![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del seguente documento:
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sul Doc. IV-quater, n. 125.
CARMELO CARRARA, Relatore. Onorevoli colleghi, la Giunta riferisce su una richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità avanzata dal deputato Amedeo Matacena, con riferimento ad un procedimento penale pendente nei suoi confronti presso il tribunale di Monza, in ordine al reato di concorso in diffamazione col mezzo della stampa.
Paderno Dugnano il 25 agosto 1995, che avrebbe recato dichiarazioni offensive della reputazione del dottor Vincenzo Macrì, magistrato della direzione nazionale antimafia, già applicato presso la procura della Repubblica di Reggio Calabria. In tale articolo, il Macrì viene indicato come «l'ispiratore di un "complotto" ordito contro il Matacena e, in particolare, le frasi che figurano nel capo di imputazione sono le seguenti: «Vincenzo Macrì è un soggetto neurolabile e ho chiesto al Guardasigilli che venga sottoposto ad una visita medica collegiale».
PRESIDENTE. Non vi sono iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione.
Relazione della Giunta per le autorizzazioni a procedere in giudizio sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti del deputato Matacena, pendente presso il tribunale di Monza, per il reato di cui agli articoli 595 del codice penale, 13 e 21 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 (diffamazione col mezzo della stampa, aggravata) (Doc. IV-quater, n. 125).
Ricordo che a ciascun gruppo, per l'esame del documento, è assegnato un tempo di 5 minuti (10 minuti per il gruppo di appartenenza del deputato Matacena). A questo tempo si aggiungono 5 minuti per il relatore, 5 minuti per richiami al regolamento e 10 minuti per interventi a titolo personale.
La Giunta propone di dichiarare che i fatti per i quali è in corso il procedimento concernono opinioni espresse dal deputato Matacena nell'esercizio delle sue funzioni, ai sensi del primo comma dell'articolo 68 della Costituzione.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Carmelo Carrara.
Il reato, secondo quanto è stato contestato al Matacena, sarebbe stato commesso in concorso con il giornalista Cuomo, per avere lo stesso pubblicato alcune dichiarazioni nell'ambito dell'articolo «Matacena non va in carcere e spara a zero sul giudice Macrì», apparso sul periodico L'Indipendente, pubblicato in
L'articolo in questione - del quale la Giunta ha preso conoscenza integrale - concerneva, tra l'altro, la polemica da lungo tempo avvenuta tra l'onorevole Matacena e il giudice Macrì, nonché alcune operazioni di polizia giudiziaria che l'onorevole Matacena aveva avuto modo di criticare.
La Giunta, come è prassi, nella seduta del 22 marzo 2000 ha ascoltato l'onorevole Matacena. Nel corso di tale audizione il parlamentare ha fatto presente che proprio in quei giorni, e precisamente in data 4 agosto 1995, aveva presentato una interrogazione al ministro di grazia e giustizia con la quale criticava alcune prese di posizione assunte dal giudice Macrì in alcune interviste rese a quotidiani nazionali e in particolare si chiedeva al ministro «Se non si ritenga opportuno, utile, indifferibile ed urgente disporre che il dottor Vincenzo Macrì, sostituto procuratore nazionale antimafia, venga sottoposto a visita collegiale al fine di accertare il suo stato di salute mentale». L'interrogazione in questione, però, non fu dichiarata ammissibile dalla Presidenza della Camera.
Il giorno successivo, tuttavia, l'onorevole Matacena ritenne di scrivere egli stesso al ministro sottoponendogli le fotocopie delle interviste rilasciate dal dottor Macrì. In tale missiva, diretta al guardasigilli, l'onorevole Matacena affermava testualmente «sono farneticanti ed essendo a noi ben noto quale deve essere il ruolo, la serenità, la qualità morale di un magistrato devo sottolineare come le stesse evidenziano chiaramente lo squilibrio mentale del magistrato».
L'opinione prevalente nell'ambito della Giunta è stata nel senso che le frasi proferite dall'onorevole Matacena costituiscono, con chiara evidenza, un giudizio ed una critica di natura sostanzialmente politica su fatti e circostanze che all'epoca erano al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica reggina nonché del dibattito politico-parlamentare locale e nazionale. È apparsa, inoltre, evidente la connessione e anzi l'identificabilità delle frasi riportate nell'articolo con l'attività parlamentare in quanto, indipendentemente dal fatto che le medesime costituiscono la ripetizione di una interrogazione ritenuta inammissibile, esse costituiscono la riproduzione di alcuni concetti espressi - in forma evidentemente paradossale - in una lettera indirizzata da un parlamentare a un ministro, attività quest'ultima che deve ritenersi intrinsecamente funzionale, indipendentemente dalla tipicità degli atti del parlamentare nei quali può essere «condensata» l'attività dello stesso, ad esempio, l'attività propositiva del tipo delle interrogazioni, delle interpellanze e degli atti di sindacato ispettivo in genere.
Per questi motivi la Giunta ha deliberato, a maggioranza, di riferire all'Assemblea nel senso che i fatti per i quali è in corso il procedimento nei confronti del deputato Matacena concernono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni.


