Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 694 del 15/3/2000
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(Interventi per uno sviluppo equilibrato tra aree svantaggiate e depresse del paese)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Casinelli n. 3-05299 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).
L'onorevole Casinelli ha facoltà di illustrarla.

CESIDIO CASINELLI. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, le problematiche delle cosiddette aree cuscinetto, che sono al confine con i territori di cui all'obiettivo 1 e che sono comunque caratterizzate da un alto tasso di disoccupazione, sono state più volte all'attenzione del Parlamento e del Governo. Devo dare atto al suo Governo che, nell'ambito del cosiddetto meccanismo del de minimis consentito dagli accordi comunitari, con la finanziaria per il 1999 è stato concesso alle piccole e medie imprese ubicate in questo territorio un milione di credito d'imposta per ogni nuovo assunto; allo stesso modo, saluto con soddisfazione il fatto che tale credito d'imposta sia stato poi elevato a 3 milioni con la finanziaria per il 2000.
Signor Presidente del Consiglio, dandole di nuovo atto di ciò che è stato fatto, chiedo a lei, nel momento in cui a livello europeo si stanno definendo i programmi operativi di Agenda 2000, se non sia possibile prevedere per tali zone qualcosa di più organico e significativo, al fine di evitare che le condizioni di svantaggio di dette zone, confinanti con aree più agevolate e ad alta intensità di disoccupazione, possano determinare un'ulteriore delocalizzazione delle imprese in territori che, effettivamente, sono di frontiera, creando nuovi squilibri tra vecchie e nuove zone incentivate.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

MASSIMO D'ALEMA, Presidente del Consiglio dei ministri. Le aree destinatarie dell'obiettivo 2 nell'Agenda 2000 sono individuate nel territorio del centro-nord in base a precisi criteri che discendono dall'articolo 4 del regolamento e sono definibili quali aree aventi problemi strutturali, la cui riconversione economica e sociale deve essere favorita; si tratta di


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una popolazione di 7 milioni 400 mila abitanti, su un totale di poco più di 38 milioni di abitanti.
Se per territori destinatari di incentivi alle imprese si intendono le aree da comprendere nella mappa degli aiuti di Stato a finalità regionale, di cui all'articolo 87 del Trattato, analogamente tali aree sono individuate nel territorio nazionale del centro-nord in base a criteri altrettanto precisi, che discendono dagli orientamenti della Commissione europea stabiliti nella seduta del marzo 1998 e che hanno come obiettivo lo sviluppo di aree sfavorite. Sia nel primo che nel secondo caso, tali aree devono avere, per rientrare nell'una o nell'altra categoria ed anche in tutte e due in quanto le due mappe, per disposto comunitario, devono tendere ad avere una sempre maggiore coincidenza, le caratteristiche di aree svantaggiate, mentre la finalità è quella di renderle simili alle aree limitrofe. Proprio in tale direzione si dirigono le azioni del Governo e l'interesse della Comunità europea.
L'obiettivo 3, invece, si applica a tutto il territorio nazionale che non rientra nell'obiettivo 1 e quindi interviene in maniera orizzontale su tutte le regioni del centro-nord.
Al fine di migliorare l'efficacia degli interventi del Governo, nella legge finanziaria per il 2000, l'articolo 27 estende il concetto di aree depresse, includendovi sia le aree ammesse negli obiettivi 1 e 2 sia le aree in sostegno transitorio, a titolo degli obiettivi 1 e 2, le cosiddette aree facing out, sia le aree ammesse alla deroga dell'articolo 87, terzo comma, del Trattato.
Invece, per le aree limitrofe alle aree depresse, che quindi non sono aree svantaggiate e sono in grado di avere un livello normale di sviluppo, noi non possiamo fare altro, conformemente alle regole comunitarie, che applicare gli aiuti de minimis, perché, se noi estendessimo a queste aree limitrofe gli stessi vantaggi previsti per le aree svantaggiate, non faremmo che spostare il confine, creando ulteriori aree limitrofe, fino a completare il territorio nazionale. Tuttavia, siamo consapevoli dei problemi che l'interrogante pone, cioè del rischio che in queste aree si determini una concorrenza di aree vicine ed è anche per questo che abbiamo inteso aumentare il plafond del de minimis a favore delle imprese collocate nelle aree limitrofe che realizzino nuova occupazione.
Intendiamo procedere così, naturalmente nell'ambito delle norme previste dalla Comunità europea, dalle quali non possiamo derogare.

PRESIDENTE. L'onorevole Casinelli ha facoltà di replicare.

CESIDIO CASINELLI. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio dei ministri, volevo solo farle presente che sarebbe più opportuno che nel concetto di aree svantaggiate - è una richiesta che viene avanzata da vari settori del Parlamento ormai da svariati anni - non rientrasse solo il parametro del PIL, ma anche quello, ad esempio, del tasso di disoccupazione, cosa che è stata fatta per decidere gli aiuti del de minimis destinati ad alcune aree di frontiera perché, come le ho ricordato, non basta che siano limitrofe a zone dell'obiettivo 1, ma bisogna che in esse si registri anche un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale.
Quindi, comprendo che ogni aiuto ulteriore potrebbe suscitare un contrasto con la Comunità europea, che sovrintende a tutto il sistema degli aiuti regionali e nazionali, però volevo ancora sollecitarla, pur nell'ambito del de minimis, in occasione della prossima legge finanziaria, considerato che gli Stati nazionali hanno comunque un margine di manovra nell'ambito del de minimis, ragion per cui l'aiuto alle imprese di questo territorio può essere maggiormente consentito, di prevedere che il de minimis superi la quota dei tre milioni per nuovo assunto, attestandosi su una cifra più significativa.
La ringrazio per tutto quello che potrà fare e desidero solo sollecitare, al termine del mio intervento, l'emanazione del decreto del Ministero delle finanze, con il


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quale devono essere stabilite le modalità operative per la concessione di questo aiuto, che per l'anno 2000 non è stato ancora emanato (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).

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