Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 695 del 16/3/2000
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5275)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.

GIORGIO MALENTACCHI. Signor Presidente, signor sottosegretario, colleghi. Dirò subito che Rifondazione comunista voterà a favore, però mi preme sottolineare un aspetto fondamentale.
Come lei sa, signor Presidente, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, struttura tecnica funzionale alla convenzione contro la desertificazione firmata a Parigi, ha lo scopo principale (quindi ce l'ha anche l'Italia che partecipa al finanziamento) di promuovere i progetti di sviluppo rurale nelle aree più povere del mondo (anche quest'Assemblea ha avuto l'onore negli ultimi tempi di tenere una discussione approfondita sull'argomento) nel rispetto dei principi di salvaguardia ambientale e di tutela della biodiversità. Però poi si registrano contraddizioni, non solo da parte del Governo italiano, ma anche da parte della Commissione europea, in quanto è questione di ieri o di ieri l'altro l'approvazione della direttiva inerente al cacao e alla cioccolata e in merito all'utilizzo di ingredienti geneticamente modificati per la «costruzione in laboratorio» della cioccolata.
Come lei sa, questo processo è in contraddizione rispetto a quanto si asserisce nel testo del provvedimento perché, se da un lato sollecitiamo i paesi del cosiddetto terzo mondo sul tema dello sviluppo agricolo, e quindi sulla conservazione della biodiversità, dall'altro vi sono strumenti che seguono le regole della globalizzazione sul tema delle biotecnologie


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che vanno in senso contrario. Questo, secondo me, è un nuovo terreno di scontro, che si colloca tutto in Europa. Le controparti sono certamente le istituzioni europee. In modo particolare, se veramente vogliamo che questi progetti, questi finanziamenti vadano a buon fine, occorre cambiare radicalmente metodo rispetto all'approvazione delle direttive comunitarie sulle biotecnologie, rispetto a quanto è avvenuto ancora una volta con il voto dei gruppi della maggioranza nel Parlamento europeo, compresi i Democratici di sinistra ed il gruppo dei Socialisti europei. Quindi, non si può essere contraddittori e affermare una cosa e farne poi contemporaneamente un'altra.
Ho fatto queste brevissime annotazioni proprio per richiamare la gravità degli atti compiuti rispetto alla globalizzazione dell'economia e dei mercati.
Pur tuttavia, con queste osservazioni, i deputati di Rifondazione comunista, come avevo preannunciato, esprimeranno voto favorevole sul provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Presidente, desidero solo annunciare il voto favorevole dei Verdi, richiamandomi integralmente alla relazione svolta dalla collega Francesca Izzo e condividendo anche alcune delle osservazioni che poco fa ha formulato il collega Malentacchi. Credo comunque sia molto importante che con così larga convergenza la Camera approvi questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Presidente, ribadisco ancora la posizione di Alleanza nazionale rispetto ad un provvedimento che abbiamo seguito sin dalla fase iniziale del suo iter ed al quale, nella misura in cui ci è stato possibile, abbiamo anche dato il nostro contributo.
Un provvedimento che fa riferimento ad una convenzione contro la desertificazione del mondo, ripeto, fa sorgere preoccupazione rispetto ad alcune logiche devastanti nei confronti di paesi deboli, incapaci di acquisire una loro autonomia sotto il profilo della gestione delle risorse. Nutriamo grandi preoccupazioni per certe speculazioni che si muovono in direzione di tali paesi. Tante volte abbiamo parlato in Commissione e in aula delle multinazionali, che spesso vengono anche demonizzate strumentalmente.
Tuttavia, abbiamo espresso una posizione chiara in rapporto alle biodiversità, un tema importante, che va legato a quello delle biotecnologie. Si tratta di una questione indubbiamente seria, analoga a quella che è posta dal rapporto tra scienza e tecnologia: se la tecnologia, interpretata come applicazione della scienza, finisce per essere orientata verso obiettivi devastanti e negativi, è chiaro che la colpa non è della scienza. Così è per le biotecnologie, che hanno il compito di salvaguardare le biodiversità e poi alla fine finiscono per produrre situazioni che non sono destinate alla difesa dell'uomo, ma che anzi vanno contro di esso, con tutti i meccanismi che attengono all'ingegneria genetica, che riguarda le piante, gli animali e lo stesso uomo.
Un dato importante e positivo che questo provvedimento ci consente di valutare è che esso non prevede interventi «a pioggia», di tipo disarticolato, ma progetti che attengono allo sviluppo rurale, alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela della biodiversità. Sono questi i tre elementi importanti, rispetto ai quali, in altra sede, quando si è aperto il dibattito in riferimento alla tutela delle biodiversità, abbiamo chiarito la nostra posizione, fornendo anche il nostro contributo, soprattutto in riferimento alle biotecnologie, strettamente connesse alle biodiversità, come dicevo prima. Quindi, l'elemento che più ci preoccupa è quello della vigilanza, che deve essere massima: i controlli sono necessari affinché non si ripeta quanto è avvenuto in passato, quando alcuni interventi, da considerarsi nobili per molti


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versi, hanno finito per mettere in moto meccanismi che non sono andati a vantaggio dei paesi verso i quali erano diretti gli incentivi finanziari.
Il gruppo di Alleanza nazionale si pone rispetto al provvedimento in esame con un atteggiamento molto responsabile, senza chiusure aprioristiche o, peggio, ideologiche: purtroppo, invece, in tema di multinazionali, troppo spesso scattano meccanismi ideologici, o peggio ideologizzanti. Il nostro voto sul provvedimento in esame sarà pertanto favorevole, con le riserve critiche che, sia pure fra le righe, abbiamo affacciato, le quali attengono agli obiettivi perseguiti, che richiedono senso di responsabilità, individuazione delle aree di intervento e, soprattutto, controlli seri e qualificati. Con questo spirito ed in questo senso, esprimeremo voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carlo Pace. Ne ha facoltà.

CARLO PACE. Signor Presidente, desidero aggiungere alcune considerazioni a titolo personale in sede di dichiarazione di voto. Credo, infatti, che qualche ulteriore riflessione possa risultare utile: è dal 1947 che, essendosi riconosciuta la necessità di intervenire a favore dello sviluppo dei paesi più poveri, le Nazioni Unite hanno elaborato una sorta di vademecum che serviva per la scelta e il controllo delle azioni di sviluppo. Erano i due volumi su Evaluation and economic appraisal of development projects, appunto, del 1947.
Su quella strada siamo andati molto avanti, soprattutto in Europa; personalmente, nel 1980, fui incaricato dalla Corte dei conti delle Comunità europee di produrre un rapporto proprio sul controllo degli investimenti nel caso degli interventi per lo sviluppo regionale. Noi tutti, in Italia, sappiamo quali problemi si pongano quando si tratta di utilizzare le risorse europee per la profondità dei controlli che vengono effettuati e per la complessità che i progetti assumono anche dal punto di vista della loro elaborazione formale e della presentazione ai valutatori. Non si può pretendere che paesi poverissimi, che sono al di sotto della soglia di sussistenza, come dimostra la circostanza che vi sono milioni di morti nel corso di un anno, producano progetti altrettanto elaborati ed altrettanto suscettibili dei controlli puntuali che, viceversa, si richiedono, per esempio, nell'ambito della Comunità europea. Questo fatto impone certamente una maggiore elasticità ed una maggiore semplicità del controllo; d'altra parte, quando si tratta di popolazioni estremamente povere, la selezione dei progetti è di gran lunga più facile: quando si tratta di calmare la fame, e non di realizzare tout court lo sviluppo, l'individuazione dei bisogni e delle modalità con cui provvedervi è certamente meno difficile.
Una seconda considerazione: il collega Malentacchi, giustamente, ha richiamato la contraddizione consumata ieri, quando, senza il concorso di Alleanza nazionale, che sulla materia ha votato contro, il Parlamento europeo si è indirizzato verso una sorta di chiusura degli sbocchi alla produzione di cacao dei paesi dell'America centrale e dell'Africa.
Signor Presidente, ciò rappresenta sicuramente una contraddizione, ma ve ne sono anche altre sul piano tecnico, perché la comunità europea, e non soltanto essa, pone ostacoli alle importazioni dai paesi poveri. Ma attenzione: tali chiusure sono riferite ad esportazioni che, comunque, favorirebbero i paesi che si trovano già allo stadio dell'economia di mercato e quindi in situazioni migliori rispetto a quelli verso i quali si indirizzano gli interventi dell'IFAD che, viceversa, sono ancora allo stadio dell'economia di sussistenza. Da questo punto di vista, quindi, occorre essere sereni nel decidere di fare affluire le risorse, riservandoci di trattare successivamente il problema delle contraddizioni della politica commerciale comunitaria.
Tuttavia, resta il problema dei controlli, anche se, come ho già detto, sono meno complicati di quelli che si effettuano


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a livello nazionale e comunitario o a livello generale delle Nazioni Unite. A tale proposito ritengo che il Governo debba trasmettere al Parlamento una relazione annuale nella quale renda conto dell'attività di osservazione, in molti casi effettuata tramite i propri rappresentanti nelle organizzazioni economiche internazionali, circa le modalità con le quali si impiegano le risorse in aiuto di paesi terzi.
Fino ad ora non abbiamo ricevuto alcuna informazione decente, talvolta si è trattato di assenza di informazioni tout court. Sarebbe il caso, quindi, che il provvedimento in esame ci spingesse a stimolare il Governo perché svolga un'attività più puntuale di monitoraggio delle attività internazionali. Credo sia sbagliato, infatti, assegnare ad ogni provvedimento di politica estera un voto favorevole solo perché riferito a tale ambito, senza entrare nel merito dei problemi.
Credo che questo Parlamento debba segnalare al Governo l'esigenza di un controllo, naturalmente nelle forme che ho menzionato prima e non in quelle più sofisticate che non possono essere tollerate dai paesi verso i quali le stesse si indirizzino. Infatti, i fondi sarebbero inutilizzabili, così come accade a causa della complessità delle procedure comunitarie per le risorse destinate alla maggior parte delle regioni italiane meno sviluppate (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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