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MARIO TASSONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, volevo sottoporre alla sua cortesia la necessità - perché ritengo che siamo in presenza di una necessità - di far venire in quest'aula il Presidente del Consiglio dei ministri per chiarire tutta la vicenda legata al rapporto del presidente - o dell'ex presidente - del Cocer dei carabinieri. Avvertiamo questa necessità soprattutto dopo l'esposizione resa ieri dal ministro della difesa presso l'altro ramo del Parlamento, che ha accresciuto dubbi e perplessità. Questa esposizione, lungi dal chiarire la situazione, ha reso la vicenda più complessa e complicata ed ha sollevato interrogativi, che peraltro ritroviamo continuamente formulati sulla stampa. Se si ritiene che la questione debba essere chiusa come la vicenda Pappalardo, ci si sbaglia di grosso. Vi sono richiami forti a connivenze e coperture, che lambiscono il Governo, ma soprattutto che coinvolgono direttamente il Presidente del Consiglio dei ministri.
PRESIDENTE. Onorevole Tassone, mi farò senz'altro carico di riferire al Presidente della Camera che lei ha segnalato questo problema e certo non mancheranno gli opportuni incontri preliminari affinché quanto da lei richiesto possa avvenire. La ringrazio comunque per la sua sollecitazione.
CESARE RIZZI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CESARE RIZZI. Signor Presidente, a parte il polverone che si è avuto su questa vicenda, sarebbe bene capire cosa sia successo, ma non come è avvenuto ieri al Senato, dove il ministro della difesa ha esposto in aula la sua versione. In parole povere, il documento non è a conoscenza di nessuno, non si sa cosa vi sia scritto. Vorrei chiedere al Presidente, pertanto, qualora il ministro o il Presidente del Consiglio venissero a riferire alla Camera, di dotare i deputati di tale documento per consentire loro di sapere di cosa si parli, altrimenti bisognerebbe limitarsi ad intervenire sulla base di ciò che è stato scritto sui giornali. Siccome si tratta di una faccenda piuttosto delicata, sarebbe opportuno disporre dell'indicato documento (Applausi del deputato Delmastro Delle Vedove).
PRESIDENTE. Credo anch'io che per deliberare bisogna conoscere. So che vi sarà un dibattito in Commissione; se, come riferirò al Presidente Violante sulla base della richiesta del collega Tassone, sarà necessaria o soltanto opportuna una discussione in aula, sarà bene che essa sia corredata della necessaria documentazione. Comunque, la ringrazio molto del suo intervento.
Non si tratta né di un problema di ordinaria amministrazione né di un incidente che può essere chiuso e ritengo che l'Assemblea di Montecitorio abbia tutto il diritto di ricevere dal Presidente del Consiglio dei ministri i dovuti chiarimenti. Ci troviamo di fronte ad una situazione molto preoccupante ed è per questo che chiedo l'intervento della Presidenza della Camera affinché si dia luogo a questo dibattito.
So - e concludo - che la seduta di giovedì sarà dedicata allo svolgimento di interpellanze urgenti, ma non è questo il modo di procedere, perché non si tratta di un fatto che deve essere oggetto di sindacato ispettivo, nell'ambito del quale un sottosegretario viene a ripetere quanto il ministro Mattarella ha già detto ieri nell'aula di palazzo Madama, con la successiva replica degli interpellanti. Ritengo vi sia qualcosa di più da fare e non c'è dubbio che, se vogliamo assicurare la centralità, la dignità ed il decoro del Parlamento, vi devono essere un impegno ed una capacità diversi da parte dell'Assemblea di Montecitorio di capire ciò che è avvenuto e sta avvenendo.
Avevamo già trattato varie questioni in sede di discussione del provvedimento di riordino dell'Arma dei carabinieri e delle forze di polizia ed oggi ci troviamo nuovamente di fronte ad alcuni problemi. Ritengo pertanto debbano esservi da parte nostra una capacità e degli interventi diversi, nonché una sensibilità al riguardo da parte del Presidente del Consiglio dei ministri.


