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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-04874 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 4).
ROSARIO OLIVO, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Signor Presidente, relativamente a tale questione sollecitata dall'onorevole Delmastro Delle Vedove, i competenti uffici interessati hanno fornito al riguardo le notizie che illustrerò brevemente.
La società in parola, per l'attività di formazione, ha chiesto alla regione Piemonte un finanziamento che risulta sia stato concesso.
PRESIDENTE. L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare.
SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, la sua articolata risposta non può certo fugare le preoccupazioni che noi di Alleanza nazionale abbiamo per la sorte delle 185 dipendenti, lavoratrici con un'età media tale da far presumere che, qualora dovessero perdere il posto di lavoro, faticherebbero molto a trovare un'altra collocazione, soprattutto in Piemonte.
della Camera dei deputati di un'interrogazione ad hoc.
Il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale ha facoltà di rispondere.
La società a responsabilità limitata Mawel Industriale, dopo l'acquisizione dell'azienda Confezioni di Matelica del Gruppo finanziario tessile, ubicata a Racconigi, esercente la produzione di giacche da uomo, ha inoltrato richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria per i lavoratori di quella sede, nella finalità di destinare l'azienda alla produzione di motori elettrici per elettrodomestici e apparecchi per la sanificazione ambientale.
Il piano presentato dalla società per la conversione aziendale è stato approvato, per 24 mesi, con decorrenza 1o settembre 1998 e sono stati emanati i relativi decreti di autorizzazione al pagamento. Precisamente, per quanto concerne l'unità di Racconigi, per il periodo 1o marzo 1999-31 agosto 1999, per un massimo di 172 dipendenti; per il periodo dal 1o settembre 1999 al 29 febbraio 2000, sempre per lo stesso numero massimo di dipendenti.
La cassa integrazione guadagni si sarebbe resa necessaria, secondo quanto indicato dall'azienda, per consentire la completa ristrutturazione dello stabilimento di Racconigi, al fine di adeguarlo alle esigenze delle nuove produzioni e per consentire la riconversione delle maestranze già esperte nella produzione di capi di abbigliamento in personale idoneo alla produzione di motori elettrici.
Presso lo stabilimento di Urbe e presso quello di Racconigi è in corso un programma di formazione e di addestramento per la preparazione di operatori macchine e di riparatrici.
Il progetto di conversione prevedeva la completa ristrutturazione dello stabilimento di Racconigi per adeguarlo alle nuove esigenze (abbattimento della soletta e suo rifacimento al piano terra con aumenti della portata, ristrutturazione di servizi, eccetera). I lavori sono iniziati nel mese di ottobre 1998, con un ritardo riconducibile ai tempi di concessione delle licenze edilizie, oltre che ad inconvenienti quali il cedimento di alcuni muri perimetrali in fase di abbattimento della vecchia soletta.
In secondo luogo, il progetto prevedeva il trasferimento di linee di bobinatura esistenti, il completamento ricondizionante, l'introduzione di due nuove linee di bobinatura, di una linea di montaggio, di un impianto di impregnazione, nonché di investimenti per la movimentazione per il laboratorio di ricerca e sviluppo e per i sistemi informatici.
In terzo luogo, il progetto prevedeva la formazione dei lavoratori, che è iniziata nei primi giorni del dicembre 1998 e che si è conclusa, per i primi 80 lavoratori, il 2 giugno 1999 e, per i restanti lavoratori, entro il periodo di vigenza della cassa integrazione guadagni.
Infine, il progetto prevedeva il reinserimento dei lavoratori nel ciclo produttivo, al termine della formazione, secondo il nuovo programma stabilito a seguito dei ritardi nella ristrutturazione dell'immobile indicato in precedenza.
Il piano di riconversione, avviato il 1o ottobre 1998, risulta attualmente sospeso, anche in conseguenza dei cambiamenti intervenuti nell'assetto societario. In data 14 ottobre 1999, infatti, la società è stata parzialmente ceduta, per una quota pari al 51 per cento del capitale sociale, al signor Reinhold Lothar, nato a Mainz, in Germania, e residente a Egerkingen, in Svizzera.
Il programma di formazione risulta tuttora in corso.
Da notizie che il competente ufficio ha assunto, in via informale, presso l'Unione industriale di Cuneo, risulterebbe che la società Mawel ha trasferito presso lo stabilimento di Racconigi una linea di produzione che in precedenza era dislocata presso lo stabilimento di Trezzano, in provincia di Milano.
In relazione a quanto descritto, emerso a seguito di visita ispettiva, il Ministero che rappresento svolgerà ulteriori accertamenti che chiariscano la situazione aziendale sotto il profilo dell'attuazione del piano di riconversione, al fine di poter definire nel modo migliore possibile la posizione dei lavoratori in questione.
Approfitto dell'occasione per chiedere alcuni chiarimenti, perché noi parlamentari di quella regione vogliamo capire cosa stia accadendo; è evidente, infatti, che non possiamo non ricondurre questa vicenda a quella ancora più ampia alla quale abbiamo dovuto assistere nelle ultime settimane, concernente l'accordo FIAT-General Motors, in ordine al quale la latitanza del Governo è letteralmente incredibile. Soltanto in un paese guidato dal centrosinistra può accadere che si ceda la FIAT senza che vi sia un minimo intervento pubblico del Governo, che è finanche pervenuto a raccontare bugie, quando, nel mese di febbraio, il ministro dell'industria, commercio e artigianato, onorevole Letta, ha dichiarato di non sapere nulla di tale trattativa, mentre ne era stato informato da me fin dal 17 gennaio, data di pubblicazione nell'allegato B al resoconto
Abbiamo la sensazione che il Piemonte, il nord-ovest, rischi, per la latitanza del Governo, di diventare terra di nessuno dal punto di vista dell'occupazione.
Lei, onorevole sottosegretario, ci ha detto quel che sostanzialmente era già scritto nell'interrogazione che abbiamo presentato. Siamo venuti a conoscenza di una stranezza, perché se un imprenditore produce motori e, comunque, si interessa della parte meccanica, difficilmente acquista uno stabilimento tessile che, per le caratteristiche particolarissime di tale lavorazione, presenta tipologie costruttive completamente diverse, tant'è vero che vi è l'incognita di lavori edilizi iniziati, non eseguiti, sospesi; non si comprenderebbe la stoltezza di un imprenditore che, anziché comprare una delle decine di magazzini, purtroppo vuoti e dismessi presenti nell'area cuneese e, comunque, piemontese, acquisterebbe uno stabilimento inidoneo, con tutti i problemi occupazionali che presenta (mi riferisco alle 185 lavoratrici), con linee di produzione nel settore dell'abbigliamento, per trasformarlo in qualcosa di profondamente, strutturalmente e sostanzialmente diverso.
Noi abbiamo, invece, la sensazione - rafforzata dal fatto che lei ci ha anche in questa sede confermato - che l'azienda sia stata ceduta (e non si può affermare, onorevole sottosegretario, che sia stata ceduta parzialmente, perché quando si cede il 51 per cento vuol dire che l'azienda è stata effettivamente ceduta, senza avverbi!) ad un signore tedesco, che abita in Svizzera, persona fisica, che non ha ancora espresso la propria volontà, che non ha ancora detto che cosa intenda fare, con un programma di riconversione che - da quello che si è compreso, per quanto da lei detto pudicamente - è sostanzialmente bloccato. Ci troviamo di fronte, quindi, ad una situazione rispetto alla quale non so se questo tipo di risposta possa consentire alle 185 lavoratrici di Racconigi e alle loro famiglie di prendere sonno tranquillamente alla sera quando si interrogano se il giorno successivo potranno avere o meno la possibilità di entrare nello stabilimento e eventualmente per quanto tempo ancora potranno continuare a farlo. Ricordo, tra l'altro, che la cassa integrazione sta per finire!
Di fronte a tutto ciò, sappiamo che il padrone è un signore tedesco residente in Svizzera, che nessuno ha mai visto, che nessuno sa chi e che cosa rappresenti e che non ha mai detto cosa intenda fare!
Credo che il Governo di centrosinistra dovrebbe comprendere che vi è una imprenditoria costituita da «pescecani» che utilizza gli strumenti, le agevolazioni e le facilitazioni delle normative che riguardano la riconversione per mettere in atto operazioni che abbiamo già visto in Piemonte e ad Ivrea con l'ingegner De Benedetti e con tutti coloro che hanno sciaguratamente prodotto soltanto povertà e disastri sociali in tutta la regione! Sotto questo profilo, la sua risposta mi pare deludente e insoddisfacente, così come sull'argomento mi pare deludente e insoddisfacente l'intera attività portata avanti dal ministro Salvi (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).


