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PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, ciò che andava detto con riferimento alla nostra valutazione sul provvedimento in esame l'ho già detto, sostanzialmente, in occasione dell'intervento sull'ordine del giorno che abbiamo presentato.
Noi speriamo che il Ministero delle finanze possa tenere conto della necessità di mantenere l'invarianza fiscale nel settore agricolo e riteniamo che l'eventuale rinvio al 2001 sia facilmente conseguibile ed opportuno, in considerazione delle difficoltà che il mondo agricolo incontra nell'applicazione di un regime fiscale diverso da quello speciale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Ne ha facoltà.
ANTONIO PEPE. Signor Presidente, i deputati del gruppo di Alleanza nazionale voteranno a favore del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 21 del 2000, recante la proroga del regime speciale in materia di IVA per i produttori agricoli. Si tratta di un atto dovuto e necessario sul quale, quindi, siamo favorevoli, anche se la proroga di un anno sarà probabilmente insufficiente. Prendiamo comunque atto con piacere che il Governo, che durante la discussione della legge finanziaria non ha voluto recepire le proposte emendative del Polo dirette a prevedere una proroga del regime speciale in materia di IVA per i produttori agricoli, si trova oggi a dover fare marcia indietro e a riconoscere la fondatezza delle proposte dell'opposizione. Se il Governo e la maggioranza avessero accolto allora i nostri emendamenti e le nostre richieste, minori problemi e minori preoccupazioni sarebbero ricadute sul mondo agricolo.
nella riduzione dell'accise sul carburante agricolo. È importante ricordare che il costo dei carburanti per l'agricoltura e la zootecnia rappresenta una variabile fondamentale per determinare i costi di produzione: un aggravio degli stessi comporterebbe un danno enorme per l'intero settore e sarebbe di ostacolo alla meccanizzazione dei processi produttivi in funzione dell'elevato consumo di carburante che tali sistemi richiedono; andrebbe perciò rivista in aumento la «maglia agevolativa».
Il rilancio della nostra terra passa imprescindibilmente da un potenziamento del settore agricolo e da un miglioramento dell'efficienza delle nostre aziende.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per fare due considerazioni. Per quanto riguarda la prima, vorrei dire che questo decreto risponde certamente in modo positivo ad una situazione che si era determinata a seguito dell'approvazione della finanziaria nella quale si era creato un vero e proprio mostro burocratico nella gestione contabile e fiscale delle aziende agricole italiane. Allora furono presentati emendamenti, anche dalla nostra parte politica, per cercare di ottenere questa proroga del regime speciale in materia di IVA per i produttori agricoli. Allora fu negata, ma oggi c'è un minimo pentimento rispetto ad una normativa che viene applicata in modo troppo confuso nel settore fiscale e che determina poi nella fattispecie alcuni gravi disagi ai produttori agricoli.
Governo, in particolare dai ministri dell'agricoltura e delle finanze, affinché si giunga ad un'adeguata soluzione e si assicuri almeno l'omogeneità dei costi anche in questo settore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Domenico Izzo. Ne ha facoltà.
DOMENICO IZZO. Signor Presidente, signor ministro delle finanze, il provvedimento in esame ha sicuramente luci ed ombre...
PRESIDENTE. Pregherei i colleghi che non fanno parte del Governo di consentire ai rappresentanti del Governo di ascoltare; non si fanno le interviste qui in aula!
DOMENICO IZZO. Il provvedimento alla nostra attenzione, dicevo, ha sicuramente luci ed ombre: l'aspetto certamente positivo, ancorché probabilmente insufficiente, è la proroga del regime speciale dell'IVA ancora per un anno.
gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo voteranno a favore del provvedimento in esame, con il rammarico di non aver potuto concorrere a migliorarlo. Ciò sarebbe stato auspicabile perché, a nostro avviso, il provvedimento non è esaustivo dei bisogni del mondo agricolo, ma non è stato possibile farlo a causa, ahimè, dei 60 giorni di vigenza dei decreti-legge ed anche, dispiace dirlo, della strabica determinazione dei Presidenti dei due rami del Parlamento. Come saprà, mentre al Senato il decreto-legge è stato sottoposto all'attenzione della Commissione agricoltura, alla Camera è stato sottoposto all'attenzione della Commissione finanze. Non se ne comprende il motivo e, comunque, esprimiamo il nostro voto favorevole con il rammarico, ripeto, che tutta una serie di questioni tecniche ci abbia impedito di migliorare ulteriormente il provvedimento, come sarebbe stato auspicabile ed utile nell'interesse del mondo agricolo (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.
GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, oggi votiamo il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 21 e considerazioni amare ci portano ad esprimere un voto favorevole, consapevoli, tuttavia, che si sarebbe potuto fare a meno dello stesso. Da più parti, infatti, anche da parte nostra, erano stati proposti emendamenti alla finanziaria per il 2000 al fine di ottenere una proroga dei termini del regime speciale dell'IVA in agricoltura. Purtroppo, all'epoca, il Governo ha fatto orecchie da mercante e non ha voluto ascoltare le nostre considerazioni. A distanza di nemmeno tre mesi è giunto in aula con un decreto-legge volto a prorogare, appunto, i termini di questo regime speciale.
adducono motivazioni non fondate, con la nostra presenza in aula ed anche con il nostro voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lembo. Ne ha facoltà.
ALBERTO LEMBO. Signor Presidente, vorrei rivolgermi al ministro De Castro per sottolineare che il mostro di cui parlava poco fa il collega Teresio Delfino non è stato pensato o inventato chissà dove. Il «mostro» di quel regime, su cui lei è dovuto intervenire con questo decreto-legge, come ricordano benissimo parecchi colleghi, primo fra tutti il presidente Benvenuto, è nato qui in aula per la sua assenza e per l'assenza del sottosegretario Borroni. È nato perché una questione di interesse prevalentemente agricolo è stata affidata ad un sottosegretario che non aveva nulla a che fare con le problematiche di questo settore. Concordo con quanto ha sostenuto il collega Izzo e cioè che avete ridotto al solo aspetto fiscale una questione molto importante per tutta la realtà agricola. Qui sta l'errore.
PRESIDENTE. Non è colpa del ministro se qualcuno lo avvicina per parlargli.
ALBERTO LEMBO. Allora, li mandi via! Durante la discussione della finanziaria il ministro non era presente e ora che è qui non ascolta! Evidentemente questo è l'interesse che il ministro De Castro nutre per le problematiche agricole di tutte le regioni italiane sostenute dai gruppi della Lega, del Polo e dai rappresentanti di altre componenti politiche. Lei ci ha abbandonati al colloquio con un sottosegretario che o non capiva nulla o non nutriva alcun interesse nei confronti della questione (Commenti del deputato Soda). L'emendamento «pasticciato» del collega Teresio Delfino, che ha portato alla nascita di quello che ho definito un mostro, vi ha obbligati, a distanza di pochissimo tempo, ad intervenire perché - il presidente Benvenuto lo ricorda molto bene -, esprimendo il mio giudizio critico su quell'emendamento con la speranza di essere ascoltato dal Governo, avevo evidenziato la presenza di numerose imperfezioni. Avevo detto che si trattava di un emendamento parziale che non avrebbe risolto il problema ma voi avete «fatto muro», per cui vi chiedo di accogliere un ordine del giorno che contenga ciò che, per la vostra pervicace resistenza, non siamo riusciti ad inserire nel testo in materia di IVA agricola.
Ministro De Castro, è davvero singolare che questioni di tale importanza per motivi regolamentari o procedurali vengano assegnate (qui il discorso si potrebbe ampliare) a Commissioni che non sono quelle di merito. È questo un tema che dovrebbe essere esaminato da Commissioni riunite o almeno con il coinvolgimento di quella «disgraziata» Commissione agricoltura dove ancora sopravvivono quattro o cinque agricoltori che regolarmente vengono tagliati fuori perché la Commissione bilancio, la Commissione finanze, la Commissione lavoro o la Commissione affari sociali regolarmente puntano a sottrarre a questa Commissione la trattazione di materie che sono di vitale importanza per tutto il mondo agro-alimentare italiano. In Commissione agricoltura questi temi non vengono discussi, in aula il confronto non c'è perché il Governo non è rappresentato da persone in grado di dialogare con chi si fa portavoce di queste lamentele, e qui «casca l'asino»! Cari signori, siete proprio caduti come un somaro perché questo decreto-legge, pur con i limiti e con le critiche provenienti da tutti gli schieramenti, deve essere convertito in legge. Di fronte al mostro che è stato creato dobbiamo scegliere il male minore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo sulla conversione in legge del decreto-legge in esame, anche in conseguenza del fatto che il Governo ha accolto sia l'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7, che ho voluto sottoscrivere, sia l'ordine del giorno Benvenuto n. 9/6871/6 che impegna il Governo a prevedere, per le zone di montagna, una maggiorazione dei consumi medi dei prodotti petroliferi e, in via generale, a ripristinare, almeno con riferimento ai consumi del 1999 ed ai fabbisogni per il 2000 di carburanti agricoli, l'utilizzo del sistema basato sul computo dei chilogrammi per ettaro. Diversamente, l'attuale formulazione del decreto del Ministero per le politiche agricole e forestali sarebbe risultata totalmente inapplicabile. L'accoglimento da parte del Governo dei due ordini del giorno citati - in particolare, dell'ordine del giorno che ha come primo firmatario il presidente Benvenuto - ci consente di esprimere con più tranquillità il nostro voto favorevole, come da me preannunciato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caruano. Ne ha facoltà.
GIOVANNI CARUANO. Signor Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo. Vorrei, altresì, svolgere alcune brevi considerazioni relative al contenimento dei costi di produzione in agricoltura e, in particolar modo, di quelli
energetici. Al riguardo, dobbiamo recuperare terreno, sia con la riduzione dell'accisa sul gasolio agricolo, sia con il contenimento dei costi energetici e, in particolare, dell'energia elettrica. Ritengo si debba evitare che nel nostro paese siano ancora applicate le tariffe domestiche alle aziende agricole. Purtroppo, ciò accade ancora in molte regioni d'Italia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Prestamburgo. Ne ha facoltà.
MARIO PRESTAMBURGO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole dei Democratici-l'Ulivo alla conversione in legge del decreto-legge. Nel dare questo segnale, invitiamo il ministro a provvedere quanto prima alla revisione di un sistema fiscale e previdenziale sicuramente superato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, pochi istanti fa il collega Misuraca mi chiedeva se per caso l'onorevole Caruano avesse cambiato gruppo oppure se fosse seduto nel posto sbagliato. Effettivamente il dubbio del collega Misuraca è anche mio e probabilmente di altri che hanno ascoltato l'intervento dell'onorevole Caruano: infatti il collega DS ha espresso tutta una serie di preoccupazioni e di ambasce in ordine all'applicazione, per esempio, della rideterminazione dell'accisa sui prodotti petroliferi per l'agricoltura, preoccupazioni che sono state evidenziate dall'opposizione in Commissione agricoltura e non solo in quella sede. Evidentemente, non vi è grande fiducia nella capacità di risposta del Governo delle sinistre neppure da parte degli stessi appartenenti alla maggioranza che dovrebbe sostenerlo. Questo Governo delle sinistre - mi consentano, i due illustri ministri presenti, una piccola analisi retrospettiva - si era sbilanciato già con il Presidente Prodi e poi con la prima Presidenza D'Alema ed ora con quella attuale nel rivitalizzare, anzi nello strappare da un sonno che sembrava eterno il tavolo di concertazione fiscale, il famoso e mai troppo sbandierato e propagandato
tavolo verde. Era stata promessa alle organizzazioni agricole, agli agricoltori più o meno organizzati, insomma alla vasta platea, come si dice, degli agricoltori italiani la massima attenzione per le loro problematiche, anche per quanto riguarda la materia fiscale, il costo del lavoro, il contenimento dei costi di produzione ed in particolare i costi energetici. Sono stati fatti grandissimi annunci e grandissime proposte, grandissimi tavoli, grandissimi comunicati stampa: ricordo un convegno dell'area tematica dei DS nel febbraio 1997, quando questi chiesero una particolare attenzione e fecero firmare alle organizzazioni agricole un patto di concertazione, un patto «per contare». Noi non abbiamo mai chiesto a nessuno la firma di patti, né lo faremo in futuro, però gli impegni siamo abituati a mantenerli, cosa che i tre Governi della sinistra che si sono succeduti dal 1996 ad oggi non sono stati assolutamente in grado di fare: in particolare non hanno voluto e non hanno potuto mantenere la tanto sbandierata invarianza fiscale. Ricordo ai colleghi di tutti i gruppi che sono stati i Governi della sinistra ad istituire l'IRAP, che per l'agricoltura è un'imposta aggiuntiva, altro che sostitutiva! Per altri settori può effettivamente essere considerata un'imposta sostitutiva, ma per quello dell'agricoltura non è tale, perché sostituisce tributi ai quali l'agricoltura prima non era tenuta. Quindi, l'invarianza fiscale non è stata realizzata assolutamente e l'IRAP, successivamente modificata e alleggerita, si configura quale elemento aggiuntivo che non garantisce certamente l'invarianza fiscale.
fiscale l'avete promessa, ma non l'avete mantenuta. A questo punto mi auguro e vi auguro...
GIUSEPPE NIEDDA. Buona Pasqua!
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. ...ma soprattutto auguro a tutti gli agricoltori italiani, del nord, del centro o del sud, che non abbiate più modo di creare altri danni all'agricoltura, almeno da qui alle prossime elezioni politiche (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Applausi polemici dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bastianoni. Ne ha facoltà.
STEFANO BASTIANONI. Signor Presidente, annuncio che i deputati di Rinnovamento italiano voteranno a favore della conversione in legge del decreto-legge concernente la proroga del regime speciale in materia di IVA, molto atteso dagli operatori agricoli.
VINCENZO VISCO, Ministro delle finanze. Chiedo di parlare (Commenti).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo sente la necessità di intervenire, non vedo perché si debba rumoreggiare.
VINCENZO VISCO, Ministro delle finanze. Signor Presidente, il mio non sarà un vero e proprio intervento, perché vorrei chiarire all'onorevole Domenico Izzo, che me lo ha richiesto, il significato dell'espressione che determina la modalità di gestione. Vorrei solo dire che significa esattamente quello che c'è scritto e nulla di più.
PRESIDENTE. Mi pare che la precisazione del ministro Visco non dia luogo a repliche di alcun genere, anche se l'intervento del Governo le consentirebbe.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
Come ho avuto modo di dire, l'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7 «condensa» le questioni che rimanevano aperte, salvo una verifica sul successivo atteggiamento del ministro delle finanze. In tale ordine del giorno, praticamente sottoscritto dall'intera Commissione e, quindi, anche dai deputati della nostra parte politica, si pone l'accento sulla questione della modernizzazione della fiscalità in agricoltura e, soprattutto, sull'invarianza del gettito. Come ho detto in precedenza, questo è l'aspetto che ci preoccupa maggiormente, in considerazione del fatto che il mondo agricolo sta vivendo un periodo difficile, condizionato da provvedimenti fiscali non condivisibili; in particolare, esso paga in maniera molto forte l'incremento dei costi dell'energia e dei prodotti petroliferi.
Per quanto concerne la nostra posizione, le questioni politiche sono state già affrontate ampiamente dal collega Scarpa Bonazza Buora. Pertanto, pur conservando alcune perplessità, annuncio che voteremo a favore del provvedimento in esame.
Ci troviamo di fronte all'ennesimo ripensamento di un esecutivo che si è accorto tardivamente che troppo grave sarebbe stato il danno per i piccoli produttori e che, in tutta fretta, cerca di salvare il salvabile. Il provvedimento è stato ripetutamente e da più parti sollecitato; in tal senso, un'apposita risoluzione era stata presentata alla Camera e le stesse associazioni rappresentative del settore chiedevano da tempo un congruo differimento del termine di applicazione del regime ordinario IVA per porre rimedio ad una vera ingiustizia a danno degli operatori agricoli. Lo stesso preambolo del decreto-legge, peraltro, sottolinea le difficoltà operative per gli addetti al settore con riferimento agli adempimenti connessi al passaggio dal regime speciale IVA a quello ordinario. Tale situazione è l'ennesimo segno del caos legislativo che attanaglia Governo e maggioranza che, purtroppo, hanno dimenticato e trascurato il settore agricolo e gli agricoltori.
Siamo di fronte ad un provvedimento che è entrato in vigore un mese e mezzo dopo la data che segnava la fine del regime speciale e che, retroattivamente, lo ha ripristinato. A seguito dell'errata tempistica nell'emanazione del provvedimento, quindi, sarebbe stato auspicabile ed opportuno predisporre una norma transitoria, anche per verificare, come peraltro ha chiesto pure il Comitato per la legislazione, quali effetti discendano dalle disposizioni in esame per i soggetti che abbiano provveduto tempestivamente e sollecitamente a conformarsi alla disciplina della legge n. 488 del 1999, con particolare riguardo agli adempimenti contabili, e per disciplinare tali effetti. Invece, nulla vi è nel decreto!
Il provvedimento, poi, al comma 1 dell'articolo 1 abroga l'articolo 60 della legge n. 488 del 1999. Tale disposizione è invece necessaria; infatti, l'articolo stabiliva una proroga dei termini di applicazione del regime speciale per alcuni contratti; ma, in previsione e in considerazione dell'approvazione della proroga generalizzata concessa a tutti gli operatori dal comma 2, essa diventa ovviamente superflua.
Merita poi attenzione il comma 4 dell'articolo 1 nel quale viene prevista la rideterminazione delle modalità di gestione dell'agevolazione di cui al n. 5) della tabella A, allegata al testo unico approvato con decreto legislativo n. 504 del 1995; tale agevolazione consisteva
Peraltro un ordine del giorno da me presentato, che recava anche le firme dei colleghi Carlo Pace e Armosino, impegnava il Governo affinché, nel rideterminare le modalità di gestione delle agevolazioni predette, tenesse conto dei problemi degli agricoltori e affinché tale rideterminazione avvenisse senza provocare ulteriori adempimenti o aggravi di natura economico-burocratica a carico dei produttori agricoli.
In sede di ridefinizione delle modalità di gestione delle agevolazioni in parola, comportante la riduzione dell'accise sul carburante, sarebbe auspicabile poi anche il riordino degli obblighi e degli adempimenti connessi alla fruizione di tali benefici. In particolare, ricordo che il Governo, in sede di approvazione della legge n. 642 del 1996, si era impegnato a definire la possibilità di semplificare e rendere meno onerose le iscrizioni presso la camera di commercio, anche al fine di permettere, pure alle fasce più deboli e non iscritte, di poter usufruire delle agevolazioni sui combustibili agricoli. Il problema è purtroppo ancora aperto: i piccoli produttori, ovvero coloro i quali utilizzano l'agricoltura quasi per autoconsumo familiare, non possono godere di tale agevolazione, con un grosso danno!
La verità è che gli agricoltori sono stanchi di interventi tardivi e dell'ultimo minuto e di non poter programmare e pianificare la produzione a causa della instabilità legislativa e delle difficoltà di ordine tecnico. Il settore agricolo da troppo tempo è in crisi e soffre della mancanza di un progetto politico organico di riforma: ciò è molto grave soprattutto in considerazione del fatto che anche nelle ultime disposizioni contenute nella legge di bilancio poco o nulla è stato previsto a sostegno dell'attività agricola. L'agricoltura, invece, dovrebbe essere il settore strategico di rilancio dell'economia delle zone non solo meridionali che dovrebbero essere oggetto di una forte politica di modernizzazione e di sostegno. L'agricoltura necessita di un progetto di sviluppo a livello nazionale e a livello comunitario, dove da molto tempo ormai la debolezza internazionale dei nostri Governi è causa di forte danno per la produzione. Occorre operare al più presto una inversione di rotta; vanno rivisti i sistemi di sostegno del reddito delle aziende agricole; vanno aumentate le facilitazioni di accesso al credito; deve essere ridotto drasticamente il costo del lavoro; occorre elaborare misure di rilancio strutturale dell'agricoltura italiana.
Particolarmente grave è la situazione per il meridione, che storicamente da anni vive di agricoltura. Ricordo, ad esempio, la grave crisi che vive il settore bieticolo meridionale a causa della debolezza del Governo a livello europeo. Decisioni comunitarie, assunte in sede di Consiglio dei ministri dell'agricoltura, hanno infatti - senza l'opposizione del nostro esecutivo - limitato l'intervento a sostegno della produzione della bietola, facendo conseguentemente abbassare il prezzo del prodotto vendibile al di sotto di una soglia di redditività. Le associazioni di categorie e le industrie di trasformazione saccarifere hanno sottoposto al ministro diversi documenti con i quali chiedono un esplicito impegno per promuovere azioni a livello europeo per garantire la tutela dei prezzi delle barbabietole onde salvare l'intero settore. Ma ad oggi non vi sono state significative prese di posizione in tal senso! Se non si dovessero raggiungere decisioni in favore del comparto bieticolo nei prossimi mesi, la produzione meridionale rischierebbe di scomparire o, comunque, di ridursi drasticamente.
Le aziende dovrebbero trovare nello Stato e nel Governo un interlocutore e un amico e non un socio occulto che preleva dagli utili una parte determinante del reddito senza fornire servizi adeguati.
Questo provvedimento a favore del quale Alleanza nazionale voterà, è - lo ripeto - un atto dovuto, un segno di giustizia, ma non basta. Aspettiamo un impegno serio, costante, programmato, pianificato con razionalità. Non possiamo disperdere ulteriormente le nostre potenzialità e vedere che gli altri paesi dell'Unione europea scendono in campo per difendere le proprie culture e le proprie tradizioni, mentre in Italia si lascia morire un settore strategico ancora vitale e produttivo. Chiediamo quindi al Governo una maggiore attenzione per il mondo agricolo e votiamo a favore di questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Noi prendiamo atto del ravvedimento del Governo e dichiariamo il voto favorevole su un provvedimento che rappresenta un accoglimento parziale delle richieste delle associazioni agricole. Noi ritenevamo e riteniamo che sarebbe stato meglio concedere una proroga più ampia per consentire al Governo di promuovere la normazione secondaria al fine di garantire un quadro di certezza negli aspetti fiscali della gestione delle nostre aziende agricole. Così non è stato, ma speriamo che nel tempo concesso dalla proroga contenuta in questo provvedimento il Governo sarà in grado di provvedere agli adempimenti di sua spettanza.
Signor Presidente, la seconda questione che vorrei sollevare anche in relazione alla presenza del ministro delle finanze Visco e del ministro delle politiche agricole e forestali De Castro, attiene ad un aspetto che ho già sollevato in sede di esame della legge finanziaria.
La Commissione agricoltura della Camera aveva proceduto ad un'indagine sui costi in agricoltura che aveva rilevato che il nostro paese impone alle aziende agricole, ad esempio nel settore irriguo, costi particolarmente alti rispetto alla media europea. L'emendamento che è stato dichiarato estraneo per materia che mi riservo di ripresentare in sede di esame del collegato fiscale, signor ministro, prevedeva di considerare questi maggiori costi sopportati dalle aziende agricole per l'energia elettrica per i pozzi a fini irrigui. Infatti, questo costo dell'energia, se non trova una sua adeguata riduzione (almeno per quanto attiene all'IVA che viene applicata), indubbiamente grava in modo molto forte e crea un differenziale troppo alto.
Nel prendere atto della decisione della Presidenza sull'ultroneità dell'articolo aggiuntivo rispetto al provvedimento in esame, ribadisco ai due ministri che il problema è molto grave: in molte parti del paese, non sono state costruite dighe e gli agricoltori hanno dovuto scavare pozzi sui terreni agricoli, abbassando così ulteriormente le falde acquifere. I costi per avere disponibilità di acqua, inoltre, sono così aumentati. Ritengo, quindi, che il problema debba essere tenuto presente dal
Ribadisco, infine, la necessità di una maggiore attenzione e tempestività per quanto riguarda tutta la normativa fiscale per il settore, poiché certamente arrivando in ritardo non aumentiamo la credibilità del Parlamento e del Governo. Concludo, signor Presidente, dichiarando il voto favorevole del CDU sul provvedimento in esame.
Prego, onorevole Izzo.
Vorrei far rilevare, però, che la copertura finanziaria del provvedimento in esame viene realizzata utilizzando le economie finanziarie ottenute nell'erogazione del beneficio di cui al n. 5 della tabella A allegata al testo unico approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, relativo ai carburanti in agricoltura. Tale scelta di copertura, signor ministro, contraddice l'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 173 del 1998, in cui si prevede che il ministro delle finanze riduca l'accisa sui carburanti agricoli in misura pari ai risparmi di spesa realizzati a causa delle disposizioni vigenti. Vi è poi un altro aspetto che ci preoccupa, rispetto al quale non abbiamo inteso presentare proposte emendative, rendendoci conto che l'accoglimento di un eventuale emendamento avrebbe impedito la conversione del decreto-legge: faccio riferimento al comma 4 dell'articolo 1, là dove si prevede che il ministro delle finanze ridetermini le modalità di gestione dell'agevolazione sul carburante agricolo.
Signor ministro, questa agevolazione è stata ridefinita una prima volta allorquando si è fatto obbligo alle imprese di iscriversi alla camera di commercio. In questo stesso decreto si fa riferimento ad un altro decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali, che stabilirà l'entità per ettaro e per ordinamento colturale del carburante agricolo agevolato da offrire alle imprese. Siamo preoccupati delle modalità di gestione di questa rideterminazione; perché non vorremmo che fosse svantaggiosa per il mondo agricolo o, ad esempio, per le aziende assolutamente poco capitalizzate, come le imprese agricole. Non vorremmo, cioè, che si facesse un ragionamento del seguente tenore: le imprese agricole acquistano alla pompa, dopodiché, conoscendo l'entità dell'agevolazione e la quantità di carburante agevolato, si offre loro un rimborso. A tale proposito, sarei grato al ministro Visco se, prima del voto, volesse tranquillizzare il Parlamento in merito alle suddette preoccupazione.
Signor ministro, per concludere, desidero ricordare che abbiamo finanziato il provvedimento sull'IVA con i risparmi ottenuti sul carburante, mentre sarebbe stato sicuramente più opportuno trovare un'altra copertura per finanziare la proroga del regime agevolato dell'IVA in agricoltura e restituire al mondo agricolo, sotto forma di riduzione dell'accisa, quelle economie che erano state fatte sui carburanti e che sono state pagate dal mondo agricolo.
Con questa esortazione e con la formale richiesta di ricevere dal ministro Visco una rassicurazione per quanto riguarda la rideterminazione delle modalità di gestione, annuncio che i deputati del
Se, come affermava qualche collega, il decreto-legge in questione è un provvedimento dovuto, noi abbiamo notevoli perplessità. Mi riferisco, innanzitutto, alla modalità di determinazione dei consumi medi dei prodotti petroliferi e, in secondo luogo, ad un aspetto ancor più importante: la rideterminazione da parte del ministro Visco dell'accisa sui carburanti di prodotti agricoli. Signor Presidente, a tale proposito nel corso di questa legislatura - e non solo di questa - abbiamo presentato molte proposte di legge affinché vi sia una netta riduzione di tale accisa, per mettere i nostri agricoltori alla pari di quelli degli altri paesi dell'Unione europea, perché sappiamo benissimo che i produttori e gli agricoltori olandesi e tedeschi hanno maggiori agevolazioni per quanto riguarda questo prodotto e partono notevolmente avvantaggiati nei confronti dei nostri produttori.
Se non erro, la possibilità di rivedere l'accisa era stata prevista dalla legge n. 662 del 1996, quindi tre anni fa, e tale previsione con questo decreto-legge trova attuazione, ma non so se il ministro Visco, che ascolteremo fra poco, sia cosciente di ciò che si andrà a realizzare, perché con questo decreto-legge si è assistito ad una partita di giro: i soldi risparmiati per l'accisa sui carburanti sono stati trasferiti, con una partita di giro, al regime speciale dell'IVA in agricoltura. Non vi è stata, quindi, alcuna economia nel settore agricolo, ma solamente una partita di giro.
Mi auguro che il ministro Visco fornisca assicurazioni in proposito e, visto che in questi giorni sta facendo recapitare lettere a sua firma di congratulazioni per i cittadini che sono stati ligi alle norme sull'imposizione fiscale, spero che egli mandi una lettera agli agricoltori dicendo che è stata ridotta notevolmente l'accisa sui consumi agricoli.
Infine, signor Presidente, vorrei controbattere le accuse che sono state rivolte al nostro gruppo dal collega Domenico Izzo nella giornata di giovedì, quando ha imputato al nostro gruppo di fare ostruzionismo su un altro decreto-legge di proroga dei termini, affinché esso non giungesse all'esame dell'Assemblea e, quindi, non venisse convertito. Rispondiamo a queste accuse, prive di ogni senso, come avviene sempre quando si
Ciò nonostante, abbiamo grandi perplessità ed esprimeremo un voto favorevole su questo disegno di legge di conversione esclusivamente perché siamo convinti che esso possa costituire un piccolo passo, avendo sempre sostenuto, anche attraverso un ordine del giorno che è stato respinto dalla maggioranza di questa Assemblea, la necessità di prorogare ulteriormente al 2001 il regime speciale dell'IVA in agricoltura; chiediamo, pertanto, al Governo ulteriori e veri passi nei confronti dei nostri agricoltori.
Signor Presidente, voteremo, quindi, a favore di questo disegno di legge di conversione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Gli emendamenti presentati da me e dai colleghi di altri schieramenti di opposizione chiedevano che si intervenisse in sede di finanziaria per evitare quello che poi si è verificato: la disgraziata, l'inopportuna, la pasticciata mediazione del Governo ha portato in Assemblea alla reiezione o all'obbligo di ritiro di alcuni emendamenti per farne passare uno, ministro De Castro, al quale questa cosa continua a non interessare per nulla, il che mi fa molto piacere perché, l'avessimo avuto o no... Signor Presidente,
Questo decreto-legge è un tardivo e raffazzonato accoglimento di una proposta che tentava di indicarvi la strada giusta. Vale la pena di ricordare che gli emendamenti presentati non provenivano solo dall'opposizione ma anche da altri schieramenti ma la vostra assenza in aula, il vostro disinteresse, l'aver affidato la questione nelle mani di persone incompetenti (nel senso che non capivano ciò di cui si stava trattando), tutto questo ha portato al risultato che ben conosciamo.
Dobbiamo convertire il decreto-legge, pur sapendo che ciò non sarà sufficiente e che ci ritroveremo, in tempi molto brevi, a riparlarne. Ministro De Castro, non so se lei mi stia ascoltando; con lo sguardo non dà certamente segno di ascoltare quel che sto dicendo. Probabilmente, le mie sono parole moleste. Tuttavia, se continuerete ad applicare questo metodo di Governo, tra non molti mesi ci ritroveremo ad affrontare nuovamente la situazione; se continuerete a far partecipare ai nostri lavori il primo sottosegretario che passa (che, pur rappresentando formalmente il Governo nella sua integrità, non comprenda ciò di cui si parla) e a raffazzonare provvedimenti, come avete fatto nel corso dell'esame della legge finanziaria, ci ritroveremo a rincorrere questa situazione, con tutti i conseguenti danni materiali e fiscali, normativi e di caduta di credibilità nell'opinione pubblica. Se vi sta bene perdere progressivamente di credibilità presso l'opinione pubblica e l'elettorato (in particolare, presso gli agricoltori) a noi sta bene! Speriamo che già tra un paio di settimane arrivi la risposta adeguata (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Vorrei, inoltre, chiedere al Governo di verificare - come, tra l'altro, richiesto dalla Commissione agricoltura - la possibilità di recuperare le risorse che, per quest'anno, sono utilizzate per prorogare il regime speciale in materia di IVA per i produttori agricoli; tali risorse vengono recuperate, infatti, con una rimodulazione delle agevolazioni nascenti dall'abbattimento dell'accisa sul gasolio agricolo.
Vorrei, inoltre, chiedere che nella fase di attuazione il Governo preveda tutte le necessarie misure di semplificazione burocratica, che consentano ai produttori agricoli di usufruire delle agevolazioni per il gasolio in agricoltura.
Vorrei chiedere, altresì, al Governo di verificare - anche questo punto è stato motivo di discussione in Commissione agricoltura ed inserito nel parere da essa espresso - la possibilità di prorogare, anche al 2001, il regime speciale in materia di IVA per i produttori agricoli. Infine, vorrei sollecitare il Ministero delle finanze affinché, anche nella discussione al tavolo verde fiscale, si affermi il principio - da noi condiviso - dell'invarianza fiscale in agricoltura, per contenere i costi di produzione e consentire alle aziende agricole del nostro paese di competere sui mercati nazionali ed europei (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Vede, Presidente, in agricoltura i redditi tendono a polarizzarsi: quelli medio-alti sono pochi, mentre molti si addensano sui redditi bassi. Il sistema attuale mimetizza i redditi alti e permette di non incidere, con un sistema fiscale adeguato, nel modo opportuno. Ormai il criterio dell'ordinarietà in questo paese può essere considerato superato e quindi auspichiamo che il ministro renda efficace quel tavolo fiscale e previdenziale per mettere un po' di ordine, altrimenti ci troveremo sempre davanti a decreti necessari per tamponare situazioni difficili ed errori.
Per quanto riguarda l'IVA, con il passaggio dal regime speciale a quello ordinario, si è realizzata una situazione tragicomica (direi comica, se non ci fossero aspetti tragici). Sia il ministro Visco, sia il ministro De Castro ricorderanno che anche il gruppo di Forza Italia, in sede di approvazione della legge finanziaria per l'anno 2000, aveva presentato un emendamento semplicissimo volto a mantenere, per tutto il 2000, la possibilità per il settore agricolo di usufruire del regime speciale: siamo stati invitati dal ministro Visco o da chi lo rappresentava in quel momento ad accettare una riformulazione dell'emendamento avanzata dal Governo che ha portato a quel monstrum giuridico ed applicativo che è stato da più parti ricordato. Gli agricoltori si sono trovati di fronte a disposizioni non chiare e contorte, nonché all'impossibilità, all'incapacità o alla non volontà del Ministero delle finanze di produrre la documentazione esplicativa utile per potersi avvalere di quanto, in minima parte, poteva costituire un beneficio.
Pertanto, è stata creata - mi viene in mente una parola pesante, ma non la uso - una enorme confusione che grava sulle spalle degli agricoltori. Tale confusione è stata creata proprio da quelli che tre anni prima avevano chiesto di firmare il patto di consultazione e che, nel Natale del 1998, avevano chiesto e ottenuto che le organizzazioni agricole firmassero il patto di Natale (a Natale siamo tutti più buoni!). Infatti, proprio in quel periodo, il Governo D'Alema ha preso in giro, ancora una volta, gli agricoltori (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)! A Natale del 1999 il Governo D'Alema ha preso ancora una volta in giro gli agricoltori, ma ha preso in giro anche se stesso, perché, dopo soli quattro mesi, è stato costretto a rivedere la sua posizione e a dar ragione a Forza Italia, al Polo e alla Lega nord Padania, che avevano chiesto il mantenimento ancora per un anno del regime speciale. Naturalmente non lo dite, naturalmente non lo ammetterete mai, naturalmente avete ragione, naturalmente siete voi che andate incontro alle esigenze degli agricoltori, naturalmente siete voi che siete in campagna elettorale e cercate di strappare voti agli agricoltori (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo)! Ma a noi non ci prendete certamente in giro! Sapete che con la demagogia non si va molto lontano. Avete fatto demagogia da tre anni a questa parte: l'invarianza
Ne ha facoltà.
Significa che dal punto di vista amministrativo, considerato che siamo in un periodo di innovazioni e di progressi tecnologici nella gestione delle imposte, vi è la possibilità di una semplificazione ulteriore. Non vi sarà alcun anticipo di pagamento - come è ovvio - e, se vi saranno risparmi, si avranno riduzioni dell'accisa, salvo la questione dell'entrata in vigore del regime IVA, così come è previsto da questa normativa.
Questo è tutto e spero serva a tranquillizzare.


