Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 695 del 16/3/2000
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(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 5549)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontanini. Ne ha facoltà.

PIETRO FONTANINI. Signor Presidente, la Lega nord Padania voterà a favore di questo provvedimento perché ne condivide le finalità. Il nostro movimento è sempre stato a fianco di coloro che a causa di ideologie o di sistemi politici antidemocratici hanno subito violenza.
La memoria dei crimini commessi dal nazismo è ancora presente in molti di noi e sono gravi ed infamanti certe operazioni portate avanti anche da illustri rappresentanti del Governo di assimilare la nostra azione politica ad una comunanza ideologica con il regime nazista. La Lega nord è una forza popolare fortemente permeata dei valori democratici ed è impegnata a difendere l'identità dei popoli della Padania dai veleni della globalizzazione.
Le violenze subite dal popolo ebreo a causa delle persecuzioni naziste sono state una delle pagine più buie della storia del secolo che si è appena concluso. È giusto risarcire chi ha subito nel corpo e nei patrimoni queste privazioni. Però, colleghi, non dimentichiamoci che ancora milioni di persone subiscono violenze a causa di regimi politici intolleranti e violenti: le violenze nei confronti del popolo curdo sono ancora attuali; le violenze nei confronti del popolo tibetano sono ancora attuali; le violenze nei confronti dei cattolici che vivono in Indonesia sono ancora attuali. Ed esempi di questa natura, purtroppo, sono ancora molto, molto numerosi.
Con il nostro voto favorevole, oltre a manifestare grande solidarietà alle vittime del nazismo, vogliamo denunciare le innumerevoli violenze che i popoli che lottano per la loro liberazione stanno ancora subendo nel mondo.
Un unico appunto su questo provvedimento riguarda la gestione del fondo a cui affluiscono i contributi dei vari Stati. La gestione è affidata al Governo britannico; sarebbe stato più opportuno che questi mezzi finanziari fossero supervisionati da un'organizzazione internazionale, che avrebbe potuto essere, oggettivamente, quella delle Nazioni Unite.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.

GIORGIO MALENTACCHI. Signor Presidente, signori del Governo, signori deputati, il disegno di legge in questione, recante «Contribuzione dell'Italia al Fondo di assistenza a favore delle vittime delle persecuzioni naziste», evoca nella nostra memoria periodi bui della storia d'Italia, d'Europa e non solo, che l'avvento del fascismo e del nazismo portò con sé. Basti per tutti pensare al concetto di razza, esplicitato in Germania nel 1933, quando il partito nazista prese il controllo del Governo tedesco con l'istituzione dello Stato razzista, ed in Italia nel 1938, con la promulgazione delle leggi razziali da parte del Governo fascista, con la complicità della casa reale regnante.
Periodi che hanno visto persecuzioni, deportazioni, sofferenze, distruzioni, l'umiliazione di milioni di uomini, di donne, di giovani, vittime innocenti che hanno sperimentato sulla propria pelle ogni tipo di sofferenze. Stiamo parlando di coloro che sono sopravvissuti ed in modo particolare di quelli morti, uccisi barbaramente nelle repressioni, nei lager, nelle galere naziste. Parliamo di come ricordare per non dimenticare. Come è difficile, parlando del provvedimento legislativo, quantificare indennizzi giusti per le vittime dei crimini nazisti; come è difficile rapportarsi a quella grande tragedia


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ragionando sul valore monetario della sofferenza e dell'annullamento della personalità applicata nei luoghi di detenzione! Quanto può valere in danaro una vita umana, gli affetti, le mutilazioni? Certo, non si può restituire la vita sottratta agli affetti.
Quello che possiamo fare, però, come sottolineavo precedentemente, è condannare con forza quei crimini e restituire dignità alle vite spezzate. Un modo, quello del risarcimento delle vittime, per dire anche «no» ai tentativi - più che tentativi, per la verità - compiuti da revisionismi storici, da rimozioni di ogni tipo degli avvenimenti europei in quegli anni, dall'avvento del nazismo in Germania fino alla sua caduta con la fine della seconda guerra mondiale, provocata dal nazismo e dal fascismo stessi.
Siamo consapevoli anche del fatto che i sopravvissuti di quella tragedia, rimasti ancora numerosi, non hanno ricevuto un congruo indennizzo - si tratta della riappropriazione della dignità umana - e che molti di essi vivono in condizioni precarie sotto l'aspetto economico.
A nome delle colleghe e dei colleghi di Rifondazione comunista, dichiaro di condividere la scelta effettuata in occasione della Conferenza di Londra, nel dicembre 1997, sull'oro depredato dal nazismo alle banche centrali dei paesi occupati (compresa l'Italia, con la complicità dei fascisti nostrani), di costituire un fondo di assistenza a favore delle vittime delle persecuzioni naziste. Parimenti, condividiamo la scelta di dieci paesi europei di contribuire al fondo con l'ultima parte dell'oro monetario recuperato dalla commissione tripartita all'uopo costituita nel 1947 per il recupero del suddetto oro.
Il Governo britannico si è assunto la responsabilità di sovrintendere alla gestione del fondo e tutti i paesi sono invitati alla contribuzione con modalità stabilite. La partecipazione dell'Italia al fondo con la somma di 12 miliardi di lire, che forse non è adeguata alle necessità, è il meno che l'Italia potesse fare per ridare serenità a tutti coloro che hanno subito lutti ed orrori. In verità, signor Presidente, sono meno interessato alle modalità dell'articolato; quello che conta è la riaffermazione del principio del risarcimento e la severa condanna dei crimini nazisti, nonché l'individuazione dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, organizzazione non governativa, per recepire le risorse del fondo per l'Italia. Non vi è dubbio che l'Unione sia in Italia l'organizzazione più rappresentativa dei milioni di vittime del nazifascismo, in grado di garantire il corretto svolgimento delle pratiche.
Per le motivazioni esposte, Rifondazione comunista esprimerà voto favorevole sul provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.

GIACOMO GARRA. Signor Presidente, colleghe e colleghi, la storia del secolo che ci lasciamo alle spalle ha annoverato due grandi tragedie: il nazismo e il comunismo. Hitler aveva promesso al popolo tedesco uno Stato che sarebbe durato mille anni e che, nella sua folle visione razzista, avrebbe assicurato il predominio in Europa della razza ariana ed il trionfo del pangermanesimo; l'olocausto fu la tragica conseguenza della follia del nazismo. Stalin aveva dato alla rivoluzione sovietica una svolta imperialista e neozarista; in esito alla sua politica, non si era avuta la dittatura del proletariato, ma la dittatura di un'oligarchia sul proletariato...

MARCO BOATO. Garra, però non stiamo facendo un dibattito sulla guerra fredda, stiamo facendo un dibattito sulle vittime del nazismo!

GIACOMO GARRA. Stiamo esprimendo i nostri convincimenti ed io ancora una volta mi congratulo con l'onorevole Boato per essere un ottimo pedagogo...

FORTUNATO ALOI. Pedagogo e non pedagogista!


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GIACOMO GARRA. In Europa, dicevo, il comunismo (come il nazismo ieri) ha apportato lutti e miserie: basti ricordare la repressione dei moti popolari in Polonia, Germania e soprattutto in Ungheria e nell'ex Cecoslovacchia. All'inizio del terzo millennio, abbiamo ascoltato domenica 12 marzo le parole di Papa Giovanni Paolo II, che in rapporto ai torti subiti dal popolo ebreo ad opera dei cristiani ha pronunciato le seguenti parole: «Dio dei nostri padri, tu hai scelto Abramo e la sua discendenza perché il tuo nome fosse portato alle genti; noi siamo profondamente addolorati per il comportamento di quanti nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi figli. Chiediamo perdono a Dio, vogliamo impegnarci in un'autentica fraternità con il popolo dell'alleanza». Questa invocazione fa seguito all'esplicita condanna della passività della Chiesa di fronte all'olocausto pronunciata dal Papa in San Pietro il 7 dicembre 1991.
Forza Italia ribadisce con fermezza un giudizio severo per tutte le atrocità di un secolo che indubbiamente ha avuto nell'olocausto e nei sei milioni di ebrei caduti vittime del nazismo l'evento più tragico, che si consumava anche in Italia ma soprattutto nel resto d'Europa, in anni nei quali quelli della mia generazione, colleghi, frequentavano una scuola che mai disse loro nulla di quella tragedia. Sapevamo tutto dell'Iliade, dell'Odissea, dell'Eneide, ma nulla sull'olocausto.
Personalmente ho sempre frequentato la scuola pubblica e, purtroppo, i nostri insegnanti della scuola elementare e della scuola media non ci parlarono mai dell'olocausto. La grande stampa ha quasi ignorato un evento molto recente: la visita allo Stato amico di Israele del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi e dell'ex ministro degli esteri del governo del Polo delle libertà Antonio Martino. Vorrei sottolineare che la missione ha inteso ribadire l'amicizia dell'Italia, non solo con lo Stato di Israele, ma con il popolo ebraico e che l'onorevole Berlusconi, dopo la visita al museo dell'olocausto, che ha sede a Gerusalemme, ha rilasciato al corrispondente del Corriere della Sera una dichiarazione che reputo molto importante. Egli ha detto: «Non bisogna assolutamente che sia tolta dalla memoria una tragedia così grande come l'olocausto».
Le leggi razziali italiane del 1938 furono una vergogna, non solo per il regime fascista, ma anche per casa Savoia; il Re Vittorio Emanuele III, tardivamente, cancellò in parte quella vergogna con l'emanazione dei regi decreti legislativi nn. 25 e 26 del 20 gennaio 1944, ma quelle disposizioni poterono trovare applicazione, anche a seguito del decreto legislativo luogotenenziale n. 252 emanato dal principe di Piemonte il 5 ottobre 1944, solo nell'Italia meridionale, non al nord, non a Roma, rimasta sotto l'occupazione nazista fino al giugno del 1944. Essa vide nell'ottobre del 1943 la caccia agli ebrei del ghetto romano e nel marzo 1944 l'eccidio delle Fosse ardeatine.
Anche per le riflessioni storiche poc'anzi ricordate, annuncio il voto favorevole dei componenti del gruppo di Forza Italia sul disegno di legge per la contribuzione dell'Italia al fondo di assistenza a favore delle vittime della persecuzione nazista.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carlo Pace. Ne ha facoltà.

CARLO PACE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni secolo è stato segnato dall'alternarsi di luci e di ombre, ma mai c'è stata tale antinomia come nel secolo che si è chiuso. Un secolo che era iniziato sotto il segno dell'entusiasmo per il progresso tecnologico, che aveva visto anche notevoli progressi sul piano della vita civile, con l'estensione in moltissimi paesi dei diritti della donna e del suffragio universale, nel quale tuttavia si sono verificati scempi incredibili, persecuzioni non comparabili a quelle del passato da parte del nazismo e anche, per la verità, da parte del comunismo.
Siamo convinti, e il presidente del gruppo parlamentare di Alleanza nazionale ne ha fatto cenno esplicito ieri, che sia necessario non soltanto l'atto che oggi


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la Camera compie nel votare il provvedimento in esame, ma che sia anche necessario, anzi indispensabile, provvedere più generalmente per dare il segno del rifiuto ad ogni violenza varando un analogo provvedimento per le vittime del comunismo.
Il presidente del gruppo parlamentare di Alleanza nazionale mi ha chiesto di comunicare ufficialmente ai colleghi che abbiamo assunto l'iniziativa di elaborare un testo in tal senso, sul quale ci auguriamo che si riscontri il più ampio consenso.
Detto ciò, devo aggiungere che, in realtà, 12 miliardi sono veramente poca cosa per lo straordinario numero di vittime che il nazismo ha fatto in Italia e poca cosa rispetto al valore della vita. Si pensi soltanto all'episodio di malasanità che ieri ha visto chiudere la fase giudiziaria con la liquidazione da parte della magistratura dell'indennizzo di un miliardo di lire per una povera ragazza di 16 anni che è morta a Genova per un mal di denti non adeguatamente curato: un miliardo per una persona. Da questo punto di vista 12 miliardi sono una somma inesistente rispetto al numero di persone e ai guasti consumati. Dal nostro punto di vista, che credo sia poi quello di tutti, non è tanto rilevante la somma, quanto il gesto simbolico che vogliamo offrire alla memoria di tutti gli italiani, sul quale - vi prego - non è opportuno che vi siano divisioni.
Vorrei anche ricordare a chi ha nominato casa Savoia che una principessa ad essa appartenente è scomparsa perché vittima delle persecuzioni naziste, chiusa in un campo di concentramento. Dico ciò perché è giusto che, se si compie un gesto simbolico, lo si faccia nella maniera più limpida possibile, riconoscendo i torti che sono stati consumati dai nostri predecessori e forse dovuti anche alla nostra inerzia, almeno per quanto riguarda quelli più vecchi di noi, che forse avrebbero anche potuto capire e muovere un dito e non lo hanno fatto.
La somma è ridotta, ma il gesto simbolico conta. Ed è da questo punto di vista, e non soltanto sotto l'aspetto funzionale, che ritengo sia rilevante l'indicazione della comunità ebraica come elemento centrale della gestione o dell'indicazione delle persone meritevoli di aiuto che la legge individua. Infatti, dal punto di vista funzionale potremmo fare riferimento - e in qualche misura il collega Borghezio lo ha fatto - alle difficoltà, ai guasti, ai tempi lunghissimi con i quali le amministrazioni burocratiche dello Stato hanno provveduto in analoghe circostanze: basti pensare all'interminabile durata dei procedimenti per la liquidazione dei danni di guerra nei confronti di persone diseredate che avevano lasciato tutto nell'altra sponda dell'Italia - la quarta sponda, come era chiamata allora -, che avevano portato là le loro speranze e là le avevano lasciate. Ebbene, i tempi sono stati biblici ed i risultati dei risarcimenti irrisori.
È, quindi, più che opportuno che si tolga dalle pastoie burocratiche un'iniziativa di questo tipo. Ma anche a questo proposito credo che più importante delle modalità specifiche con cui si agisce - e dichiaro che concordo sulla rilevanza di una vigilanza da parte dei poteri pubblici e, quindi, del Ministero del tesoro, che ritengo opportuna - sia il gesto simbolico: si è voluto affidare tale compito - e noi siamo concordi in questo - a chi rappresenta quella parte del popolo italiano che più di tutti ha sofferto delle persecuzioni razziste e naziste. Abbiamo stabilito questo principio e ad esso ci atterremo anche nelle altre iniziative che abbiamo annunciato: è giusto che sia così.
Questi sono i motivi per i quali, soprattutto come fatto simbolico che sia di insegnamento per le generazioni future, noi siamo ben lieti di votare a favore di questo provvedimento. Naturalmente ribadiamo che, proprio per il significato di condanna nei confronti di ogni forma di violenza, di costrizione e di persecuzione che vogliamo dare a tale atto, approvare questo provvedimento è solo una parte del cammino, che dobbiamo completare tutti assieme, facendo altrettanto per coloro che per altri motivi e sotto altri sigilli


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hanno sofferto di altrettanto gravi persecuzioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, dalle dichiarazioni di voto che stiamo ascoltando ritengo - e mi auguro - che probabilmente l'Assemblea della Camera approverà all'unanimità questo disegno di legge, anche se nel corso delle votazioni - lo dico semplicemente perché l'ho registrato con un po' di sofferenza - ho notato qualche limitatissima astensione e, in un caso, anche un voto contrario, che mi auguro sia stato dovuto ad un errore nel pigiare il bottone delle votazioni. Eppure, nonostante arriviamo così tardivamente ad assumere un'iniziativa che ha un valore ed un contenuto concreto, nonché un altissimo valore simbolico, tale iniziativa non si sarebbe verificata se non fosse stata originata da un'azione dei Governi della Gran Bretagna e degli Stati Uniti nella conferenza di Londra della fine del 1997.
Il disegno di legge che stiamo per votare è stato depositato alla Camera dei deputati dall'allora ministro del tesoro ed oggi Presidente della Repubblica Ciampi, il 12 gennaio 1999; oggi, 16 marzo 2000, esprimiamo il nostro voto, ma il disegno di legge dovrà ancora passare all'esame del Senato, dove mi auguro sia rapidamente approvato con lo stesso spirito unitario con cui si accinge a farlo questa Assemblea.
L'iniziativa, dunque, è tardiva ma è importante che venga approvata (mi auguro, all'unanimità) da parte della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Spero che il voto conclusivo che esprimeremo tutti insieme possa in qualche modo superare alcuni accenti - che, debbo dirlo francamente, hanno creato in me qualche turbamento da guerra fredda - ascoltati nel corso del dibattito di ieri e, in qualche caso, anche oggi.
Collega Garra, collega Pace, non credo che qualcuno abbia intenzione di ignorare o dimenticare altre vittime di altri totalitarismi; a 55 anni di distanza dalla fine della seconda guerra mondiale e a 65 anni dall'inizio della cosiddetta «soluzione finale» del problema ebraico, stiamo discutendo di quel che è avvenuto in Europa ad opera della persecuzione nazista. Collega Selva, lei sa con quanto rispetto mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione, ma mi chiedo per quale motivo - nella seduta di ieri ed anche in quella di oggi - si sia sentito così insistentemente un bisogno, quasi che si volesse attenuare e limitare, quasi che si avesse paura di sbilanciarsi troppo nell'approvare questo disegno di legge. Vi do atto del fatto che state per approvarlo e sono felice che lo stiamo facendo tutti insieme, ma mi chiedo per quale motivo si sia sentito il bisogno di far risuonare in quest'aula altri dibattiti, altri echi e altre considerazioni storiche, alcune delle quali posso anche personalmente condividere.

PIETRO ARMANI. Perché devi fare polemiche? Non lo capisco.

NICOLÒ ANTONIO CUSCUNÀ. Tu vuoi dimenticare! Non dimenticare, Boato!

MARCO BOATO. Nessuno dimentica! Però, siamo in un paese che non ha vissuto l'occupazione sovietica, ma ha vissuto prima il fascismo, poi il nazifascismo, le deportazioni degli ebrei e degli antifascisti (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

ROBERTO MENIA. E le foibe comuniste!

PIETRO ARMANI. Comunisti!

MAURA COSSUTTA. Fascista!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

MARCO BOATO. Questo tipo di reazioni mi confermano che non c'è un animo sgombro dal punto di vista storico, culturale, etico, politico, nell'affrontare


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questa questione. Sto parlando con grande rispetto (Proteste dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore.

NICOLÒ ANTONIO CUSCUNÀ. Non abbiamo nessuna remora a votare! Capito, Boato? Non abbiamo nessuna remora a votare!

PRESIDENTE. Onorevole Cuscunà, per cortesia.

MAURA COSSUTTA. Avete remore a ricordare!

MARCO BOATO. Rileggetevi l'intervento del collega Lembo, ex leghista e oggi appartenente al gruppo di Alleanza nazionale; sto parlando di Lembo e non dell'onorevole Selva (Commenti del deputato Cuscunà).

PRESIDENTE. Onorevole Cuscunà, la prego.

MARCO BOATO. Mi lasci parlare, ho ascoltato tutti senza alcuna intemperanza; ho voluto solo fare una garbata precisazione al collega Garra. Se vi rileggete l'intervento del collega Lembo, che non a caso si è astenuto più volte dal voto, quelle frasi fanno orrore. Viene messa in discussione (non dai deputati del gruppo di Alleanza nazionale o di Forza Italia, che non lo hanno fatto) l'indicazione dell'Unione delle comunità ebraiche come organizzazione non governativa di riferimento; precisiamo che si tratta di un'organizzazione di riferimento e non di esclusiva attribuzione dei fondi. Il collega Maselli ha avuto la cortesia di fornirmi il documento che l'Unione delle comunità ebraiche, nel settembre 1998, ha consegnato al Governo italiano per predisporsi all'eventuale approvazione di questo disegno di legge. Nella parte conclusiva, si fa riferimento all'ANED, a enti rappresentativi delle comunità rom (non dimentichiamoci che lo sterminio colpì, in modo rilevantissimo, anche quelle comunità) e ad altra associazioni. Perché mettere in discussione in quest'aula quanto previsto dall'accordo di Londra, vale a dire che vi sia un'organizzazione di riferimento? Tutto questo è stato recepito con l'ordine del giorno Moroni n. 9/5549/4 (Nuova formulazione), accolto dal Governo.
Non volevo fare polemiche, ma esprimere una sofferenza (Commenti del deputato Selva) che, in un momento così importante, solenne e decisivo, non tanto e non solo dal punto di vista economico - gli onorevoli Pace e Malentacchi hanno detto giustamente che il contributo è molto limitato ed io convengo con loro -, ma per il significato storico, etico, politico e culturale a cinquantacinque anni dalla fine della guerra, ha l'approvazione di questa iniziativa legislativa.

GUSTAVO SELVA. Lo abbiamo sottolineato chiaramente!

MARCO BOATO. In questa occasione, forse, avremmo potuto evitare polemiche, dibattiti e confronti legittimi, che forse non era il caso di fare.
Annuncio, comunque, con soddisfazione, pur con la sofferenza riferita al tono del dibattito, il voto favorevole dei Verdi (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Maselli. Ne ha facoltà.

DOMENICO MASELLI. Desidero annunciare il convinto voto favorevole dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo su questo disegno di legge.
Il trattato di Londra del 4 dicembre 1997 è un tardivo e parziale atto di giustizia e di riparazione, come è stato giustamente detto. Diamo atto al Governo italiano e, in particolare, all'allora ministro del tesoro Ciampi di avere preparato questo disegno di legge molto rapidamente e di avere chiesto, già nella primavera-estate del 1998, all'Unione delle comunità


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ebraiche la disponibilità ad essere indicata come l'ONG incaricata dell'amministrazione di tali fondi.
La risposta della comunità ebraica è stata leggermente più tardiva, perché è arrivata nel settembre del 1998, in quanto si è voluto attendere la riunione dell'Unione delle comunità ebraiche in modo da dare al Governo una risposta solenne. Tale risposta teneva conto non solo, com'è già stato detto, ad esempio, anche della strage dei rom, ma anche delle altre organizzazioni operanti in Italia in aiuto degli ex deportati e di tutte le vittime del nazismo. Ho questo documento che mi sembra molto importante: è sulla sua base che il nostro Governo ha potuto presentare il disegno di legge al nostro esame, già sapendo che tutti gli altri, in particolare l'ANED, erano stati sentiti e parteciperanno alla distribuzione fatta dalle comunità ebraiche.
Pertanto, non posso che esprimere la mia soddisfazione per il modo, la forma, le idee e, soprattutto, per il terzo punto che il documento dell'Unione delle comunità ebraiche mette in luce: un progetto destinato alla prevenzione, in futuro, di analoghe ingiustizie. Credo che questa sia la ragione del nostro voto favorevole e dell'unanimità che ne è alla base.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà.

LINO DUILIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo voterà a favore di questo disegno di legge per un giusto indennizzo in favore delle vittime dei crimini nazisti. Si tratta di un provvedimento che deve servirci ad evitare la retorica, visto che, come è stato sottolineato, ci troviamo a cinquantacinque anni di distanza da tali eventi; inoltre, dovrebbe indurci ad evitare polemiche e ad acquisire, invece, una dimensione etica, politica e culturale al fine di ricordare, come ha affermato recentemente il Presidente della Repubblica nel corso della visita ad Auschwitz, una vicenda che credo appartenga alla nostra coscienza e che è conservata nelle ferite più gravi della nostra storia.
Chiedo a tutti noi di guardare avanti, interrogandoci solamente su come si possa evitare per il futuro che accada nuovamente ciò che è accaduto.
L'indennizzo monetario, come è detto anche nella relazione che accompagna questo disegno di legge, è una misura che, certamente, non può ripagare i danni subiti. Essendoci alcuni sopravvissuti in condizioni precarie, i quali hanno subito danni economici e alla salute, oltre alla privazione della libertà, debbono essere utilizzati gli strumenti a nostra disposizione. Dobbiamo, dunque, aderire a questo Fondo di assistenza che è stato deliberato a Londra due anni fa; siamo un po' in ritardo, come è stato detto. Credo che non dobbiamo spendere molte parole, ma contribuire con convinzione al Fondo.
Per queste ragioni, il gruppo dei Popolari annuncia il voto favorevole su questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saia. Ne ha facoltà.

ANTONIO SAIA. Signor Presidente, colleghi, credo che la cosa più sbagliata di fronte ad un provvedimento come questo sia fare discorsi lunghi e demagogici.
Questo disegno di legge è solo un segno - come è stato detto da altri -, una simbolica assunzione collettiva di responsabilità da parte dell'Italia e di altri paesi europei per non essere riusciti a fermare l'ignobile strage consumata dal nazifascismo in Europa 55 anni fa.
Certo, la somma stanziata è talmente esigua che ci fa quasi vergognare, tuttavia, essa...

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, prendete posto in silenzio!

ANTONIO SAIA. ...dopo tanti anni, in ogni caso, assume un rilievo e un valore che supera l'entità della somma stessa. Riparare la sofferenza inferta dal nazifascismo al popolo ebraico e ad


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altri - Boato ricordava i rom - e i danni fisici ed economici richiederebbero ben altro impegno.
Il Presidente della Repubblica Ciampi che, come è stato detto, è stato il presentatore di questa legge, ci ha ricordato proprio ieri quanto sia importante non dimenticare e, soprattutto, che le giovani generazioni sappiano quanto è successo perché certi errori non abbiamo a ripetersi. Con queste affermazioni ci ha ricordato il senso del 25 aprile.
Intervengo su questo provvedimento in assenza dell'onorevole Moroni che ne è stata relatrice e vorrei solo aggiungere due considerazioni. Oggi il Parlamento italiano si accinge ad approvare questo disegno di legge e ciò significa da parte nostra un'assunzione di responsabilità. Vorrei ricordare a tutti che questo nostro paese ha, comunque, responsabilità pesanti nella strage provocata dal nazifascismo; vorrei ricordare ad alcuni colleghi che le prime leggi sulla razza sono state promulgate in Italia. Come abbiamo avuto modo di vedere in quell'autentica poesia rappresentata dal film di Benigni, quelle leggi mostrano la firma del Re d'Italia.
Questa, cari colleghi, è una delle motivazioni per cui noi Comunisti italiani, in assenza di una condanna chiara da parte degli eredi di casa Savoia, non consentiremmo mai con il nostro voto il ritorno agli eredi di quella monarchia che ha apposto la propria firma alle leggi razziali. Questa, cari colleghi, è una differenza sostanziale.
Ho sentito alcuni in quest'aula parlare demagogicamente di crimini commessi anche dai comunisti. È vero: nel mondo ci sono stati crimini commessi anche dai comunisti (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale), così come ne sono stati compiuti da tante altre dittature in America Latina, in Africa, in Asia.

PIETRO ARMANI. In Russia!

ANTONIO SAIA. Ma i comunisti italiani, da sempre, hanno significato altre cose. I comunisti italiani, i quali non a caso hanno voluto questo nome...

GENNARO MALGIERI. Complici e servi!

ANTONIO SAIA. ...in questo paese, caro collega...

PRESIDENTE. Onorevole Malgieri!

ANTONIO SAIA. ...in questo paese hanno sempre lottato per la difesa e la riconquista della libertà, per la difesa della democrazia contro le trame nere e di ogni tipo. Oggi, quindi, è giusto essere qui ad affrontare l'esame di questo provvedimento ed a votarlo, perché esso rappresenta una chiara e precisa condanna del razzismo vecchio e nuovo, una chiara e precisa condanna delle stragi nazifasciste, una chiara e precisa condanna anche di quelle ideologie...

GIULIO CONTI. La tua!

ROBERTO MENIA. Ridicolo!

ANTONIO SAIA. ...che ancora oggi trovano consensi in larghi strati anche di questo Parlamento e che si richiamano a quelle nefaste idee (si vedano le affermazioni di Haider).
Per questo motivo i Comunisti italiani voteranno a favore del provvedimento al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.

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