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MAURO PAISSAN. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO PAISSAN. Signor Presidente, chiedo scusa al collega sulle cui dimissioni dobbiamo deliberare tra poco. Sollevo a lei, signor Presidente, proprio nelle sue funzioni di Presidente della Camera, la questione riguardante la notizia riportata ieri, dai mezzi di informazione, sulla decisione del Governo turco di stilare una sorta di lista nera di alcuni cittadini italiani, tra i quali cinque componenti di questa Assemblea. Si tratta di una lista di persone non desiderate, da bloccare ai confini turchi. I cinque colleghi, i cui nominativi sono contenuti nella lista, sono i seguenti: il collega Bianchi, del gruppo dei Popolari e Democratici-l'Ulivo, il collega Pezzoni, del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e tre componenti del gruppo misto, i colleghi Mantovani, De Cesaris e Cento.
PRESIDENTE. Nei limiti delle sue responsabilità, la Presidenza farà dei passi nella direzione che lei ha indicato.
Onorevole Paissan, vorrei prima ricordare ai colleghi che il successivo punto all'ordine del giorno concerne le dimissioni dell'onorevole Cesaro. Le dimissioni debbono essere votate a scrutinio segreto e, quindi, è necessario il quorum. Prego, pertanto, i colleghi di non allontanarsi perché sulla questione delle dimissioni di un collega è bene che la Camera deliberi.
Prego, onorevole Paissan.
Tale decisione arriva dopo l'impedimento ad entrare nel territorio turco dichiarato nei confronti di altri due componenti del gruppo misto, i colleghi Saraceni e Pisapia, che a quel tempo svolgevano anche il ruolo di avvocati difensori di Ocalan. Ritengo grave la decisione del Governo turco, perché riguarda colleghi deputati impegnati nella tutela di diritti umani e nella tutela di diritti del popolo curdo. Essa è particolarmente grave perché viene inflitta da parte di un Governo di un paese che è membro della NATO e del Consiglio d'Europa ed è candidato all'ingresso nell'Unione europea.
Penso che si debba trovare il modo per discutere politicamente della questione, chiedendo al Governo un intervento, un passo nei confronti del Governo turco. Però, signor Presidente Violante, sottopongo la questione anche a lei come Presidente della Camera, perché si tratta di tutelare il ruolo, la funzione e le stesse persone di questi cinque nostri colleghi, che hanno l'unico torto di essersi battuti per la causa democratica di quel paese.
Ho formalizzato la mia richiesta come presidente del gruppo misto, inviando a lei, signor Presidente, una lettera scritta. Intendo chiederle anche in aula di fare un intervento a tutela di questi nostri cinque colleghi (Applausi).


