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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Rizza n. 2-02251 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7).
ANTONIETTA RIZZA. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'industria, il commercio e l'artigianato ha facoltà di rispondere.
GIANFRANCO MORGANDO, Sottosegretario di Stato per l'industria, il commercio e l'artigianato. È necessaria una breve informazione, che del resto è già contenuta nel testo dell'interpellanza, relativa al rapporto tra la società Grafiche Renna e il Ministero dell'industria, per quel che riguarda le incentivazioni concesse ai sensi della legge n. 488 del 1992.
o meno delle agevolazioni concesse, al completamento delle erogazioni eventualmente ancora da effettuare o eventualmente al recupero di erogazioni già effettuate, qualora si dovesse verificare il mancato adempimento degli impegni assunti.
PRESIDENTE. L'onorevole Rizza ha facoltà di replicare.
ANTONIETTA RIZZA. Ringrazio il sottosegretario di Stato per l'industria per la risposta che ha dato, ma vorrei dire che la vicenda è più complicata rispetto alle informazioni di cui dispone lo stesso Ministero. Venerdì scorso, circa una settimana fa, la Grafiche Renna ha proceduto ad inviare lettere di licenziamento a ben dieci lavoratori: vi sono stati diversi incontri, a più livelli, anche nella prefettura di Palermo e all'ufficio del lavoro, ma non si è riusciti in quelle sedi a far recedere la proprietà da questa decisione.
miliardo: sappiamo, però, che l'erogazione è stata di ben altra entità. Nel 1998, il signor Renna costituiva una nuova società, la cui amministratrice è la signora Rosalia Renna, figlia di Eugenio Renna, e la cui sede è in piazza Santa Chiara n. 9 (esattamente nello stesso immobile, ad un piano diverso, in cui la Grafiche Renna svolge la propria attività).
L'onorevole Rizza ha facoltà di illustrarla.
La società Grafiche Renna ha richiesto le agevolazioni previste dalla legge n. 488 del 1992, consistenti in un contributo in conto capitale di 1 miliardo e 151 milioni e 730 mila lire, su investimenti pari a 1 miliardo e 919 milioni e 900 mila lire, per la realizzazione di un programma di investimenti presso l'unità produttiva ubicata in Palermo, via Saladino n. 1 (progetto n. 59795/96).
Le agevolazioni risultano concesse in via provvisoria. Questo significa che non sono ancora stati fatti i collaudi definitivi per quel che riguarda l'adempimento degli impegni che l'azienda destinataria dell'incentivo ha assunto, cioè i noti impegni previsti dalla legge n. 488, vale a dire quello all'aumento dell'occupazione per un certo periodo di tempo e quello al mantenimento delle attrezzature e degli impianti oggetto degli incentivi concessi ai sensi della legge n. 488.
Ovviamente, il risultato del sopralluogo sarà determinante per la decisione del Ministero dell'industria in ordine alla conferma
Per quanto concerne la ditta Eurografica, con sede in Palermo, che l'interpellanza individua come destinataria di nuove agevolazioni, dal punto di vista formale, al Ministero risulta di avere concesso agevolazioni ad un'impresa con la medesima denominazione sociale, ma per una sede produttiva e per un ammontare differenti da quelle indicate nell'interpellanza. Quindi, secondo gli atti formali di cui dispone il Ministero, si tratterebbe di aziende diverse e tra di loro non collegate. Ovviamente, data la contiguità territoriale, se posso definirla così, degli indirizzi, credo sia opportuno un approfondimento della questione ed una verifica dell'effettiva rispondenza dei dati formali con quelli reali.
Il Ministero dell'industria procederà quindi ad un approfondimento delle questioni che sono state evidenziate nell'interpellanza, iniziando con l'informare celermente la banca concessionaria, il Banco di Sicilia, affinché provveda ad effettuare direttamente, come prima iniziativa, gli opportuni accertamenti, in relazione ai quali il Ministero trarrà prime conclusioni ed eventualmente potrà assumere ulteriori iniziative di tipo ispettivo con fini di approfondimento e di verifica.
Ovviamente, il Ministero dell'industria è disponibile a valutare, anche in un rapporto con le organizzazioni sindacali, i problemi che dovessero derivare dall'eventuale mancato rispetto degli impegni occupazionali assunti dalle imprese in oggetto in concomitanza con la concessione del contributo ai sensi della legge n. 488.
Gli elementi che sono in mio possesso, che consegnerò al sottosegretario Morgando (che ringrazio per la sua disponibilità a verificare in tutte le sedi come stiano le cose) sono gravi: ritengo, infatti, che i proprietari della Grafiche Renna abbiano utilizzato, almeno in parte, gli incentivi della legge n. 488 del 1992 non nei modi corretti previsti dalla legge medesima. Il punto su cui si vuole richiamare l'attenzione è che la legge n. 488 del 1992 prevede incentivi finanziari alle imprese che sono vincolati al mantenimento dei livelli occupazionali. Gli incentivi sono stati già utilizzati in parte quando il signor Eugenio Renna era amministratore della società ed aveva la proprietà dell'immobile in cui si svolge l'attività, catastalmente ubicato in piazza Santa Chiara. Al di là del numero del progetto e delle relative cifre, il punto vero è il vincolo occupazionale fino al 31 dicembre 1999.
La società Grafiche Renna ha assunto formalmente alcuni lavoratori che non hanno mai prestato attività presso l'azienda. Lo stesso signor Renna e la moglie risultano essere dipendenti della Grafiche Renna, anche se i lavoratori sostengono di non aver visto la moglie in azienda da almeno un anno. Si fa rilevare da parte dei lavoratori (è una cosa molto grave, a mio modo di vedere) che i finanziamenti della legge n. 488, almeno in buona parte, non sono stati utilizzati per acquistare beni strumentali nuovi, ma addirittura per acquistare beni strumentali vecchi.
In ogni caso, il valore dei beni più il costo della ristrutturazione affrontata dalla Grafiche Renna, in esecuzione del finanziamento ricevuto, non dovrebbe superare, in base alle nostre informazioni, il
Come lei, signor sottosegretario, giustamente ricordava, anche la Eurografica ha richiesto ed ottenuto, ai sensi della legge n. 488, un finanziamento, pari, secondo le notizie di cui dispongo, a circa 7 miliardi e 800 milioni. La signora Rosalia Renna è l'amministratrice di Eurografica e fino ad oggi ha gestito con il padre, Eugenio Renna, l'attività della società Grafiche Renna. Ciò sembrerebbe violare il decreto ministeriale n. 527, come modificato in attuazione della legge n. 488, che vieta di richiedere più agevolazioni che, sebbene riferite a distinti investimenti, siano riconducibili alla medesima attività. Si suppone, tra l'altro, che l'immobile di proprietà della società Grafiche Renna, ove essa svolge la propria attività, sia stato venduto all'Eurografica, anche se ad oggi l'unica attività economica svolta nello stabile è quella della società Grafiche Renna.
Dopo la costituzione di Eurografica ed il suo finanziamento, sempre ai sensi della legge n. 488, i beni utilizzati per la produzione della società Grafiche Renna talvolta erano forniti di targhette riportanti il numero di progetto della suddetta società, in altri casi del numero di progetto per Eurografica e tutte venivano sostituite ogni qualvolta dovevano arrivare i controlli. Fino ad oggi i dipendenti della Grafiche Renna hanno lavorato perlopiù su beni strumentali di proprietà di Eurografica, che non elenco per brevità di tempo.
Le organizzazioni sindacali, insieme con gli organi di controllo, hanno svolto e stanno svolgendo una battaglia a salvaguardia dei livelli occupazionali, ma ciò che mi preme sottolineare nel concludere è che le informazioni che brevemente e superficialmente ho voluto dare ci confermano quanto sia utile e importante effettuare i controlli.
Pongo un interrogativo perché è del tutto evidente che, se una parte dei controlli è stata fatta e non è stato scoperto niente, in qualche modo bisogna allertare il Banco di Sicilia, che in questo caso è il tramite per l'erogazione dei contributi, perché mi risulta che per altri progetti il Ministero dell'industria svolge sistematicamente controlli rigorosi. Mi auguro che questa volta si possa fare altrettanto e, soprattutto, sulla base delle informazioni disponibili, si effettuino eventualmente anche controlli incrociati, e non solo nei confronti del Banco di Sicilia.
Credo che la sua disponibilità sia opportuna e, tra l'altro, mi risulta che le organizzazioni sindacali si siano rivolte alla magistratura proprio al fine di denunciare quanto è accaduto e, soprattutto, perché crediamo che con risorse pubbliche di simile entità non si possa fare il gioco delle scatole cinesi: recuperare risorse e, poi, licenziare i lavoratori.
Pertanto, credo che non si debba solo manifestare solidarietà nei confronti di coloro che si sono visti recapitare la lettera di licenziamento, ma che sia anche nostro dovere eseguire i controlli e fare in modo che i lavoratori possano rientrare, nonché smascherare giochi di altro tipo, se ci sono, quali le false assunzioni. In una realtà ed in una situazione tanto difficile, infatti, esse certamente non rendono un buon servizio alla collettività e ai disoccupati, nonché ai lavoratori tutti.


