Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 739 del 13/6/2000
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...

La seduta, sospesa alle 15,25, è ripresa alle 15,45.

Si riprende la discussione del disegno di legge n. 6433 e delle abbinate proposte di legge.

(Ripresa esame articolo 1 - A.C. 6433)

PRESIDENTE. Dobbiamo procedere al voto sul primo emendamento. Nessuno chiede di intervenire?

RAMON MANTOVANI. Presidente...!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Nardini, non l'avevo vista (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, è d'obbligo intervenire su questo nostro primo emendamento perché contiene il principio ispiratore della nostra proposta di legge che purtroppo non ha minimamente concorso alla formazione del testo attualmente posto all'esame dell'Assemblea.
Anche in questo caso, di fronte alla necessità di procedere alla riforma del servizio di leva inteso nel senso più ampio del termine, cioè considerando anche la componente civile nella difesa del paese, si è risposto nella maniera più sbagliata perché si è seguita una scorciatoia senza soffermarsi ad esaminare le cause vere dei problemi insiti nella leva e della separazione esistente fra il mondo militare e civile, che tanto malessere produce all'interno delle Forze armate. A tutto ciò la risposta che si dà è quella di un esercito professionista, al quale siamo nettamente contrari innanzitutto perché riteniamo che con questa riforma si violi la Costituzione. La difesa del paese deve essere svolta dalla collettività, deve avere un carattere popolare e democratico mentre un esercito di professionisti allontana dallo spirito democratico e non risponde alla necessità di aprire le Forze armate alle istanze della società. Esse rimarranno sempre più chiuse ed il paese non avrà fatto alcun passo in avanti sulla strada della riforma della leva, se non nello spirito di subalternità totale ai Diktat della NATO. Questa è un'altra tessera di quel modello di difesa che viene da lontano e che noi non condivideremo mai (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Nardini 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 431
Astenuti 5
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 90
Hanno votato
no 341).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giannattasio 1.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, vorrei ritornare alla genesi del disegno di legge in esame: esso mira a trasformare l'attuale sistema di coscrizione obbligatoria in un servizio volontario. Tuttavia, non si abolisce la coscrizione obbligatoria; essa viene solamente sospesa. Pertanto, poiché si invoca sempre la chiarezza dei testi delle leggi e si chiede che esse indichino chiaramente lo scopo che vogliono perseguire fin dalla prima formulazione, mi sono permesso di presentare una proposta emendativa all'articolo 1, in base alla quale si afferma che la coscrizione obbligatoria è sospesa. La realtà del disegno di legge in esame è, in effetti, proprio questa.
In secondo luogo, vorrei far notare al Governo un errore piuttosto marchiano contenuto nella relazione, laddove si parla di abolire la leva, mai impiegata in missioni all'estero. Ministro Mattarella, a Beirut erano tutti soldati di leva: mi chiedo allora come si possa affermare che l'esercito di leva non è stato mai impiegato all'estero!

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Non più.

PIETRO GIANNATTASIO. Se non altro, consultate gli uffici storici e gli stati maggiori, ma non si può disconoscere l'opera compiuta dai soldati di leva in Libano. Quell'affermazione è completamente sbagliata.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Oggi non più.

PIETRO GIANNATTASIO. Vorrei riferirmi, inoltre, al comma dell'articolo 1 in cui si afferma che le Forze armate possono intervenire, a tutela della pace e della sicurezza, in conformità alle regole del diritto internazionale ed alle determinazioni delle organizzazioni internazionali della quale l'Italia fa parte: si tratta di un compito in più rispetto al passato. Nella mia proposta emendativa è contenuto lo stesso principio; tuttavia, apprendo che la Commissione bilancio si oppone al mio emendamento 1.5, in quanto comporterebbe oneri di spesa non giustificati. Allora, per la stessa ragione, la Commissione bilancio dovrebbe opporsi anche alla formulazione del comma 4 dell'articolo 1, nel testo della Commissione, che dispone: «le Forze armate hanno altresì il compito di operare al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, in conformità alle regole del diritto internazionale ed alle determinazioni delle organizzazioni internazionali delle quali l'Italia fa parte». Anche questa disposizione, infatti, comporta un onere aggiuntivo non giustificato. Il giudizio della Commissione bilancio, allora, dovrebbe valere anche per quella disposizione, formulata sulla base di una proposta emendativa del Governo. Il giudizio della Commissione bilancio non dovrebbe valere solo per il mio emendamento 1.5.
Signor Presidente, vorrei che mi fosse spiegato per quale motivo non si enuncia nell'articolato, come primo punto, che la legge ha il solo scopo di sospendere la coscrizione obbligatoria; a conferma di ciò è stabilito che il servizio di leva potrà, eventualmente, essere istituito di nuovo; quindi si tratta di una sospensione e non di una abolizione dell'obbligo di leva!


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Inoltre, all'articolo 1, per le Forze armate è previsto un compito ripreso da una proposta emendativa del Governo; lo stesso compito è previsto nel mio emendamento 1.5, tuttavia la Commissione bilancio ha affermato che esso non ha copertura finanziaria. Lo stesso parere, però, non viene espresso quando la proposta è del Governo. Mi si spieghino i motivi di ciò.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, sono favorevole all'emendamento Giannattasio 1.5. In questi giorni, in Commissione difesa, stiamo studiando come portare a termine l'iter di un disegno di legge riguardante l'impiego delle Forze armate all'estero. Non possiamo consentire che si adottino provvedimenti estemporanei in modo improvviso, a seconda delle emergenze.
Dobbiamo prevedere all'interno dell'apparato della Difesa la possibilità che tutto ciò avvenga, anche in relazione agli aspetti legati alle alleanze europee e con gli altri paesi della NATO. Non è accettabile, pertanto, quanto affermato dalla Commissione bilancio, ossia che l'emendamento comporterebbe oneri non giustificati: altrimenti, come si potrà realizzare il progetto di legge che è attualmente in elaborazione alla Camera? Mi sembra ovvio che, qualora dovesse essere bocciato il testo dell'articolo 1 proposto con l'emendamento del collega Giannattasio, quantomeno dovrebbe essere aggiunto il secondo comma di tale emendamento al testo del provvedimento. Rivolgo un appello in tal senso al Governo ed alla Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Ascierto, lei intende con ciò formulare una richiesta di votazione per parti separate?

FILIPPO ASCIERTO. No, signor Presidente, la mia ipotesi è subordinata all'eventuale reiezione dell'emendamento Giannattasio 1.5.

PRESIDENTE. No, l'emendamento può essere votato nel suo complesso oppure per parti separate, non esiste un'altra ipotesi.

FILIPPO ASCIERTO. Allora, Presidente, penso che l'onorevole Giannattasio voglia che sia votato nella sua completezza.

PRESIDENTE. Sta bene.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Al collega, che pur di condividere una posizione contraria alla maggioranza sottoscrive qualunque cosa, vorrei far notare che nel comma 2 dell'articolo 1 proposto con l'emendamento dell'onorevole Giannattasio si prevede che le Forze armate «possono operare, previa delibera delle Camere, anche all'estero». Ebbene, la delibera è uno degli atti interna corporis, quindi disciplina cose interne alla Camera, che invece all'esterno interviene con legge. La delibera, quindi, non è uno strumento sufficiente per poter disporre missioni all'estero. Credo che questo chiuda la questione.

PIETRO GIANNATTASIO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, se la questione è solamente formale e si limita alla distinzione tra «delibera» e «legge», nulla vieta che il termine possa essere cambiato: non dimentichiamo, però, che ogni qualvolta sono stati impiegati all'estero l'esercito italiano, la marina o l'aeronautica la decisione è stata presa dal Parlamento e quello indicato è un compito che si aggiunge a tutti quelli che vengono elencati di nuovo in questa legge, diciamo pure fuori posto. Tutto l'elenco dei compiti


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delle Forze armate è contenuto infatti nell'articolo 1 della legge sui principi della disciplina militare. Quella è una legge ordinamentale, mentre questa modifica solamente il servizio militare, che non è più obbligatorio, ma diventa parzialmente professionale ed in caso di necessità potrebbe tornare obbligatorio.
Io non sono laureato in giurisprudenza, ma mi sembra che l'emendamento risponda ai principi della chiarezza della legislazione. Il primo comma chiarisce subito lo scopo della legge, che è quello di sospendere la coscrizione obbligatoria. L'unica variazione che viene inserita rispetto alla normativa sui principi è il riferimento all'impiego all'estero. Adesso mi viene obiettata la differenza tra legge e deliberazione: signori miei, io sono pronto a sostituire quel termine, però la sostanza è la stessa, non credo che la Commissione bilancio possa affermare che per una «deliberazione» non ci sono i fondi, mentre il problema non sussiste per una «legge».

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Vorrei ricordare che la legge ha la possibilità di prevedere stanziamenti e fondi.

PRESIDENTE. Va bene, mi sembra che la questione sia stata chiarita a sufficienza.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giannattasio 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 439
Astenuti 2
Maggioranza 220
Hanno votato
sì 206
Hanno votato
no 233).

Ricordo che l'emendamento Paissan 1.6 (Nuova formulazione) è del seguente tenore: «Sostituire il comma 2 con il seguente: L'ordinamento e l'attività delle Forze armate sono conformi agli articoli 11 e 52 della Costituzione e alla legge».
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paissan 1.6 (Nuova formulazione), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 313
Astenuti 133
Maggioranza 157
Hanno votato
sì 308
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Nardini 1.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, l'emendamento amplia e precisa la formulazione asettica proposta dalla Commissione: «Compito prioritario delle Forze armate è la difesa dello Stato». A nostro avviso, sarebbe meglio attribuire alle Forze armate il compito prioritario della difesa dei valori democratici condivisi, quali l'unità, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità della Repubblica, la difesa dei poteri costituzionali, la protezione della vita e l'incolumità dei cittadini. In questo modo, il comma ci sembra molto più chiaro.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 435
Astenuti 7
Maggioranza 218
Hanno votato
sì 25
Hanno votato
no 410).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Paissan 1.7.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Signor Presidente, vorrei modificare il parere espresso dalla Commissione su questo emendamento ed invitare l'onorevole Paissan a ritirarlo.

PRESIDENTE. Onorevole Paissan?

MAURO PAISSAN. Signor Presidente, accedo alla proposta formulata dal relatore, ma vorrei spiegarne i motivi.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO PAISSAN. Con questo emendamento facciamo riferimento ai volontari del servizio civile nazionale che vengono chiamati a partecipare, insieme alle Forze armate, ad azioni di pace e di sicurezza internazionale. Questo è già previsto dal disegno di legge attualmente in discussione al Senato concernente l'istituzione del nuovo servizio civile nazionale, in sostituzione degli attuali obiettori di coscienza.
Per noi era importante sottolineare il ruolo svolto dal volontariato anche nelle azioni a livello internazionale, ma mi rendo conto che forse è ancora prematuro. Pertanto, ritiro il mio emendamento 1.7.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo alla votazione dell'emendamento Nardini 1.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, uno dei nodi del nuovo modello di difesa è rappresentato dall'impiego all'estero e spesso fuori area delle Forze armate. Vogliamo ribadire, senza equivoci, che questo impegno può concretizzarsi solamente nell'alveo del ripudio della guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali e nello spirito della Carta delle Nazioni Unite, ovvero dell'unico organismo internazionale rappresentativo della comunità umana, che impone a se stessa e ai paesi membri il divieto della guerra quale paradigma centrale del diritto internazionale (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Anche in questo caso vorrei modificare il parere espresso dalla Commissione ed invitare l'onorevole Nardini a ritirare il suo emendamento 1.10, perché il comma 2 dell'articolo 1, appena approvato, stabilisce che l'ordinamento delle Forze armate deve garantire il rispetto dei principi di cui agli articoli 11 e 52 della Costituzione. La formulazione proposta con l'emendamento Nardini 1.10, che non avremmo difficoltà ad accettare, lascerebbe pensare che la nostra Costituzione abbia bisogno della Carta dell'ONU per essere integrata. L'articolo 1 che si propone all'Assemblea di approvare prevede già il principio stabilito dall'emendamento Nardini 1.10. Invito, pertanto, l'onorevole Nardini a ritirare il suo emendamento 1.10.

PRESIDENTE. Onorevole Nardini?


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MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, non è possibile ritirarlo, perché, considerando quanto avvenuto con la guerra nel Kosovo, il principio contenuto in questo emendamento non ci sembra assolutamente ripetitivo. Infatti, in quell'occasione sono stati violati sia l'articolo 11 della Costituzione sia la Carta dell'ONU: per questo tale principio deve essere ribadito ed entrare in maniera sostanziale all'interno di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 443
Astenuti 6
Maggioranza 222
Hanno votato
sì 32
Hanno votato
no 411).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.11.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, anche se in conformità alle norme del diritto nazionale, con questo emendamento si intende precisare, senza alcun equivoco, che l'impiego delle Forze armate all'estero diventa illecito in caso di atti di aggressione nei confronti di paesi sovrani o in caso di partecipazione a bombardamenti indiscriminati che, come nel caso dell'Iraq e della guerra contro la Jugoslavia, hanno mietuto vittime tra la popolazione civile. Si chiede cioè di non ricorrere a strumenti di morte che causano i tristemente noti effetti collaterali, anche perché il confine tra l'effetto collaterale e l'effetto deliberato è assai labile e si presta ad interpretazioni di comodo. Se le nostre, come dichiarato, sono veramente forze armate di pace non possono aggredire né bombardare indiscriminatamente obiettivi civili (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasparri. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Onorevoli colleghi, sono contrario a questo emendamento e voglio rilevare, pur riconoscendo la legittimità delle affermazioni fatte dalla collega Nardini, che c'è una notevole ipocrisia. Se si approvasse questo emendamento dovremmo dire che le Forze armate sono sì armate ma non possono utilizzare, anche con la forza impiegata a fini di pace, i loro armamenti. Credo che questo sia uno dei punti fondamentali da chiarire. Questa legge viene fatta per riqualificare l'uso della forza a fini certamente di pace e non per aggredire indiscriminatamente i civili, anche se, come è accaduto nei bombardamenti fatti nel corso della guerra scaturita dall'aggressione al Kosovo, nessuno ha la certezza di evitare totalmente il verificarsi di situazioni tragiche.
La collega Nardini porta avanti con coerenza un'ideale tipico della sinistra, ma purtroppo la storia di questi anni ha dimostrato che la forza legalmente utilizzata nel quadro dell'ONU e delle alleanze internazionali è servita per bloccare aggressioni nei confronti di minoranze etniche, di popoli e paesi. Quindi siamo contrari a questo emendamento ma, nello stesso tempo, facciamo anche presente che questa legge ci consente una volta di più di rilevare il realismo delle posizioni della destra che, senza invocare la guerra, ed anzi considerandola una tragica eventualità e comunque da evitare, ritiene che le Forze armate, la difesa e a volte l'uso della forza nel quadro internazionale al fine di difendere delle popolazioni, costituiscano


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un dato di realtà. Ci sono voluti venti anni, ma lo diremo più avanti, per far capire ad una sinistra retrograda che bisognava abolire la leva e realizzare forze armate professionali per avere strumenti efficaci. Ci avete messo venti anni ma siete riusciti ad arrivarci anche voi (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Vorrei intanto far presente che stiamo discutendo sull'abolizione della leva e sulla formazione di un esercito professionista che immaginiamo possa rispondere agli obiettivi della comunità internazionale e non ad obiettivi di guerra.
Ciò detto, in ordine all'emendamento in esame vorrei dire alla collega Nardini che non deve pensare che gli emendamenti presentati dalla sua parte politica siano stati sottovalutati o ignorati dalla maggioranza, che li ha invece esaminati con attenzione.
Chiediamo ai presentatori di ritirare questo emendamento anche perché l'articolo 11 della Costituzione (cui si richiamava il precedente emendamento Nardini 1.10, che è già stato votato), che dichiara che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, e la normativa delle Nazioni Unite che impedisce le aggressioni nei confronti delle popolazioni civili, rendono inutile, superfluo o comunque pleonastico questo emendamento.
Questa legge viene fatta proprio per evitare cose del genere. Nessuno immagina di poter deliberatamente (il testo contiene il termine «deliberatamente») compiere atti che pregiudichino l'incolumità delle popolazioni civili. Per tale motivo, invito nuovamente i presentatori a ritirare l'emendamento Nardini 1.11.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, in dissenso dal proprio gruppo, l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Ciò che ha detto adesso il collega è superato abbondantemente dai fatti. Le ultime vicende hanno dimostrato che l'Italia non interviene sulla base di trattati internazionali ma sulla base di un inquietante principio umanitario che assume, a seconda dei casi, aspetti e contenuti diversi.
Credo che un emendamento con il quale si voglia sottolineare che le Forze armate non possono partecipare ad atti di aggressione non significhi che ci si voglia sottrarre ad un impegno internazionale, quando si tratti di difendere la libertà di un popolo, ma che si voglia impedire che, per motivi politici o per scopi di interesse economico, il nostro esercito possa essere utilizzato anche in casi di aggressione coperti sotto qualsivoglia giustificazione.
A me pare - e le vicende dei Balcani lo stanno dimostrando - che si sia trattato di una vera e propria aggressione, senza che l'Europa sia stata in grado di garantire un assetto ordinato dei Balcani né di porre termine alle persecuzioni razziali che stanno avvenendo anche in queste ore.
Credo che la Camera debba riflettere con più attenzione su queste norme che stiamo varando. La collega Nardini forse non gradirà questa mia valutazione, ma quando i capi di Governo europei pensano di criminalizzare un leader politico liberamente eletto dal popolo come Haider, ritenendo che una persona eletta con voto democratico non abbia diritto di governare un paese, quando sono approvate norme che non tengono conto della sovranità popolare e dell'autonomia di un popolo, andiamo incontro a situazioni simili a quelle della guerra nei Balcani, che si possono ripetere con grande pericolosità per la pace internazionale. Questi sono i motivi per i quali esprimerò voto favorevole su questo emendamento.

DOMENICO GRAMAZIO. Bravo!

VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che questi dibattiti sono giustamente seguiti dall'opinione pubblica, è bene che precisi che il testo proposto dalla Commissione ... (Commenti).
Ma è questo l'ordine che lei garantisce, Presidente?

PRESIDENTE. Per piacere, colleghi, l'onorevole presidente della Commissione sta parlando.
Onorevole Gramazio, per cortesia! Prego, presidente Spini.

VALDO SPINI, Presidente della IV Commissione. Poiché l'opinione pubblica ci ascolta, è bene che sia chiaro che il testo dell'articolo 1, così come la Commissione lo ha varato e così come lo raccomanderà all'approvazione dell'Assemblea, contiene un comma 4 che è limpidissimo: «Le Forze armate hanno altresì il compito di operare al fine della realizzazione della pace e della sicurezza, in conformità alle regole dei diritto internazionale e alle determinazioni delle organizzazioni internazionali delle quali l'Italia fa parte». Si tratta di termini generali che penso garantiscano efficacemente contro ogni abuso di queste iniziative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mantovani.
Onorevole Mantovani, intende parlare in dissenso dal suo gruppo?

RAMON MANTOVANI. Chiedo di parlare a titolo personale, Presidente, perché non esiste più l'intervento in dissenso, mi permetta di correggerla.

PRESIDENTE. Dispone di due minuti. Ne ha facoltà.

RAMON MANTOVANI. Vorrei ricordare all'onorevole Spini che non tutte le organizzazioni internazionali delle quali l'Italia fa parte sono autorizzate ad essere fonte di diritto internazionale e a prendere decisioni che riguardano paesi che non sono membri di tali organizzazioni. Con tutta evidenza faccio riferimento ad un'alleanza politico-militare, la NATO, che non è la comunità internazionale, non è un'istituzione sovranazionale e che, quindi, non dovrebbe avere la possibilità di decidere di intervenire impegnando truppe al di fuori dei propri confini, se non nel caso in cui fosse direttamente minacciata.
Stiamo, però, solo facendo dell'accademia perché, in realtà, dietro quanto è scritto nel vostro disegno di legge si intravede chiaramente la continuazione della violazione del diritto internazionale, che l'anno scorso è stata palese con l'aggressione nei confronti della Jugoslavia. Si prepara, altresì, una ristrutturazione dell'esercito coerente con l'obiettivo dei paesi ricchi del mondo di imporre il proprio tallone e la propria volontà su tutto il resto del pianeta.

PRESIDENTE. Onorevole Mantovani, per chiarezza, il regolamento all'articolo 85, comma 7, prevede solo il dissenso, poi nella prassi sono invalsi anche gli interventi a titolo personale.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 1.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 459
Votanti 455
Astenuti 4
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 19
Hanno votato
no 436).

I presentatori accolgono l'invito a ritirare l'emendamento Rizzi 1.9?


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CESARE RIZZI. Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Presidente, non ritiro l'emendamento 1.9 perché il comma 5 del disegno di legge recita «Le Forze armate concorrono alla salvaguardia delle libere istituzioni e svolgono compiti specifici (...)». Noi con l'emendamento precisiamo che esse concorrono alla protezione civile del territorio e - si noti bene - della popolazione nazionale - sono parole della Lega -, nonché, in presenza delle opportune deliberazioni del Governo e del Parlamento, allo svolgimento di interventi di protezione civile a beneficio di Stati esteri. Non capisco per quale motivo tutte le volte in cui con un emendamento si introducono delle precisazioni e si va a migliorare un articolo, si chiede di ritirarlo. Pertanto lo manteniamo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasparri. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Preannuncio il voto favorevole sull'emendamento Rizzi 1.9, anche apprezzando il fatto che in esso si parla di «popolazione nazionale», quindi di un impiego delle Forze armate che riguarda tutto il territorio (Applausi del deputato Armani) e che chiarisce anche uno spirito diverso con cui ci si confronta in Parlamento.

MARIO TASSONE. Siamo grati per la concessione!

NICOLA BONO. Rizzi, sei tutti noi!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rizzi 1.9 non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 455
Votanti 453
Astenuti 2
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 209
Hanno votato
no 244).

Onorevole Paissan, accoglie l'invito a ritirare il suo emendamento 1.8?

MAURO PAISSAN. No, Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO PAISSAN. Presidente, mi dispiace ma non ritiro l'emendamento 1.8 perché del comma 5 dell'articolo 1 non mi convince per nulla il richiamo a compiti specifici delle Forze armate, oltre che in circostanze di pubblica calamità, in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza, un'espressione troppo vaga e, da un certo punto di vista, perfino inquietante. Preferiremmo limitarci all'utilizzo delle Forze armate in casi di pubblica calamità. Per questi motivi, mantengo l'emendamento 1.8.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Vorrei chiarire che l'invito al collega Paissan a ritirare il suo emendamento 1.8 si motivava con il fatto che la formulazione di cui all'articolo 1, ossia «in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza», si riferisce a situazioni emergenziali che possono verificarsi. Basta pensare all'operazione «Vespri siciliani» o ad altre consimili per immaginare come


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sia possibile un utilizzo delle Forze armate in casi diversi o aggiuntivi a quelli delle pubbliche calamità.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paissan 1.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 455
Votanti 451
Astenuti 4
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 27
Hanno votato
no 424).

DARIO RIVOLTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori con riferimento a quelli che stiamo svolgendo, vero?

DARIO RIVOLTA. Sull'ordine dei lavori in generale.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Rivolta, ma non posso darle la parola. Dobbiamo terminare l'esame dell'articolo. Dopo la farò parlare; è il regolamento.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 453
Astenuti 3
Maggioranza 227
Hanno votato
sì 11
Hanno votato
no 442).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 454
Astenuti 6
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 16
Hanno votato
no 438).

Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giannattasio. Ne ha facoltà.

PIETRO GIANNATTASIO. Signor Presidente, siamo arrivati alla conclusione delle votazioni sugli emendamenti riferiti all'articolo 1. Dopo aver letto i diversi commi, con il comma 6 scopriamo che «le Forze armate sono organizzate su base obbligatoria e su base professionale»; di conseguenza, non abbiamo ancora capito bene cosa stabilisca questo provvedimento, perché dobbiamo passare all'articolo 2 per capire che la coscrizione obbligatoria è sospesa.
Ricordo, poi, che l'emendamento del Governo, che ci è stato trasmesso a febbraio in diciotto pagine, giustamente formulava soltanto in due commi il contenuto del provvedimento in esame.
Pongo ora all'attenzione dei colleghi l'ultimo comma dell'articolo 1, che abroga l'articolo 1 della legge concernente i principi della disciplina militare. Capisco perché siano stati estrapolati da lì i compiti delle Forze armate, ma rilevo che,


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per ragioni tecniche (quando, infatti, si approva un articolo che assorbe e varia il contenuto di un altro è ovvio che quest'ultimo «sparisce»), con un disegno di legge che intendeva soltanto sospendere la coscrizione obbligatoria, in realtà, si abroga l'articolo 1 della legge riguardante i principi militari. Si tratta di una semplice osservazione che lascio alla meditazione dei colleghi.
Annuncio, comunque, il nostro voto favorevole sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasparri. Ne ha facoltà.

MAURIZIO GASPARRI. Signor Presidente, intervengo per esprimere le stesse perplessità formulate dall'onorevole Giannattasio.
Ovviamente, noi siamo favorevoli al provvedimento in esame perché, come ricordavo in precedenza, da vent'anni sosteniamo l'orientamento in esso contenuto. Al riguardo, desidero ricordare che nel 1979 è stata presentata la prima proposta di legge in materia (primo firmatario l'onorevole Franco Franchi), sottoscritta dall'intero gruppo parlamentare della destra. Rilevo, tuttavia, che in questo come in altri passaggi il testo poteva essere molto più chiaro ed efficace, nel senso delle osservazioni che abbiamo formulato.
Annuncio, comunque, che esprimeremo un voto favorevole perché, per la prima volta dopo moltissimo tempo, si vota un articolo di un provvedimento che consente di avviare la trasformazione e la modernizzazione delle Forze armate, da tempo urgente. Ripeto quindi che, sulla base di tali motivazioni, voteremo a favore dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, intervengo per esprimere brevemente, come hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto, alcune perplessità sull'articolo 1.
Nel provvedimento è certamente presente una scelta di fondo, quella dell'abolizione (o quanto meno della sospensione) del servizio di leva; vi è, però, anche qualche venatura di illogicità e di irrazionalità con riferimento non soltanto ai commi evidenziati dai colleghi Giannattasio e Gasparri, ma all'intero impianto del provvedimento.
Non capirò mai perché si disponga l'abrogazione dell'articolo 1 della legge concernente i principi militari, e non perché sia affezionato ad un provvedimento che ho concorso a far approvare in quest'aula; ritengo che il comma 7 dell'articolo 1 ponga quesiti ed interrogativi molto forti. Per tale ragione, mi asterrò nella votazione su tale articolo; lo ripeto, lo faccio non perché sia profondamente contrario ad esso, ma perché rilevo l'esistenza di elementi di contraddittorietà.
Mi auguro che il prosieguo dell'esame del provvedimento possa fare molta più chiarezza e molta più luce su aspetti che, invece, sono in ombra, come abbiamo fatto rilevare nel corso dell'esame dell'articolo 1 e degli emendamenti ad esso presentati.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole relatore, lei sta esaurendo il tempo a sua disposizione.

DOMENICO ROMANO CARRATELLI, Relatore. Sarò brevissimo, Presidente.
Intervengo per rilevare che il comma 7 rappresenta un'esigenza, altrimenti non avremmo potuto prevedere quanto contenuto nei commi precedenti. Spero, poi, che l'onorevole Gasparri non faccia mai battaglie giuste per il paese perché, se ogni volta occorressero venti anni, il nostro paese resterebbe veramente indietro (Commenti del deputato Armani).

FILIPPO ASCIERTO. Governavi te!


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 471
Astenuti 6
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 447
Hanno votato
no 24).

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