Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 704 del 29/3/2000
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(Problemi organizzativi dell'Istituto poligrafico zecca dello Stato)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Galdelli n. 3-05417 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
L'onorevole Galdelli ha facoltà di illustrarla.

PRIMO GALDELLI. Signor Presidente, ministro, come è ampiamente noto, il 1o gennaio 2002 entrerà in vigore la moneta euro. L'Istituto poligrafico e zecca dello Stato ha l'incarico di coniare - quindi di produrre - entro il 31 dicembre 2001 oltre 7 miliardi di monete in metallo. Ne sono state prodotte 700 milioni di pezzi e procedendo con i ritmi attuali di fabbricazione appare difficile, se non impossibile, raggiungere l'obiettivo nei tempi previsti.
Ritardi vi sono anche nella stampa della Gazzetta Ufficiale e per i materiali inerenti al lotto e alla lotteria. Questi ritardi dipendono largamente da una cattiva organizzazione del lavoro, da mancanza di personale nei punti essenziali del processo produttivo, da una confusione interna in cui nessuno appare responsabile di quanto succede.
Noi vogliamo sapere perché tutto ciò accada, cosa si faccia per evitare i ritardi di cui ho già detto, se esista un disegno volto a disarticolare l'Istituto poligrafico e zecca dello Stato e per quali ragioni.

PRESIDENTE. Il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Signor Presidente, seguo da tempo con attenzione la questione, perché questo tipo di informazione e di preoccupazione attorno all'Istituto poligrafico circola appunto da tempo. Posso riferire in questa sede, ovviamente, quello che i responsabili dell'Istituto fanno sapere al ministro e siccome glielo fanno sapere ne sono responsabili oggi e domani.
I dati sono quelli da lei forniti, onorevole Galdelli. Dobbiamo produrre 7 miliardi e 200 milioni di pezzi entro la fine dell'anno prossimo; siamo arrivati a produrre 700 milioni di pezzi e, se proseguissimo con questo ritmo, se l'aritmetica non è un'opinione, non arriveremmo a raggiungere l'obiettivo.
Che cosa mi risulta? Intanto mi risulta che vi sia una tempistica in progress di lavoro e di crescente produttività dei pezzi necessari. Il nuovo stabilimento - mi si dice - di via Gino Capponi è diventato pienamente operativo nel mese di febbraio. In più si aggiunge che il raddoppio


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degli operatori a ciò dedicati è avvenuto in connessione con la operatività del secondo stabilimento. Si può prevedere che il ritmo di produzione sia destinato a crescere via via nei prossimi mesi, anche perché si prevede che a breve cinque nuove presse entrino in funzione a via Gino Capponi; a ciò si aggiungono quattro linee automatiche di confezionamento per le due unità produttive: il che dovrebbe permettere poi di smaltire il prodotto.
L'Istituto poligrafico zecca dello Stato mi assicura che alla fine del 2001 noi saremo in grado di contare 7 miliardi e 200 milioni di pezzi di produzione nazionale. Confido che ciò accada; seguo con attenzione la questione per evitare che non accada e mi pongo nel frattempo anche l'altro problema di che cosa faremo dei pezzi che dovremo dismettere. Da un'idea che era stata originariamente lanciata in un incontro casuale con dei bambini, è nato un concorso che si sta svolgendo attraverso la RAI, che raccoglie idee dai ragazzi e dalle ragazze delle nostre scuole riguardo a ciò che si intende fare con le monete non riciclabili, che dovremo in qualche modo dismettere quando tutti quei pezzi entreranno in circolazione.
Per quanto riguarda la Gazzetta Ufficiale, sembra che essa abbia già recuperato i propri ritardi, a quanto mi viene detto: aveva 2.200 pagine di arretrato alla fine del 1997; che sono aumentate a circa 5.000 alla fine del 1998; sembra che con il 1999 abbia integralmente recuperato gli arretrati degli anni precedenti, arrivando a 120.424 pagine e arrivando anche a distribuire (anche con l'accordo con le poste) con efficienza il prodotto. Pare che gli stessi supplementi - questa è un'esperienza che ho fatto personalmente - arrivino al massimo in tre giorni.
La produttività del lotto ha ritmi di crescita da Unione Sovietica degli anni trenta, perché aveva fatto 183 mila scatole nel 1996, 258 mila nel 1997, 346 mila nel 1998 e 493 mila nel 1999.
Evviva il lotto: sembra essere l'attività più produttiva del paese!

PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Amato che, citando una serie di cifre, ha utilizzato un tempo superiore a quello previsto; ma le cifre sono spesso più eloquenti delle parole.
L'onorevole Galdelli ha facoltà di replicare.

PRIMO GALDELLI. Il ministro ha affermato che lui ovviamente tiene sotto controllo la situazione del Poligrafico e riferisce ciò che gli viene detto. Noi siamo in una condizione diversa, nel senso che anche noi riceviamo ciò che lei ci riferisce; riceviamo però anche informazioni dirette dall'interno dell'azienda. Rileviamo che vi è un po' di contrasto, che vi è una contraddizione su questo punto. Credo che tale contraddizione debba essere verificata e che vadano esaminate le ragioni di questo fenomeno.
Credo che con il prepensionamento di 1.700 lavoratori il Poligrafico avrà dei problemi per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro e la produttività dello stesso. La mia impressione è che il tutto non sia stato ben calcolato. La mia impressione è che all'interno dell'azienda non siano ben definite le responsabilità, per cui si verifica una specie di scaricabarile, che va interrotto, e credo che il Governo debba impegnarsi di più in questo senso, anche rimuovendo situazioni che vanno rimosse, perché non è possibile che si determini lo svuotamento di un'azienda come il Poligrafico dello Stato. Va ridefinita la sua missione, ministro. Dobbiamo ridefinire la missione del Poligrafico e agire in coerenza con gli obiettivi che ci poniamo. Se c'è qualcosa o qualcuno che non agisce secondo le indicazioni che il Governo dà, è bene che se ne traggano le conclusioni. Ecco, la invito a valutare bene questa possibilità.

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