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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.
PRESIDENTE. Cominciamo con le interrogazioni Fei n. 3-04254 e Ascierto n. 3-04241 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 1).
GIOVANNI RIVERA, Sottosegretario di Stato per la difesa. Le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione a disporre il trasferimento del ventottesimo gruppo squadroni Aves Tucano presso l'aeroporto Fabbri di Viterbo e quindi ad abbandonare l'attuale sede presso l'aeroporto dell'Urbe di Roma sono di varia natura. In primo luogo, il provvedimento di trasferimento del reparto di volo si inquadra nel più ampio programma di riordinamento dei reparti dell'aviazione dell'esercito volto a conferire a tale componente adeguate capacità operative connesse alle nuove esigenze di impiego e a razionalizzare l'uso delle basi e dei velivoli disponibili affinché l'insieme risulti sostenibile sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista dell'alimentazione di personale. In tale ottica, il mantenimento del ventottesimo gruppo squadroni Aves Tucano su una base a se stante non risultava compatibile con le esigenze dell'amministrazione.
delle attività connesse con il volo e contrastava con le norme in vigore in materia di antinfortunistica.
PRESIDENTE. L'onorevole Fei ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-04254.
SANDRA FEI. Mi dispiace di dover dire al sottosegretario che sono parzialmente soddisfatta della sua risposta e ne spiego subito le motivazioni.
PRESIDENTE. Grazie a lei.
Queste interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario di Stato per la difesa ha facoltà di rispondere.
Dal punto di vista aeroportuale, la sede romana - contestualmente utilizzata anche dall'aviazione civile e da un nucleo stralcio dell'aeronautica militare - risultava sovraffollata e congestionata. Di conseguenza l'operatività del reparto dell'esercito ne risultava sensibilmente condizionata sia dalla mancanza di spazi sia da una situazione infrastrutturale precaria che incideva negativamente sulla sicurezza
Gli interventi volti al superamento di tale situazione sono stati spesso contrastati da Civilavia, in quanto ritenuti non in linea con i programmi di sviluppo dello scalo aeroportuale romano. A ciò va aggiunta la soppressione del citato nucleo stralcio dell'aeronautica militare che garantiva il sostegno logistico del reparto di volo dell'Aves.
Per contro, l'aeroporto Fabbri di Viterbo risultava e risulta idoneo ad ospitare il ventottesimo gruppo squadroni ed inoltre lo stesso è attualmente oggetto di un consistente programma di potenziamento infrastrutturale che prevede, tra l'altro, la realizzazione di una pista in asfalto e di un hangar per il ricovero degli aeroplani.
Per quanto attiene agli adempimenti amministrativi e alle procedure inventariali connesse con il trasferimento del reparto, si evidenzia che l'apposito nucleo stralcio del distaccamento amministrativo ventottesimo Tucano ha cessato l'attività.
Non risulta sia stato girato alcun filmato sulle infrastrutture in argomento, benché nulla escluda la possibilità di integrare la documentazione inventariale con filmati o servizi fotografici.
In merito alle strutture già utilizzate dal gruppo squadroni Aves presso l'aeroporto dell'Urbe, l'esercito ne ha disposto la restituzione all'aeronautica militare la quale ha già avviato uno studio per il loro reimpiego.
Non risultano invece iniziative di impiego dell'area in argomento che possano essere ricollegate ai lavori previsti per il Giubileo 2000.
Questo trasferimento è stato motivato con la giustificazione di procurare adeguate capacità operative e di razionalizzare anche dal punto di vista finanziario. Vorrei allora capire se dal punto di vista finanziario si è proceduto ad una vera e propria razionalizzazione, visto che il reparto è stato chiuso l'anno scorso, ma il personale continua a fare il «pendolino» tra Viterbo e Roma. Infatti, da quanto mi risulta, una parte dei velivoli Dornier è ancora a Ciampino e quindi gli equipaggi partono da Viterbo in elicottero, decollano da Ciampino con gli aerei e ritornano a Viterbo in elicottero. Non so quanto ciò possa rappresentare una razionalizzazione, soprattutto dal punto di vista finanziario.
Per quanto riguarda la destinazione, poiché il reparto è stato chiuso già da un anno, e ciò era stato previsto e anticipato da tempo, si risponde che è stato avviato uno studio per capire che cosa se ne farà. Forse bisognerebbe cominciare a pensare in modo più veloce proprio in funzione della utilità degli investimenti e delle proprietà dello Stato che, essendo pubbliche, si deve cercare di razionalizzare e di usare meglio.
Per questi motivi non sono completamente soddisfatta della risposta. Grazie.
Constato l'assenza dell'onorevole Ascierto, presentatore della interrogazione n. 3-04241: s'intende che abbia rinunciato alla replica.


