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AUGUSTO BATTAGLIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSTO BATTAGLIA. Signor Presidente, nel precedente calendario dei lavori dell'Assemblea era compreso un provvedimento che riguarda le professioni infermieristiche e che è già stato approvato in sede redigente dalla Commissione affari sociali. L'approvazione dello stesso richiederebbe poco tempo; si tenga conto, tra l'altro, che si tratta di un provvedimento che stiamo esaminando da diverso tempo e che è già stato approvato dal Senato, il quale lo ha trasmesso alla Camera da più di un anno. Esso è molto atteso da circa 500 mila operatori della sanità.
PRESIDENTE. Onorevole Battaglia, il provvedimento era già in calendario; ho consultato i presidenti di gruppo e ho recepito il loro suggerimento, vale a dire l'inserimento di un altro provvedimento all'ordine del giorno. Tuttavia, se vi è un'insistenza da parte del presidente della Commissione, come mi pare di capire, posso consultarli nuovamente.
MARIDA BOLOGNESI, Presidente della XII Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIDA BOLOGNESI, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, il provvedimento era già all'ordine del giorno dei lavori e, trattandosi di un voto finale, perché in Commissione è stato seguito l'iter della sede redigente, ritengo che la sua approvazione richiederebbe poco tempo. Tenendo presente anche i problemi sollevati dall'onorevole Massidda e considerata la situazione attuale, ritengo che potremmo sfruttare i due giorni di lavoro che abbiamo a disposizione al fine di concludere l'esame di provvedimenti che effettivamente possono essere approvati. Il paese sicuramente apprezzerebbe questa operatività.
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, intervengo in via del tutto irrituale, ma a me pare singolare questa richiesta, che poco fa commentavo con il collega Guidi. È singolare sotto due aspetti, indipendentemente dal merito: in primo luogo perché, come lei ha giustamente ricordato, si è svolta una riunione dei presidenti di gruppo in cui da parte dell'onorevole Soro e degli altri capigruppo della maggioranza - ne darà atto il rappresentante del Governo - era stata indicata la priorità della legge sull'assistenza; poi, in Commissione, successivamente all'indicazione della Conferenza dei presidenti di gruppo, si era raggiunto un accordo sull'iter per la conclusione dell'esame del provvedimento. In tale ambito, il nostro rappresentante di gruppo in Commissione affari sociali aveva sottolineato l'opportunità di esaminare un altro provvedimento, che è all'ordine del giorno della seduta odierna -
sul quale, come ripeto, il nostro gruppo ha forti perplessità, in relazione al metodo delle sanatorie in esso previste - per consentire di concluderne l'esame: a ciò è stato detto di no.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda tale questione, l'ordine del giorno di domani non potrà includere il provvedimento cui ha fatto riferimento il collega Battaglia. Non mi pare, peraltro, che la presidente Bolognesi ed il collega Battaglia abbiano posto in relazione di scambio le due questioni.
Mi rendo conto delle difficoltà esistenti, dal momento che abbiamo davanti solo due giorni di lavoro, tuttavia, se vi fosse il consenso dei gruppi politici, il provvedimento potrebbe essere inserito nuovamente nel calendario della settimana e, almeno, potremmo provare ad approvarlo rapidamente essendo già concluso l'esame in sede redigente.
Ora, da una parte, il collega Battaglia ha equivocato la nostra richiesta, affermando che, se noi vogliamo esaminare il provvedimento sul personale sanitario, allora occorre esaminare anche quello sul personale infermieristico; dall'altra, ho la sensazione che non vi sia coerenza tra questa richiesta e la decisione assunta precedentemente.
Signor Presidente, preferirei, quindi, che fossero mantenuti all'ordine del giorno i provvedimenti già previsti in calendario, senza aggiungerne altri, neanche quello sulle professioni infermieristiche. Nella seduta di domani, se vi saranno le condizioni, valuteremo se sarà possibile effettuare l'inversione dell'ordine del giorno che oggi è stata respinta. Se tali condizioni non vi saranno, l'inversione non verrà fatta: non è un dramma, ma sicuramente il fatto che sia stata respinta quella richiesta di inversione dell'ordine del giorno non può costituire il pretesto per un assalto alla diligenza dell'ultimo giorno che sembrerebbe un po' singolare.
Sentirò i presidenti di gruppo e, se necessario, convocherò una breve riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo per verificare se vi siano le condizioni per inserire l'altro provvedimento all'ordine del giorno della seduta di giovedì, qualora sia effettivamente necessaria una sola votazione. Il calendario resta pertanto quello stabilito; domani, se i colleghi lo riterranno, potranno chiedere un'inversione dell'ordine del giorno per esaminare prima il provvedimento di cui parlava il collega Massidda e poi quello sull'assistenza.


