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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, vorrei svolgere una breve dichiarazione di voto anche se è stato accolto l'ordine del giorno che pone delle limitazioni all'accordo alla nostra attenzione in direzione del rispetto dei diritti umani, civili e politici, nonché dei diritti economici, sociali e culturali. Peraltro, per il momento l'Indonesia non ha sottoscritto il patto con le Nazioni Unite, di cui però fa parte.
PRESIDENTE. Onorevole Gasparri, immagino che avrà altri modi e altri luoghi per parlare con il collega Trantino!
MAURIZIO GASPARRI. Mi ha convocato nella sua autorevolezza!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Calzavara.
FABIO CALZAVARA. Ciò successivamente all'esito positivo del referendum di autodeterminazione.
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.
Debbo sottolineare che la nostra contrarietà non è sull'accordo con questo importante paese, ma concerne un'attesa a nostro avviso necessaria per chiarire una situazione politica interna che potrebbe essere preludio anche di qualche colpo di Stato di tipo militare, vanificando quindi le buone intenzioni che manifestiamo con l'approvazione del provvedimento.
Purtroppo, infatti, secondo le agenzie specializzate delle Nazioni Unite, Amnesty International e di varie organizzazioni internazionali impiegate nella lotta contro la violazione dei diritti umani, l'Indonesia ha a tutt'oggi notevoli problemi di carattere sociale, quali la violazione di diritti umani da parte delle Forze armate e delle forze di sicurezza del paese, soprattutto nei confronti dei circa 750 mila sfollati da Timor Est su una popolazione totale - si badi bene - di circa 880 mila abitanti. Questo nel territorio di Timor Ovest, dove quelle migliaia di persone, sfollate a forza, sono riparate. Vi sono anche gravi problemi di prostituzione minorile, di protezione legale inadeguata contro forme di tortura, nonché di corruzione diffusa.
L'instabilità politica dovuta alla partecipazione nel Governo del generale Wiranto, responsabile della condotta repressiva dell'esercito indonesiano contro le popolazioni di Timor Est...
Lo stesso Presidente indonesiano Wahid ha lasciato trasparire la possibilità di un golpe militare dopo la sua richiesta esplicita di dimissioni del generale Wiranto, annessa alla promessa di perdono in caso di condanna per le responsabilità dello stesso Wiranto.
Ancora nel mese di febbraio l'Alto commissariato delle Nazioni Unite, l'UNHCR, ha chiesto all'Indonesia di «prendere misure immediate per fermare la crescita di violenza contro i rifugiati e i lavoratori di Timor Ovest». Si sono anche avuti attacchi contro i giornalisti e contro le operazioni di rimpatrio e sempre l'UNHCR ha chiesto nuovamente di separare i rifugiati dai miliziani.
Per questi motivi abbiamo chiesto una sospensiva che a nostro avviso è stata inopinatamente respinta. Sempre per questi motivi, considerato l'accoglimento da parte del Governo del mio ordine del giorno n. 9/5235/1, ci asterremo sul provvedimento.


