Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 704 del 29/3/2000
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Seguito della discussione del testo unificato dei progetti di legge: Scalia; Signorino ed altri; Pecoraro Scanio; Saia ed altri; Lumia ed altri; Calderoli ed altri; Polenta ed altri; Guerzoni ed altri; Lucà ed altri; Jervolino Russo ed altri; Bertinotti ed altri; Lo Presti ed altri; Zaccheo ed altri; Ruzzante; d'iniziativa del Governo; Burani Procaccini ed altri: Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (332-354-369-1484-1832-2378-2431-2625-2743-2752-3666-3751-3922-3945-4931-5541) (ore 16,12).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato dei progetti di legge d'iniziativa dei deputati Scalia; Signorino ed altri; Pecoraro Scanio; Saia ed altri; Lumia ed altri; Calderoli ed altri; Polenta ed altri; Guerzoni ed altri; Lucà ed altri; Jervolino Russo ed altri; Bertinotti ed altri; Lo Presti ed altri; Zaccheo ed altri; Ruzzante; d'iniziativa del Governo; d'iniziativa dei


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deputati Burani Procaccini ed altri: Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

(Ripresa esame dell'articolo 2 - A.C. 332)

PRESIDENTE. Ricordo che nella seduta del 20 gennaio 2000 è mancato il numero legale nella votazione dell'emendamento 2.31 della Commissione (per l'articolo 2 gli emendamenti ad esso presentati vedi l'allegato A - A.C. 332 sezione 1).
Dobbiamo pertanto procedere nuovamente alla votazione dell'emendamento 2.31 della Commissione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.31 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 302
Maggioranza 152
Hanno votato
sì 197
Hanno votato
no 105
Sono in missione 51 deputati).

Sono pertanto preclusi i restanti emendamenti.
Passiamo alla votazione dell'articolo 2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, l'onorevole Burani Procaccini. Ne ha facoltà.

MARIA BURANI PROCACCINI. Voglio anzitutto stigmatizzare queste continue riscritture del testo, che hanno generato una grossa confusione tra gli stessi componenti del Comitato dei nove, figuriamoci tra gli altri colleghi! Possiamo dire che questo testo è stato, quasi quasi, riscritto ad horas, prima e dopo ogni riunione del Comitato dei nove.
Vorrei sottolineare il fatto che nella riscrittura di questo articolo 2 fatta dalla Commissione si parla di un sistema integrato di interventi e che i soggetti che debbono intervenire in tale sistema sono, nell'ambito della sussidiarietà verticale, gli enti locali, la regione e lo Stato.
Negli articoli successivi del provvedimento si farà poi riferimento all'intervento dell'associazionismo e quindi del privato sociale e del privato tout court. Dire che lo Stato garantisce l'intervento ai livelli di prestazioni essenziali, sembra voler dire che lo Stato si interessa del primo intervento, cioè dell'intervento immediato, per far fronte alle necessità più urgenti del cittadino. In un secondo momento, nell'ambito cioè della programmazione degli interventi, viene previsto anche l'intervento del privato sociale.
L'articolo 22 del provvedimento concerne le disposizioni del sistema integrato di interventi, che in realtà sono per così dire a 360 gradi. In altre parole, lo Stato, attraverso gli enti locali, interviene sull'intero sistema; poi - graziosamente - chiama al secondo intervento, ossia alla programmazione combinata ed integrata, anche il privato e il privato sociale. Ci sembra che questa dizione, rispetto al testo originario, sia senz'altro confusionaria perché reca la conseguenza assurda che un eventuale assessore locale ai servizi sociali del «comunello x», nel trovarsi di fronte - come dicevo - alla possibilità di intervenire in un sistema integrato a 360 gradi, possa ritenere di affrontare non solo il primo intervento, quello di massima urgenza, legato all'estrema povertà e al bisogno del momento, ma possa chiedere che sia il comune a gestire anche la programmazione.
Sappiamo che questo sistema ha penalizzato fortemente l'assistenza e che vi è una richiesta burocratica di spiegazioni fino ad arrivare alla regione, ma ci si ferma nelle panie burocratiche del momento e non si ha quell'agilità che questa legge vorrebbe presupporre e di cui vorrebbe dotare il cittadino.
Su questo punto ritengo di richiamare l'attenzione, chiedendo alla relatrice un'ulteriore spiegazione e se possa essere soppressa la dizione relativa all'articolo


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22. Basterebbe questo a fare chiarezza perché si tratterebbe solo di primi interventi e basta.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lucchese, al quale ricordo che dispone di un minuto soltanto.
Avverto i colleghi dei gruppi che hanno esaurito il tempo a disposizione che esso sarà aumentato del 50 per cento per consentire una discussione adeguata. Questo vale anche per l'onorevole Cè. Ha facoltà di parlare, onorevole Lucchese.

FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, intervengo molto velocemente sullo stesso argomento trattato dall'onorevole Burani Procaccini.
Siamo contrari all'articolo 22, perché ha inserito artatamente l'inciso «ai sensi dell'articolo 22» che comprende tutti gli interventi a 360 gradi - come è stato detto - e non solo quelli di livello essenziale ed urgente. In questo modo, sono discriminati il privato sociale e il terzo settore. Non siamo, dunque, d'accordo con l'inserimento di questo inciso ed esprimeremo voto contrario sull'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Presidente, questo articolo, di cui avevamo già parlato tre mesi fa, mi costringe a riprendere alcuni temi. Ritengo che questo testo sia estremamente demagogico e contraddittorio, onorevole Signorino, perché, da un lato, al comma 1, si parla di universalità che, se vi è una certa cogenza nella legge, dovrebbe equivalere almeno ad un'obbligazione perfetta e stabilire un diritto soggettivo, almeno relativamente ad alcune prestazioni fondamentali. Per universalità si dovrebbe ritenere che la totalità dei cittadini abbia accesso e diritto ad alcuni servizi essenziali. Dall'altro lato, nei commi successivi, si parla di priorità. Come avevo già avuto modo di dire, la priorità che diventa selezione e poi razionamento, è il contrario dell'universalità, tanto più quando livelli essenziali, fissati dall'articolo 22, sono estremamente vaghi.

MARIA BURANI PROCACCINI. Ed estesi!

ALESSANDRO CÈ. Pertanto, questo testo e, in particolare, l'articolo 2, che racchiude in sé le finalità e il senso del provvedimento, è demagogico perché - come risulta assolutamente esplicito - non avete abbinato ai grandi principi uno stanziamento di risorse finanziarie adeguato.
Vorrei ricordare a tutti, considerato che è tanto tempo che non parliamo di questo provvedimento, che la previsione aggiuntiva è di 500 miliardi in tabella A. Questo è il limite massimo che abbiamo a disposizione. Sarebbe stato molto più intelligente, credibile e corretto, anche nei confronti dei cittadini, attenersi, almeno in una prospettiva di medio termine, a quello che abbiamo a disposizione sotto il profilo delle risorse finanziarie. In tal modo, i cittadini che rientrano nella dizione e nei limiti dell'articolo 38 della Costituzione, che sono coloro che non possono procurarsi un reddito, gli inabili al lavoro e gli invalidi, sarebbero realmente tutelati e dovrebbero avere non solo un accesso prioritario, ma la sicurezza di ottenere adeguate prestazioni. Con questa contraddizione tra universalità ed accesso prioritario chi voterà questa legge otterrà come risultato che queste persone, tutelate dall'articolo 38 della Costituzione, potranno non ottenere il soddisfacimento dei loro diritti, come dicevo costituzionalmente tutelati. Questo concetto lo sto ribadendo da un po' di tempo. Noi tutti siamo convinti che sia migliore un sistema di tipo universalistico, ma questo lo è solo sulla carta.
Vi sono poi anche altri aspetti in questo articolo 2 che non ci convincono assolutamente. Ad esempio, tra le categorie che debbono avere priorità, includiamo addirittura coloro i quali hanno difficoltà di inserimento nella vita sociale.


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Non vi sembra una dizione molto ampia e aspecifica? Chi sarà chiamato a giudicare questa difficoltà nell'inserimento sociale? Potranno sicuramente esservi degli abusi.
Viene anche prevista come categoria prioritaria quella di coloro i quali incontrano difficoltà nell'inserimento nel mondo del lavoro. Vorrei ricordarvi che esistono altri strumenti, di pertinenza di altri settori della pubblica amministrazione, che dovrebbero tutelare questa categoria, alla quale diamo invece priorità. Voglio fare un esempio lampante: se una persona ha una determinata disponibilità patrimoniale, la inseriamo ugualmente tra i soggetti prioritari perché non ha un lavoro? Vorrei che lei mi rispondesse, onorevole Signorino.
Lo strumento allora è improprio e favorendo queste persone determiniamo anche una selezione. Credo pertanto che ciò sia assolutamente fuori luogo.
Un'ultima considerazione, perché ho terminato il tempo. Si prevede che i parametri per la valutazione delle condizioni siano definiti dai comuni. Anche in questo caso credo vi sia un errore di fondo e ne avevamo già parlato. Per valutare con precisione i depositari di questa priorità, i comuni non sono sufficientemente garantiti, nel senso che debbono perlomeno avvalersi di organismi che hanno anche competenze di ordine sanitario.
Un'osservazione finale prima di concludere. Si parla ancora una volta di informare i destinatari in ordine ai servizi erogati e questo può essere fatto anche dagli erogatori dei servizi stessi. Trovo ciò estremamente sbagliato, perché potrebbe esservi un'informazione distorta. Tale informazione deve rimanere invece a livello istituzionale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania - Congratulazioni).

PIERGIORGIO MASSIDDA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Massidda, per il suo gruppo ha parlato l'onorevole Burani Procaccini. Le do un minuto di tempo a titolo personale.

PIERGIORGIO MASSIDDA. Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, lei poc'anzi ha fatto presente all'Assemblea che il tempo disponibile veniva aumentato del 50 per cento. Vorrei sottolineare che il provvedimento che stiamo trattando viene unanimemente definito un tassello essenziale per la riforma del welfare. Stiamo esaminando tale provvedimento a tappe piuttosto distanziate l'una dall'altra e credo pertanto sia doveroso concedere del tempo per affrontarlo e per consentire a tutti i colleghi di intervenire sulla materia.
Questa mattina le abbiamo fatto presente, Presidente, che era assurdo trattare un argomento così importante in questo momento, soprattutto sapendo che sarebbe stato impossibile esaminarlo nel prosieguo dei nostri lavori in questa e nella prossima settimana. Ci consenta quindi, almeno per quanto riguarda il tempo, di intervenire, dal momento che nel Comitato dei nove - come ha già avuto modo di osservare l'onorevole Burani Procaccini - sono stati emendati aspetti estremamente delicati, che necessitano di un minimo di trattazione e di dibattito. Ciò proprio per rispetto nei confronti di questo provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Massidda, ho detto poco fa che ai gruppi che lo hanno esaurito il tempo a disposizione verrà aumentato del 50 per cento. Il suo gruppo, peraltro, non lo ha ancora esaurito. Ciò, quindi, va proprio nella direzione che lei indicava.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2, nel testo emendato.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 310
Votanti 308
Astenuti 2
Maggioranza 155
Hanno votato
sì 194
Hanno votato
no 114
Sono in missione 51 deputati).

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