![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 , nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 5275 sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo stati presentati emendamenti, passiamo alla votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.
GUALBERTO NICCOLINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente arriva in aula questo disegno di legge che consente al nostro paese di rimettere i conti in ordine per quanto attiene al Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, un fondo che serve ad aiutare i paesi in via di sviluppo a rimettere in funzione il loro sistema agricolo e che, quindi, consente loro un rilancio economico su
basi che siano più naturali possibile; ciò è importante se si considera che questi paesi sono rimasti molto indietro negli ultimi cento anni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento al nostro esame, come è già stato sottolineato dall'onorevole Niccolini, è già stato approvato dal Senato e riguarda uno dei grossi temi della realtà politica internazionale attuale. Si tratta, infatti, di un provvedimento che concerne due questioni di fondo: da un lato, quella degli incentivi, degli aiuti e del sostegno da dare ai paesi sottosviluppati; dall'altro, la questione del sostegno da dare in un settore che credo sia e debba restare il settore principe (mi riferisco al settore dell'agricoltura). È un comparto che da sempre è stato definito, e non a caso, settore primario; in altre parole, è la base di tutte le successive articolazione dell'impegno sul piano economico, dell'industria, del terziario e via dicendo.
dai relativi controlli. È infatti chiaro che per noi il tema del controllo rappresenta l'elemento prioritario dal quale non possiamo prescindere perché proprio nel momento in cui andiamo a fare - giustamente - interventi a favore dei paesi sottosviluppati, il Mezzogiorno d'Italia denota rilevanti problemi; e quelle somme, spesso, vengono sottratte anche al meridione e alle aree del sottosviluppo di altre parti del nostro paese non solo del sud. Rispetto a questo, il nostro senso di responsabilità ci ha portati e ci porta a valutare la questione in maniera serena...
PRESIDENTE. Onorevole Aloi, deve concludere.
FORTUNATO ALOI. Sto concludendo, Presidente.
PRESIDENTE. L'ho avvertita che era esaurito il tempo a sua disposizione.
FORTUNATO ALOI. Concludo rapidamente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara. Ne ha facoltà.
FABIO CALZAVARA. La Lega nord Padania ha sempre visto con sospetto ed ha sempre criticato enti internazionali come l'IFAD, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (quest'ultimo si preoccupa di rimediare alla povertà nel mondo nel settore agricolo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
L'Italia ha aderito al Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo nel 1997, quindi ci troviamo da tre anni in una posizione debitoria, cosa che questo provvedimento va a sanare. Esso, dopo essere stato approvato dal Senato, è stato approvato all'unanimità anche dalla III Commissione della Camera e, credo anche su sollecitazione sia della maggioranza che dell'opposizione, riusciamo oggi a votarlo, saldando un debito nei confronti di paesi che hanno assolutamente bisogno di questo tipo di interventi, come dimostra il fatto che le Commissioni hanno espresso parere favorevole, sottolineando l'urgenza di approvare il provvedimento, nonché la necessità di vigilare sulle procedure che verranno adottate, che devono essere trasparenti. Bisogna, infatti, vigilare sul fatto che questi fondi vengano realmente destinati alla realizzazione del progetto internazionale contro la desertificazione e per un rilancio dell'agricoltura nel mondo.
Quindi, è con grande convinzione che il gruppo di Forza Italia annuncia il proprio voto favorevole sia sull'articolo 1 che sull'intero provvedimento.
Per quanto attiene all'industria, è di questi giorni e di queste ore la vicenda della FIAT, che sta suscitando nel paese grande interesse, ma anche qualche preoccupazione. Per quanto attiene all'agricoltura, noi come politica agricola, sia sotto il profilo della produzione italiana sia sotto il profilo dei rapporti in ambito europeo, ci siamo trovati e ci troviamo di fronte a situazioni non molto esaltanti, malgrado i proclami che vengono lanciati del tipo «tutto va bene, madama la marchesa». Si dice che la situazione è tranquilla, che il Governo va bene e che in Europa siamo ormai riusciti ad ottenere quel riconoscimento e quella legittimazione che - meno male che si fa un po' di critica retrospettiva - in un passato più o meno recente non vi sono stati.
Uno dei problemi di fondo che rimane da affrontare è quello degli interventi a favore dei paesi sottosviluppati. Questo è uno dei temi più seri da risolvere, perché non possiamo non ricordare che molto spesso gli aiuti dati - soprattutto in termini finanziari - ai paesi del sottosviluppo hanno finito per tradursi non in miglioramenti delle condizioni economiche e sociali (lo sviluppo, si diceva), ma nell'acquisto di armi; e quei paesi, poi, si facevano tra di loro la guerra utilizzando questi fondi che i paesi europei avevano loro erogato!
Ora, siamo di fronte ad una questione che attiene alla partecipazione italiana in termini finanziari alla quarta ricostituzione delle risorse del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo. Ricordo che nel 1997 ratificammo il relativo accordo: sottolineo che fu fatto con grande senso di responsabilità da parte delle varie componenti parlamentari. Per quanto concerne Alleanza nazionale, devo dire che certamente non ci siamo preclusi alcuna possibilità di interventi seri, ordinati, coordinati e soprattutto caratterizzati
Lei me lo chiede ed io, come Garibaldi sulla via di Trento, dirò «obbedisco» (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!
Onorevole Presidente, volevo dire che noi, mentre diamo la nostra adesione a questo disegno di legge e ricordiamo che dal 1997 siamo impegnati in questa materia (sono trascorsi tre anni e purtroppo non abbiamo tradotto in fatto concreto e operativo questo nostro impegno), esigiamo che siano veramente effettuati controlli seri affinché l'erogazione dei contributi del popolo italiano vada indirizzata nel senso giusto, e cioè verso i paesi sottosviluppati, pur senza creare situazioni che finiscono poi con l'offendere chi, a costo di sacrifici, giustamente interviene nel rispetto degli accordi sul piano internazionale e deve avere garanzie che tali somme vengano ben utilizzate nella direzione dello sviluppo e - perché no? - di un grande senso dell'umanità (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
Abbiamo qualche perplessità sull'IFAD, che ha ammesso che non tutti i suoi interventi (sono stati più di cinquecento in cento paesi, a partire dal 1977) sono andati a buon fine. Rileviamo però che lo spirito di fondo e i regolamenti che indirizzano questo ente, pur con qualche perplessità, ci consentono di valutare positivamente questo provvedimento.
Voglio spiegarne le ragioni. Al contrario di molti altri enti internazionali di questo tipo, i regolamenti di questo Fondo prevedono che gli aiuti vadano direttamente ai gruppi umani più poveri che perseguono obiettivi nell'agricoltura, nell'allevamento e nella pesca. Un secondo punto qualificante, poi, è quello che riguarda gli interventi che devono essere diretti e localizzati nelle aree più povere del pianeta. Da ultimo, ma non per questo meno importante, vi è stabilito che si debba tenere conto delle pratiche, delle conoscenze e delle usanze locali non imponendo modelli esterni, ma offrendo modelli legati, inseriti e connessi con le culture locali ed elaborati da esperti locali. Quindi, il voto della Lega nord sarà favorevole.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 273
Maggioranza 137
Hanno votato sì 273
Sono in missione 49 deputati).


