Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 739 del 13/6/2000
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(Sostegno alle aziende vitivinicole piemontesi colpite dalla flavescenza dorata)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-05135 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 4).
Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali ha facoltà di rispondere.

ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, il Governo ha sostenuto e sta sostenendo un progetto di legge di iniziativa parlamentare volto a favorire la ripresa delle aziende colpite dalla flavescenza dorata nel 1999. Il progetto di legge è stato approvato dalla Commissione agricoltura del Senato in sede referente ed è stato trasmesso alla Presidenza per l'esame da parte dell'Assemblea.
Il provvedimento in oggetto mira al risanamento delle aree infette attraverso il risarcimento, entro il limite complessivo di 10 miliardi per ciascuno degli anni 2001 e 2002, dei costi di estirpazione degli impianti contagiati, di reimpianto o di rimpiazzo nel caso in cui solo un numero limitato di piante presenti i segni della malattia.
Per favorire la ripresa economica e produttiva delle aziende che nel 1999 hanno subito perdite di produzione, è prevista inoltre l'attivazione degli interventi del fondo di solidarietà nazionale, consistenti nell'erogazione di contributi in conto capitale e prestiti di soccorso secondo le procedure e le modalità stabilite dalla legge n. 185.
Per quanto concerne i risarcimenti alle strutture produttive finalizzati all'eradicazione dell'infezione, è prevista l'erogazione di contributi secondo modalità e parametri che dovranno essere stabiliti con decreto del ministro delle politiche agricole e forestali, sentite le regioni interessate. Allo scopo di garantire il raggiungimento dell'obiettivo di risanamento delle aree infette e di assicurare l'efficacia degli interventi, il progetto di legge pone specifici vincoli alle azioni di reimpianto e all'accesso al contributo. Non appena il provvedimento avrà ottenuto l'approvazione definitiva del Parlamento, si darà


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immediatamente corso al piano di intervento, d'intesa con le regioni interessate. Nel frattempo, il Ministero ha predisposto un provvedimento di lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata, ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 987. Il provvedimento, che è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei conti, rafforza l'autorità dei servizi fitosanitari regionali, permettendo loro di imporre, ove risulti necessario, l'eradicazione delle piante nei vigneti colpiti. Tale provvedimento tiene conto sia della necessità di verificare annualmente la presenza di flavescenza dorata e del suo vettore nel territorio nazionale, sia delle diverse condizioni epidemiologiche che si riscontrano nelle varie regioni, differenziando le misure fitosanitarie da applicare in rapporto all'esistenza di focolai, di aree considerabili di insediamento e di aree libere dal parassita.

PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, signor sottosegretario, le zone del Tortonese e dell'Ovadese sono state flagellate, come risulta dal monitoraggio effettuato dai tecnici della regione Piemonte, da questa terribile infezione della flavescenza dorata. Il senso più profondo dell'atto di sindacato ispettivo sottoposto dal sottoscritto all'attenzione del Ministero era esattamente antitetico rispetto alla risposta che ho ottenuto, che peraltro è esattamente quella che temevo mi sarebbe stata data.
Il progetto di legge al quale ha fatto cenno l'onorevole sottosegretario prevede l'assegnazione di una somma di 25 miliardi di lire, ma questo provvedimento non può purtroppo aiutarci a risolvere il problema sia per i tempi tecnici sia per l'inadeguatezza delle risorse messe a disposizione. Nella sola zona del Tortonese e dell'Ovadese si stima che i danni accusati dall'economia vitivinicola ammontino a circa 150 miliardi di lire, mentre il progetto di legge stanzia 25 miliardi di lire per le province di Alessandria, Asti, Pavia, Piacenza e Parma. Va da sé che il programmato intervento risulterà drammaticamente insufficiente e che, purtroppo, molte aziende vitivinicole subiranno gravi contraccolpi, tali, forse, da compromettere, almeno per una parte notevole di esse, la loro stessa esistenza.
In quest'aula tutti, senza eccezione alcuna, onorevole sottosegretario, ci ripetiamo, quasi ritualmente, che i tempi della politica e degli interventi della pubblica amministrazione debbono essere compatibili con quelli del mondo della produzione. A fronte di tali nobili, ma anche fin troppo facili, dichiarazioni di intenti corrisponde, invece, la lentezza esasperante e vanificante degli interventi medesimi.
Abbiamo appreso, grazie alla sua risposta, quali saranno i passaggi necessari tecnicamente per ottenere dal Parlamento l'approvazione di questo disegno di legge e quelli ulteriori, lenti e snervanti di tutta la fase regolamentare successiva. In altre parole, sembra che il Governo non si renda conto che queste aziende sono attualmente in crisi e che immaginare che tali contributi, aiuti o azioni di sostegno possano avere efficacia fra mesi, se non fra anni, significa certamente condannare a morte sicura le meno solide fra queste decine e decine di aziende vitivinicole che stanno subendo questo gravissimo danno.
Sotto questo profilo, ovviamente, è la tempistica che ci lascia perplessi. Si tratta di una tempistica pigra di uno Stato che non riesce ad essere adeguato, in termini europei, alle esigenze delle aziende, neppure nel momento in cui, di fronte a flagelli dovuti a madre natura, dovremmo trovare strumenti di intervento celeri, perché l'obiettivo non è tanto e soltanto quello della lotta ovvia alla flavescenza dorata, ma è anche quello della sopravvivenza delle aziende vitivinicole dell'Ovadese e del Tortonese che, in ragione della risposta fornitaci dall'onorevole sottosegretario, temo avranno vita breve. Da questo punto di vista non posso che dichiararmi insoddisfatto per la risposta ricevuta.

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