Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 695 del 16/3/2000
Back Index Forward

Pag. 59


...
Per la risposta a strumenti del sindacato ispettivo e per la discussione di una mozione (ore 18,33).

FABIO CALZAVARA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Signor Presidente, si tratta di un sollecito multiplo. Infatti, vorrei sollecitare una cinquantina di interrogazioni ed interpellanze che riguardano la Guardia di finanza. Da due anni non mi si dà risposta. All'inizio vi è stata qualche risposta, ma da due anni vi è il blocco totale. Vorrei sottolineare la gravità di questo fatto. Poco fa, ho sentito l'intervento di un collega e la risposta del Governo ad una interrogazione sulla Guardia di finanza, riguardante un'associazione facente parte di un sindacato della maggioranza. Ciò mi preoccupa, perché mi fa capire che si usano un metro e due misure per uno stesso problema.
Ho applaudito l'intervento del collega della maggioranza a difesa di quella associazione. Anch'io sono iscritto ad una associazione (l'associazione per la difesa in divisa) all'interno della Guardia di finanza, che si batte per una sua democratizzazione e per un ruolo più civile e più consono ai tempi. Ma la cosa grave è che questa cinquantina di interrogazioni e di interpellanze non riguardano la difesa di questa associazione, ma la denuncia precisa di fatti criminosi, o di dispersioni, o di malversazioni o altre cose spiacevoli


Pag. 60

nell'ambito della Guardia di finanza con la precisa individuazione degli ufficiali, superiori o meno, connessi a questi fatti.
Rivolgo un sollecito forte e solenne, anche perché ne ha bisogno la giustizia. È infatti accaduto che, in questi due anni, questi atti di sindacato ispettivo siano rimasti nei cassetti, mentre sono andate avanti le controdenunce degli ufficiali superiori nei confronti di persone che, all'interno della Guardia di finanza, avevano denunciato queste malversazioni, questi ladrocini non chiariti. Devo altresì dire che le prime risposte alle interrogazioni non solo sono state spiacevolmente deludenti, ma presentavano anche falsità e inesattezze che non meritano alcun commento, tanto più in quanto provenienti da un organismo militare.
Vorrei altresì dire che vi è bisogno di tale risposta per la chiarezza e la difesa delle carriere, ma soprattutto per difendere l'onestà di quanti operano all'interno della Guardia di finanza e credono in essa. Ne ho bisogno anch'io, perché sono stato chiamato in qualità di testimone di un paio di questi fatti e ho ricevuto la lettera di un generale, avendo presentato un'interrogazione sul suo comportamento a dir poco disdicevole - sottolineato dalla stampa e non da me - riguardo a certi fatti che, se non vengono chiariti, mi impongono di subire passivamente una cosa che ritengo insopportabile. Tra l'altro, lo ripeto, ho bisogno di queste risposte anche perché la lettera di questo generale avanza velate - neanche poi tanto - minacce nei miei confronti. Credo che questo sia assolutamente insopportabile e inaccettabile a fronte della situazione complessiva.

PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico della sua richiesta.

FORTUNATO ALOI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, vorrei che la Presidenza sollecitasse la risposta a due atti di sindacato ispettivo. Il primo riguarda una serie di intimidazioni e di attentati che si stanno verificando, da un po' di tempo a questa parte, in provincia di Reggio Calabria. Destinatari sono, oltre ad alcuni imprenditori, come il marchese Saverio Zerbi, della zona di Gioia Tauro, anche persone legate all'ambiente scolastico: mi riferisco al preside Giovanni Familiari dell'IPSIA di Siderno ed al preside Pittari dell'istituto magistrale di Locri. È un clima costante che ancora permane. Le sarei dunque grato, onorevole Presidente, se ella si rendesse interprete della richiesta avanzata al Governo di venire a rispondere in aula per fornire notizie in merito a questo clima che sta preoccupando gli abitanti della provincia di Reggio Calabria e la popolazione calabrese tutta.
La seconda questione, onorevole Presidente, è anch'essa di grande attualità e drammaticità. Ho presentato un'interrogazione, ho sottoscritto una mozione ed ho presentato una proposta di legge su una questione che sta preoccupando la pubblica opinione e, soprattutto, vari ambienti della nostra realtà sociale. Mi riferisco all'infibulazione, una pratica che colpisce la civiltà: si tratta di una barbarie che viene perpetrata in nome, talvolta, di motivazioni religiose o di stranissime tradizioni e che ha interessato e interessa 115 milioni di donne di paesi extracomunitari africane. Ogni giorno 5 mila ragazze, dai dieci ai dodici anni, subiscono queste mutilazioni.
Mi chiedo se tutte le logiche del femminismo imperante, delle grandi rivendicazioni e di tutto quanto attiene alla difesa della dignità della donna non debbano tenere nel debito conto questo elemento gravissimo, anche perché a queste pratiche si prestano alcuni medici italiani e alcune strutture sanitarie nazionali. Questi stranieri presenti sul nostro territorio trovano, infatti, connivenze anche a livello di strutture sanitarie.
La mia proposta di legge, sottoscritta da più di cento parlamentari di tutti i settori politici, è attualmente all'esame della Commissione. Signor Presidente,


Pag. 61

credo sia necessario sollecitare l'iter di tutti questi provvedimenti; la mozione da me sottoscritta - mi riferisco al terzo dei provvedimenti che ho citato - reca come prima firma quella dell'onorevole Biondi e come seconda quella dell'onorevole Jervolino Russo; la mozione rappresenta un ulteriore strumento che si aggiunge alla proposta di legge e alle interrogazioni presentate sulla materia.
Signor Presidente, si tratta di una questione di civiltà contro la barbarie; non è possibile che nel 2000 possano ancora verificarsi questi fatti che sono di un'estrema gravità, che offendono la dignità della persona e della donna e, quindi, la civiltà, senza bisogno di ulteriori aggettivi.

ANGELO MUZIO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGELO MUZIO. Signor Presidente, chiedo alla Presidenza di sollecitare la risposta ad un'interrogazione che ho presentato oggi, rivolta ai ministri dell'interno e dell'ambiente, relativa a fatti accaduti nella giornata di ieri a Cassine, in provincia di Alessandria, e riportati dai giornali nazionali. In località Gabonata un intervento delle forze dell'ordine ha provocato il ricovero di alcuni abitanti di quella frazione, nella quale è stato individuato un sito per la realizzazione di una discarica autorizzata a sovvallo. È stato procurato un certo allarme da parte dei sindaci che hanno chiesto di poter avere una discarica nella zona di Acqui Terme. Ritengo che questo sia un fatto grave perché i sindaci stanno allarmando la popolazione anche con una pressione circa il rincaro delle tasse sulla nettezza urbana, giustificandola con la collocazione di quella discarica per rifiuti in località diversa da quella autorizzata.
Ieri i cittadini stavano difendendo i propri diritti di non vedere collocata una discarica in mezzo a vigneti che producono vino DOC. La prefettura ha tentato una mediazione, ma l'intervento delle forze dell'ordine ha provocato ulteriori turbolenze tra i cittadini ed alcuni sindaci hanno minacciato di non consegnare i certificati elettorali in ragione delle loro richieste che mi permetto di definire inusitate. Credo che questi comportamenti debbano essere stigmatizzati e mi auguro di ricevere una risposta sollecita sui fatti occorsi anche da parte del Ministero dell'interno.

PRESIDENTE. La Presidenza solleciterà il Governo nel senso da lei auspicato.

Back Index Forward