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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Calzavara n. 3-05036 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 2).
ROSARIO OLIVO, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. La ringrazio, signor Presidente, ma prima di rispondere, poiché vedo quel mazzo di fiori alla mia sinistra, mi consenta di esprimere sentimenti di profondo cordoglio e di rimpianto per la prematura scomparsa del collega De Murtas e di rendere un commosso omaggio alla sua memoria.
PRESIDENTE. Ringrazio il rappresentante del Governo. La Camera dei deputati ha provveduto e provvederà, nella persona del suo Presidente, a ricordare le qualità non dimenticate del nostro amico scomparso.
ROSARIO OLIVO, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Signor Presidente, con riferimento ai quesiti posti nell'interrogazione in esame, sulla base degli elementi forniti dall'Istituto nazionale della previdenza sociale e per quanto di competenza di questa amministrazione, vorrei premettere che la legge n. 641 del 1978 ha previsto la soppressione e la liquidazione dell'Opera nazionale pensionati e non la cessazione della relativa contribuzione. Infatti, all'articolo 1, comma 2, della citata legge, si stabilisce che le entrate dell'Opera nazionale pensionati debbano essere ripartite tra le regioni in proporzione al numero dei pensionati INPS residenti al 1977 e destinate ai comuni singoli o associati. Il terzo comma dello stesso articolo prevede altresì che sino all'entrata in vigore delle leggi regionali per il riordino delle materie trasferite il contributo in oggetto sia destinato all'assistenza degli anziani.
PRESIDENTE. L'onorevole Calzavara ha facoltà di replicare.
FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, sono solo parzialmente soddisfatto, in quanto la risposta ha chiarito un solo aspetto, facendoci sapere che le economie dovute a cancellazioni di enti inutili non vengono utilizzate per altri scopi, ma fortunatamente, come in questo caso, indirizzate all'assistenza degli anziani.
tempi certi, ma invito il Governo ad avere una maggiore attenzione nei confronti di problemi come questo, perché vorrebbe dire assicurare non solo chiarezza e giustizia amministrativa, ma anche investire le risorse in modo più proficuo e utile per i nostri cittadini.
Il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale ha facoltà di rispondere.
Prego, signor sottosegretario.
Infine, l'Istituto ha comunicato che sono 686 i percettori di pensioni di importo fino a 500 lire mensili, al netto dei trattamenti di famiglia e di altre maggiorazioni e che allo stato attuale non vi sono sulle pensioni altre trattenute relative agli enti disciolti.
L'interrogazione, però, aveva un taglio diverso. Gli interroganti, oltre a voler sapere che fine facciano le 20 lire che erano state destinate ad un ente ora disciolto, l'Opera nazionale pensionati, che è uno degli 823 enti inutili soppressi dalla legge del 1978, chiedevano anche notizie in ordine alle persone che percepiscono una pensione di importo inferiore a 500 lire mensili. Se ho ben capito, il numero di queste persone ammonta a 686. Ci chiediamo se queste 500 lire non rappresentino una presa in giro, trattandosi di un compenso estremamente discutibile: è addirittura una vergogna che questa voce continui ad esistere nelle pensioni di 686 persone e ci auguriamo che essa si cumuli con altri emolumenti, altrimenti ci troveremmo davvero di fronte al ridicolo, oltre che ad una presa in giro. Quest'ultimo aspetto non è stato chiarito, ma ci auguriamo che le cose stiano così.
Nella nostra interrogazione chiedevamo anche di conoscere il numero degli enti di questo tipo ancora esistenti ed a ciò non è stata data risposta, come d'altronde non è stata data risposta, nella sostanza, al problema: le 20 lire, in assenza di altre spiegazioni, possono addirittura risultare come una forma di appropriazione indebita, se non collegate strettamente ad una legge che le prevede (e faccio riferimento proprio ad una legge, non ad un decreto o ad un regolamento). Certo, la cifra è minima e non intendiamo discuterla, ma chiediamo che sia eliminato questo brutto esempio. È chiaro, infatti, che 20 lire sono niente, ma è altrettanto chiaro che la forma esige un certo rispetto.
Nell'interrogazione avevamo anche chiesto, magari in maniera indiretta, di conoscere nel dettaglio la situazione relativa a quegli oltre 100 miliardi previsti per la liquidazione degli enti inutili, di cui 12 miliardi 800 milioni per le spese relative al personale addetto alla gestione del patrimonio di tali enti e circa 95 miliardi quale «quota di reintegro delle disponibilità degli enti a suo tempo prelevate». Volevamo anche sapere se fosse stata prevista, per lo meno in linea di massima, una data di scadenza per le lungaggini burocratiche che impediscono la definizione una volta per tutte della situazione di questi enti inutili. A ciò non è stata data risposta: ne prendiamo atto. Comprendiamo che la burocrazia italiana è farraginosa e che è quasi impossibile riuscire a districarsene ed a prevedere


