Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 737 del 9/6/2000
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(Aumento delle polizze assicurative per la responsabilità civile della circolazione dei motocicli)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Taradash n. 3-02816 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 3).
Il sottosegretario di Stato per l'industria, il commercio e l'artigianato e per il commercio con l'estero ha facoltà di rispondere.

CESARE DE PICCOLI, Sottosegretario di Stato per l'industria, il commercio e l'artigianato e per il commercio con l'estero. Signor Presidente, in risposta all'interrogazione dell'onorevole Taradash, per quanto concerne la preoccupazione presentata nel testo circa l'eventuale esistenza di ipotesi di cartello tra le imprese assicuratrici che potrebbe condizionare il corretto funzionamento del mercato, si segnala, inanzitutto, che è in corso da parte dell'autorità garante un'indagine istruttoria già avviata nello scorso mese di settembre diretta a conoscere se esistano o meno pratiche lesive della concorrenza.
La disponibilità degli elementi che emergono da tale indagine, la cui conclusione è prevista entro il 31 luglio, assume la massima importanza sia per il Governo sia per il Parlamento ai fini dell'avvio di eventuali iniziative dirette alla realizzazione di un mercato che funzioni in maniera corretta, efficiente e concorrenziale.
Per quanto concerne il problema tariffario, si rileva, in primo luogo, che gli aumenti tariffari vengono fissati dalle imprese assicuratrici nell'esercizio della libertà contrattuale che, a far data dalla liberalizzazione intervenuta nel luglio del 1994, per effetto della direttiva CEE 92/49, riguarda anche il settore delle garanzie RC auto.
Per quanto riguarda più specificatamente il riferimento agli eccessivi prezzi delle polizze RC auto per le categorie ciclomotori rispetto al costo di acquisto del mezzo, prezzi che in alcuni casi superano il 50 per cento del valore del veicolo, l'ISVAP, interpellato in proposito, ha sottolineato che va tenuto presente che il premio della garanzia assicurativa non viene determinato sulla base del valore del veicolo per il quale viene stipulata la polizza, bensì è commisurato ai molteplici fattori tecnici che costituiscono l'individuazione e la valutazione del rischio, quali, com'è noto, la frequenza dei sinistri e il loro costo medio. Sempre a proposito dei veicoli a due ruote, l'istituto di vigilanza, con due distinti provvedimenti, pubblicati sulle Gazzette Ufficiali n. 171 del 20 luglio 1998 e n. 264 dell'11 novembre 1998, ha imposto l'obbligo per le imprese di adottare formule tariffarie personalizzate e collegate al verificarsi o meno dei sinistri.


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L'introduzione di tali formule tariffarie personalizzate, in luogo della tariffa fissa, dovrebbe incentivare gli assicurati ad una guida più prudente, oltre che ad accrescere la prevenzione, in considerazione del fatto che l'utente può essere indotto ad una maggiore prudenza per usufruire di sconti, se non provoca sinistri, e per non andare incontro ad aumenti del premio malus, in caso contrario, consentendo altresì all'assicuratore di applicare una tariffa più equa, con riduzione di premio per gli assicurati che non causano sinistri e penalizzazioni per quelli che li provocano.
Da questo punto di vista, dalle prime anticipazioni si rileva che l'introduzione dell'obbligo del casco sta determinando effetti molto positivi proprio sul funzionamento di questi meccanismi più virtuosi nella prevenzione.
Si precisa, inoltre, che il Governo, in relazione al contenimento della spesa assicurativa per la copertura della responsabilità civile degli autoveicoli e dei motoveicoli, ha adottato recentemente il decreto-legge n. 70 del 28 marzo 2000, convertito poi dal Parlamento, con modificazioni, nella legge n. 137 del 26 maggio 2000.
Tale provvedimento, come è noto, contiene il cosiddetto blocco delle tariffe per un anno, deciso al fine di contrastare e contenere le spinte inflazionistiche, registratesi soprattutto nei primi mesi dell'anno. Le disposizioni in esso contenute si riferiscono indistintamente a tutte le categorie di veicoli a motore e a tutti i contratti rinnovati e stipulati entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, con formule tariffarie personalizzate.
Con i commi 5-bis e 5-ter, aggiunti in sede di conversione del decreto-legge, è stata prevista espressamente la vigilanza dell'ISVAP sull'osservanza da parte delle imprese delle disposizioni contenute nella norma, nonché specifiche sanzioni amministrative in caso di violazione delle disposizioni stesse.
Con i commi aggiuntivi 5-quater e 5-quinquies è stata inoltre prevista l'istituzione presso l'ISVAP di una banca dati dei sinistri con finalità di prevenzione e di contrasto di comportamenti fraudolenti nel settore delle assicurazioni obbligatorie per i veicoli a motore immatricolati in Italia.
In merito al campo di applicazione ed alle modalità del blocco tariffario, con un'apposita circolare l'ISVAP ha già provveduto ad emanare le istruzioni alle imprese per l'applicazione della suddetta normativa.

PRESIDENTE. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario. La mia interrogazione risale al 26 agosto 1998: un piacevole ricordo legato alle acque di Lipari, mentre scrivevo l'interrogazione. Il fatto che lei mi dica che oggi, a distanza di quasi due anni, è stata aperta una vertenza dell'antitrust naturalmente mi consola, poiché mi rendo conto che non sbagliavo quando, quasi due anni fa, chiedevo l'intervento del Governo e delle istituzioni di questo paese per fare una verifica rispetto al ruolo che giocano le assicurazioni obbligatorie nel nostro paese.
Il sistema delle assicurazioni non è per nulla liberalizzato, nonostante sia privatizzato, ed al suo interno si sono create situazioni di controllo della gestione dell'impresa e dei rimborsi assicurativi che fanno sì che l'utente, il consumatore non sia minimamente tutelato dalle norme esistenti.
Mi auguro, quindi, che, come è avvenuto per il cartello delle aziende petrolifere, anche per il cartello delle società assicuratrici si possa intervenire, in modo da dare una scossa al sistema.
Certamente il Governo, che avrebbe a disposizione strumenti più diretti, in questi anni ha fatto ben poco, nonostante oggi il sottosegretario ci abbia ricordato il blocco delle tariffe. Io non credo sia quella la strada maestra, perché un intervento dall'alto sulle tariffe può avere un effetto di tamponamento di una situazione,


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ma certamente non mette in moto un meccanismo virtuoso di concorrenza e di libera contrattazione fra imprese ed utenti.
Prendo atto della situazione e, visto il tempo che è trascorso, mi dichiaro insoddisfatto della risposta che è tardiva, che ci annuncia provvedimenti tardivi. Mi auguro che l'iniziativa dell'antitrust, nella misura in cui può avere efficacia, apra la strada a provvedimenti più garantisti nei confronti di coloro che vogliono essere in regola e difendersi dai rischi ma non vogliono pagare un sovrapprezzo in ragione dell'inefficienza e dell'abitudine delle compagnie assicuratrici di ricavare profitti lamentando al tempo stesso gravi perdite.
Non mi pare che la situazione complessiva del mondo finanziario e delle assicurazioni italiane sia tale da giustificare queste continue lamentazioni.

FILIPPO MANCUSO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Per che cosa?

FILIPPO MANCUSO. Non le farò perdere tempo, signor Presidente, né ambisco ad avere un auditorio superiore alle due persone che, nell'emiciclo, siamo qui presenti...

PRESIDENTE. Per che cosa mi chiede la parola, onorevole Mancuso?

FILIPPO MANCUSO. Glielo sto spiegando. Ieri nel nostro paese si è verificato un fatto che, nella singolarità del titolare dell'interesse, coinvolge una drammatica emergenza nazionale...

PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non è pertinente in questo momento. Non posso darle la parola.

FILIPPO MANCUSO. Mi consenta di usare questa frase suggestiva: le stavo dicendo la ragione e per riguardo...

PRESIDENTE. Lei in questo momento può intervenire per una questione incidentale sull'ordine dei lavori o per richiamo al regolamento, non su argomento estraneo all'ordine del giorno.

FILIPPO MANCUSO. Le rammento la presenza nel nostro regolamento della eccezione, di un accenno almeno a questioni eccezionali che si verifichino nel paese in determinati momenti.

PRESIDENTE. Posso darle la parola a fine seduta, onorevole Mancuso.

FILIPPO MANCUSO. Non siamo alla fine?

PRESIDENTE. No, mi dispiace. C'è ancora l'interrogazione dell'onorevole Malentacchi.

FILIPPO MANCUSO. Allora mi intendo prenotato!

PRESIDENTE. Sta bene.

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