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PRESIDENTE. Colleghi, a questo punto l'ordine del giorno prevede l'esame del provvedimento riguardante l'assistenza. Ricordo che dovremmo immediatamente cominciare con una votazione, perché nella seduta del 20 gennaio scorso, l'ultima dedicata all'esame di tale provvedimento è mancato il numero legale nella votazione dell'emendamento 2.31 della Commissione. Se i colleghi sono d'accordo, valuterei la possibilità di riprendere l'esame del provvedimento direttamente nel pomeriggio, alle 16. Alle 15 è infatti previsto lo svolgimento del question time e, quindi, si riprenderà alle 16 direttamente con le votazioni relative al provvedimento sull'assistenza.
ELIO VITO. C'è il ministro!
ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, sono favorevole ad iniziare il dibattito sul provvedimento sull'assistenza ma, visto che esso è stato inserito in calendario fin dal luglio scorso, abbiamo approvato due articoli tre o quattro mesi fa, poi è stato abbandonato e adesso ricompare, spero che non sia solo per la coincidenza con la campagna elettorale.
ciò sarebbe sbagliato, dato che non si riuscirebbe ad avere una visione organica dell'argomento stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Cè, sono del tutto d'accordo con lei a tale proposito. Come lei sa, perché segue la questione, questo andamento altalenante non è dipeso dalla Presidenza. Io sono, ripeto, del tutto d'accordo con lei e spero davvero che si possa esaminare il provvedimento nel modo da lei auspicato.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, anch'io vorrei associarmi a quanto detto dal collega Cè.
ANTONIO SAIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO SAIA. Signor Presidente, parto dalle stesse considerazioni dei colleghi Cè e Massidda per arrivare alla conclusione opposta. Nel paese vi è un'attesa molto forte della legge quadro sull'assistenza. Voglio ricordare che anche i comuni si trovano in gravi difficoltà a svolgere i compiti loro delegati dalle leggi vigenti, in assenza di una legge quadro. Al riguardo, vi è l'unanimità da parte di tutti i comuni di destra, di centro e di sinistra. Rinviare ulteriormente la discussione e l'approvazione della legge quadro sull'assistenza significherebbe rinviarla a dopo le elezioni e, probabilmente, anche a dopo il referendum. Vi sono miliardi di lire che non si riesce a spendere adeguatamente per l'assistenza perché manca una legge quadro! Il Parlamento è in grado di farlo, proprio perché ne discute da un anno, perciò non comprendo le motivazioni per cui, in due settimane di lavoro, non si possa riuscire a portare a termine quel provvedimento. Mi auguro che anche il Polo - visto che parte dalle stesse considerazioni - voglia rendersi disponibile ad approvare in breve tempo la legge quadro sull'assistenza, mettendo in campo tutte le legittime differenze esistenti, ma consentendo di approvare un provvedimento più che mai necessario.
DOMENICO GRAMAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DOMENICO GRAMAZIO. Signor Presidente, condivido in pieno quanto affermato dal collega Massidda e dall'onorevole Cè. La legge quadro sull'assistenza è certamente necessaria ma, fino ad oggi, i soldi sono stati spesi dagli enti locali. Mi sembra particolarmente provocatoria la dichiarazione del collega Saia, secondo cui si bloccherebbe tutto in mancanza della legge quadro. Da parte delle amministrazioni locali i soldi sono stati spesi e si spendono bene! Approvare oggi la legge quadro significherebbe favorire - come abbiamo già detto e come ribadiamo - un candidato alla presidenza di una regione, ovvero l'onorevole Turco.
ELSA SIGNORINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELSA SIGNORINO. Signor Presidente, mi associo alle considerazioni svolte da altri colleghi sull'opportunità di procedere rapidamente alla discussione della legge quadro sull'assistenza. Questa legge di riforma è attesa dai cittadini, tant'è che la Presidenza potrebbe testimoniare di aver ricevuto, in questi mesi, oltre duecento ordini del giorno assunti dai consigli comunali di tutta Italia, con maggioranze politiche diverse. Le dichiarazioni a favore di una rapida approvazione della legge includono anche quelle della conferenza dei presidenti delle regioni che si è, appunto, pronunciata ripetutamente. Abbiamo tutti ricevuto sollecitazioni dalla conferenza delle associazioni del volontariato, dal forum per il terzo settore e dalle organizzazioni sindacali. Dunque, non sfugge a nessuno che si tratta di una legge nell'interesse dei cittadini, da essi fortemente sollecitata.
DINO SCANTAMBURLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINO SCANTAMBURLO. Signor Presidente, voglio associarmi a quanto ha appena esposto la relatrice della proposta di legge quadro sull'assistenza, onorevole Signorino. Anch'io, a nome dei Popolari e democratici-l'Ulivo, formulo un invito a tutti i componenti dei gruppi con i quali si è lavorato moltissimo e con cui si sono trovate notevoli convergenze, affinché ci si appresti a svolgere la maggior quantità di lavoro possibile e ad andare avanti nell'esame del progetto di legge. Si tratta di un progetto di legge complesso, ma importante e atteso nel paese, per cui non vi sono speculazioni di carattere politico. Nessuno vuole farle, né ciò avrebbero senso di fronte a risposte fondamentali che i cittadini attendono dal Parlamento.
GIUSEPPE DEL BARONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE DEL BARONE. Anch'io, signor Presidente, mi associo alle parole che sono state dette dagli altri colleghi. Aggiungo soltanto una considerazione dall'alto della mia totale buonafede: quella di cui parliamo è una legge che deve essere varata. Non dobbiamo discutere i tempi (se prima o dopo), ma dobbiamo cercare
di approvarla nel tempo più rapido possibile, perché se tutti abbiamo dichiarato che essa è attesa dai cittadini, non vedo come questi possano essere messi a conoscenza di quanto vogliamo fare, se non si dice - come dico io in questo momento - che occorre vararla. Che sia prima o dopo è ininfluente, purché la cosa avvenga nell'interesse - lo ripeto e concludo - dei cittadini.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta, che riprenderà alle 15 con lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata e alle 16 con immediate votazioni sul provvedimento per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
Tuttavia, considerata l'importanza dell'argomento, poiché stiamo parlando della riforma di tutto il settore dell'assistenza - il 4 per cento del prodotto interno lordo che è destinato ad un comparto fondamentale -, le chiederei, Presidente, di non affrontare ancora una volta questo argomento in maniera frammentaria, perché
Vorrei ricordare che tale provvedimento è già stato più volte modificato sia dal Governo, sia per iniziativa del relatore per la maggioranza. Pertanto, per rispetto nei confronti del tema che andremo ad affrontare ed anche verso noi stessi, le chiedo di organizzare l'esame del provvedimento sull'assistenza in modo che ne sia completato l'iter. Non ha più alcun senso iniziare l'esame, discuterne per un'ora e poi rinviarne il seguito ad un'altra data, perché sarebbe davvero un comportamento indecoroso rispetto all'importanza dell'argomento.
Si tratta di un provvedimento sul quale abbiamo lavorato per alcuni anni e sul quale vi è una certa convergenza da parte di tutti i gruppi politici. Lei sa che esso è in calendario dal luglio scorso e che si tratta di una legge attesa da decine, se non centinaia, di migliaia di italiani.
Ma è anche vero che questa legge è stata elaborata insieme al ministro Turco, che in questo momento è sicuramente impegnata in altre questioni. Ritengo sia doverosa la sua presenza ed anche per questo motivo, ma soprattutto per i motivi che ha elencato il collega Cè e che anche lei ha dichiarato di condividere, ritengo che il provvedimento non possa essere esaminato a tratti, magari per un'ora, perché, se fosse così, proprio perché non vi sarebbe alcun raziocinio, sembrerebbe più un impegno elettoralistico, piuttosto che un impegno doveroso di tutte le forze politiche, come noi lo abbiamo sempre giudicato, per permettere un riordino in questa materia e per poter dare finalmente risposte ad esigenze reali nel nostro paese.
Per queste ragioni le chiedo, se possibile, di rimandare l'esame del provvedimento a quando sarà consentito a tutta l'Assemblea ed al ministro di partecipare al dibattito e di portare avanti l'esame del provvedimento in maniera serena.
Signor Presidente, chiedo a tutti i colleghi un atto di responsabilità. Abbiamo lavorato intensamente nel merito della legge e abbiamo avuto un proficuo scambio di opinioni al riguardo. Dunque, non vi sono contingenze politiche che possano indurci a rinviarne ulteriormente l'esame. Siamo in condizioni di discutere e prego i colleghi di convenire sull'opportunità di procedere, nel pomeriggio, all'esame di una parte consistente del testo unificato dei progetti di legge, nella consapevolezza che l'approvazione, se non altro per la pausa dei lavori indotta dalla competizione elettorale, potrà avvenire subito dopo lo svolgimento della competizione stessa (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


