Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 704 del 29/3/2000
Back Index Forward

Pag. 49


...

La seduta, sospesa alle 12,50, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata concernenti argomenti di competenza dei ministri della difesa, dei lavori pubblici, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, dell'industria, del commercio e dell'artigianato, della giustizia e dell'interno.
Prego i colleghi che interverranno di rispettare i tempi sintetici previsti per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata; ovviamente anche il Governo risponderà con pari sintesi.

(Autenticità di un documento del comando generale dei carabinieri in materia di riordino delle Forze armate e di polizia)

PRESIDENTE. Cominciamo con l'interrogazione Veltri n. 3-05423 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
L'onorevole Veltri ha facoltà di illustrarla.

ELIO VELTRI. Signor Presidente, questa interrogazione si riferisce ad un documento - mi rivolgo al Governo per sapere se esso sia autentico o meno perché è intestato «Comando generale dell'Arma dei carabinieri» e datato 31 marzo 1995 - con il quale i comandanti provinciali e di gruppo venivano invitati dal sottocapo di stato maggiore - sempre che il documento sia autentico - ad intervenire presso i parlamentari del proprio collegio elettorale per raccomandare un disegno di legge. La cosa mi ha preoccupato e sconvolto, perché, se non fosse autentico, è preoccupante che circoli, ma se lo fosse, sarebbe ancor più preoccupante.
Devo dire, in conclusione, che sono molto preoccupato per i malumori, le polemiche ed i sospetti tra le varie forze di polizia e che sono rimasto sconcertato dalla registrazione e diffusione di una telefonata - cosa mai avvenuta nel nostro paese in queste forme - tra il Presidente del Consiglio dei ministri ed il rappresentante del Cocer dell'Arma dei carabinieri, il quale ha registrato la telefonata e l'ha diffusa. Questo mi sconvolge perché, in una democrazia moderna, cose di questo genere non dovrebbero accadere.
Ascolterò la risposta del Governo per sapere se il documento di cui ho parlato sia vero.

PRESIDENTE. Il ministro della difesa ha facoltà di rispondere.

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, il documento poc'anzi citato è stato effettivamente diramato dal comando generale dell'Arma dei carabinieri ai comandi dipendenti il 31 marzo 1995. Il documento in questione, non sottoposto ad alcun vincolo di riservatezza, sollecitava i comandi dipendenti dell'Arma ad informare i parlamentari sulle implicazioni di un emendamento ad un disegno di legge sul rapporto di


Pag. 50

impiego, le carriere ed il trattamento economico delle forze di polizia e delle Forze armate.
È forse bene precisare subito come la materia trattata da quel provvedimento fosse del tutto estranea, oltre che distante nel tempo, a quella oggetto del disegno di legge sul riordino delle forze di polizia attualmente all'esame del Senato. L'emendamento in questione, presentato al provvedimento di cinque anni fa, andava ad incidere, sul piano sostanziale, sul principio della omogeneizzazione delle carriere di tutto il personale non direttivo delle forze di polizia e delle Forze armate (principio condiviso anche dal Governo che aveva, nel frattempo, presentato il testo dei decreti legislativi di riordino delle carriere, poi approvati dal Parlamento nel successivo mese di maggio 1995). L'emendamento, inoltre, appariva incoerente ed in contrasto con la sentenza n. 277 del 1991 della Corte costituzionale che riconosceva la piena parità funzionale e retributiva del personale non direttivo di tutte le forze di polizia.
Il documento del comando generale dell'Arma, mai pervenuto al Ministero della difesa, intendeva richiamare l'attenzione dei parlamentari sugli aspetti tecnici della questione per consentire loro una compiuta valutazione.
I fatti in parola risalgono a cinque anni fa - come ho ricordato - e sono quindi distanti nel tempo e diversi dai modi e dai comportamenti in cui questa amministrazione si riconosce e a cui richiede e si aspetta che si conformino anche tutte le strutture che da essa dipendono. Osservo, comunque, che la natura di quel documento del comando generale dell'Arma, proprio perché non riservata, appare connotare un'azione non nascosta, ma alla luce del sole, volta ad informare più che ad esercitare sensibilizzazioni che sarebbero state improprie, essendo il Governo l'interlocutore del Parlamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Veltri ha facoltà di replicare.

ELIO VELTRI. Signor ministro, prendo atto della trasparenza del Governo, che ci dice che il documento è autentico, tuttavia sono un po' meravigliato dal fatto che si pensi che un'iniziativa di questo tipo sia del tutto normale in un paese democratico.
Eravamo ai primi mesi del 1995 e infuriavano le inchieste della magistratura sulla corruzione. Ebbene, mi metto nelle vesti di qualsiasi parlamentare che si sente bussare alla porta di casa e chiede: chi è? Risposta: c'è il capitano dell'Arma dei carabinieri. Si rimane un po' sorpresi (per mia fortuna a me non è mai capitato). Uno, stando sul chi vive, chiede: cosa vuole? Risposta: si tratta solo di caldeggiare un emendamento ad un disegno di legge del Governo. Replica: ma venga, per carità, non se ne discute neanche! Sono felice di accoglierla e a questo punto le offro il caffè!
Io ho un senso molto austero delle istituzioni, e così mi sono sempre comportato, per cui cose di questo tipo mi sconvolgono davvero. Poi si capisce il motivo per cui le forze di polizia polemizzano e per quale motivo un capitano dell'Arma dei carabinieri registra ciò che dice il Presidente del Consiglio. A tale proposito non saprei dire quale sia stata la reazione del Governo nei confronti di un'iniziativa così grave, visto che addirittura nelle bacheche delle caserme sono state affisse le copie delle registrazioni dell'intervento e della telefonata del Presidente del Consiglio.
Come vede non entro nel merito del provvedimento in discussione al Senato. Non l'ho votato ma non è comunque questa la sede per parlarne, tuttavia debbo dire che questo documento mi turba profondamente, perché dal punto di vista istituzionale costituisce un fatto che io considero grave (Applausi).

Back Index Forward