Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 695 del 16/3/2000
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(Iniziative per prevenire eventuali problemi di ordine pubblico nella partita di calcio Juventus-Torino)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Siniscalchi n. 2-02306 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2).
L'onorevole Siniscalchi ha facoltà di illustrarla.

VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, la nostra interpellanza urgente reca la firma di numerosissimi deputati di tutti gli schieramenti presenti in Parlamento e nasce da una profonda preoccupazione, determinata da una decisione che non esitiamo a definire sorprendente, adottata, su sollecitazione della società calcistica Juventus, o delle altre società, dall'autorità di polizia di Torino. Me ne sono fatto promotore anche nella mia qualità di relatore sul disegno di legge presentato dal Governo per reprimere la violenza negli stadi, o in occasione di manifestazioni sportive.
Dai giornali e dai mezzi di informazione in genere, apprendiamo che la decisione adottata in occasione del derby Juventus-Torino, che dovrà disputarsi la prossima domenica 19 marzo allo stadio delle Alpi di Torino, ha suscitato nella tifoseria penalizzata e comunque nel pubblico sportivo della società ospitata, il Torino, gravi tensioni e gravi motivi di disappunto. È stata infatti interpretata - i giornali danno ampiamente conto di queste reazioni - come una forma di esproprio della curva che tradizionalmente ospita la tifoseria torinese.
Tuttavia, il problema che poniamo, ovviamente, non è di carattere sportivo, e nemmeno di tifoseria. La nostra preoccupazione nasce dal carattere di questa decisione, che è esattamente inversa allo scopo del disegno di legge in discussione nella sede della Commissione giustizia. In tale disegno di legge, si pone un problema di collaborazione forte tra le società e le forze di polizia, tesa a prevenire incidenti. Invece, nella fattispecie, tale forma di collaborazione si esprime in una decisione come questa, che va nella direzione esattamente


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opposta a quella di decisioni sulla medesima materia; ne è prova il fatto che, nel girone d'andata, il derby Torino-Juventus si è disputato con la tradizionale distribuzione delle tifoserie nella curva Scirea e nella curva Maratona.
Signor sottosegretario, ciò è indicativo di una concezione distorta della prevenzione, in virtù della quale la decisione di una società, o delle due società - poco conta - va in una direzione che alimenta insoddisfazioni, tensioni, rabbia. Esse sono anche comprensibili perché non derivano da una volontà di estrinsecare la propria violenza, ma da quella di riaffermare il diritto al tifo civile e corretto, che si esprime anche nel non abbandonare la curva, nel caso di derby cittadini - quali quelli di Roma, Genova, Milano e, appunto, di Torino - vale a dire il luogo in cui viene esercitata la tifoseria.
Tra l'altro, il provvedimento è sorprendente perché, in sostituzione dell'allocazione dei tifosi del Torino nella curva tradizionalmente da loro occupata in occasione dei derby, tende addirittura ad individuare un altro settore, dove essi entrerebbero in contatto con i tifosi della squadra avversaria. Ciò emerge chiaramente anche dai grafici che i giornali pubblicano oggi.
Riteniamo necessario intervenire e anche sottolineare la singolarità del modo di concepire la necessità che si collabori all'ordine pubblico e alla prevenzione degli incidenti da parte delle società calcistiche. Esiste una forte resistenza, della quale tra breve avremo un'altra dimostrazione in Commissione giustizia, al versamento di contributi per il fondo di solidarietà nei confronti delle forze dell'ordine. Si tratta di un problema diverso, ma non distante da quello del quale ci stiamo occupando. Come mai alcune società, soprattutto in occasione di questo tipo di eventi sportivi, intendono operare una prevenzione efficiente?
Abbiamo esaminato attentamente la situazione, signor sottosegretario, e riteniamo che vi sia un solo modo, l'unico per contenere una situazione che, attualmente, è di conflittualità fra tifoserie o utenti dello stadio delle Alpi, ma che potrebbe diventare penalizzante proprio per il servizio di ordine pubblico a causa delle inevitabili degenerazioni. Riteniamo che si possa revocare il piano previsto attraverso una nuova distribuzione dei settori, una nuova assegnazione degli stessi; come è accaduto il 7 novembre del 1999, in occasione del primo derby, la curva Maratona potrebbe essere restituita ai tifosi del Torino, mentre gli abbonati della società della Juventus attualmente collocati nel settore «distinti» della stessa potrebbero essere spostati in altre tribune che, tra l'altro - come apprendiamo dai giornali e dalle informazioni che si susseguono - sono capienti e non presentano il tutto esaurito.
Si pensi che lo stadio ha una capienza di 65 mila spettatori e gli abbonati della Juventus nella curva Maratona sono circa 9 mila. Ciò significa, scomponendo i dati, che è possibile aderire alla nostra sollecitazione, al fine di restituire ai 9 mila spettatori presenti nella curva Maratona il diritto ad assistere, in altro settore, alle manifestazioni sportive. Questo è la ragione della nostra preoccupata e fermamente convinta interpellanza, che si collega alla volontà di contribuire al disegno di una legge realmente efficiente, in grado di prevenire in fenomeni di violenza sportiva.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'interno ha facoltà di rispondere.

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, rispondo all'interpellanza urgente dell'onorevole Siniscalchi relativa ai problemi che egli stesso ha illustrato ampiamente e che nascono dal derby tra la Juventus ed il Torino previsto per domenica prossima.
La questione che gli interpellanti propongono è motivata dalla preoccupazione - seria, a mio avviso - per il rischio di incidenti causati dalla rivalità tra le due tifoserie e dalla situazione che si è venuta a creare per quello che riguarda la distribuzione dei posti.


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Voglio anzitutto assicurare all'onorevole Siniscalchi che l'intera situazione è stata ed è costantemente seguita dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza: spiegherò tra poco quale soluzione è stata adottata per evitare il pericolo paventato. Sta di fatto che il clima che normalmente contraddistingue eventi come il derby cittadino si sia venuto progressivamente deteriorando nelle ultime settimane in relazione alla mancata concessione da parte della Juventus della curva nord, ove prendono posto normalmente le tifoserie del Torino.
La Juventus, in mancanza di un accordo con il Torino, che lo scorso anno militava in serie cadetta, ha inserito la partita in abbonamento, per cui, al momento, nella curva nord 13 mila posti su un totale di 15 mila sono occupati da abbonati. Un analogo problema si era posto in occasione della partita di andata: allora la Juventus aveva chiesto al Torino la disponibilità dei soli biglietti relativi al settore ospiti. Tuttavia, la società granata aveva ritenuto di cedere la curva sud, tradizionalmente riservata ai tifosi juventini, spostando in altri settori i propri tremila abbonati.
In relazione alla partita di ritorno non fu preso allora alcun accordo e nelle scorse settimane vi sono stati numerosi incontri tra i dirigenti delle due squadre ed il questore per trovare una soluzione tecnicamente accettabile. Sabato 11 marzo il prefetto ha tenuto una riunione con il sindaco di Torino, i rappresentanti delle due società ed il questore, al termine della quale, tuttavia, non si era giunti ad una soluzione soddisfacente e tranquillizzante. Le squadre si sono certamente impegnate per il futuro a trovare intese che garantiscano l'utilizzo di una curva per ciascuna tifoseria, ma, per quanto riguardava il derby di domenica prossima, il problema era rimasto aperto.
Il consiglio comunale di Torino il 13 marzo scorso ha commentato sfavorevolmente il comportamento tenuto dalla società sportiva Juventus ed ha espresso preoccupazione per la tensione che si sta accumulando sulla vicenda. I club granata più accesi hanno preannunciato un sit-in, che nelle intenzioni è pacifico, davanti all'ingresso della curva nord, mentre ci sono giunte contemporaneamente notizie di dimostrazioni, anch'esse indicate come pacifiche, da parte di alcuni club bianconeri.
Le autorità provinciali di pubblica sicurezza in questi giorni ed in queste ore hanno continuato a mantenere un contatto ed un colloquio con le società sportive interessate. Noi abbiamo scartato l'ipotesi di rinviare la partita, perché ciò non risolverebbe il problema e potrebbe determinare nervosismi ed incidenti nella città. Quanto alla trasmissione televisiva in diretta ed in chiaro, si sta esaminando il problema, anche se vi è una diffida da parte dell'emittente Telepiù, titolare dei diritti televisivi.
Quali sono allora le soluzioni alle quali siamo giunti, anche sulla base della preoccupazione espressa da un numero così rilevante di parlamentari? Abbiamo deciso, innanzitutto, che la partita venga anticipata al pomeriggio, in modo tale che i controlli siano più facili ed efficaci. Abbiamo messo a punto un dispositivo di ordine pubblico che dovrebbe impiegare circa 800 uomini, articolati in servizi preventivi da attuarsi a partire dal sabato sera, nelle immediate vicinanze dello stadio ed in varie zone della città. Soprattutto, voglio dire che il Governo ha dato mandato al prefetto di Torino (con il quale ho parlato oggi stesso) di ordinare alla società sportiva Juventus di ridistribuire i 13 mila abbonati destinati alla curva nord in altri settori e di sensibilizzare i tifosi perché tutti contribuiscano ad evitare rischi, nervosismi e tensioni. Tutto ciò è possibile. Contiamo su tale soluzione tecnica, sull'impegno costantemente valido e puntuale delle forze di polizia, nonché - vorrei dirlo - sull'impegno della società sportiva, anzi delle due società sportive torinesi perché ci aiutino a garantire il massimo di tranquillità e sicurezza intorno ad un evento sportivo che deve essere di festa e non di preoccupazione.


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PRESIDENTE. L'onorevole Novelli, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

DIEGO NOVELLI. Signor Presidente, innanzitutto voglio ringraziare il collega Siniscalchi che, pur non essendo di Torino, né juventino o granata, ha assunto tale iniziativa, dimostrando grande sensibilità come relatore della legge per prevenire (signor sottosegretario, sottolineo la parola prevenire) la violenza negli stadi. Non vogliamo che le partite di calcio si trasformino in campi di battaglia. Vorremmo che anche in Italia si potesse giocare senza le reti di protezione, come avviene in altri paesi civili.
Signor sottosegretario, ci troviamo di fronte ad un caso unico: non si è mai visto, nelle precedenti stagioni o nei precedenti campionati, che in occasione del derby una delle due squadre, quella che gioca formalmente fuori casa, venga privata dello spazio tradizionalmente occupato dai suoi tifosi. Il folklore dell'incontro di calcio non è rappresentato dalle botte che possono scambiarsi i tifosi, ma dal colore che dipinge le curve e dovrebbe trasformare la partita in un momento di gioia, anche se vivace. Le autorità locali, con il sindaco in testa, hanno affermato che si tratta di una soluzione inaccettabile. Basta prendere i giornali. Oggi, il quotidiano La Stampa, che certo non può essere accusato di essere filo-«granata», visto che la proprietà del giornale è anche proprietaria della società Juventus, pubblica la cartina dei posti in cui dovrebbero essere collocati i tifosi del Torino: in mezzo, sotto e sopra ai posti destinati ai tifosi della Juventus. Chi ha previsto una cosa del genere è un irresponsabile! Altro che l'episodio dello stadio Heysel a Bruxelles! In questa maniera, assisteremo ad un bombardamento. Mi è stato detto stamattina (ma considero ridicola una tale affermazione) che sono stati tolti i seggiolini, così non vi sarà il rischio che siano sradicati ed usati come armi per la battaglia.
Signor sottosegretario, avrà certamente letto i giornali di ieri. Conoscendola, ritengo che lei abbia letto la rassegna stampa con attenzione. Ebbene, vi erano contenute dichiarazioni drammatiche da parte del sindacato di polizia, che afferma di non comprendere per quale motivo i poliziotti, per una decisione assurda ed inconcepibile, debbano rischiare la pelle. È inutile che il questore o il prefetto ci dicano che saranno impiegati 800 uomini in più: vorrei che le partite di calcio si svolgessero con 800 poliziotti in meno! Così arriveremo alle mitragliatrici e al filo spinato! Se fosse confermata la soluzione che è stata preannunciata, non vi saranno incidenti durante la partita, bensì all'inizio; vi saranno, altresì, scontri per le strade. Penso che il dispositivo di ordine pubblico se vuole essere serio, sottosegretario Brutti, non possa che andare nella direzione che, se ho ben capito, avete indicato. Voi avete dato un ordine: si tratta di un ordine tassativo?

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Tassativo!

DIEGO NOVELLI. Se questo ordine non viene rispettato, la partita sarà sospesa?

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Certo!

DIEGO NOVELLI. Io le rivolgo questa domanda: la partita verrà sospesa?

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Certo, l'ordine è tassativo e la Juventus lo rispetterà, non ci sono dubbi.

PRESIDENTE. È irrituale, comunque...

DIEGO NOVELLI. Lo so, Presidente, ma questo è un momento molto delicato. Se la Juventus non lo dovesse rispettare, lei si impegna a sospendere la partita?

MASSIMO BRUTTI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Lo rispetterà! Certo, non si può fare una partita se...


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DIEGO NOVELLI. Basterebbe dirlo domani e, se la Juventus non dovesse rispettarlo, nessuno andrebbe allo stadio e la partita sarebbe recuperata in seguito, ripristinando l'ordine sempre seguito nella storia del campionato di calcio e dei derby della Mole antonelliana. La ringrazio.

PRESIDENTE. Avverto che, su richiesta del Governo, d'accordo con i presentatori, lo svolgimento della interpellanza Procacci n. 2-02254 avrà luogo in altra seduta.

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