se il Governo mi dirà che l'ordine del giorno, che il relatore mi ha invitato a presentare al posto dell'emendamento, sarà accolto, sono disposto a ritirare l'emendamento 3.17; in caso contrario, è inutile che lo ritiri perché dovrei sottoporre l'argomento all'attenzione dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Giovanardi, ho il dovere di avvertirla che ha esaurito anche il tempo aggiuntivo.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Presidente, vorrei rassicurare l'onorevole Giovanardi che, nel caso in cui trasfondesse il contenuto di questo emendamento in un ordine del giorno, il Governo lo accetterebbe, naturalmente non soltanto come raccomandazione, ma in maniera pura e semplice. Credo sia anche consigliabile che il suo contenuto sia trasfuso in un ordine del giorno.
Onorevole Giovanardi, già oggi i contingenti delle truppe alpine hanno bisogno di un'integrazione di volontari provenienti dal meridione d'Italia perché è insufficiente l'assegnazione di quelli provenienti dalle zone delle regioni alpine. Infatti, in quelle regioni la maggioranza piuttosto ampia dei giovani chiede di fare il servizio civile, non il servizio militare. Vi è, quindi, già oggi un completamento dei ranghi delle truppe alpine attraverso volontari che provengono da altre regioni ed è inevitabile che, nei fatti, siano assegnati alle truppe alpine volontari provenienti preferibilmente dalle regioni alpine. Comunque, se lei presenterà un ordine del giorno - anche perché la logica dei fatti costringerà a procedere in questo modo -, esso sarà accolto dal Governo.
Presidente, considerato che ho la parola, vorrei sottolineare all'onorevole Gasparri, che poc'anzi parlava dell'emendamento 3.23 della Commissione (è un emendamento non del Governo, ma della Commissione), discusso questa mattina in Commissione, che gli ufficiali ausiliari non sono una categoria che non esiste. Con il termine di ufficiali ausiliari ci si è voluti riferire a quegli ufficiali (medici, ingegneri) che equivalgono a quelli che prima erano definiti ufficiali di complemento, che saranno definiti «ausiliari» per non confonderli con la precedente figura e per consentire l'integrazione dei quadri laddove non vi sia una condizione sufficiente per procedere su una diversa strada. Si tratterà cioè della possibilità di fare un'integrazione con alcune particolari categorie - lo ripeto, medici ed ingegneri -, con ufficiali definiti non più di complemento, ma ausiliari (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dell'UDEUR).

LUIGI MASSA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUIGI MASSA. Presidente, intervengo per ringraziare il Governo di aver preannunciato l'accoglimento dell'ordine del giorno e per aggiungere ad esso la mia firma, se il collega Giovanardi è d'accordo.

MAURIZIO GASPARRI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Presidente, chiedo di aggiungere anche la mia firma all'ordine del giorno Giovanardi, che riguarda un tema che avvertiamo profondamente e che anche noi riteniamo molto importante.

PRESIDENTE. Va bene. Quando arriveremo agli ordini del giorno, lo sottoscriverete. Adesso non è il momento.

GIOVANNI GIULIO DEODATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI GIULIO DEODATO. Presidente, desidero anch'io sottoscrivere l'ordine del giorno....

PRESIDENTE. Mi scusi, ma ho detto che ne parleremo in sede di trattazione degli ordini del giorno.
Prendo atto che gli emendamenti Giovanardi 3.17 e 3.19 sono stati ritirati.
Colleghi, poiché il ministro della difesa, dopo le spiegazioni e i chiarimenti che ha fornito, ha chiesto che si torni sull'emendamento 3.23 della Commissione, precedentemente accantonato, ne riprendiamo l'esame.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Comprendo la spiegazione e i chiarimenti del ministro sugli ufficiali di complemento, ma nell'emendamento si parla anche di Arma dei carabinieri e del corpo della Guardia di finanza. Da poco il Parlamento ha approvato il riordino delle forze di polizia ed abbiamo creato i ruoli tecnici, quei tecnici cui prima alludeva il ministro, e dobbiamo pensare a come inserire nelle strutture delle forze di polizia degli effettivi, non più degli ausiliari, ossia giovani i quali rimangono per un anno e qualche mese e poi vanno via. Per questo sono contrario all'emendamento.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Vorrei dire all'onorevole Ascierto che questa norma non impone di ricorrervi, ma facoltizza a farlo, là dove necessario.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.23 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 448
Astenuti 3
Maggioranza 225
Hanno votato
sì 231
Hanno votato
no 217).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rizzi 3.48, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 448
Votanti 445
Astenuti 3
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 36
Hanno votato
no 409).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, stiamo cercando di arrivare il prima possibile ad avere un esercito di professionisti, ma la politica del Governo, in pratica, non approfitta di un'occasione. In base alla legge del 1995 ci permettiamo il lusso di buttare 7 mila persone in mezzo alla strada passando dai volontari a ferma breve a quelli in servizio permanente: da 23 mila, cioè, alla fine ne prendiamo solo 16 mila. In questa maniera creiamo solo un precariato e lo facciamo in un momento in cui andiamo cercando volontari che non ci sono.
Mi permetto di suggerire, con il mio emendamento 3.8, di aggiungere 2.531 volontari, che hanno già prestato tre anni di servizio. Non buttiamo in mezzo alla strada giovani che per tre anni hanno svolto il servizio come volontari.
Siccome si tenta di arrivare prima possibile, sostenendo addirittura che dal 1985 non parte più un soldato di leva, propongo, come è previsto nel mio emendamento, che siano assunti altri 2.531 volontari; moltiplicando tale cifra per tre, con riferimento al triennio 2000-2002, diventano 7.500 i volontari che vengono sbattuti in mezzo alla strada dopo tre anni di servizio.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 405
Astenuti 39
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 230).

Onorevole Giannattasio, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 3.9?

PIETRO GIANNATTASIO. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Presidente, è tutto collegato alla riforma dei volontari in questione e, quindi, annuncio che non accolgo neppure l'invito al ritiro dei miei successivi emendamenti.
Una volta avevamo il volontario a ferma breve che, dopo tre anni, poteva passare in servizio permanente (ma, come dicevo prima, ne perdevamo 7.000). Adesso viene introdotta una nuova forma di volontario che, dopo un anno, può anche rimanere per altri cinque anni, ma al quale vengono consentite anche due rafferme biennali, per cui si arriva a dieci anni. Il volontario in questione si arruola a diciotto anni e a ventotto anni rischia di trovarsi in mezzo alla strada. Praticamente, abbiamo creato altro precariato, perché non tutti possono diventare effettivi, senza poi considerare che nel passaggio da un anno a cinque anni si fissano paletti assurdi su questioni già approfondite in Commissione: il volontario che ha fatto un solo anno, se passa al servizio volontario di cinque anni, ripete la classe, signor Presidente. Onorevoli colleghi, l'anno che ha già fatto non serve a niente, può essere solo un titolo di merito nella considerazione di carattere generale, ma ciò significa illudere i nostri giovani. Se il giovane in questione ha fatto un anno, passi al secondo quando sceglie la ferma quinquennale, non si consideri che ripete tutto dal primo anno, dal primo giorno: avremmo perso un anno e pagheremmo due volte il primo anno.
Con la ripresentazione dell'emendamento si avanza la seguente proposta: chi ha già prestato un anno di servizio passi alla ferma quinquennale, ma il primo anno venga considerato già prestato e, di conseguenza, ne faccia solo quattro; in seguito vi saranno le due rafferme biennali. Dopo dieci anni prestati come volontario, facciamo in modo che lo si possa mantenere il più possibile o gli si diano compensi, come vedremo in seguito; lo Stato si faccia garante di un posto di lavoro per tali volontari (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 411
Astenuti 31
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 231).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.44, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 401
Astenuti 32
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 226).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 408
Astenuti 28
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 229).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.25 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 434
Astenuti 6
Maggioranza 218
Hanno votato
sì 419
Hanno votato
no 15).

Onorevole Paissan, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 3.38, rivoltole dal relatore e dal rappresentante del Governo?

MAURO PAISSAN. Sì, Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Paissan.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.29 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 437
Astenuti 6
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 423
Hanno votato
no 14).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 3.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 438
Astenuti 5
Maggioranza 220
Hanno votato
sì 33
Hanno votato
no 405).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.34 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 435
Astenuti 5
Maggioranza 218
Hanno votato
sì 431
Hanno votato
no 4).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 3.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 431
Astenuti 5
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 33
Hanno votato
no 398).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.11.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Nella sostanza, con la proposta di modificare la parola «determinando» con la parola «confermando», si vorrebbe dal Governo la garanzia che non venisse cambiato ogni anno in ogni bando di concorso il numero dei posti messi a concorso. Se, ad un certo punto, si è fatto uno studio sulla progressione dei reclutamenti necessari per giungere entro un periodo di sette anni alla costituzione dell'esercito di professionisti, vorrei una conferma dal Governo, anche perché vi sono talune aspettative da parte dei giovani - diciamolo pure - che sono in cerca di lavoro! Infatti, oggi, la maggior parte dei volontari proviene proprio da quelle regioni meridionali nelle quali vi è disperazione per il lavoro. Diamo a questi giovani almeno una possibilità di credere in qualche cosa che potrà venire con questi bandi di concorso, per un certo numero di posti che è stato calibrato o, per lo meno, di avere una certa garanzia di poter contare, se non si è ammessi oggi, nel concorso di domani!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 426
Astenuti 2
Maggioranza 214
Hanno votato
sì 197
Hanno votato
no 229).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 3.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 424
Astenuti 5
Maggioranza 213
Hanno votato
sì 21
Hanno votato
no 403).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 3.49, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 428
Astenuti 5
Maggioranza 215
Hanno votato
sì 13
Hanno votato
no 415).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, nel caso di specie stiamo parlando della possibilità di rivedere le paghe dei volontari, tenendo conto del fatto che in quei sette anni sarebbe forse il caso di rivedere anche le paghe dei militari di leva (Applausi del deputato Delmastro delle Vedove). Questi militari di leva, infatti, non possono percepire 5 mila-6 mila lire al giorno, mentre il volontario percepisce una cifra tra un milione e un milione e 200 mila lire al mese. A parte il fatto che svolgeranno lo stesso lavoro, specialmente quelli che sono volontari per dodici mesi rispetto a quelli di leva che hanno un periodo di ferma di dieci mesi, sarebbe opportuno prevedere una progressione nella revisione della paga del soldato di leva (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 426
Astenuti 2
Maggioranza 214
Hanno votato
sì 213
Hanno votato
no 213).

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente le chiedo di controllare le schede perché lei ha visto che nella precedente votazione siamo andati alla pari, ma tutti abbiamo visto che in numerosi settori della maggioranza si è votato doppio. La pregherei di non procedere ad ulteriori votazioni, di invalidare la votazione precedente e di effettuare il controllo delle schede.

PRESIDENTE. Invalidare non è possibile.

ELIO VITO. Sì, signor Presidente! Ci sono state chiare irregolarità!

PRESIDENTE. Invalidare non è possibile. Prego i deputati segretari di procedere al controllo delle schede (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
Onorevole Bono, il controllo delle schede è terminato?
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.30 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 396
Votanti 393
Astenuti 3
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 382
Hanno votato
no 11).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 397
Astenuti 4
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 18
Hanno votato
no 379).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.31 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 401
Astenuti 5
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 388
Hanno votato
no 13).

Presidente Spini, accetta l'invito a ritirare il suo emendamento 3.20?

VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, 3.32 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 399
Astenuti 15
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 398
Hanno votato
no 1).

Onorevole Giovanardi, accetta l'invito a ritirare i suoi emendamenti 3.16 e 3.18?

CARLO GIOVANARDI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Chiusoli, accetta l'invito a ritirare il suo emendamento 3.35?

FRANCO CHIUSOLI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Ascierto 3.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente ci sono due questioni. Come ben sappiamo la leva riguarda anche l'Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, la Polizia penitenziaria e i Vigili del fuoco. Riducendo man mano la leva e sostituendola con i professionisti dobbiamo pensare allo stesso modo per coloro i quali hanno questa parte all'interno delle loro istituzioni; non si deve dimenticare che vi sono ferme e rafferme anche all'interno dell'Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e di quella penitenziaria. Abbiamo visto che concederemo alcuni vantaggi ai militari che, dopo le ferme e le rafferme, potranno entrare o nei corpi di polizia o nell'ambito delle istituzioni civili: in questo modo diamo un vantaggio ai raffermati delle Forze armate, casomai facendoli entrare nell'Arma dei carabinieri, ed invece mandiamo a casa i carabinieri raffermati che abbiamo formato per circa 4 anni. Mi sembra un'incongruenza.
Si deve tener presente che nell'Arma dei carabinieri ci sono 12 mila ausiliari, che servono a svolgere servizi importanti di ordine pubblico e di sicurezza del cittadino: vogliamo ipotizzare di trasformarli in effettivi? Il mio emendamento 3.22 - vi invito alla riflessione - è importante: rischiamo di togliere dall'Arma dei carabinieri dei ragazzi che abbiamo già formato e di inserirne al loro posto altri provenienti dalle Forze armate,


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senza poter spiegare il motivo di questa transumanza da una parte all'altra, mentre dovremo spiegare al cittadino che pretende maggior controllo del territorio da parte delle forze di polizia perché troverà meno carabinieri alle stazioni, che sono già ridotte nei numeri.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, rinnovo ai presentatori l'invito a ritirare gli emendamenti Ascierto 3.22 e Gasparri 3.50 ed a voler invece presentare un ordine del giorno che impegni il Governo a mantenere al medesimo livello la capacità di risposta delle forze di polizia o degli altri corpi che oggi utilizzano gli ausiliari. Infatti, l'introduzione di una norma cogente comporterebbe diversi problemi di copertura di spesa e risulterebbe erroneamente improntata all'equiparazione uno ad uno degli ausiliari effettivi, che non sono evidentemente equiparabili. L'esigenza rappresentata mi sembra quella di mantenere la stessa capacità di efficienza ed un ordine del giorno finalizzato ad ottenere un impegno del genere sarebbe senz'altro accolto dal Governo.

MAURIZIO GASPARRI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, desidero intervenire perché il Governo ha risposto su una questione posta dal collega Ascierto, ma che è contenuta anche nell'emendamento che reca per prima la mia firma, il quale spiega in maniera più chiara il problema. Parliamo del pacchetto della sicurezza, del contrasto alla criminalità, del rafforzamento con vigili, carabinieri e poliziotti di quartiere, ma se non prevediamo - ed il Governo ha dato qualche indicazione in proposito - come sostituire nelle forze di polizia quei giovani che prestano il servizio di leva nei carabinieri, nella polizia e in altri corpi, abolendo la leva ci troviamo a ridurre gli organici di tali forze. Ecco perché abbiamo presentato due emendamenti che chiedevano l'impegno di sostituire, con volontari effettivi, questi ausiliari di leva che poi fanno i carabinieri ed i poliziotti alla pari di tutti gli altri carabinieri e poliziotti effettivi. Ce ne sono anche nella Guardia di finanza, nella polizia penitenziaria, nei vigili del fuoco e quant'altro.
Noi prendiamo atto di ciò che il Governo ha detto su un problema, cari colleghi, di grande importanza, perché, se poi questo ordine del giorno non trovasse accoglimento, avremmo una decurtazione, ad esempio, di 12 mila carabinieri. I carabinieri sono 110 mila; pertanto, per i carabinieri, che sono la forza che attinge di più alla risorsa degli ausiliari, la riduzione sarebbe del 10 per cento dell'organico. Poi è inutile approvare il pacchetto sicurezza, protestare e fare altre cose.
Il Governo dice che non si può fare la sostituzione in pari numero: su questo francamente ho qualche dubbio, perché l'ausiliario, rispetto all'effettivo, caro ministro, assicura l'ordine pubblico, va nelle stazioni dei carabinieri e fa il poliziotto. Probabilmente non farà parte del ROS o dello SCO della polizia, non farà attività ad alta specializzazione, ma l'impiego degli ausiliari è ampio e ordinario.
Tuttavia, siccome mi rendo conto che l'emendamento comporterebbe spese per il bilancio e intoppi di varia natura, fatto questo intervento, in risposta alla sua richiesta, ritiro il mio emendamento 3.50 e annuncio che presenteremo un ordine del giorno che impegni ad un'adeguata garanzia di sostituire con effettivi gli ausiliari che mancheranno.
Siccome il problema si porrà da qui a sei o sette anni, io le auguro ovviamente grandi successi nella sua attività politica, ma auguro anche a noi di averne di analoghi, prima o poi, e quindi di essere anche noi garanti dell'attuazione di questo ordine del giorno, considerato che


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i tempi di questa riforma, che saranno inevitabilmente consistenti, coinvolgeranno più Governi.
Il Governo attualmente in carica, purtroppo - come direbbe Amato -, è questo e, quindi, io prendo atto del suo impegno e annuncio la presentazione di un chiaro ordine del giorno che garantisca una sostituzione consistente e adeguata di questi ausiliari con effettivi. Poi, quando lo voteremo, mi auguro che il Parlamento, nella sua consapevolezza, darà un voto tale che l'impegno sia imperituro per tutti i Governi che verranno.

FILIPPO ASCIERTO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, ritiro anch'io il mio emendamento 3.22.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 3.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, questo comma è collegato al discorso fatto prima in relazione al passaggio da volontari a ferma triennale a volontari a ferma quinquennale. In sostanza, chiedevo di non perdere questi settemila uomini e chiedevo di arruolarne 2.531 per il triennio. Nel comma 2 il Governo accetta solo il reclutamento per un anno di questi 2.531; pertanto, da questo comma deriva che noi perderemo 3.500 volontari.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 227).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 3.14, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 411
Votanti 407
Astenuti 4
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 395
Hanno votato
no 12).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paissan 3.39, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 412
Astenuti 3
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 411
Hanno votato
no 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.33 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 407
Astenuti 2
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 407).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Tassone 3.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. L'emendamento di cui sono firmatario rende giustizia di alcune situazioni riguardanti i cittadini che si trovano all'estero. In tal senso si dovrebbe rivedere il decreto legislativo n. 504 del 30 dicembre 1997 cosicché i cittadini espatriati prima del compimento del ventiquattresimo anno di età possano rimpatriare dopo il compimento del venticinquesimo anno di età senza essere soggetti alla chiamata alle armi. È una previsione che soddisfa le richieste di numerosi nostri giovani connazionali costretti ad emigrare e che non possono farlo perché corrono il rischio di essere costretti alla leva e quindi di perdere eventuali occasioni di lavoro.
Questi sono i motivi per cui invito il relatore ed il Governo a modificare il parere espresso sul mio emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tassone 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 397
Astenuti 2
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 217).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 385
Astenuti 16
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 371
Hanno votato
no 14).

Avverto che sono stati ritirati gli articoli aggiuntivi Pistone 3.02 e 3.03, Ruffino 3.05 e Molinari 3.04.
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sui restanti articoli aggiuntivi.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli articoli aggiuntivi presentati.

PRESIDENTE. Il Governo?

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
Signor Presidente, se posso permettermi, suggerirei, una volta esaurita la votazione degli articoli aggiuntivi all'articolo 3, di sospendere l'esame di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Rizzi 3.06.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Il gruppo della Lega nord Padania tiene particolarmente a questo articolo aggiuntivo concernente le preferenze nell'assegnazione di personale alle truppe alpine che così recita: «Al fine di preservare l'identità ed il radicamento territoriale delle truppe alpine, nell'assegnazione


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del personale al Comando truppe alpine una priorità è accordata a coloro che risiedono da almeno cinque anni nei comuni montani delle regioni dell'arco alpino. Il regime di preferenza riguarda i militari di ogni ordine e grado».
Non capisco perché quando si parla di truppe alpine il Governo non voglia sentire ragioni, come abbiamo potuto constatare quando sono stati respinti gli emendamenti del collega Giovanardi riguardanti questo stesso argomento.

PRESIDENTE. Colleghi, concluse le votazioni sugli articoli aggiuntivi all'articolo 3 del disegno di legge in esame, avremmo all'ordine del giorno un provvedimento sui titolari di pensione di guerra per il quale sono previste soltanto tre votazioni. L'onorevole Vito ha assicurato che il suo gruppo è disposto a procedere. Si tratta, lo ricordo, di materia di invalidi di guerra.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ruffino. Ne ha facoltà.

ELVIO RUFFINO. Signor Presidente, chiedo la sua comprensione in quanto parlerò sugli articoli aggiuntivi in esame, ma farò riferimento anche ad altri argomenti contemplati dall'articolo 3 e dagli articoli aggiuntivi da noi ritirati. Nell'articolo 3 e negli articoli aggiuntivi sono state poste due questioni di fondo. La prima attiene alla sostituzione adeguata degli ausiliari, su cui ha giustamente richiamato l'attenzione il collega Gasparri. Abbiamo già predisposto, insieme ad altri colleghi, alcuni ordini del giorno in materia ed il ministro ha assunto un impegno al riguardo. Ne prendiamo atto, ma vogliamo ricordare che tale questione è particolarmente importante e ci auguriamo sia risolta in altri provvedimenti legislativi. Non era possibile ragionare in termini corretti di una copertura finanziaria, pertanto, affronteremo la questione con alcuni ordini del giorno, ma contiamo su un impegno - come dire - non formale del Governo, come il ministro ha assicurato.
Vi è una seconda questione da noi posta con gli articoli aggiuntivi ritirati. In essi era presente una parvenza di copertura finanziaria che, però, non è stato possibile verificare attentamente. Pertanto, tenendo conto del parere contrario della Commissione bilancio, abbiamo preferito ritirare gli articoli aggiuntivi. In ogni caso, abbiamo posto la questione dell'adeguamento dei trattamenti per i soldati di leva: si tratta di trattamenti non più ragionevoli nel mondo di oggi e che costringono quei giovani a pesare sulle proprie famiglie. Spesso, infatti, i militari di leva, nonostante le previsioni legislative, sono costretti a svolgere il servizio di leva molto lontano da casa, con significativi oneri finanziari. Pertanto, noi democratici di sinistra, insieme ai colleghi dei gruppi comunista e dei popolari, nonché allo stesso relatore, abbiamo posto l'attenzione su tale problema.
Signor Presidente, abbiamo ritenuto di non complicare l'iter del provvedimento dal punto di vista della copertura finanziaria (su cui la Commissione bilancio si è espressa sfavorevolmente), ma vorremmo che la questione fosse affrontata dal Governo, ad esempio, nell'ambito della prossima legge finanziaria e, quindi, a breve termine. Ci rendiamo conto, infatti, che ci saranno problemi con il Ministero del tesoro, nonché problemi di compatibilità; in ogni caso, si tratta di una questione molto seria che la maggioranza (in modo praticamente unitario) pone al Governo affinché se ne faccia carico.
Ringrazio il Presidente per avermi concesso la parola, anche se sono andato un po' al di là del contenuto dell'articolo aggiuntivo in discussione.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Signor Presidente, voglio rendere testimonianza, unendo il mio invito al Governo affinché si faccia carico delle questioni sollevate dall'onorevole Ruffino e di cui hanno parlato, in precedenza, altri colleghi, per assicurare il mantenimento


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dell'operatività dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia di Stato: appare assai iniquo che un soggetto che chiede di svolgere il servizio volontario per dodici mesi percepisca un certo stipendio, mentre un soggetto che permane nel servizio di leva per dieci mesi, non abbia nemmeno una parte di quello stipendio.
Si tratta di un problema, emerso in Commissione, che deve essere affrontato decisamente dal Governo, con il quale la Commissione ha avuto un confronto. L'esecutivo ha avanzato problemi di bilancio, dei quali i presentatori degli emendamenti si sono fatti carico. Tuttavia, è giusto che rimanga agli atti del Parlamento che la Commissione, nel suo insieme, era favorevole ad un certo tipo di soluzione e che soltanto la presa di posizione del Governo, relativa ai problemi di bilancio, nonché il pericolo di un eventuale blocco del provvedimento hanno - diciamo così - costretto i presentatori degli articoli aggiuntivi a ritirarli ed a trasfonderne il contenuto in alcuni ordini del giorno.
Signor Presidente, vorremmo, dunque, che il Governo ci rassicuri che gli impegni contenuti negli ordini del giorno siano affrontati sin dalla prossima legge finanziaria.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, ringrazio i colleghi che hanno ritirato gli articoli aggiuntivi, assecondando l'invito formulato dal Governo in Commissione e vorrei confermare ulteriormente l'impegno del Governo ad accogliere ordini del giorno (peraltro, mi sembra, già presentati o in corso di presentazione) che lo impegneranno ad affrontare adeguatamente questo argomento. Il Governo ne riconosce il fondamento, tuttavia non era possibile affrontarlo in questa sede, sia perché si sarebbe bloccato il percorso del provvedimento, nella ricerca di ulteriori fonti di copertura, sia perché in questo momento non si può ancora trattare compiutamente il tema in oggetto. Il Governo si riserva quindi di affrontarlo con serenità, riconoscendo le ragioni che hanno spinto prima alla presentazione degli articoli aggiuntivi e poi a quella degli ordini del giorno.

GABRIELLA PISTONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, prendo atto delle parole del ministro, perché l'articolo aggiuntivo 3.02, a mia firma - ma che rappresentava la posizione del mio gruppo -, aveva esattamente l'intendimento che è stato poc'anzi ricordato. Tale intendimento è stato manifestato con molta tenacia da parte mia: il sottosegretario Rivera sorride perché sa quanto impegno ho profuso in Commissione difesa per l'approvazione di questo sacrosanto principio. Ho quindi ritirato l'articolo aggiuntivo solamente per senso di responsabilità, perché capisco che quando si ha a che fare con i bilanci e con le somme stanziate non sempre la forza della ragione può prevalere su quella dei conti ragionieristici. Ho quindi seguito questa considerazione, ma non intendo certamente rinunciare all'affermazione del principio che stava alla base della mia proposta, perché ritengo necessario che i militari in servizio di leva obbligatoria abbiano una retribuzione decorosa, il che non significa che debbano arricchirsi. Nel mio articolo aggiuntivo proponevo, infatti, un aumento di 350 mila lire mensili, che andavano ad aggiungersi alle 150 mila attualmente percepite: un totale, quindi, di 500 mila lire mensili, mentre sappiamo perfettamente che alle famiglie questi militari costano molto di più. Sappiamo che questi giovani costano oltre 7-8 milioni, sommando ciò che le famiglie fanno pervenire loro in caserma. La cosa, ripeto, è ampiamente nota. Non credo, quindi, che i nostri


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militari in servizio di leva obbligatoria nei prossimi sette anni, in cui tale servizio è ancora previsto, debbano essere ancora penalizzati.
Anch'io ho presentato un ordine del giorno su questo tema, sottoscritto anche dai colleghi Ruffino e Molinari: forse ci sarà un vero e proprio affollamento di ordini del giorno, ma il ministro capirà che l'intendimento è quello di sottolineare questa esigenza, già ampiamente manifestata in Commissione difesa.
Non ho ritirato l'articolo aggiuntivo 3.01 quindi, con il permesso del Presidente, sottraggo ancora qualche minuto ai colleghi - d'altronde, noi abbiamo parlato pochissimo - per spiegarne anticipatamente il significato. Sostanzialmente, tale articolo aggiuntivo prevede la possibilità di prolungare, a domanda dell'interessato - che deve essere presentata entro 40 giorni dalla data di incorporazione -, la durata della leva obbligatoria, fissata in dieci mesi, commutandola in ferma annuale.
La ritengo una questione sacrosanta, perché non è detto che un ragazzo sappia fin dall'inizio cosa voglia fare da grande, come si suol dire. Infatti, una volta entrato nel mondo militare, può anche decidere di continuare questa avventura ed io credo che gli vada data questa opportunità.
Anche in questo caso mi è stato risposto che il problema riguarda, in parte, la copertura finanziaria, perché bisogna considerare l'aspetto del numero programmato - anche se io ritengo che la questione possa essere risolta all'interno di tale numero - e, in parte, quello dell'addestramento. Infatti, i militari della leva obbligatoria effettuano un addestramento diverso dagli altri, ma credo che, se anche ciò fosse vero...

PRESIDENTE. Onorevole Pistone, nei limiti del possibile...

GABRIELLA PISTONE. Concludo, signor Presidente.
Mi chiedo se sia possibile rivedere questa posizione, perché dare la possibilità a questi giovani di proseguire la loro esperienza militare potrebbe giovare al sistema militare italiano, in quanto tra questi ragazzi potrebbero esserci elementi validi. Non credo che iniziare un nuovo tipo di addestramento di 15, 20 o 30 giorni possa costituire un pesante onere finanziario.
So bene che sul mio articolo aggiuntivo 3.01 la Commissione ha espresso parere negativo, ma vorrei comunque sottoporre la questione all'attenzione sia del ministro sia dell'Assemblea.

PIETRO GIANNATTASIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, vorrei svolgere alcune considerazioni sulle proposte avanzate dall'onorevole Pistone.
Per quanto riguarda l'ultima questione da lei prospettata, avendo avuto esperienza di addestramento nei primi 40 giorni, non posso accettare quanto affermato dallo stato maggiore, vale a dire che l'addestramento è talmente diverso per cui il giovane che accetta la vita militare non può aspirare a fare il volontario per un anno: siamo fatti di coccio o abbiamo un po' di apertura mentale? Per questo motivo propongo di dare questa possibilità ai giovani, anche nel quadro della difficile ricerca dei volontari.
Devo svolgere, invece, una considerazione di carattere politico riguardo a quanto è stato approvato dalla maggioranza. Mi sembra strano dover far io il sindacalista dei militari. Signori miei, voi della sinistra avete sempre difeso i diritti di coloro che non hanno nulla e di fronte all'aumento della paga dei soldati vi opponete: che razza di sinistra siete?

CESARE RIZZI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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CESARE RIZZI. Signor Presidente, vorrei sapere di cosa stiamo discutendo. Fino ad un quarto d'ora fa, stavamo esaminando il mio articolo aggiuntivo 3.06, sul quale la Commissione ha espresso il parere. Dopo il mio intervento sono intervenuti altri sei o sette colleghi che hanno parlato di tutt'altra cosa: mi spieghi lei cosa sta accadendo.

PRESIDENTE. Onorevole Rizzi, le chiedo scusa, ma una più attenta lettura del regolamento la indurrebbe a ritenere che gli articoli aggiuntivi si discutono insieme. In questo caso alcuni articoli aggiuntivi sono stati mantenuti, mentre altri sono stati ritirati: oltre al suo ne sono stati mantenuti altri due. È stato inoltre spiegato il motivo per cui gli altri articoli aggiuntivi sono stati ritirati.

VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Signor Presidente, signor ministro, colleghi, devo dire di condividere gli scopi che si prefigge di raggiungere l'onorevole Pistone con l'articolo aggiuntivo 3.01; prendo comunque atto delle difficoltà tecniche che il Governo ha evidenziato.
Mi domando se non sia il caso di accantonare l'articolo aggiuntivo Pistone 3.01 per verificare se vi sia la possibilità da parte del Governo di arrivare ad una formulazione del testo che lo renda accettabile.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Non avrei difficoltà ad accettare l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo, che è stato appena chiesto dal presidente della Commissione difesa, anche se la mia intenzione è di chiedere all'onorevole Pistone di ritirare l'articolo aggiuntivo stesso in base alla seguente motivazione. Credo che tra i criteri della delega non sia escluso quello di poter intervenire con i decreti consentendo tale possibilità. Vorrei evitare che un voto contrario precluda l'inserimento nelle norme delegate di questa possibilità.
In ogni caso, se la Commissione ne chiede l'accantonamento, non ho difficoltà ad accettarlo. La soluzione che ho appena suggerito però non credo sia incompatibile con i criteri della delega e pertanto la soluzione del problema potrebbe essere rinviata ai decreti delegati.
Infine vorrei dire garbatamente all'onorevole Giannattasio che non è vero che i soldati di leva svolgono gli stessi compiti di quelli volontari; non vanno in missione all'estero, mentre i soldati volontari (anche quelli per un anno) lo fanno. Quindi i compiti sono differenziati. Ciò non toglie che vi è un problema rilevante che è stato posto e che il Governo si impegna formalmente ad affrontare nella fase degli ordini del giorno.

PIETRO GIANNATTASIO. Non ho parlato di compiti ma dei primi quaranta giorni di addestramento!

PRESIDENTE. Onorevole Giannattasio, mi pare che le proposte siano due. La prima è quella di ritirare l'articolo aggiuntivo Pistone 3.01 per lasciare aperto lo spazio ad un ordine del giorno che consenta di inserire il provvedimento di cui si è parlato in sede di delega.
La seconda proposta è quella di accantonare l'articolo aggiuntivo. Poiché mi pare di aver capito che l'adesione può essere tanto all'una che all'altra tesi, lascio a lei, onorevole Pistone, la scelta.

GABRIELLA PISTONE. Prendo atto di quanto ha detto il ministro Mattarella. Non vorrei certo che un voto contrario su questo mio articolo aggiuntivo precludesse la possibilità di inserire nella delega il provvedimento di cui stiamo parlando. Posso anche non insistere per la votazione del mio articolo aggiuntivo, ma vorrei che mi venisse detto più chiaramente che nella delega verrà inserita tale possibilità. Se a tale


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riguardo vi è un impegno preciso è un conto, se invece non è così, è chiaro che allora sarebbe opportuno non ritirare l'articolo aggiuntivo ma accantonarlo al fine di vedere come sia possibile risolvere il problema nell'ambito della normativa in esame.
Mi fido delle parole del ministro; ma è ovvio che non si tratta solo di parole, perché i tempi sono quelli che sono e sappiamo che l'iter non sarà brevissimo. Chiedo quindi l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. L'articolo aggiuntivo Pistone 3.01 è pertanto accantonato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Rizzi 3.06, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 334
Votanti 306
Astenuti 28
Maggioranza 154
Hanno votato
sì 95
Hanno votato
no 211).

PIETRO GIANNATTASIO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, desidero segnalarle che il dispositivo elettronico della mia postazione di voto non ha funzionato.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Rizzi 3.07, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 340
Votanti 331
Astenuti 9
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 127
Hanno votato
no 204).

Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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